Classifica serie tv coreane: una guida ai migliori k-drama

Serie tv asiatiche: una guida, una classifica e una lista per orientarsi nel grande mondo dei k-drama

Tra le serie tv asiatiche, le fiction coreane, conosciute in tutto il mondo come k-drama, si stanno diffondendo con successo anche in Italia.
Titoli come SQUID GAME (2021-) che, in questo momento, è la serie tv Netflix più vista nei primi 28 giorni di distribuzione nella storia della piattaforma di streaming, hanno portato definitivamente all’attenzione del pubblico italiano e internazionale un fenomeno televisivo di massa che si è sviluppato intorno all’inizio degli anni Duemila, in Corea del Sud.
Al cinema, la passione per i film coreani ha travolto l’Occidente da circa un ventennio, grazie a registi come Park Chan-wook, Kim Ki-duk e Bong Joon-ho.
Insieme ai manhwa (praticamente, i manga coreani), ai webtoon (manga fruibili solo online) e a girl band e boy band di successo planetario, come le Blackpink e i BTS, il fenomeno k-pop sta cavalcando l’onda coreana (Hallyu), anche grazie ai k-drama, generando nuovi K-Boo (cioè, Koreaboo, persone ossessionate a tal punto dalla cultura coreana da definirsi sudcoreani, anche se non lo sono!).

Cosa significa k-drama?

Il termine k-drama (o kdrama) è una contrazione della definizione anglofona korean drama attribuita alle serie tv prodotte in Corea del Sud.
Non lasciatevi distrarre dal termine drama. Non si tratta di sole serie tv drammatiche. In inglese, la parola drama, di derivazione teatrale, indica un’opera, solitamente caratterizzata da toni seri e sostenuti, scritta per essere interpretata dal vivo da attori. Con il termine k-drama, invece, si indicano tutti i generi di telefilm coreani in live action, cioè con attori veri.

Storia dei k-drama

La tradizione televisiva coreana è stata influenzata dalle serie tv giapponesi (soprattutto, a cartoni animati) e americane.
Fino agli anni Ottanta, la televisione coreana trasmetteva perlopiù fiction importate dagli Stati Uniti. In maniera abbastanza simile a quanto è accaduto in Italia negli stessi anni, telefilm come L’UOMO DA SEI MILIONI DI DOLLARI e A-TEAM non avevano corrispettivi diretti nella tv coreana. La loro presenza nei palinsesti televisivi era molto apprezzata e ha modellato l’immaginario collettivo, preparando il terreno dove sarebbero nate le premesse della futura televisione coreana.
Per lungo tempo, invece, il governo coreano ha imposto il divieto di godere di contenuti culturali e prodotti giapponesi in genere. Le motivazioni erano di natura politica. Prima della divisione tra Nord e Sud, infatti, per più di trent’anni, fino al 1945, la Corea è stata una colonia giapponese. Le disposizioni del governo coreano, però, non hanno impedito agli spettatori locali di procurarsi in modo alternativo film e serie tv giapponesi (per esempio, ricorrendo alla tv via cavo).
L’embargo culturale legato al Giappone è cessato nel 1998. Da quel momento, le aziende di produzione televisiva coreane hanno avuto la possibilità di rielaborare serie tv e anime giapponesi, per adeguarli ai gusti del pubblico locale. Tra Giappone e Corea del Sud, è iniziato un proficuo e ininterrotto scambio simbiotico: un contesto ha iniziato a contaminare e alimentare l’altro, generando prodotti ibridi. Il risultato è stato deflagrante.
In breve tempo, i nuovi k-drama hanno iniziato a riscuotere un grande successo in patria.

Le prime serie tv coreane famose

La prima serie tv coreana a ottenere risonanza internazionale, è stata WHAT IS LOVE (1991), con l’attrice Kim Hye-Ja, diventata nota al pubblico mondiale grazie al film MADRE (Madeo, 2009) di Bong Joon-ho. In poco tempo, questo telefilm è diventato un cult in Cina, dove, negli anni successivi, la cultura coreana pop si è affermata come un riferimento fondamentale per la nascita di stili e tendenze in ambito mass mediale (televisione, musica, cinema, videogame).
La chiave di volta dei k-drama, però, è rappresentata da WINTER SONATA (2002), che ha lanciato la star coreana Bae Yong-joon e, oltre che in Corea del Sud, è diventata un grande successo in Giappone e, perfino, in Nepal.
L’exploit nel resto del mondo è arrivato qualche anno dopo, grazie alla diffusione delle piattaforme di streaming. Un simbolo di questo boom è rappresentato dal k-drama di ambientazione storica JEWEL IN THE PALACE (2003), il primo telefilm coreano a valicare con grande successo i confini asiatici.
Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Africa: in pochi anni, le serie tv coreane mandate in onda dai maggiori broadcaster nazionali (KBS, MBC e SBS) e dalle tv via cavo (JTBC) hanno raggiunto gli schermi di tutto il mondo.
La k-mania ha raggiunto dimensioni tali che le location dei k-drama più famosi sono diventate tra le mete turistiche più richieste in Corea del Sud.

