Tre manifesti a Ebbing, Missouri

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Sono trascorsi molti mesi dal terribile omicidio della figlia e la polizia non ha scoperto nulla in merito. Così, Mildred decide improvvisamente di sfidare in maniera originale lo sceriffo della città, William Willoughby.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Attori principali: Frances McDormandWoody HarrelsonSam RockwellJohn HawkesPeter DinklageAbbie Cornish, Lucas Hedges, Caleb Landry Jones, Samara Weaving, Zeljko Ivanek, Clarke Peters, Amanda Warren, Kerry Condon, Darrell Britt-Gibson, Kathryn Newton, Sandy Martin, Riya May Atwood, Selah Atwood, Malaya Rivera Drew, Christopher Berry, Jerry Winsett, Brendan Sexton III, Alejandro Barrios, Jason Ledford, Gregory Nassif St. John, Allyssa Barley, William J. Harrison, Eleanor Threatt Hardy, Michael Aaron Milligan, Nick Searcy
Regia: Martin McDonagh
Sceneggiatura/Autore: Martin McDonagh
Colonna sonora: Carter Burwell
Fotografia: Ben Davis
Costumi: Melissa Toth, Hartsell Taylor
Produttore: Graham Broadbent, Martin McDonagh, Peter Czernin, Bergen Swanson, Diarmuid McKeown, Rose Garnett, David Kosse, Daniel Battsek
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Poliziesco
Durata: 115 minuti

Il voto sarebbe un 6.5 / 3 Gennaio 2019 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Discreto film candidato al premio Oscar ma da cui mi aspettavo qualcosa in più.
Siamo a Ebbing, Missouri. Mildred Hayes (Frances McDormand) ha perso la figlia Angela uccisa un anno prima; la polizia non ha ancora arrestato nessuno per il crimine e quindi Mildred decide di affittare tre tabelloni pubblicitari in cui accusa la polizia di essere rimasta con le mani in mano. In particolare sotto la lente dei riflettori (dei manifesti) c’è lo sceriffo Willoughby (Woody Harrelson) che però nella cittadina è molto apprezzato.
Il film si sofferma maggiormente sulle reazioni ai manifesti mentre l’eventuale indagine è quasi inesistente; il poliziotto razzista Dixon (Sam Rockwell) e il rapporto con la madre sono elementi aggiunti nel film.
Ottima recitazione da parte del cast (soprattutto Frances McDormand), però il linguaggio sempre sboccato e il finale mi hanno un po’ deluso e fatto calare il voto di mezzo punto.
Nel resto del cast da citare Lucas Hedges nei panni del figlio di Mildred, Peter Dinklage è il nano James, Abbie Cornish è la moglie dello sceriffo.

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Ruffiano / 22 Agosto 2018 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Chiariamoci subito: è un bel film.
Ma se butti dentro la McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell , diciamo che è anche difficile cannare.
Per tutto il resto , il film riprende molto (troppo?) i canoni di Fargo : personaggi buffi e/o complessati , la cittadina in mezzo al nulla dove si svolge tutta la vicenda , avvolta tra i rancori e i rimorsi/rimpianti dei suoi abitanti. E le somiglianze non finiscono qui : già di per se la presenza della mcDormand ,rimanda continuamente al capolavoro del 1996. Cosi come l’atmosfera grottesca e “i 3 manifesti” in mezzo alla strada, che mi sembrano cosi tanto come la “valigetta” sepolta al ciglio della strada in Fargo…

Insomma, troppe somiglianze , almeno per il sottoscritto. Erano talmente tante, che sono rimasto basito quando ho scoperto che il regista NON erano i Coen, cosa che davo per scontata mentre guardavo il film.

Poi ,ripeto, resta un bel film , ben fatto e mostruosamente ben recitato , grazie a una triade invidiabile di super attori, perfettamente a loro agio nei ruoli.
Se non avessi visto Fargo, il voto sarebbe stato un 7 , forse anche 8.

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Sorprendente e curioso…. / 28 Aprile 2018 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Finito poco fa, Ecco la recensione ke ho appena pubblicato:

Di sicuro un film sopra le righe: estroverso, divertente e malinconico, rabbioso e riflessivo. Anche se non sono film grandiosi, queste piccole sorprese mi piacciono sempre parecchio!
Un cast molto competente: ho adorato Sam Rockwell spaccone ma tontolone, oppure l’ingenuo Woody Harrelson, ma lei, Frances McDormand, è tutta d’un pezzo… me la ricordo in “Fargo” ed è stupenda anche qui! Beh, una trama abbastanza semplice ma che nasconde dell’originale, mantiene una storia salda e curiosa e avvicinandosi al finale non cade nel clichè, nell’ovvio!
Bravi, tutti.
La battuta finale per me racchiude la morale del film:
“Dixon, sicuro che vuoi farlo?!”
“Uccidere questo tizio?… non proprio…. e tu?”
“Non proprio…. rifletteremo strada facendo….”

Per chi non l’ha visto, questa frase puó sembrare banale, ma è proprio l’essenza del film: la vendetta non risolve niente, ma la non-vendetta ci rende migliori.
Questi 30 secondi contengono tutto il film.
Ottima anche la colonna sonora: Un 7,5 più che meritato!

