2013
32 Recensioni su

Les Miserables

/ 20137.9419 voti
Les Miserables

Non male / 17 Marzo 2018 in Les Miserables

Mi ero fatta delle aspettative da voto 9, e non da 7. Però almeno è migliorato visto che agli inizi gli volevo dare 5, perché noioso.

Bello ma raccapricciante / 19 Febbraio 2016 in Les Miserables

Sono riuscito a stento ad arrivare sino alla fine. Fosse stato un film invece che un musical, il mio voto sarebbe sicuramente stato positivo.

La storia è bella, le scenografie pure, i soggetti curati ma non si può tenere la gente incollata allo schermo per vedere un farsetto canoro. A tutto c’è un limite e qui il limite è stato superato parecchio.

Beyond the barricade is there a world you long to see? / 17 Settembre 2015 in Les Miserables

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Devo dire la verità: appartengo a quel genere di persone fastidiose che “è meglio il libro, non è mai fedele abbastanza”. Nella prima metà del film pensavo che, nonostante mi stesse piacendo, la storia fosse stata troppo semplificata; senza rendermi conto che 1500+ pagine sono una mole enorme e che nessuno le avrebbe probabilmente digerite.
Comunque, a me piacciono molto i musical, e le canzoni di questo sono davvero TROPPO orecchiabili. Sono quattro giorni che canticchio intere scene sperando che nessuno mi prenda per pazza.
Infine, un’ultima confessione. La nona stellina questo film se l’è guadagnata solo grazie alla scena finale: Jean Valjean che si riunisce con gli altri personaggi deceduti in un aldilà rappresentato come una barricata e una reprise di Do You Hear The People Sing. E’ una scena che nella storia originale non c’è ma che secondo me è una delle più belle. (Potrei aver pianto rivedendo i ragazzi del Musain sulla barricata dell’altro mondo.)

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Struggimento / 18 Agosto 2015 in Les Miserables

Che struggimento! La storia è una delle più tristi mai esistite anche se il libro di Hugo è tutto tranne che triste. è più che altro un libro.. complesso. Come lo è l’animo umano. Alcune interpretazioni favolese (Fantine) altre belle (Javert) altre scarse (jaen Valjan). Il canto buono, anche se un pò stridulo a volte. Comunque consigliato

Una recensione inutile / 23 Maggio 2014 in Les Miserables

Mi spiego: a mio parere non bastano le parole per descrivere questo film.
Quindi tutto quello che dirò non riuscirà neanche a scalfire la punta dell’iceberg delle cose che sarebbero da dire.
Innanzitutto assolutamente sconsigliato a chi non ama i musical (inutile dire che sorbirsi quasi tre ore di canto in inglese sottotitolato è un supplizio per i non amanti del genere).
Io adoro la musica, in generale, e ancor più quella classica. Questo film ne è assolutamente pregna, ed è musica che racconta una storia, a mio parere il genere di musica più bello.

La storia è proprio degna del suo autore, Hugo, con tutti i tratti del suo descrivere, ma soprattutto con tutto il fascino e la precisione della sua ambientazione (magistralmente resa dal regista… grazie, davvero. Oltre che essere una storia commovente il film è anche uno spaccato visivo sulla francia degli anni venti e trenta dell’Ottocento)
Ma Hugo porta ne “I Miserabili” anche tutta la sua tragicità (cavoli, per me un po’ depresso doveva esserlo… non so chi mi fa più pena tra Fantine e il gobbo di Notré Dame).
Ma al di là del fatto che la storia sia decisamente superba, a mio parere,mi vorrei concentrare su altri aspetti:
Parliamo del Cast.
Ok, sicuramente puntavano a fare un capolavoro cinematografico con tutto quel popo di gente: ma trovo che sia stato particolarmente bello sentirli cantare.
Tipo, Russel Crowe: ma che voce ha?
Ma direi che vale la pena di vedere Les Miserables anche solo per la performance di Anne Hathaway (“I dreamed a dream”… ammetto che mi stavano per scendere delle lacrimuccie).
A parte l’insuperabilità della Hataway (musicale, recitativa, spessore della parte, ecc…) a livello di recitazione gli attori che mi hanno convinto di più, anche se fare un paragone è difficile (sono stati tutti molto bravi) sono stati sempre il buon Russel e il l’amico Walver… voglio dire Jackman.
Hanno recitato le due parti, di quelli che potremmo definire essere i veri protagonisti della storia, in maniera impeccabile riuscendoci a passare tutta drammaticità delle figure di Valjean e del commissario Jarvet.