Famosi attori coreani di k-drama

Nel corso degli anni Duemila, alcuni attori di serie tv coreane sono diventati molto famosi, non solo in Corea del Sud. In molti casi, sono diventati noti anche come attori cinematografici.
Tra le star coreane, annoveriamo: il celeberrimo e già citato Bae Yong-joon, Lee Young-ae (la LADY VENDETTA di Park Chan-wook), Song Hye-kyo, Lee Byung-hun, Song Seung-hun e Kwon Sang-woo.
Alla prima generazione di stelle della tv coreane, progressivamente, si sono aggiunti altri volti ormai conosciuti anche dal pubblico occidentale: Gong Yoo, protagonista del film horror TRAIN TO BUSAN (Busanhaeng, 2016); Bae Doo-na, tra i volti della serie tv Netflix SENSE 8 (2015-2018); Woo-sik Choi, tra i protagonisti del film PARASITE (2019) di Bong Joon-ho; Lee Jung-jae, perno della serie tv Netflix SQUID GAME (2021-).
La fama dei k-drama ha consentito a molti attori coreani di riscuotere un grande successo anche nelle vesti di cantanti, in Paesi asiatici come Giappone, Taiwan, Hong Kong e Cina.
Un esempio su tutti, Jang Keun-suk. Come riferisce in un report il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo sudcoreano, nel 2011, per la prima volta in 30 anni, grazie al suo singolo di debutto, Let Me Cry, Jang è stato il primo artista solista maschile non giapponese a raggiungere la posizione n.1 della classifica musicale Oricon nella prima settimana di uscita.

Cantanti coreani diventati attori di kdrama

Viceversa, famosi cantanti coreani sono diventati anche attori noti. Ne sono un esempio: Park Yoo-chun (ex membro della boy band TVXQ, molto popolare all’inizio degli anni Duemila), Jung Ji-hoon, alias Rain, e Kim Tae-hyung, meglio noto come V, membro dei famosissimi BTS, che ha debuttato nella recitazione nel 2016, con la serie tv storica HWARANG (2016-2017).
Un esempio del felice connubio tra musica e k-drama è la rom com DREAM HIGH (2011-2012), prodotta dalla Key East di Bae Yong-joon e dalla casa discografica JYP Entertainment. Questa serie tv coreana vanta nel cast vari k-idol: Taecyeon e Wooyeon della boy band 2PM, Suzy ed Enjung delle girl band Miss A e T-ara e l’artista solista IU.

Perché i k-drama hanno così tanto successo?

Il fatto che, nel tempo, i k-drama siano stati capaci di oltrepassare con incredibile successo i confini del continente asiatico dimostra che, benché siano esteticamente e culturalmente georiferite, le serie tv coreane sono molto trasversali e, grazie alla bravura degli affollati team di sceneggiatori (che possono contare anche 35 unità per casa di produzione), riescono a parlare un linguaggio universale.
La maggior parte dei k-drama è ambientata in contesti famigliari, ruotano intorno a personaggi che ottengono un significativo riscatto personale e mette in scena elementi tipici della vita quotidiana: amicizia, valori umani, affetti.
Nononostante che si affidino a schemi ed elementi narrativi collaudati, però, le trame delle serie tv coreane non sono ripetitive. Il successo dei k-drama sta anche nella loro capacità di stupire sempre il pubblico, anche quando i soggetti nascono da presupposti narrativi ricorrenti.
Pioniera delle serie tv romantiche coreane, WINTER SONATA ha stabilito i canoni dei k-drama più famosi e di maggior successo mondiale. Gli elementi principali che caratterizzano i k-drama sono costanti:
attori giovani e molto belli;
paesaggi pittoreschi;
colonne sonore estremamente curate;
– trame costruite sul binomio amore-morte o sul triangolo amore-morte-desiderio.
Il fenomeno k-drama è studiato anche a livello accademico. Per esempio, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo sudcoreano riferisce che il professor Fan Hong, docente alla Scuola Universitaria di Comunicazione e Giornalismo Tsinghua di Pechino, in Cina, ritiene che le serie tv coreane siano in grado di fondere i valori tradizionali del confucianesimo, amato dagli spettatori asiatici anagraficamente più anziani, con l’individualismo e il materialismo tipico dei Paesi Occidentali capace di fare presa sul pubblico più giovane e su quello extra asiatico.
Il coinvolgimento emotivo del pubblico, sia panasiatico che extra asiatico, è un elemento fondamentale delle trame dei migliori k-drama. Il merito va alla efficace rappresentazione del jeong, un termine coreano che indica l’affetto umano. Sottotraccia, però, corre un altro elemento, ravvisabile perlopiù dal solo pubblico sudcoreano. Si tratta di quello che in Corea viene definito han, una sorta di sentimento collettivo di dolore, rimpianto, risentimento e, agli estremi, desiderio di vendetta. Per tradizione, esso è connaturato alle vicende storiche del Paese, dall’occupazione giapponese (1910-1945) alla Guerra di Corea (1950-1953).
Inoltre, generalizzando all’estremo, i k-drama tendono a essere meno violenti e a contenere meno scene di sesso, rispetto alle serie tv occidentali. Grazie a questo approccio narrativo, riescono a raggiungere con relativa semplicità anche Paesi notoriamente più conservatori di altri.

