Oscar 2018: record, aneddoti, discorsi, nell’anno… Del Toro

L'exploit di Guillermo Del Toro, gli Oscar a James Ivory e Jordan Peele, la chiamata all'azione di Frances McDormand... I momenti migliori della cerimonia degli Oscar 2018, su Nientepopcorn.it!

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Oscar 2018: record, aneddoti, discorsi, nell’anno… Del Toro

GLI OSCAR 2018 SI CHIUDONO NEL SEGNO… DEL TORO!

Gli Oscar 2018 consacrano definitivamente Guillermo Del Toro.
Con LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER, candidato in 13 categorie, il regista messicano ha vinto 4 statuette, compresa l’ambitissima combo film/regia.
Dopo il Leone d’Oro a Venezia 74, il fantasy dark  e metacinematografico di Del Toro ha segnato anche la Notte degli Oscar 2018. Salito sul palco in due momenti, il regista ha ricordato le sue origini extra-americane, con un forte richiamo alle politiche esclusive della presidenza Trump. “Sono un immigrato. Il cinema è in grado di eliminare le frontiere e dovremmo continuare a fare in modo che sia così.” E, ancora: “Steven Spielberg mi ha detto: ‘Ricordati che fai parte di un grande lignaggio di registi’. Quando ero un bambino e vivevo in Messico, guardavo i film e non credevo che sarebbe mai stato possibile arrivare dove sono arrivato. Il cinema è una porta d’entrata: apritela”.

BYE BYE, ENVELOPEGATE!

Oscar 2018: Del Toro e il cast de La forma dell'acqua

Oscar 2018: Del Toro e il cast de La forma dell’acqua

A differenza dell’anno scorso, nessun colpo di scena epocale ha contraddistinto la consegna dell’Oscar al miglior film.
Scherzando, il presentatore Jimmy Kimmel ha introdotto Faye Dunaway e Warren Beatty, chiamti nuovamente ad annunciare il film dell’anno: “Ora, niente di brutto può accadere!”. Anche Beatty ha ironizzato su quanto accaduto nel 2017: “Che bello rivedervi!”
Il fantasma dell’Envelopegate (letteralmente, il caso della busta) è stato definitivamente esorcizzato.

OSCAR 2018: QUE VIVA, MEXICO!

Il Messico ha segnato la cerimonia in maniera originale. Oltre a Del Toro, la cultura messicana è stata protagonista grazie a COCO. Il film di animazione Disney Pixar ispirato alla tradizione del Dìa de los muertos ha vinto due statuette: quelle per il miglior lungometraggio animato e per la miglior canzone originale, Remember Me, composta da Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez. La coppia è al secondo Oscar, dopo quello vinto nel 2014 con l’ormai celebre brano Let It Go, dalla colonna sonora di FROZEN.

FRANCES MCDORMAND: “SIGNORE, AL LAVORO”

Oscar 2018: Frances McDormand

Oscar 2018: Frances McDormand

La 90ma cerimonia di consegna degli Oscar è stata la prima dell’era post-Weinstein e, ovviamente, è stata contrassegnata dal movimento Time’s Up, dalla campagna contro le molestie #MeToo e dalle rivendicazioni femminili in ambito lavorativo.
Frances McDormand ha vinto l’Oscar 2018 come miglior attrice per la sua interpretazione nel film TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh. La McDormand, visibilmente entusiasta ed emozionata (“Se cado per terra, raccoglietemi”) è al suo secondo Oscar, dopo quello vinto nel ’97 con FARGO. L’attrice ha ringraziato il marito, Joel Coen, colui che l’ha spinta a interpretare questo pluripremiato ruolo. Poi, la McDormand ha invitato tutte le professioniste in sala ad alzarsi, per mostrare quante donne siano coinvolte nel processo creativo che ha portato all’eccellenza premiata in occasione degli Oscar. Meryl Streep, sua diretta concorrente, è stata fra le prime in sala a rispondere all’appello. “Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: inclusion rider”.
La inclusion rider è una clausola contrattuale che prevede l’impiego di categorie sottorappresentate.

MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA: VINCE IL CILE

Oscar 2018: Lelio e il cast di Una moglie fantastica

Oscar 2018: Lelio e il cast di Una moglie fantastica

L’Oscar al miglior film in lingua straniera è stato assegnato al cileno UNA MOGLIE FANTASTICA (Una mujer fantastica) di Sebastián Lelio. Il lungometraggio ha conquistato contemporaneamente due primati. Infatti, si tratta del primo film cileno e del primo film con un’attrice transessuale protagonista, Daniela Vega, a vincere la statuetta.
Dietro le quinte della cerimonia, Lelio ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere la Vega per il ruolo di Marina Vidal. “Penso che la presenza di Daniela abbia portato qualità nella storia, aggiungendo uno strato di complessità e bellezza che, in questo caso, un attore cisessuale non sarebbe stato in grado di fornire. Daniela ha cambiato sesso 14 anni fa in un paese come il Cile in cui non c’erano ancora molte informazioni a riguardo. è una pioniera ed è lei a sostenere la storia.”

IVORY, CHALAMET, OLDMAN, DANIEL DAY-LEWIS E DEAKINS

Oscar 2018: Ivory con il ritratto di Chalamet sulla camicia

Oscar 2018: Ivory con il ritratto di Chalamet sulla camicia

James Ivory, 89 anni, è ufficialmente il professionista più anziano a cui, finora, è stato consegnato un Oscar. Il regista e sceneggiatore statunitense, infatti, è stato premiato con la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale, grazie allo script del film CHIAMAMI COL TUO NOME di Luca Guadagnino. Ivory ha ringraziato il sensibile regista italiano ed è salito sul palco indossando una camicia che riproduceva il volto stilizzato di Timothée Chalamet, protagonista del film di Guadagnino. In 80 anni di premiazioni, il ventiduenne Chalamet è stato il più giovane interprete a essere candidato come miglior attore protagonista.

Oscar 2018: Gary Oldman

Oscar 2018: Gary Oldman

Il promettente attore francese è stato battuto da Gary Oldman, Winston Churchill ne L’ORA PIÙ BUIA. L’attore londinese, alla sua seconda nomination, ha ringraziato Joe Right, regista del film, i truccatori, premiati anch’essi con l’Oscar 2018, e Churchill: “È stato un viaggio incredibile.”
Con la sua mimetica interpretazione, Oldman ha soffiato la possibilità di vincere la sua ultima statuetta al connazionale Daniel Day-Lewis, candidato con IL FILO NASCOSTO. Nei mesi scorsi, infatti, Day-Lewis ha annunciato il suo ritiro dalla scena cinematografica.
Alla sua quattordicesima nomination, il direttore della fotografia Roger Deakins ha vinto il primo Oscar della sua carriera con BLADE RUNNER 2049.

JORDAN PEELE, IL PRIMO SCENEGGIATORE AFROAMERICANO PREMIO OSCAR

Per la prima volta nella storia degli Academy Awards, il premio per la miglior sceneggiatura originale è andato a un autore afroamericano. Jordan Peele ha vinto l’Oscar 2018 per lo script di SCAPPA: GET OUT, l’horror politico che, nel corso del 2017, ha entusiasmato critica e pubblico statunitensi.


A proposito di multiculturalità, nel corso di una cerimonia di premiazione abbastanza sonnolenta, uno degli interventi sul palco che ha riscosso maggior successo è stato quello delle attrici brillanti Tiffany Haddish e Maya Rudolph. Chiamate a premiare i migliori cortometraggi animati e in real action, la Haddish e la Rudolph sono entrate in scena scalze, lamentandosi dei dolori ai piedi causati dai tacchi e rassicurando il pubblico che gli Oscar non sono diventati “troppo neri”. C’è chi caldeggia già l’affidamento della prossima conduzione degli Oscar 2019 alle due attrici.

Qui, trovate la lista completa dei vincitori agli Oscar 2018.

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