Les Miserables è un film che ha il potere di trascinarti nella sua storia, di coinvolgerti in una rivolta senza speranza, in un amore semplice ma tenace, nella vere e pesanti domande che stanno dietro a tutto il film:
“chi sono?” e “quale missione sono chiamato a compiere?”.
La vita dei miserabili ruota attorno a queste piccole, enormi passioni le quali lottano continuamente per rimanere a galla, e per farsi sentire.
Ed è un film che ha il potere di parlarti per emozioni (in un modo che solo la musica sa fare): e ti narra di libertà, difficoltà, disperazione, incertezza, fede, amore, speranza, ma anche della miseria (“At the end of the Day” la canzone più bella del musical, a mio avviso) e della furba pocaggine dei due locandieri.

Ma ripeto, tutto quello che ho scritto non riesce a dire neanche la metà di quello che vorrei.
Vogliamo proprio trovare una pecca al film, giusto per essere puntigliosi?
La protagonista femminile: Cosette. Non tanto il personaggio in sé, che nonostante sia “la causa” di tutto il tribolare rimane piuttosto sullo sfondo (ma questo per volontà di Hugo)… no anche l’attrice (nella versione adulta, quindi parlo della Seyfried ) non mi ha convinto poi molto.

Ma andiamo, cosa potrà mai influire questa inezia di fronte alla spettacolarità di questo musical (sì, forse sono poco obbiettivo, ma credo mi sia piaciuto molto)

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who am i?!?!? / 20 Maggio 2014 in Les Miserables

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Era da un po’ che lo volevo vedere e finalmente ci sono riuscita.

Dopo neanche due secondi un Hugh Jackman smilzo ed emaciato intona un look down..look down..mentre Russell Crowe passeggia beato sull’orlo del precipizio..cosa che farà poi più volte. E a me vengono un po’ di brividini.

Poi è la volta del prete che gli da i candelabri all’Hugh e lì i rubinetti si aprono e continueranno a rimanere aperti fino alla fine.

Gli strappano un dente a Fantine? Pianti.

Hugh promette a Fantine che baderà a sua figlia? Pianti. Che poi non mi aspettavo una parte così piccola per l’Anne Hathaway, pensavo che il personaggio di Fantine restasse più a lungo, ma niente da ridire..interpretazione fantastica.

Ah ecco, non mi piace la scelta della Helena Bonham Carter..l’associo troppo a Tim Burton o a Bellatrix 🙁 ma mea culpa, quindi sorvolo.

Comunque tornando al fuggi fuggi di Hugh che scappa da Russell e s’interroga..who am i?!?! I’m Jean Valjean…mi viene proprio da dire “che disagi, mai una cosa che vada per il verso giusto”. Vogliamo parlare di quando muore il bambino?! Lacrimoni fino alle ginocchia.

Che poi solo un rivoluzionario potrebbe esser trasportato nella me**a dei parigini, con un buco nella pancia, e non morire di setticemia 😀 ma oh, lui ama Cosette e c’è WhoAmI?JeanValjean a proteggerlo.

Mentre Russel Crowe, graziato da Hugh, decide di buttarsi dal ponte. Maperchè?! Dico io, ripensaci! Hugh è diventato un benefattore..lo puoi fare anche tu! No, spatanzato nella Senna 🙁

Alla fine c’è pure un matrimonio pseudofelice, dico pseudo perchè Hugh sta per morire..e c’è Fantine che lo aspetta per andare sulle barricate a cantare e sperare che la Francia ritorni una repubblica e io devo dirla tutto…speravo di vedere Russel Crowe che si unisce a Jean Valjean e fanno la pace.

lalallalaà
Somewhere beyond the barricade
Is there a world you long to see?
lalalalalà
who am i?! Jeaaaan Valjeeeeaaaaan!

