2017

The Post

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The Post
The Post

Film ispirato a fatti realmente accaduti. 1971. Facendosi portavoce del diritto di cronaca, il Washington Post rivela all'opinione pubblica l'esistenza dei cosiddetti 'Pentagon Papers', documenti top secret sulle strategie e sui rapporti del Governo degli Stati Uniti con il Vietnam, fra gli anni Quaranta e Sessanta.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Post
Attori principali: Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Matthew Rhys, Alison Brie, Carrie Coon, Jesse Plemons, David Cross, Michael Stuhlbarg, Zach Woods, Pat Healy, John Rue, Richard Holmes, Philip Casnoff, Jessie Mueller, Stark Sands, Michael Cyril Creighton, Will Denton, Brent Langdon, Christopher Innvar, Jennifer Dundas, Deirdre Lovejoy, Michael Devine, Kelly Miller, Austyn Johnson, Deborah Green
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura/Autore: Liz Hannah, Josh Singer
Colonna sonora: John Williams
Fotografia: Janusz Kamiński
Costumi: Ann Roth, Donna Maloney
Produttore: Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Amy Pascal, Rachel O'Connor, Adam Somner, Tim White, Trevor White
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Storia, Azione
Durata: 116 minuti

Piatta ricostruzione / 11 giugno 2018 in The Post

Ricostruzione storica minuziosissima, tanto da richiedere una discreta conoscenza della storia americana successiva alla II Guerra Mondiale, ma sostanzialmente piatta, priva di valori cinematografici, evocatrice di un senso frequente di déjà vu (e svolta anche dal punto di vista sbagliato: il ruolo maggiore nella pubblicazione dei Pentagon Papers lo ebbe... continua a leggere » il New York Times, non il Post).
Apprezzabili l’enfatica difesa dei valori costituzionali americani e la storia di una donna che cerca di far sentire la sua voce in un mondo di uomini (anche se lo spettatore italiano farebbe bene ad ascoltarla nella versione originale, non nella pronuncia lamentosa e affettata della attuale doppiatrice della Streep); ma il cinema non è fatto solo di buoni sentimenti e di buoni valori.

The Post / 8 aprile 2018 in The Post

Avevo molte riserve. Certamente non per le persone coinvolte nel progetto (di altissimo spessore tutte), ma più sul cosa quest'opera avrebbe aggiunto ad una cinematografia giornalistica già piena. E certamente ci stanno delle strizzatine d'occhio un po' paraculo al ruolo della donna nella società (anche se qui declinata in un'evoluzione diversa dal... continua a leggere » solito) ed ad un presidente sfiduciato, odiato e sprezzante verso la stampa (chi potrebbe mai essere?), alcuni cliché. Però poi ti ritrovi a tenere su il fiato, come tanti film anche con una storia con più azione di questa non riescono. Ma soprattutto ti chiedi qual è il ruolo del giornalista nella società pubblica, quali sono i limiti dell'uno e dell'altra e come dovrebbero dialogare fra loro. Elementi enormi, che grazie alla loto trasposizione, danno nuova linfa al racconto. Candidato agli Oscar 2018 per miglior film ed attrice prot

Un quotidiano troppo scritto / 21 marzo 2018 in The Post

Tratto da una storia vera e indubbiamente romanzato, certi romanticismi irrealistici, certe rivolte del tappetino che non convincono. Però la storia è una bella storia e gli attori in superforma, anche se a volte Spielberg si assicura con troppo zelo che gli spettatori capiscano bene i messaggi.

Consigliato. / 19 marzo 2018 in The Post

Un film molto bello su un pezzo di storia americana. La libertà di stampa in un paese democratico è alla base di ogni società libera. Davvero interessante.
Mariyn Streep e Tom Hanks bravissimi.
“I padri fondatori diedero alla stampa la protezione che le spetta per svolgere il suo essenziale compito nella nostra democrazia. La stampa serve chi è... continua a leggere » governato non chi governa.”

. / 23 febbraio 2018 in The Post

Sulla scia di Spotlight, anche The Post è un bel film sul giornalismo vecchia scuola, quello delle grandi inchieste e delle decisioni morali entro un contesto istituzionale irreggimentato e controllante. Il regista è un nome di poco conto, quello Spielberg che con mano sicura plana dall'alto sui suoi protagonisti, tutti laboriosi dentro spazi chiusi e... continua a leggere » illuminati artificialmente, intenti a fabbricare la notizia e a soppesare gli scompensi pragmatici ed umani che questa provocherà. Sebbene Spielberg si noti nei dettagli, non è particolarmente preponderante quell'afflato alle volte un po' tanto retorico che lo caratterizza, se non verso il finale più o meno trionfante, dove concede spazio alla maestosità dell'inquadratura e alle musiche di Williams, vero punto debole, perchè smielate e ridicole. Dopo il primo smarrimento iniziale, dovuto a nomi e circostanze da ricordare e comprendere, la sceneggiatura fila molto bene portando convintamente lo spettatore al finale liberatorio, ma non troppo. Film ben fatto, recitato ancora meglio e abbastanza trasponibile nel contesto odierno per le sfaccettate tematiche che mette sul piatto.

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