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Dubbia morale di un film divertente / 21 Marzo 2018 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La morale del film sembra essere che per quanto tu possa essere razzista, stupido, incompetente, bisbetico, avventato – e a Ebbing, Missouri, tutti gli abitanti, con pochissime eccezioni, esibiscono orgogliosamente uno o più di questi difetti – il perdono e l’amore cancelleranno tutto, e le tue vittime ti offriranno volentieri una bottiglia di vino, un bicchiere d’aranciata o un consiglio postumo.
Inutile dire che questa visione morale è piuttosto problematica, soprattutto quando sembra influenzare indebitamente il mondo della legge: l’arresto in flagranza di delitto per il tentato omicidio (o comunque per chi procura lesioni personali gravi) sembra sorprendemente non contemplato, neppure dal nuovo sceriffo appena arrivato in città.
In questo contesto è inevitabile che la richiesta di giustizia della protagonista, che dovrebbe rappresentare il motivo vitale del film, perda alla fine di serietà e venga quasi accantonata.
E tuttavia il film non è un completo fallimento. Si ride spesso, e anche di cuore, grazie principalmente a Sam Rockwell e al suo personaggio (giustamente premiato con un Oscar), per quanto problematico possa essere moralmente. È un peccato che gli scrittori del film non abbiano valorizzato fino in fondo questi elementi comici, escludendo i moraleggiamenti di dubbio valore e il tripudio dei buoni sentimenti.
Una nota finale per Frances McDormand, che sembra ultimamente un po’ prigioniera di ruoli da anziana misantropa situata da qualche parte dello spettro autistico. Temo che col tempo Mildred Hayes e Olive Kitteridge, per esempio, finiranno per confondersi inestricabilmente nella mia memoria.

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bene ma non benissimo / 4 Marzo 2018 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mildred Hayes è una madre divorziata e con un figlio a carico, Robbie. Vive a Ebbing, Missouri e da un anno soffre del lutto della figlia, Angela, violentata e bruciata viva. Sulla strada che la porta a casa ci sono tre cartelloni pubblicitari in disuso. Decide quindi di affittarli dall’agente pubblicitario locale e vi fa affiggere sopra tre frasi: «Stuprata mentre stava morendo; e ancora nessun arresto; come mai, sceriffo Willoughby?»

Lo sceriffo Willoughby va dalla signora, le spiega che ha fatto tutto quello che era in suo potere ma il colpevole non si trova. Allora lei gli fa «fosse per me prenderei il dna a tutte le persone di Ebbing, se non il colpevole non si trova a Ebbing lo farei per tutto il Missouri e se non è nel Missouri allargherei la ricerca a tutti gli States» che è una cosa molto vicina al caso Yara Gambirasio. Ve lo ricordate il caso?

La trama va avanti con questa donna che cerca la verità in tutti i modi, buone battute, ottimo occhio, bellissima fotografia ma alcune scene sono troppo costruite e molti passaggi non sembrano risolti al meglio dal punto di vista narrativo, altri troppo schematici. Quello che ho amato di più e ho trovato più completo è lo sceriffo interpretato da Woody Harrelson ma vengo ai difetti del film perché s’è fatta una certa.

All’inizio tutto il paese è cattivo, tutti sono str*on*zi, poi diventano tutti buoni e questa cosa, a meno che tu non abbia sei anni e mezzo, fa schifo alla m*erd*a. Il mondo non è fatto di buoni o cattivi. Altro problemino, per mezzo film ci sono battute sulla polizia che odia i negri e poi chi va a fare lo sceriffo? Un nero. Capite? ARRIVA L’ISPETTORE TIBBS.
Ma il problema vero del film è la seconda parte.

SPOILER ALERT INIZIO
A un certo punto della pellicola Mildred Hayes incontra un uomo che si presenta come lo stupratore della figlia. La trama va avanti e il film prende una piega brutta. Perché? Probabilmente il tizio è uno stupratore ma molto probabilmente è semplicemente un pazzo, uno di quei matti di paese che vagano per la piazza dei comuni del centro Italia urlando e imprecando. Fatto sta che comunque la polizia fa le sue ricerche e anche la scientifica e allora? Allora risulta innocente e su cosa sia meglio avere fra un “innocente in galera o un colpevole fuori dalle sbarre” il film non è molto chiaro.
Badate, una persona che si presenta come uno stupratore sicuramente è una persona cattiva, perfida e non la sto difendendo. Ma non è la persona che ha stuprato la figlia e invece che succede, succede che Mildred Hayes prende il fucile. Ed è per questo che Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è un film pericolosissimo, perché non parla alla pancia come un film di Chuck Norris, parla ai genitali ed è molto peggio. Molto peggio del cinema reazionario che a me piace tanto perché è accettabile. Il fatto che loro vogliono andare a casa di questo per ucciderlo il film te lo fa accettare con un finale aperto paraculissimo con loro che dicono

«che facciamo? Ci andiamo ad ammazzarlo?
«Si»
«ma se non è colpevole?»
«Boh va bè non lo so. Intanto imbocchiamogli a casa e poi vediamo»
SPOILER ALERT FINE

Come scusa? Ma allora meglio Il codice del silenzio.
Quindi bello ma non bellissimo

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