Ottobre 2016 al cinema: 5 film consigliati da Nientepopcorn.it!

Nientepopcorn.it vi suggerisce i film più interessanti tra quelli in uscita in sala a ottobre 2016: cinque titoli molto diversi tra loro e un paio di eventi speciali riscalderanno la stagione cinematografica. Guardate i trailer!

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La nuova stagione cinematografica è in pieno rigoglio e l’autunno 2016 si fa portatore di tante nuove ed interessanti uscite in sala. Nelle prossime settimane, nei cinema italiani arriveranno molti film attesi da tempo, protagonisti di numerose competizioni internazionali, e alcune proiezioni speciali che non mancheranno di fare la felicità dei cinefili nostrani.
Grazie al progetto Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna, infatti, a partire dal 3 ottobre i cinema italiani proietteranno LUMIÈRE! LA SCOPERTA DEL CINEMA (Lumiere!, 2016), il documentario di Thierry Frémaux, basato su un progetto di Bertrand Tavernier (Leone d’Oro alla Carriera 2015), l’Institut Lumière di Lione e Sortie d’usine productions, che raccoglie i 114 cortometraggi realizzati a partire dal 1895 dai collaboratori dei Fratelli Lumière, gli inventori del cinematografo, l’apparecchio che ha dato letteralmente vita alla magia del cinema. Il film sarà commentato dalla voce dell’attore italiano Valerio Mastandrea.
Dal 24 ottobre, invece, tornerà nelle sale in versione restaurata FREAKS (1932), l’inno alla mostruosità innocente di Tod Browning.
Infine, dopo diversi slittamenti legati alla distribuzione, il 31 ottobre uscirà finalmente anche in Italia il folle lungometraggio animato SAUSAGE PARTY (2016), di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

A giudizio insindacabile (ma discutibile) della redazione di Nientepopcorn.it, abbiamo selezionato per voi i 5 film più interessanti in programmazione a ottobre 2016 nei cinema italiani.

QUANDO HAI 17 ANNI

QUANDO HAI 17 ANNI (Quand on a 17 ans, 2016) sancisce il ritorno nelle sale italiane del regista e sceneggiatore francese André Téchiné: l’ultimo suo film regolarmente distribuito nei nostri circuiti cinematografici, infatti, I TESTIMONI (Les témoins), con cui aveva anche corso per l’Orso d’Oro a Berlino, risale al 2007. Nel frattempo, Téchiné ha lavorato ancora con alcuni dei suoi attori prediletti, Catherine Deneuve (L’HOMME QU’ON AMAIT TROP, 2014) e Michel Blanc (LA FILLE DU RER, 2009), fino ad arrivare alla produzione di questo ultimo lungometraggio, co-sceneggiato con la collega Céline Sciamma (TOMBOY, 2011) e presentato in concorso alla Berlinale 2016, che vede Sandrine Kiberlain (LE DONNE DEL 6° PIANO, 2010) nel ruolo di Marianne, madre di Damien (Kacey Mottet Klein), un adolescente alla scoperta della sua identità e della sessualità. Nel film, lo scontro e l’attrazione tra il ragazzo ed il coetaneo Tom (Corentin Fila) corre in parallelo con la rappresentazione del tempo e della Natura, quella selvaggia e affascinante delle montagne della regione pirenaica dell’Ariège.
QUANDO HAI 17 ANNI arriverà nelle sale italiane il 6 ottobre.

NERUDA

Mentre il suo ultimo lavoro, JACKIE (2016), continua a riscuotere successo nei festival internazionali a cui viene presentato (tra questi, il recente TIFF, dove ha vinto il Platform Prize), il cineasta cileno Pablo Larraìn (IL CLUB, 2015) arriva nelle nostre sale con un altro biopic: si tratta di NERUDA (2016), pellicola presentata a Cannes nella Quinzaine des Realizateurs e passata anche all’ultimo Biografilm Festival di Bologna.
Il film, ambientato alla fine degli anni Quaranta, racconta della fuga del poeta premio Nobel e senatore cileno Pablo Neruda (Luis Gnecco, NO – I GIORNI DELL’ARCOBALENO, 2012). Accusato di aver tradito il partito comunista e il Presidente Gonzalez Videla (Alfredo Castro, È STATO IL FIGLIO, 2012), Neruda tenta di lasciare il Cile insieme a sua moglie, mentre sulle sue tracce si lancia un implacabile agente, Óscar Peluchonneau (Gael García Bernal, I DIARI DELLA MOTOCICLETTA, 2004). Senza tema di mettere in scena una figura tanto significativa della cultura cilena come quella di Neruda e mostrando una propensione inedita alla contaminazione, Larraìn ha confezionato un film che, pur mantenendosi solido nella narrazione, salta dal registro hard boiled alla commedia on the road.
NERUDA: nei cinema dal 13 ottobre.

