Lady Vendetta

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Lady Vendetta

Dopo tredici anni di prigione scontati per avere rapito e ucciso un bambino, Geum-ja, che durante la pena si era dimostrata una detenuta modello benvoluta da tutte, al momento del rilascio rivela una personalità assai diversa. Tutte le sua azioni sono state dettate dal desiderio di vendicarsi dell'uomo che, ricattandola, l'ha costretta ad assumersi la colpa del crimine che egli aveva commesso. Per raggiungere il suo scopo Geum-ja si avvarrà delle amicizie fatte in carcere.
Giorgio Nesossi ha scritto questa trama

Titolo Originale: 친절한 금자씨
Attori principali: Lee Young-aeLee Young-aeChoi Min-sikChoi Min-sikKwon Yea-youngKwon Yea-youngKim Shi-hooKim Shi-hooNam Il-wooNam Il-wooKim Byung-ok, Oh Dal-su, Lee Seung-Shin, Seo Young-ju, Kim Bu-seon, Ko Chang-seok, Ra Mi-ran, Ko Su-hee, Kim Jin-goo, Choi Hee-jin, Lee Dae-yeon, Lim Su-gyeong, Kang Hye-jung, Song Kang-ho, Shin Ha-kyun, Yoo Ji-tae, Yoon Jin-seo, Park Myung-shin, Oh Gwang-rok, Lee Yong-nyeo, Kim Yoo-jung, Lee Byung-joon, Ryoo Seung-wan, Tony Barry, Anne Cordiner, Mostra tutti
Regia: Park Chan-wookPark Chan-wook
Sceneggiatura/Autore: Park Chan-wook, Chung Seo-kyung
Colonna sonora: Choi Seung-hyun, Cho Young-wuk, Lee Ji-soo
Fotografia: Jeong Jeong-hun
Costumi: Cho Sang-kyung, Kwak Jung-ae
Produttore: Cho Young-wuk, Miky Lee, Chun-yeong Lee, Lee Tae-hun, J.J. Harris, Beth Kono, June Lee
Produzione: Corea del Sud
Genere: Orientale, Drammatico, Thriller
Durata: 115 minuti

Dove vedere in streaming Lady Vendetta

Le accurate pitture di Chan-wook / 27 Ottobre 2017 in Lady Vendetta

Primo assaggio di Park Chan-wook, pietanza piuttosto sanguigna direi… Ok ho cominciato con l’ultimo di una trilogia, me ne sono accorto solo dopo ma importa poco, non c’è un filo narrativo unico, sono tre film autoconclusivi.
Prima cosa da dire: che tecnica, questi orientali. Impressionante davvero. La composizione delle immagini è di livello stratosferico, non parlo solo dell’ottima fotografia ma proprio della intera messa in scena, dalle inquadrature al montaggio, con un occhio sempre originalissimo e essenzialmente pittorico.
Sul film in sè, è chiaro che scodella il piatto freddo della vendetta in un modo talmente coinvolgente (e viscerale) da conquistare chi voglia lasciarsi conquistare. Il culto orientale della violenza per la giustizia trova una schiera di fans ultraortodossi. Non mi annovero tra questi, non sopporto la beatificazione della vendetta nemmeno quando c’è un astuto richiamo all’istinto di difesa genitoriale. Va detto comunque che la terrificante sequenza nella scuola abbandonata, con una “classe” di genitori che assistono a una serie di lancinanti testimonianze video, trova nell’epilogo grand guignol uno sfogo che non porta pace. Sembra perfino che la dannazione del dolore si moltiplichi, e in questo Park Chan-wook è stato onesto.
Sono rimasto abbagliato anch’io, come tanti, dalla sequenza finale. Un quadro di pietà nella neve davvero magnifico.