Ah! che poi muore anche la “sorellastra” di cosette. Disagi, ma in fin dei conti il titolo è les miserables, mica joie et sérénité.

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fantastico / 3 Marzo 2014 in Les Miserables

Non sono particolarmente amante dei musical ma questo è fantastico apparte il cast da paura, ma la storia è stupenda, comunque parliamo di Victor Hougo che ha scritto questo romanzo! Cosigliatissimo, da vederwe

8 Gennaio 2014 in Les Miserables

1815. Libertà, uguaglianza e fratellanza sono naufragati a termine della Rivoluzione francese. Luigi XVI viene ghigliottinato, ma un altro sovrano succede ad esso. Siamo a Parigi. Su un malconcio tricolore in mare si apre Les Misérables, film in forma di musical, diretto da Tom Hooper, premio Oscar per il ‘Discorso del Re’, e tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo. L’ormai nota, brillante e acclamata regia di Hooper riprende fedelmente il musical del 1980 di Claude-Michel Schonberg e Alain Boublil. A teatro l’opera è interamente cantata in ogni suo minuto e così accade in questa nuova pellicola. Il canto predomina su l’intero film alternato da piccole battute fatte di monosillabi, per un effetto, sicuramente impegnativo, ma maggiormente coinvolgente e allo stesso tempo commovente. Nella scena d’apertura assistiamo ad un irriconoscibile Hugh Jackman nei panni del protagonista Jean Valjean. Una scena visivamente eccezionale accompagnata da una canzone musicalmente e testualmente magistrale. Parte del merito va sicuramente alle doti canore di Jackman, già consumato attore di musical. Scelta decisamente perfetta quella di far interpretare Valjean a Jackman che aderisce totalmente e con ardore e passione alla parte del personaggio. Ciò che trasforma ‘Les Misérables’ in un vero capolavoro è proprio la decisione, certamente azzardata ma più che soddisfacente, di non usare il supporto del playback: sì, perché a differenza dei musical precedenti in cui si registravano le musica in studio per poi sovrapporle alla scena, in ‘Les Misérables’ è il cast a farsi interprete delle bellissime canzoni che adornano questo musical. Per la prima volta in un musical appare Russel Crowe particolarmente intenso nei panni di un ossessionato e tormentato Jarvet. La sua prestazione canore tocca alti livelli tale che quando è in scena è molto difficile distogliere l’attenzione dal suo personaggio per concentrarlo altrove.
Segue, non di certo per inferiorità, candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista Anne Hathaway, che nella sua performance ‘I dreamed a dream’, ci regala alcuni commoventi minuti. La Hathaway interpreta i panni della sfortunata Fantine, giovane madre con una figlia a cui badare che finisce per prostituirsi per amore della sua piccola Cosette. Sognava un mondo diverso dall’inferno in cui si trova a vivere sperando ancora che il padre di Cosette, che ha talmente amato, torni da lei a vivere come una famiglia. Sicuramente il personaggio più profondo da strapparti qualche lacrima.
Vediamo poi la coppia Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen, già insieme in ‘Sweeny Todd’ film di Tim Burton, che interpretano dei perfidi locandieri cinici e senza scrupoli ai quali è stata affidata la tutela di Cosette. In un musical molto commovente e emozionante come Les Misérables, a loro due sono affidati gli unici momenti grotteschi di tutto il film. Va ricordato che il film non poggia esclusivamente sull’interpretazioni di questi volti noti: Molto azzeccati anche i comprimari, su tutti Eddie Redmayne nel ruolo del giovane rivoluzionario Marius e l’esordiente Samantha Barks nei panni della dolce Eponine; decisamente lodevole la sua interpretazione canora dell’altrettanto commovente ‘On my Own’. Tom Hooper mette in scena un film fatto principalmente di primi piani, ognuno diverso dall’altro grazie a una messa in quadro obliqua, scentrata, attenta a stagliare i volti sugli sfondi o a incorniciarli tra gli elementi della scenografia. Il che da origine ad un’intensità tangibile. Una produzione sontuosa attraversato da un contagioso slancio rivoluzionario. Molti critici l’hanno fortemente criticato per la lunga durata molto vicina alle tre ore che sembra aver annoiato un po’ il pubblico nella parte centrale della pellicola. Mi permetto di dissentire da questa affermazione: una minore durata del film l’avrebbe senz’altro reso povero ed estremamente sintetico, se si considera la mole e l’intensità del romanzo. Les Misérables è un musical di indubbio spessore e una tenuta emotiva impressionante. Senz’altro uno dei migliori prodotti del genere sfornati negli ultimi dieci anni.