Serie tv coreane: generi e definizioni

All’interno della definizione di k-drama, ricadono serie tv coreane romantiche, action, fantasy, di ambientazione storica (sageuk o saguk), sportive, medical drama, sitcom e, ovviamente, telefilm drammatici. Tali suddivisioni non sono rigide e categoriche. Anzi, spesso, i generi dei k-drama si dimostrano fluidi, tanto da dare vita a vivaci contaminazioni. Nei vari macrogeneri, è possibile individuare sottocategorie che permettono di suddividere le serie tv coreane in ulteriori piccoli gruppi ugualmente mutevoli.
Per esempio, con makjang drama, si indica un tipo di k-drama davvero peculiare. Si distingue per le trame poco credibili, con situazioni al limite dell’assurdo che richiedono una assoluta sospensione dell’incredulità, ed elementi ricorrenti come suocere malvagie, mariti traditori, incidenti impossibili (ne sono un esempio i numerosi investimenti stradali a opera di grossi camion), amnesie, false identità, ritorni miracolosi, cibo usato come arma di offesa, urla e pianti esagerati.
Un altro termine in uso in Corea del Sud, noona romance, indica i k-drama romantici incentrati sul rapporto tra un uomo giovane e una donna anziana (per esempio, nipote e nonna).
Rispettivamente, le sigle BL (Boys Love) e GL (Girls Love) indicano le serie tv che raccontano di relazioni tra due ragazzi e due ragazze.
E così via.
Grazie anche a storie in cui un protagonista migliora la propria condizione, partendo da premesse scoraggianti, lo scopo principale dei k-drama, soprattutto di quelli romantici, è fare in modo che gli spettatori siano rincuorati dal barlume di speranza contenuto in tutti i racconti.
Nei drammi storici, per esempio, ricorrono elementi che è facile trovare anche nella vita contemporanea: morte, amore, speranza, delusione, caduta e redenzione.
In gran parte dei k-drama e, con maggiore ricorrenza, in quelli sentimentali, viene usato il cliché dello tsundere. Questo termine giapponese indica il processo di graduale ammorbidimento di un personaggio inizialmente freddo e ostile che, con il proprio supporto, aiuta l’antagonista di cui si è innamorato a migliorarsi.

Come vengono fatte le serie tv coreane

Alcune serie tv coreane sono tratte da libri, altre da storie vere e documenti storici, oppure da fumetti (manhwa e webtoon). In molti casi, sono frutto dell’elaborazione di soggetti originali.
Benché, ogni anno, vengano mandati in onda molti k-drama, in genere, la produzione di una serie tv coreana richiede tempi molto lunghi. Talvolta, si protrae addirittura per anni. Per esempio, il creatore, sceneggiatore e regista di SQUID GAME, Hwang Dong-Hyuk, ha rivelato via Netflix di aver lavorato alla sua famosa serie tv per 10 anni.
La realizzazione di un k-drama si basa su uno schema ricorrente costituito da 17 passaggi:
– 7 sono dedicati alla pre-produzione e alla pianificazione;
-10 concernono l’esecuzione materiale della serie tv.
Lo sceneggiatore-capo si occupa di sviluppare il soggetto. Nel suo lavoro, viene affiancato da sceneggiatori-collaboratori che si occupano di fare ricerche per la documentazione e delle revisioni delle bozze.
Seppure esistano le eccezioni, rispetto ai concept seriali occidentali, i k-drama non sono concepiti per durare più di una stagione. Alcuni k-drama, sono decisamente brevi. Per esempio, THE HYMN TO DEATH (2018) conta solo 3 episodi da un’ora ciascuno. Altri, invece, sono composti da molti episodi (anche più di 50), ma, di solito, esauriscono la propria parabola narrativa nell’arco di una sola stagione. In questo senso, possono essere considerati delle miniserie. Raramente, infatti, le serie tv coreane superano le due stagioni. Alcuni k-drama sono costituiti da episodi di breve durata (circa 30 minuti ciascuno). In altri casi, le singole puntate possono durare fino a un’ora.
La presenza di una sola o di poche stagioni consente ai k-drama di trasmettere un senso di forte coesione narrativa. Il nucleo del racconto è ben definito ed è sovraccarico di emozioni, positive e dolorose, pensate per scuotere emotivamente il pubblico che, nonostante una esagerata amplificazione dei sentimenti, vi si può riconoscere abbastanza facilmente.
Solo dopo che la sceneggiatura è stata scritta, le case di produzione indipendenti sottopongono la serie tv a un’emittente nazionale o a una piattaforma streaming. Di solito, chi manderà in onda il k-drama segnala almeno un paio di attori di “livello speciale” da inserire assolutamente nel cast, per attirare un buon pubblico e ripagare produzione ed emittente degli alti costi sostenuti. Nel 2020, su 3000 attori professionisti coreani, 40 erano considerati di “livello speciale”.

