2013

Frozen - Il regno di ghiaccio

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Frozen - Il regno di ghiaccio
Frozen - Il regno di ghiaccio

Elsa, futura regina, vive da tempo segregata in una stanza del castello: è dotata di un grande potere che le consente di controllare il ghiaccio e la neve, ma non è in grado di gestirlo e, anni prima, ha messo in pericolo la vita dell'amata sorellina Anna. Giunge il momento della sua incoronazione, ma un imprevisto rivela a tutti l'incredibile potere di Anna. Spaventata, la ragazza fugge su una montagna, condannando il suo regno ad un inverno perenne. Anna, aiutata da un rude montanaro, decide di intraprendere un difficile viaggio, per tentare di trovare sua sorella e di spezzare l'incantesimo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Frozen
Attori principali: Kristen BellIdina MenzelJonathan GroffJosh GadSantino FontanaAlan Tudyk, Ciarán Hinds, Chris Williams, Stephen J. Anderson, Maia Wilson, Edie McClurg, Robert Pine, Maurice LaMarche, Livvy Stubenrauch, Eva Bella, Spencer Ganus, Ava Acres, Stephen Apostolina, Krik Baily, David Boat, Paul Briggs, Woody Buck, Lewis Cleale, Wendy Cutler, Terri Douglas, Eddie Frierson, Jean Gilpin, Jackie Gonneau, Nicholas Guest, Bridget Hoffman, Nick Jameson, Daniel Kaz, John Lavelle, Jennifer Lee, Patricia Lentz, Annie Lopez, Katie Lowes, Mona Marshall, Dara McGarry, Scott Menville, Adam Overett, Paul Pape, Courtney Peldon, Jennifer Perry, Raymond S. Persi, Jean-Michel Richaud, Lynwood Robinson, Carter Sand, Jadon Sand, Katie Silverman, Pepper Sweeney, Fred Tatasciore, Annaleigh Ashford, Jenica Bergere, Tyree Brown, Anaïs Delva, Jesse Corti, Jeffrey Marcus, Tucker Gilmore, Kirk Baily, Tommar Wilson, June Christopher
Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Sceneggiatura/Autore: Jennifer Lee
Colonna sonora: Christophe Beck, Jake Monaco
Produttore: Peter Del Vecho, John Lasseter
Produzione: Usa
Genere: Azione, Fantasy, Famiglia, Animazione
Durata: 102 minuti

. / 10 Aprile 2018 in Frozen - Il regno di ghiaccio

Noioso…

L’amore scioglie il ghiaccio in ogni cuore. / 26 Dicembre 2016 in Frozen - Il regno di ghiaccio

Ho talmente sentito parlare tanto di questo film che alla fine ho deciso di vederlo.
Premetto che amo molto di piu’ l’animazione giapponese ma questo film dal punto di vista grafico e’ una meraviglia, credo che visivamente sia uno dei film d’animazione piu’ belli che abbia mai visto (le scenografie invernali, i fiocchi di neve, i colori freddi sono davvero ben realizzati), invece per quanto riguarda la storia, che riprende una fiaba di Hans Christian Andersen, e’ abbastanza usuale, molto vicina ai vecchi classici della Disney (la principessa, l’eroe umile che viene dal popolo, il cattivo antagonista, la spalla messa li’ per far ridere).
Tutti questi elementi danno vita a una fiaba ben costruita con momenti divertenti alternati a momenti commoventi e con scenografie come ho scritto sopra da stropicciarsi gli occhi.
L’unica nota negativa e’ rappresentato dai continui intermezzi musicali che io ho trovato francamente fastidiosi, anche se le voci delle due cantanti sono davvero molto belle.
Per me un ottimo film d’animazione che ho apprezzato molto, adatto anche a un pubblico di adulti magari un po’ romantici e sognatori come me.

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Un pò “gelido” / 2 Gennaio 2016 in Frozen - Il regno di ghiaccio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sono state scritte recensioni e recensioni riguardo a questo film d’animazione che, a quanto sembra, ha formato un vero e proprio spartiacque. A questo punto, fresco di “seconda visione” e consapevole che la mie parole non aggiungeranno quasi nulla a quello che è stato già scritto, ho deciso di dire anch’io la mia a riguardo.

