“Dogman” è il film italiano in corsa per gli Oscar 2019

Il film di Matteo Garrone, premiato a Cannes, è il film scelto per rappresentare l'Italia come miglior film in lingua straniera agli Oscar 2019. Fra i suoi avversari, ci sono film altrettanto blasonati.

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“Dogman” è il film italiano in corsa per gli Oscar 2019

L’Italia si presenta agli Oscar 2019 con “Dogman” di Garrone

Selezionato all’interno di una lista composta da 21 titoli, DOGMAN di Matteo Garrone è il film italiano scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2019 nella categoria miglior film in lingua straniera.
Ispirato a un truce fatto di cronaca romana degli anni Ottanta e uscito nelle sale italiane lo scorso maggio, il film di Garrone è stato presentato in concorso a Cannes 2018 e ha vinto il premio per il miglior attore, Marcello Fonte.

  • Dogman
    Dogman
    2018
    7.6/10 112 voti

    Oscar 2019: alcuni dei principali antagonisti di “Dogman”

    Adesso, DOGMAN sarà inserito in una nuova lista di film non anglofoni e parteciperà a un’ulteriore selezione. Da questo lungo elenco composto da oltre 70 film, infatti, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences estrapolerà la cinquina finale di titoli che, il 24 febbraio, durante la 91ma Notte degli Oscar, si contenderanno la statuetta come miglior film in lingua straniera.
    Insieme al film di Garrone, diversi titoli blasonati ambiscono a entrare in questa prestigiosa batteria.
    Fra di loro, spiccano: UN AFFARE DI FAMIGLIA (Manbiki kazoku) del giapponese Kore-eda Hirokazu, Palma d’Oro 2018; CAPHARNAUM della regista libanese Nadine Labaki, Premio della Giuria e Premio della Giuria ecumenica a Cannes 2018; il belga GIRL (2018) di Lukas Dhont, insignito sempre a Cannes del premio FIPRESCI e della Camera d’Or come miglior opera prima; OPERA SENZA AUTORE (Werk ohne Autor, 2018) del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck e SUNSET (Napszállta, 2018) dell’ungherese László Nemes, entrambi in concorso a Venezia; il Leone d’Oro 2018, il film messicano ROMA di Alfonso Cuarón.
    La cinquina finale di candidati all’Oscar per il miglior film in lingua straniera sarà resa nota il 22 gennaio.

CATEGORIE: Oscar

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 26 settembre 2018

    Devo essere sincero, Dogman non mi ha conquistato. Ciò nonostante lo reputo il più quotato e competitivo per scavare un posto nella cinquina; tutto sommato lo stile italian crime piace molto negli USA, peraltro innamoratissimi della serie Gomorra (che vabbè produttivamente non c’entra con Garrone, ma basta citare il film d’ispirazione e … l’hamburger è cotto a puntino :-D)

    • Stefania / 26 settembre 2018

      @paolodelventosoest: non è il mio Garrone preferito, ma questo film mi è piaciuto decisamente e penso che, all’interno della rosa di papabili, fra quelli che ho visto, sia quello che può davvero ambire a entrare nella cinquina finale dell’Academy. Non è la solita “storia all’italiana”, sentimentale, di costume o criminale. Non ci sono picciotti o padrini, neanche donne del popolo, nidiate di bambini o monumenti secolari che assistono impotenti allo sfascio della società (Dogman è l’esatto contrario di tutto questo). Tolta la lingua parlata nel film e le varie cadenze locali, Dogman potrebbe svolgersi ovunque. Sarei lieta se questo film arrivasse alla Notte degli Oscar per far vedere agli ammeregani che il cinema italiano è seriamente capace di sprovincializzarsi e di parlare metaforicamente “lingue” diverse. In America, sono troppo abituati a pensare ai nostri autori come a cantori di costumi arcaici e desueti, coloriti e nostalgici anche nella loro brutalità. Questo film si esprime in maniera più generalizzata (concedimi il termine) di La vita è bella o La grande bellezza, perché non mette in scena solo italiani da amare in quanto sciuscià e brava gente o da biasimare bonariamente per la loro decadente eleganza. Soprattutto, Dogman arriva lontano, secondo me, perché usa un codice narrativo molto diffuso come quello della fiaba nera, che gli americani -in teoria- conoscono nella sua variante gotica à la Washington Irving.

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