Quali k-drama guardare? La classifica delle migliori serie tv coreane è una guida per scegliere nuove serie da vedere

La lista dei k-drama esistenti è lunghissima. Basti pensare che una buona casa di produzione indipendente è in grado di concepire anche 5 serie tv all’anno!
Per riuscire a fornirvi una panoramica esaustiva delle serie tv coreane uscite finora in televisione, in streaming o sul web, su NientePopcorn.it, provvediamo a revisionare costantemente l’archivio dei titoli disponibili.
Vi proponiamo una classifica dei k-drama, in continuo aggiornamento, ordinata in base ai voti degli utenti di NientePopcorn.it. Questa classifica è anche un elenco e una guida, perché, come vedrete, nella lunga lista, sono presenti anche titoli di serie tv coreane che non hanno ancora ricevuto alcun voto e che aspettano solo di essere scoperti. Scorrete le pagine di questo contenuto, per trovare nuovi k-drama da vedere.
Cliccate sulle locandine, per aprire le schede-serie tv e scoprire trame, cast, numero di episodi, durata media delle puntate ed eventuali voti e commenti già pubblicati dagli altri utenti. Lasciatevi incuriosire dalle sinossi: vi renderete conto che, praticamente, non esiste un k-drama uguale all’altro! Dopotutto, la popolarità sempre crescente delle serie tv coreane spinge gli sceneggiatori a essere molto creativi, per sostenere le aspettative del mercato, soprattutto di quello extra asiatico.

Dove si possono guardare i k-drama in Italia? Non solo Netflix: come funziona Rakuten Viki? E KORTv?

Inoltre, in ogni scheda-serie tv di NientePopcorn.it e in tutte le pagine di questa classifica, in corrispondenza di ciascun titolo di k-drama, potete trovare un elenco di siti di streaming legale disponibili in Italia, dove vedere subito serie tv coreane.
Basta un click sul logo del vostro servizio di video on demand preferito, per atterrare direttamente sulla piattaforma e vedere il contenuto selezionato.
Per esempio, il catalogo Netflix contiene moltissimi k-drama di tutti i tipi. Molti di questi sono serie tv Netflix originali o disponibili in esclusiva sulla famosa piattaforma.
Rakuten Viki (che, attualmente, non è incluso nelle nostre liste), è un servizio di streaming pensato per offrire anche al pubblico italiano un grande collezione di serie tv asiatiche da vedere gratis e legalmente. Sul sito ufficiale e sull’applicazione scaricabile gratis dagli store, sono disponibili decine di telefilm cinesi, giapponesi, taiwanesi e, ovviamente, coreani. Ogni contenuto può essere visto gratuitamente, senza iscrizione, né abbonamento, a patto di tollerare la presenza di pubblicità che finanziano il sito. Per eliminare gli annunci pubblicitari, occorre sottoscrivere un abbonamento.
Attualmente, nessuna serie tv coreana è disponibile doppiata in italiano. Però, sia Netflix che Rakuten Viki forniscono una serie di sottotitoli multilingue, in cui è compresa anche la lingua italiana.
Se, invece, oltre che prendere confidenza con la lingua coreana, volete mettere alla prova la vostra comprensione dell’inglese, potete approfittare dei servizi di KORTv, un’azienda sudcoreana che si occupa della distribuzione internazionale di serie tv e film coreani. Su KORTv, è possibile vedere in live streaming diversi canali televisivi e, on demand, con sottotitoli in lingua inglese, telefilm e film sudcoreani. In Italia, KORTv è raggiungibile online dal sito ufficiale. La app di KORTv è disponibile gratuitamente all’interno di alcuni dispositivi televisivi, come Apple Tv. In alternativa, è possibile scaricarla gratis dai vari store. I costi di KORTv variano a seconda dei contenuti scelti.

Fonti consultate

Korea.net.
Korean Culture and Information Service, K-Drama: A New TV Genre with Global Appeal, 2011.
KoreanDrama.org.
Reddit: glossario k-drama.

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