Trainspotting

/ 19967.71080 voti
Trainspotting

Edimburgo, primi anni Novanta: Mark Renton è giovane, carino e completamente dipendente dall'eroina; contornato da una massa di amici stralunati e fatti almeno quanto lui, trascina la sua vita tra un furtarello, una partita di calcio e una rissa al bar. Smetto, non smetto: questo il ritornello; ma quando l'eroina arriverà feroce a presentargli il conto, Mark dovrà decidere davvero cosa fare della sua vita. Tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Trainspotting
Attori principali: Ewan McGregorEwan McGregorEwen BremnerEwen BremnerJonny Lee MillerJonny Lee MillerRobert CarlyleRobert CarlyleKelly MacdonaldKelly MacdonaldKevin McKidd, Peter Mullan, James Cosmo, Eileen Nicholas, Susan Vidler, Pauline Lynch, Shirley Henderson, Stuart McQuarrie, Keith Allen, Kevin Allen, Irvine Welsh, Eddie Nestor, Annie Louise Ross, Billy Riddoch, Dale Winton, Hugh Ross, Victor Eadie, Kate Donnelly, Mostra tutti
Regia: Danny BoyleDanny Boyle
Sceneggiatura/Autore: John Hodge
Fotografia: Brian Tufano
Costumi: Rachael Fleming
Produttore: Andrew Macdonald
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 94 minuti

Dove vedere in streaming Trainspotting

Trainspotting / 22 Maggio 2020 in Trainspotting

Il film più stupido, superficiale, grottesco e patetico sulla dipendenza da droga e sugli anni ’90, girato da un regista dalle capacità modeste(non riesco a trovare un singolo film di Boyle costruito bene, sia a livello narrativo che a livello visivo), dove c’è pure spazio per una critica populista all’inverosimile al mondo borghese(cacchio, se vuoi attaccare la borghesia fallo bene, non farlo con i soliti cliché) e scene che non ho mai capito se debbano farmi riflettere, lasciarmi indifferente o alimentare la mia già grande fobia degli aghi. La trama è una delle cose più scontate mai viste: non c’è un colpo di scena, sembra che si sappia già dall’inizio della scena cosa succederà durante la suddetta. Oltre al fatto che non esiste un pensiero, una riflessione dietro Trainspotting: solo un desolante nulla(fosse almeno diretto bene questo nulla, invece anche a livello di grammatica cinematografica siamo tra lo scarso e il vuoto). C’è chi lo considera il più grande cult degli anni ’90: io lo considero il più grande bluff degli anni ’90(tanti altri film hanno raccontato il vuoto valoriale post anni ’80 in maniera molto migliore e molto interessante), perché pur avendolo rivisto tre volte, dietro Trainspotting non vedo nulla se non un regista affetto da chiari problemi di ego ipertrofico. Boccatissimo.

Leggi tutto

Spettacolare / 7 Dicembre 2017 in Trainspotting

Un film assolutamente meraviglioso che a molti potrebbe sembrare una sorta di incentivo ad assumere eroina. Quest’opera ti mette in una situazione di guardarti dentro, fin dal primo istante in cui Ewan Mcgregor apre bocca ti fa sentire esattamente una me**a, un rifiuto do essere umano che non fa assolutamente niente dalla mattina alla sera; ti fa sentire come se fossi nato per non fare un ca**o e morissi senza fare un ca**o sprecando l’intera vita. Ti fa vedere lo schifo che è lui e ti mette faccia a faccia con lo schifo che sei tu e ti fa sentire nettamente peggio, ti fa vedere la realtà, che non serve essere dei drogati per essere delle persone di me**a.

Leggi tutto

Sarò impopolare / 30 Agosto 2017 in Trainspotting

Ho messo 5 a Trainspotting, ma senza rabbia. Perchè per esprimere un giudizio negativo su un cult si devono sovente affilare le armi e strillare più forte degli altri; ma io vorrei archiviare con pudore il film più noto di Danny Boyle, regista che apprezzo molto, limitandomi a fare qualche osservazione personale.
E’ un film generazionale, più precisamente un film della mia generazione, io l’ho mancato in quegli anni e probabilmente all’epoca ne sarei rimasto affascinato tanto quanto i miei vecchi compagni. Oggi le sensazioni di un film come questo, studiato per colpire e sedurre, arrivano in maniera differente.
I personaggi sono certo memorabili, soprattutto il Renton di Ewan McGregor e il fantastico Begbie di Robert Carlyle, gagliarda la colonna sonora dove spicca l’ ipnotica Born Slippy. Ma come è avvenuto per Fight Club, è la retorica di fondo di Irvine Welsh che finisce per infastidirmi; non si tratta di una banale reazione moralista, piuttosto è la consapevolezza dell’astuzia un po’ subdola di questo autore che mi risulta irritante. Condivido pure io una sana rabbia sociale verso l’imborghesimento ma non sopporto l’idea che per combatterlo bisogna perorare l’autodistruzione.
Danny Boyle non è regista da seguire pedissequamente un soggetto, tuttavia non può staccarsi del tutto dall’impianto; geniali le sequenze oniriche come l’immersione nel peggior wc di Scozia e altre trovate fantasmagoriche che attutiscono questa pesante cappa nichilista.

Leggi tutto

Cult! / 22 Agosto 2017 in Trainspotting

Un cult.
Forse ancora non tutti l’hanno visto, ma lo conoscono.
Personaggi e scene che ti si imprimono e una storia che accappona la pelle.
Ottima interpretazione di Ewan McGregor su una splendida colonna sonora.
Forse il miglior film di Danny Boyle.
Il monologo iniziale è davvero entrato nella storia…
7,5.

You make me forget myself / 26 Gennaio 2016 in Trainspotting

Puoi parlare dei monologhi se ti va. Puoi palare della sceneggiatura se ti va. Puoi elogiare la colonna sonora se ti va. Puoi parlare della fotografia se ti va. E anche del montaggio.
Puoi parlare degli attori. Dei personaggi. Delle scelte stilistiche. Puoi persino criticarlo quanto ti pare.
Puoi dire che è apologetico riguardo all’eroina. Che è un eterno susseguirsi di me**a e vomito. Puoi persino dire che non ha senso. che ci sono delle fasi che non coincidono nell’intreccio. E che il libro era superiore, e che è stato stravolto, se lo hai letto.
E di certo qualcuno che ha visto Edimburgo avrà come me pensato “ma quella non è Edimburgo” (perché in gran parte è girato a Glasgow).
Puoi dire quello che ti pare di Trainspotting. Che non è all’altezza delle aspettative. Che crea troppe aspettative. Che è un cult immeritatamente.
E non so dire se c’è del merito o se è stato un terno al lotto.
E tutto si può dire tranne che è perfetto.
Perché è al di là della perfezione come la intendiamo noi, è al di là di quello che si potrebbe definire un capolavoro.
E’ una specie di versione cinematografica di Iggy Pop. Non è un eroe e non finge di esserlo. Non è un ribelle, non ti incita a buttare giù un muro. Il muro lo ha già buttato giù ed è tornato per raccontarti cosa ha visto.

Leggi tutto