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Ritratti di vite “miserabili” / 4 Gennaio 2014 in Les Miserables

Devo precisare che non sono molto avvezzo ai musical. Non che non mi piacciano, sia chiaro. Più che altro non sono un genere che mi trovo spesso a visionare, ecco.
Devo precisare anche che non ho letto il romanzo di Hugo, sebbene conosca la trama a grandi linee. Ma la cosa veramente bella è che nonostante queste mancanze la pellicola mi è piaciuta davvero molto.
Una Francia scossa dalla miseria e dalla fame del periodo della Restaurazione. Una serie di storie intrecciate tra di loro. Les Miserables di Tom Hooper è una formula vincente, data dalle interpretazioni di un cast pressoché perfetto, dove le esibizioni canore coinvolgono lo spettatore in un dramma dal sapore amaro. Hugh Jackman, Russel Crowe, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen e tutti gli altri regalano interpretazioni di grandissimo livello.
Due ore e mezza che scorrono senza accorgersene sono la prova chiave della grande capacità di coinvolgimento di questo film.

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INSTABILITA’ DI FONDO / 21 Novembre 2013 in Les Miserables

Allora: premetto di averlo visto all’Arcobaleno, probabilmente il peggior cinema di Napoli, con un’acustica raccapricciante.

Si tratta di un film parecchio imperfetto. Per carità: grandissime scenografie, una buona fotografia, ed uno Hugh Jackman all’apice – in quella che è la sua interpretazione più intensa di sempre (rivelandosi anche parecchio intonato); senza nemmeno dimenticare la brava Anne Hathaway, che nella sequenza della prostituzione tocca un livello recitativo-canoro altissimo.
La prima questione riguarda Russel Crowe. E chiariamo: io venero quest’uomo. Mi piace pure nel ruolo di Javert; e canta decentemente sulle tonalità basse. Eppure su quelle alte non regge: diventa ridicolo, un poco goffo, decisamente poco adeguato ad alcune sequenze drammatiche.
La seconda questione riguarda le canzoni. Alcune si fanno notare di più, e risaltano senza dubbio. Ma parecchie si appiattiscono, non coinvolgono. E in particolar modo: SONO TROPPE. Ora, capisco che si tratta di un’opera riadattata dal musical di Schönberg; nondimeno una maggior presenza di recitativo avrebbe fatto bene al film, che invece, incatenato ad una sequenza continua, rende il tutto irreale, a tratti davvero fastidioso. Per quanto io non sia generalmente incline a questo genere di pellicole (mi riferisco ai musical), talora ho avuto il piacere di ricredermi, constatando un buon equilibrio che non nuoceva alla godibilità della storia (il caso più recente è stato con lo “Sweeney Todd” di Burton, di cui pare intrisa la prima sequenza di presentazione nella locanda dei Thénardier). In questo caso, però, la distanza era troppa, cosicché non sono quasi mai riuscito a trarne un vero e reale coinvolgimento: mi sentivo come la fotocopia di uno spettatore, quasi che lo schermo fosse lontanissimo e la storia non mi tangesse (assurdo, con Hugo dietro le quinte).
La terza questione riguarda il montaggio, in certi punti un pochetto affrettato; nonché i movimenti di macchina indecisi e alcuni campi e controcampi non convincenti.
Per necessità, tralasciamo il fastidio della tematica cristiana, provvidenziale ed imperante, e pure il filantropismo nazionale, che assieme costituiscono un limite (da contestualizzare) di Hugo, e che non è opportuno affrontare qui.
In definitiva, il film avrebbe potuto essere migliore, ma questo avrebbe dovuto comportare un lavoro maggiore alla sceneggiatura, con cui, forse, si sarebbe tradito il musical originale – sebbene a vantaggio della pellicola – ed è tutto, pertanto, da ricondurre ad una scelta squisitamente registica.