AMERICAN PASTORAL

Mettendo mano ad un romanzo noto come il Premio Pulitzer Pastorale americana di Philip Roth, non possiamo esimerci dal dire che, per il suo debutto come regista, l’attore scozzese Ewan McGregor (TRAINSPOTTING, 1996) ha scelto di complicarsi la vita, manipolando una materia delicata e complessa come quella offerta dalla citata matrice letteraria. Il romanzo quasi allegorico di Roth è stato adattato per il cinema dallo sceneggiatore John Romano (THE LINCOLN LAWYER, 2011) e racconta la vicenda di Seymour Levov, detto “Lo svedese” (McGregor), uomo della middle-class americana, che, nel 1968, negli anni delle contestazioni e della guerra in Vietnam, deve fare i conti con un atto sconsiderato messo in atto dalla figlia adolescente Merry (Dakota Fanning, LA GUERRA DEI MONDI, 2005). La ribellione di Merry al nido confortevole creato per lei dalla sua famiglia è, forse, il detonatore di una crisi sociale in atto, ben più ampia, di portata nazionale?
Presentato a vari festival, AMERICAN PASTORAL (2016) non ha riscosso finora pieno apprezzamento da parte della critica, che rimprovera a McGregor scarso polso dal punto di vista registico, ma che, contemporaneamente, lo giustifica anche alla luce delle difficoltà legate all’ “inadattabilità” del testo originale.
AMERICAN PASTORAL, nelle nostre sale dal 20 ottobre.

IO, DANIEL BLAKE

L’ottantenne Ken Loach, il regista operaio, ha sbaragliato la concorrenza del Festival di Cannes 2016, vincendo la Palma d’Oro con IO, DANIEL BLAKE (I, Daniel Blake, 2016), un film che, come i suoi lavori più noti, si concentra sul mondo del proletariato urbano britannico: all’ombra della crisi economica, le vite di un operaio sessantenne (Dave Johns) e di una madre single (Hayley Squires) si incrociano, per dare vita ad una vera e propria opera di denuncia nei confronti della burocrazia e di un sistema assistenziale così complesso da uccidere, letteralmente, le persone che vivono in evidente difficoltà.
Sceneggiato dal fidato Paul Laverty, vincitore a Cannes 2002 con lo script di SWEET SIXTEEN, IO, DANIEL BLAKE sarà al cinema dal 21 ottobre.

IN GUERRA PER AMORE

Dopo aver raccontato a suo modo la lotta alla mafia e alle pratiche mafiose diffuse con LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE (2014) che gli è valso un David come Miglior Regista Esordiente e il premio per la Miglior Commedia agli European Film Awards 2014 (e che, dal 14 novembre, sarà una fiction Rai in 6 puntate dirette da Luca Ribuoli), Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha realizzato un nuovo lungometraggio in cui tratteggia ancora la figura di un “ragazzo normale” che si scontra con la Storia, quella universale. IN GUERRA PER AMORE (2016), infatti, è ambientato nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, alla vigilia dello sbarco dell’esercito statunitense in Sicilia. Arturo (Pif) e Flora (Miriam Leone, UN PAESE QUASI PERFETTO, 2016) sono due giovani emigrati negli Stati Uniti: si amano e vorrebbero sposarsi, ma Flora è stata promessa ad un boss di New York. Arturo intende ottenere il benestare del padre di Flora, che, però, vive in Italia: l’unico modo per ottenere la mano della sua bella, è quello di andare in Sicilia e la via più breve sembra quella di arruolarsi nell’esercito alleato pronto a sbarcare sull’isola.
Commedia di ambientazione storica co-sceneggiata da Pif insieme a Michele Astori e Marco Martani, il film affronta con apparente leggerezza un segmento fondamentale della storia italiana, che, a dispetto delle apparenze, mostra ancora molti lati oscuri ed incerti che rischiano di pregiudicare perfino il valore della memoria della Resistenza al nazifascismo. In una recente intervista, Pif ha dichiarato: Io credo che gli italiani abbiano provato a rimuovere quel periodo. Che i tedeschi abbiano perso la Seconda Guerra mondiale è chiaro a tutti. Non s’è capito però che cosa ha fatto l’Italia. Noi italiani non ci sentiamo responsabili del fascismo o delle leggi razziali; attribuiamo tutto al più cattivo dell’epoca. Da che eravamo fascisti, siamo diventati improvvisamente americani”.
Dopo l’apertura fuori concorso della Festa del Cinema di Roma 2016 (13-23 ottobre), IN GUERRA PER AMORE debutterà nelle sale italiane il 27 ottobre.

[Nella foto: Gael García Bernal in una sequenza del film NERUDA]

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