Sense8

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serie tvSense8

Chicago. Londra. Berlino. Nairobi. Mumbai. San Francisco. Seul. Nuovo Messico. Otto persone, in otto città diverse del pianeta, scoprono di essere collegate telepaticamente l'una all'altra.
emiliailim3 ha scritto questa trama

Titolo Originale: Sense8
STAGIONI/EPISODI: 2 Stagioni , 24 episodi, conclusa
Durata episodi: 60 min.
Attori principali: Miguel Ángel SilvestreMiguel Ángel SilvestreMax RiemeltMax RiemeltJamie ClaytonJamie ClaytonBae Doo-naBae Doo-naBrian J. SmithBrian J. SmithTuppence Middleton, Freema Agyeman, Naveen Andrews, Tina Desai, Toby Onwumere, Terrence Mann, Daryl Hannah
Creata da: Lilly WachowskiLilly WachowskiLana WachowskiLana WachowskiJ. Michael StraczynskiJ. Michael Straczynski
Sceneggiatura/Autore: Lilly Wachowski, Lana Wachowski
Produzione: Usa
Genere: Drama, Sci-fi
Network: Netflix

Dove vedere in streaming Sense8

Idea fantastica / 1 Marzo 2021 in Sense8

Mi piace troppo l’idea della serie, posso dire che mi ha fatto in po’ sognare.

8? facciamo 9, se non 10 / 16 Settembre 2020 in Sense8

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sense8 è probabilmente una delle serie più ricche che si possano incrociare sulle piattaforme di streaming
Le due sorelle wachowski, celebri per la regia e l’immaginario creato attorno a Matrix, realizzano una serie che costringe lo spettatore a viaggiare negli angoli più remoti del pianeta, ma anche a guardare sotto una luce completamente nuova tutto il dibattito legato al mondo LGBT.
Sense8 non parla di diritti civili, libertà sessuali o discriminazioni, ovvero lo fa, ma mettendo al centro del racconto non la questione, ma le persone.
8 personaggi intensi, completi e ricchi e comprimari altrettanto strutturati accompagnati da dialoghi, e silenzi, costruiti in modo minuzioso, il tutto accompagnato da location che esclusive, da Seul a Nairobi passando per Napoli, Chigaco, Londra, Parigi e l’Islanda.
Al centro del racconto ci sono persone ‘diverse’ in quanto capaci di comunicare tra loro telepaticamente e per questo braccate.
Le scene corali a distanza sono probabilmente le meglio riuscito tanto che si tratti di una canzone (cercate what up/sense8 su youTube) quando un momento di passione.
Indubbiamente una serie talmente ricca da rientrare di prepotenza nella top five di chiunque la approcci.

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Un messaggio di amore universale / 25 Febbraio 2020 in Sense8

Al momento la mia serie preferita, l’unica che mi ha coinvolto al punto di volerla rivedere da capo. Errori, scene un po’ meno azzeccate, la scelta finale di Kala che non è coerente con lo sviluppo umano del personaggio, con l’autoconsapevolezza che abbiamo visto crescere poco a poco… ma a parte questo (che sfido qualsiasi serie o film a non avere sbavature), Sense8 è un capolavoro che educa senza fare prediche perché fa empatizzare lo spettatore con personaggi diversissimi l’uno dall’altro per credenze, morale, stile di vita, preferenze sessuali. C’è una corrente di ottimismo e di gioia di vivere che allarga il cuore; nonostante i drammi personali, ciascuno è pronto a mettersi da parte per il bene dell’altro. Il messaggio è chiaro, “insieme possiamo farcela”. Una convinzione rivoluzionaria in un’epoca di individualismo esacerbato come è la nostra. Ogni personaggio ha pari dignità ed è ugualmente amato dagli altri, ciascuno contribuisce in ciò che sa e può ed è pronto a sacrificarsi.
Oltre a ciò vorrei menzionare una colonna sonora semplicemente fantastica e delle scene corali che sono autentica poesia. Senza dimenticare la fotografia, immagini che riempiono gli occhi per la loro bellezza.
Non sono d’accordo con chi parla di un’eccesso di scene di sesso, non è al centro della storia, ma serve per comprenderne la naturalezza ed è un sesso accompagnato sempre da amore univoco e assoluto. Amore puro, tra etero come tra persone dello stesso sesso. “Io amo la persona, non il suo genere”.

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la cifra di Sens8 / 16 Agosto 2018 in Sense8

Serie ottima. La chiusa finale, compromesso al taglio improvviso della serie, soffre quando si immerge nell’azione: non mi pare assolutamente che l’intrigo action sia la cifra di Sens8, tutt’altro. La forza gigantesca dell’opera sta nel mostrare promiscuità, omosessualità, poliamore, eguaglianza tra etnie agganciando all’emotività (ossia al terreno umano in un certo senso comune), alla sensazione, ell’empatia con lo spettatore temi per certi versi rivoluzionari, contemporanei. Notevole.

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Una conferma / 6 Maggio 2017 in Sense8

Prima e seconda stagione
La seconda stagione conferma l’ottimo livello di questa serie, anzi, forse la migliora.
Rispetto alla prima ci sono meno scene di azione e di sesso, il ritmo è più tranquillo; in compenso c’è una maggior componente narrativa.
Adesso che conosciamo i personaggi, le loro storie personali hanno più risalto e sono più ricche di dettagli.
Adesso che conoscono il loro “potere”, i personaggi si “muovono” tra le loro storie molto più velocemente ed il coinvolgimento è immediato, non c’è più la sorpresa di ritrovarsi altrove.
Naturalmente a complicare il tutto, c’è l’ingresso in scena di nuovi personaggi, nuovi “sensate”, nuove “cerchie”; e tra questi non posso non segnalare l’attrice italiana Valeria Bilello in un ruolo non proprio secondario.

Questa è sicuramente tra le serie tv con il maggior numero di location geografiche mai realizzate. A tutte quelle rappresentate nella prima serie (mi pare nove), si sono aggiunte San Paolo, Los Angeles e chiaramente Positano nello speciale di fine anno. Altro punto di forza, la colonna sonora sempre attenta ad accompagnare il racconto, il cambio di scena.

Con questa seconda stagione, credo, diventi sempre più evidente il messaggio che Sense8 vuole lanciare: insieme si può vincere, insieme si è più forti, non importano la religione, la razza, il ceto sociale, l’unione ci rende più forti e le esperienze personali aiutano a rafforzare questo legame.
Luoghi comuni, forse no.

Puntata finale: Per i nostri fan.
Siamo giunti al termine della serie tv che, più di altre, è nata con l’unico obiettivo di lanciare un messaggio positivo contro ogni tipo di pregiudizio, un vero inno alla comunione, Non sono un io e basta, sono anche uno noi. (Nomi Marks).
Diciamo subito che in due ore era difficile chiudere la trama principale e tutte le trame secondarie (singoli personaggi), e questo è evidente, in quanto si nota una certa mancanza di “storia” in molti passaggi, ma non importa, era prevedibile.
Anche il finale probabilmente è esattamente come tutti se lo aspettavano, e non poteva essere altrimenti.
Al contrario non mi aspettavo il “saluto finale” molto hot a rimarcare il messaggio di condivisione e unione, leitmotiv dell’intera serie.
Piccola nota a margine per l’omaggio all’Italia, molto rappresentata in questo finale di stagione, con la città di Napoli e l’attrice Valeria Bilello, presente già dalla seconda stagione.

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