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14 Novembre 2013 in Les Miserables

Bellissimo, l’ho rivisto un milione di volte ed è sempre un’emozione. Il libro è magnifico, ma questo musical è riuscito a toccare quasi le stesse corde. Assolutamente da vedere!!

Anne Hathaway, l’essenza dell’ars dramatica / 11 Novembre 2013 in Les Miserables

Questo di Hooper è un gran film. Bisogna ammettere che a tratti è un po’ sfibrante per chi, come me, non è un amante dei musical (leggendo le recensioni, siamo in parecchi a dichiararlo), ma la sua bellezza, oltre che fotografica, regge almeno su tre pilastri, tre recitazioni stellari.
Ok, Hugh Jackman non è Depardieu, questo è stato il mio primo pensiero. Il Valjean di Hugo è infatti un gigante, e secondo me il bolso Gérard si è impossessato fisicamente di questo personaggio nell’immaginario; ciononostante, è impossibile ignorare la prova attoriale di Jackman nella sua densità drammatica, molto più nervosa e disperata.
Russel Crowe è uno degli attori più sopravvalutati di Hollywood, non cambio la mia opinione generale. Eppure, l’eccezione che conferma la regola si trova sempre; il suo Javert è perfetto. Ligio al dovere fino allo stremo, freddo e insensibile, tragicamente e stolidamente ostinato.
La più luminosa di tutte è la stella di Fantine. Una Hathaway che buca lo schermo, o meglio lacera il sipario perchè la sua è una vera e propria performance teatrale. Il suo canto doloroso e solitario I dreamed a dream è uno dei pezzi più commoventi del cinema degli ultimi vent’anni almeno. Le espressioni sul suo viso innescano nello spettatore il senso dell’Arte drammatica allo stato puro. Eccezionale.
Non sfigura neanche la reginetta “acqua e sapone” dei musical Amanda Seyfried (la Sophie di Mamma mia!); di gran spessore è la prova di Samantha Barks in uno dei personaggi più controversi e complessi dell’opera, Eponine.
Se posso consigliarvi; leggete il romanzo di Hugo con tutta calma. E’ strepitoso. Poi, dopo un po’, guardatevi questo musical.

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Non vado matta per i musical / 14 Giugno 2013 in Les Miserables

Non vado matta per i musical (mi snervano), ma questo ha quel “nonsoche” che alla fine (dopo 2 ore e mezza piacevoli, ma un po’ pesantucci) ti fa dire “wow”. Nel suo genere merita. Eccome!

Per niente “Misero”… / 30 Aprile 2013 in Les Miserables

Ottimo film, ben girato e interpretato..
Chi si lamenta delle canzoni forse avrebbe dovuto leggere sul dizionario la definizione di Musical…

Nel dubbio, 7. / 26 Aprile 2013 in Les Miserables

Che Anne Hathaway fosse dotata di una voce celestiale, l’avevamo già capito tutti già dai tempi di Ella Enchanted. Ma per il resto, questo è un film di sorprese: la piacevole voce di Hugh Jackman, l’irritante voce di Russell Crowe (la cui mancanza è ben sopperita dalla sua presenza scenica, cavoli!), la frizzantissima coppia Baron Cohen – Bonham Carter. Però, sul serio…era necessario? voglio dire, tanto di cappello alle scene della rivoluzione, a canzoni come “Do you hear the people sing?”, ma il mio è un 6,5, più che un sette, perché questo film mi ha spiazzata negativamente. Due ore e mezza incollata ad una sedia, in attesa di un dialogo parlato, e non cantato, che a teatro sono certa sia sopportabilissimo…ma al cinema assolutamente no! Dunque, grazie mille, però potevamo farne a meno.