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Come mai quell’umbretto rosso? / 3 Marzo 2016 in Lady Vendetta

La capacità di una regia dedita ad un tema invalicabile, che riesce a cambiare rimanendo della stessa essenza alla quale ci ha abituati.
Ci riferiamo alla trilogia della vendetta, ove a racchiudere questo scrigno di pandora ritroviamo simpatia per lady vendetta, un film che cresce con te, che si sviluppa e diventa sempre piu’ opprimente, nel senso piu’ puro e felice che possa esistere.
Si rimane lesi da tale avventura, soprattutto una volta ultimati gli altri due capitoli, si consiglia vivamente prima di recuperare gli altri, di modo da sentir completa tale esperienza che sfonda qualunque abitudine cinematografica preimpostata.

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Sympathy for Park Chan-wook / 6 Gennaio 2014 in Lady Vendetta

Rinvigorito dal successo di Mr. Vendetta e soprattutto Oldboy, Park Chan-wook chiude così la sua trilogia della vendetta con quest’ultimo capitolo, ulteriore prova concreta dell’evoluzione e della maturazione stilistica del regista.
Lady Vendetta è una storia di lucida follia. Come i suoi predecessori ha un personaggio che si evolve costantemente a seconda degli eventi che lo colpiscono. Geum-ja mostra due lati della sua persona che incanteranno abilmente lo spettatore. Il primo è quello della “santa”, una facciata che fa da caposaldo ad un disegno ben più grande e articolato. Il secondo è quello della mente razionale e spietata, che la rende un personaggio di grande fascino e carisma, al pari dell’Oldboy di Choi Min-sik. Ciò grazie anche ad un’ottima interpretazione da parte di Lee Yeong-ae.
La regia si dedica molto alle inquadrature fisse, ma riuscendo comunque ad apparire di grandissimo impatto emotivo. Va menzionata la scena nella scuola, forse la sequenza madre dell’intero film ed il momento in cui lo stesso raggiunge il suo apice. Anche le musiche appaiono perfettamente adatte al dramma dell’intera vicenda.
Non era facile produrre una pellicola che avesse la stessa profondità, intensità e la stessa bellezza estetica del suo predecessore. A mio avviso però, Park Chan-wook ci è riuscito perfettamente e Lady Vendetta può chiudere degnamente il cerchio di morte, sangue, sudore e inganni iniziato nel 2002.

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Lady V. / 20 Febbraio 2013 in Lady Vendetta

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A mio avviso quello più bello della saga ma è probabile voi preferiate oldboy, nessun problema al riguardo.

Partiamo dal fatto che ogni uomo o donna è forte abbastanza per uccidere un’altra persone ed altrettanto sveglia per farlo. Aggiungiamoci pure che ognuno di noi ha un lato primitivo chi più o chi meno pronunciato ma la pellicola in questione non si ferma a questo. No miei cari e care.
Siamo solo all’antipasto.

Lady Vendetta è semplicemente un film spietato, violento. Quella violenza non gratuita aggiungerei riflessiva. La violenza è interna, fisica e soprattutto psicologica. Unite al tema dell’omicidio, quello della vendetta (caro al regista) con quello della redenzione. Gli ingredienti della pellicola sono questi, ne uscirà fuori “Lady V.” Sintetizzando la storia al massimo direi che Geum-Ja è stata fregata.