Partendo dal presupposto che sono un purista dell’animazione tradizionale a mano e che quella in computer grafica (salvo le dovute eccezioni) non riesco a digerirla, c’è da dire che ho apprezzato tantissimo i gelidi paesaggi, i quali si sposano perfettamente con le melodie scandinave che si possono ascoltare ad inizio film.

Per quanto riguarda il film in sé, beh… mi ha lasciato alquanto “stranito”. Si tratta di una rivisitazione de “La regina delle nevi”, la celebre fiaba di Hans Christian Andersen e dal modello originale la Disney (come del resto è sua tradizione), lascia ben poco. Ci troviamo così davanti ad un racconto sull’incapacità e sulla difficoltà di mostrare pienamente le proprie emozioni, un concetto che viene giustamente metaforizzato con l’elemento del ghiaccio e con la protagonista che ha la capacità di manipolare tale elemento: la regina Elsa.
Ed ecco che già inizia a non quadrare qualcosa: il fim non spiega come Elsa abbia ottenuto tale potere, nè tantomeno offre qualche spunto per permetterci di intuirne l’origine. Peccato per questa lacuna sceneggiativa perché, se devo essere sincero, mi sono chiesto fino alla fine come abbia fatto ‘sta povera ragazza a ritrovarsi con il ghiaccio nelle vene al posto del sangue.

Soffermiamoci poi sull’altro punto che non riesco a concepire: Anna, la sorella di Elsa. Miseriaccia, non ricordo di aver visto in nessun altro film Disney una principessa così ingenua e credulona. Conosce un uomo, il principe Hans, e non passano neanche cinque minuti che già accetta la sua proposta di matrimonio, saltando allegramente la parte relativa ai preliminari, al primo appuntamento e così via. Posso capire che anni di reclusione forzata all’interno di un castello e relativa mancanza di una vita sociale possano farti perdere la testa, ma non al punto tale da andare con la prima persona che incontri per strada! Fatto sta che Anna alla fine viene solo presa in giro da Hans, che la manda “a quel paese” senza troppi complimenti e mostrandosi più interessato a mettere le mani sul regno di Elsa che sul suo cuore.

Infine, l’altro punto che non sono riuscito a digerire di Frozen sono le canzoni. “Vabbè, ma tutti i film Disney sono pieni di canzoni!”, direte voi. Si, è vero, ma con “Frozen” ho come avuto l’impressione che la maggior parte delle canzoni siano “forzate”. Nulla da togliere a “Let it go” o “Do you want to build a snowman?” (che preferisco in lingua originale, tra le altre cose), ma il resto è come se a momenti te le lanciassero dritto sulla schiena, ad intervalli di dieci minuti tra una canzone e l’altra.

Alla fine della fiera, “Frozen” è un film Disney che è ben diverso da quelli prodotti dalla stessa major. Sicuramente è godibile e la storia raccontata è sicuramente bella, ma le enormi mancanze nella sceneggiatura e l’insopportabile faciloneria di alcuni personggi non me l’hanno fatto godere pienamente. Poi è ovvio: se ti approcci ad un film come questo non devi aspettarti qualcosa di “enorme”, essendo comunque indirizzato ad un pubblico composto prevalentemente da bambini e ragazzini.

P.S. Ho odiato Olaf fin dal primo fotogramma in cui è comparso e ho sperato in suo passaggio da neve a vapore acqueo 😀 .

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Delusione Disney / 9 Dicembre 2015 in Frozen - Il regno di ghiaccio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Senza volermi dilungare sui vuoti narrativi che caratterizzano questo film su cui diverse recensioni si sono già soffermate in precedenza, mi permetto di dire che questo è uno dei peggiori film Disney che abbia mai visto. Tolta la bellezza delle animazioni legate al ghiaccio e alla neve e la cura per taluni dettagli (la qualità dei pattern, per esempio), ho apprezzato molto poco di questo titolo.