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25 Aprile 2013 in Les Miserables

Non mi piacciono molto i musical, mea culpa.
Tutto fatto molto bene, ma non posso fare a meno di trovare irritante un film nella quale i dialoghi sono solo cantati (e non sempre bene, dato che Crowe sembra un ciocco di legno e Jackman non si può sentire).
Comunque, tutto il testo va benissimo, se fosse stato recitato mi sarebbe piaciuto molto. Pazienza.

Tanto di cappello a Hugh Jackman! / 31 Marzo 2013 in Les Miserables

Avevo già visto parecchi suoi film, ma in questo devo ammettere che si è davvero impegnato nell’interpretare Jean ValJean, soprattutto nella prima parte del film, dove è un barbone-prigioniero-schiavo tormentato. Davvero molto bravo, ai livelli di Liam Neeson, nell’altro “miserabili”. Un po’ ridicola la parte di Fantine. Non c’è paragone con Michelle Pheifer(scusate come lo scrivo :P)
Film comunque un po’ troppo lunghetto, ma d’altronde non sono mai riuscita a superare la seconda pagina neppure del libro. Un mattoneeeeeeeeeeee!!!
Eppure tutte le volte il film tratti da questo libro mi conquistano.

p.s.: Non è che Javert è un pelo gay represso e ama Jean? Diavolo ha l’assillo con quell’uomo!! Manco maniaco sessuale!!

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28 Febbraio 2013 in Les Miserables

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dillo che si sei Jaen Valjean! Se non lo dici sei una brutta persona.
C’è questa scena molto funambolica e molto preambolica per presentarci Jean Valjean. Jean Valjean è un prigioniero ganzo brutto e sporco e cattivo e che non aveva fatto un ca**o. Lo liberano, pecca, vede la luce. Belin che roba cristiana. Insomma che diventa uno stinco di santo (ed è Wolverine), e… e troppa roba. Lo insegue Russel Javert Crowe. Passa la Hathaway, che canta un paio di canzoni da prostituta disperata (tra l’altro era veramente una pessima prostituta), ha un momentone tragico di sofferenza in cui pare un incrocio tra la Giovanna d’Arco quella in b/n e Wynona Ridere quella di Alien (3?) e schiatta. Mh, ok. Intanto, Jean eccetera le prende la figlia, e scappa da Javert, che lo insegue, ma la figlia si innamora di un giovanotto pollo e rivoluzionario. W la rivoluzione, c’è una canzone bellissima, abbasso la rivoluzione, muoiono tutti, tutti? Ma no! C’è Jean Valjean! Che salva il pollo, lo porta a Cosette, che era la figlia della Hathaway, ecc ecc.
Insomma, ci sono una cifra di personaggi secondari meravigliosi, tutti cantano, i poveri sono disperati e umidi e aspettano di morire. Il giovane pollo è un ca**o di stacanovista della rivoluzione, dopo che gli muoiono tutti è disperatissimo, e meno male che ritrova Cosette. Così perde la faccia disperata e si rimette quella da pollo innamorato. ‘ccodè. Javert fa la sua figura, ma non si capisce perché passi la vita con l’ossessione di catturare… ma chi? Ma Jean Valjean! Insomma, take it easy, boy. Trovati un hobby, c’è altro, che so, collezionare slip usari di liceali made in Japan cercandoli su internet, o i trenini, o n’importe quoi. Anche se un hobby ce l’ha, ed è camminare cantando sui parapetti, e sticazzi, mi sembra un po’ pericoloso (e infatti…). Non puoi stare in soggiorno come le persone normali no. Dicevo un sacco di secondari, e muoiono, l’eponima epaminonda, che era l’unica brava pisquana, ed era pure scopabile, e poi Gavroche, e insomma, è un colpo basso dopo l’altro. Però! Però alla fine nemmeno lui, ma chi? Jean Valjean! Si esime dall’essere un po’ morto, con tutto quel che aveva fatto diviene praticamente un santo, e trapassa, proprio nel senso che finisce in un paradiso/mondo dove ritroviamo tutti i meravigliosi secondari, che cantano appassionatamente sulle barricate, e io volevo alzarmi e fare YOOOOOO! E insomma ho pianto come un vitello sgozzato, quindi non è per forza conseguente ma direi che a me è piaciuto.