Chi è la tizia ? Semplicemente una giovane donna che passa la bellezza di tredici anni in una prigione per un reato che non ha commesso. Ciò manderebbe ai matti 3/4 di noi, ci trasformerebbe in un crogiolo di rabbia-odio-pazzia-violenza.
l’aggravante è che si parla di pedofilia e non sempre l’argomento viene trattato in una pellicola. Dipende anche come viene trattata la materia.
Tutto inizia con un rapimento ma la protagonista non è in galera solo per questo. E’ in galera perché il rapito, un bambino di cinque anni, viene ucciso dal suo amante chiamato Mr Beak. Mr Beak è un suo vecchio insegnante e tiene la ragazza per le palle, il perché lo scoprirete vedendo la pellicola sappiate solo che il tale odia i bambini, e ne accopperà un bel po’, presumibilmente perché sterile. Non viene presentato un “macellaio” ma una persona mite e tranquilla, un professore che ha molto da nascondere. Egli è un mostro. Contrapposto a Mr. Beak abbiamo la protagonista. Dopo più di un decennio all’interno del carcere, dopo essersi fatta passare per una pseudo santa, dopo aver liberato donne oppresse, ucciso a sangue freddo, Geum-ja torna dalle ormai libere compagne di cella per trovare risposta ai favori fatti in passato. Diciamo che tutta la parte nel carcere non è pesante tanto quanto il resto della storia, non mancherà di momenti ironici, se possiamo definirli tali. Quella che apparentemente è bontà, disponibilità, carità e altre parole con la à finale, in realtà si rivela essere vera e propria strategia degna del miglior Principe proposto da Machiavelli, un po’ golpe e un po’ lione.. ma il giochino le costa tredici anni di vita spesi in un carcere. Libera, ripercorre passo dopo passo tutta la strada di Beak e lo rapisce. Il punto è che non ha ucciso solo un bambino, lo ho accennato nelle righe sopra, quindi perché no ? Il tempo non le manca, perché non percorrere passo passo la strada dei genitori vittime del tale ?
Quindi ecco trasformarsi in mostri gli stessi genitori.
A questo possiamo ridurre il film e possiamo interrogarci per ore sull’amoralità dell’uccidere o tentare di uccidere. Semplicemente si parla di un pedofilo e un gruppo di persone che vogliono vendetta.
Vendetta o giustizia spiccia non è importante
Questa è la missione della “dolce Geum-Ja” (appellativo datole proprio in cella per i suoi modi gentili).

DonMax

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C’è il buon rapimento e c’è il cattivo rapimento / 4 Gennaio 2013 in Lady Vendetta

Con Lady Vendetta si conclude la “Trilogia della Vendetta” iniziata nel 2002 con Mr. Vendetta e continuata l’anno successivo dal celebre e pluripremiato Oldboy.

Con quest’ultima pellicola Park Chan-wook tinge di un altro colore la vendetta, discostandola dalla follia sanguinaria, dallo splatter e dalla violenza spettacolarizzata dei primi film, donandole la raffinatezza del bianco candido di cui può essere intriso solo un gesto gentile e il sorriso delizioso di una (Ma)donna che per la sua innocenza sembra splendere di luce propria. Il personaggio forse più completo e complesso della sua carriera, di cui (inizialmente) si stenta a credere che possa essere stata capace del crimine di cui si è accusata.

Tramite il viso diafano di Geum-ja, Park Chan-wook è riuscito a trasformare la brutale e sanguinosa violenza vista in Oldboy in una sofferta sete di redenzione. E non a caso è stata scelta una donna per chiudere il cerchio, “perché solo l’umanità femminile può trasformare la violenza in espiazione”.

Quella di Lady Vendetta non è una rivendicazione stile Kill Bill, non è solo sete di rivalsa. Il sangue è solo un sottofondo al disegno più grande progettato da Geum-Ja durante la detenzione. E’ solo un dettaglio rosso (scarpe, sfondi) a volte quasi impercettibile, ma onnipresente in ogni inquadratura che compone il film.

Lady Vendetta è la storia di una donna che perseguitata dai sensi di colpa cercherà, più che una vera e propria vendetta, di espiare per quel delitto che ha contribuito a compiere e che vorrebbe lasciarsi alle spalle.

Si sviscera la vendetta interiore, il dramma intimo, la voglia di riscattarsi l’anima. Di cancellare una colpa tanto grave indelebile come un tatuaggio sulla pelle. Come una cicatrice.
Un dolore così oltre che nemmeno la rinuncia più grande per una madre potrà alleviare. Potrà far sparire.

Anche se visivamente meno efferato di Oldboy, Lady Vendetta non perde in efficacia emotiva, ben più sottile e commovente del suo celebre predecessore. Enfatizzata moltissimo dalla presenza scenica di Lee Yeong-ae che ha saputo far trapelare tutta la lucida follia della seconda Geum-Ja. Quella che si trucca gli occhi di rosso per sembrare meno buona.

Park Chan-wook ha dimostrato per la terza (ma non ultima) volta, di essere un grande regista e sceneggiatore riuscendo a donare raffinatezza anche al più spregevole dei (ri)sentimenti, con un film che credo proprio sia il mio preferito della trilogia.

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