In primo luogo, l’ho trovato pretenzioso, nel senso che, essendo Disney, sembra vivere di rendita, è come se fosse stato pensato (con una certa fretta) per essere “scusato” di ogni mancanza, sia essa narrativa che estetica. Non ricordo un altro film Disney così poco contestualizzato, sia dal punto di vista geografico (siamo in un non meglio definito Nord finnico, tale solo per via della presenza di un fiordo e di una renna, direi) che psicologico: tutto quello che accade in questo racconto sembra essere frutto del caso e, alla fine, ne sfuggono il messaggio e l’eventuale morale.

Ho trovato terribile la materialità della principessa Anna: allorché la ragazza comprende che Kristoff potrebbe salvarla, non realizza, eventualmente, di provare qualcosa per il ragazzo, ma corre da lui solo per essere salvata, per fini esclusivamente utilitaristici.
Se la Disney, negli anni, ha tentato di affrancare le sue eroine dai ruoli passivi di “pupattole” come Cenerentola o Aurora (con risultati, a mio parere, abbastanza incerti), con Frozen ha buttato palesemente ogni sforzo alle ortiche: non solo Anna sembra incarnare il prototipo della donna che non sa sentirsi realizzata senza un uomo accanto, ma anche Elsa è falsamente emancipata, perché il suo canto liberatorio durante la creazione del castello di ghiaccio sembra esprimere un desiderio improvviso in cui non pare esserci alcuna traccia precedente di maturazione (e qui torniamo ai vuoti narrativi ampiamente trattati altrove). Elsa è una povera vittima rinchiusa per un periodo lunghissimo, dall’infanzia alla piena adolescenza, e per motivi alquanto nebulosi, nella stanza di un grande castello, ma di lei non sappiamo nulla (a differenza, per esempio, di Rapunzel, costretta ad una condizione decisamente simile), né desideri, né contraddizioni, e -all’improvviso- questa ragazza dotata di poteri indefiniti, nel momento “clou” del film, affidato al brano portante della colonna sonora, parla di “indipendenza”.
Indipendenza? Da cosa? E perché? Elsa non ha mai espresso il desiderio di ritrovare sé stessa, anche se la cosa può suonare comprensibile visto che ha vissuto segregata per anni, ma il pubblico si trova improvvisamente di fronte a una ragazza che vuole il controllo sul proprio cuore e che… vuole andare a vivere da sola (“Resto qui, non andrò più via/ sono sola, ormai”, ma lo è sempre stata…).
Qualcuno le ha mai imposto altro? Dal racconto, fino a quel momento, Elsa non sembra aver mai patito il suo futuro ruolo di regina, né altre costrizioni che esulino dall’allontanamento forzato da ogni forma di socialità.

Quella di Frozen è una storia illogica non certo per via dei suoi elementi magici, ma per i suoi contenuti e propositi e, soprattutto, per i modi con cui questi sono esposti. Ci sono un paio di finti villain (anche Elsa è tale), inconsistenti e mal gestiti, messi a bella posta, come la renna compagnona amante delle carote, per “fare numero”, perché in un film Disney queste cose, si sa, non possono mancare e guai a mischiare le carte.
Non intendo soffermarmi sulla regressione generale del character design (se solo penso a quello di Olaf, per quanto simpatico, tra l’altro narrativamente inutile quanto l’infame Jar Jar Binks di Star Wars…) o sull’incredibile concentrazione di parti cantate nella metà iniziale del film, imbarazzanti, nel vuoto pneumatico dei loro contenuti (non sembrano avere alcuna funzione narrativa, non raccontano nulla, non spiegano alcunché: sembrano essere state pensate solo per mettere in bella mostra le doti canore degli interpreti).
Frozen, in questo senso, è uno dei prodotti più commerciali e privi di sostanza di casa Disney, assolutamente soprassedibile e ben poco evocativo. Ciliegina sulla torta: anche per questo, mi sono davvero stupita che il produttore esecutivo di questo pasticciaccio brutto (cit.) sia Lasseter.

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Evviva i “sassi” / 28 Ottobre 2015 in Frozen - Il regno di ghiaccio

Tante canzoncine, ma la scena in cui Kristoff porta Anna e Olaf a conoscere la sua famiglia vale tutto il film!