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18 Febbraio 2013 in Les Miserables

Uscire dal cinema pienamente soddisfatti da un film che già immaginavamo ci sarebbe piaciuto è bello, ma ancor più meraviglioso è lasciare la sala pensando che lo spettacolo a cui si ha appena assistito è stato superiore ad ogni previsione: non ho mai letto I Miserabili di Hugo, ne conoscevo la trama a sommi capi, ma l’idea che l’opera fosse stata trasposta in musical mi stuzzicava e incuriosiva. Invogliata anche dal cast degli attori (alcuni, come Hugh Jackman ed Helena Bonham-Carter, nella mia classifica dei preferiti) sono corsa al cinema assieme alla mia migliore amica… e il film mi ha letteralmente catturata.
Come descriverlo? L’atmosfera è superlativa, merito anche dei costumi e delle scenografie praticamente perfette, la regia molto coinvolgente (belle le inquadrature prima in campo lunghissimo, poi in primo piano sui personaggi in scena), la storia scorre facendosi sempre più incalzante… ma su ogni altro aspetto dominano le voci degli interpreti e le canzoni, che giustamente la fanno da padrone. Non conoscevo né Hugh Jackman né Russell Crowe come cantanti, ma vederli (e sentirli) nelle parti di Jean Valjean e di Javert mi ha fatto scoprire la loro bravura, così come quella di Anne Hathaway, che avevo ingiustamente sottovalutato da Il Diavolo Veste Prada in poi: la sua Fantine ha una parte breve ma bellissima e intensa, e con I Dreamed A Dream non ho potuto fare a meno di commuovermi. Stilare una classifica sarebbe impossibile, ciascun attore a modo suo è stato bravissimo e molto adatto al ruolo.
Regola che vale per tutto il film: non riesco a scegliere una scena preferita tra tutte, o una canzone che mi abbia colpito più delle altre… anche se Do You Hear The People Sing? mi è rimasta particolarmente impressa, e penso di non essere la sola!

Per farla breve, lo straconsiglio. A chi ama i musical, a chi non piacciono ma ha amato il libro, a chi piace la buona musica, a chi semplicemente vuole vedere un gran bel film ed emozionarsi per una storia. E per il soundtrack, che già da solo è una meraviglia.

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ottimo / 14 Febbraio 2013 in Les Miserables

l’unica cosa MISERABILE del film è la voce di Hugh Jackman.

12 Febbraio 2013 in Les Miserables

Io e i musical non andiamo d’accordo, li trovo irritanti, leziosi e poco efficaci; nonostante ciò ho provato ad avvicinarmi con atteggiamento imparziale a Les Misèrables e l’operazione è riuscita.
Non nego di essermi lasciata scappare qualche risolino nel veder cantata ogni singola battuta e dialogo, ma col tempo mi sono abituata e sebbene il film sia lungo ( dato il libro però è giusto così), troppo lungo, è innegabile la maestosità dell’opera messa in piedi. In particolar modo trovo molto apprezzabili le scenografie, le orchestrazioni dei brani e trucco e costumi. Sono pensati in grande e rendono anche, in grande. Il cast è tutto fortemente in parte, con menzione speciale ad Anne Hathaway, che merita l’Oscar, e a Hugh Jackman, vero protagonista. Meno incisivo e spontaneo Eddie Redmayne e un po’ imbolsito Russell Crowe, splendida Samantha Barks come Eponine.
Molto d’impatto l’incipit e l’epilogo, le performance corali danno una spinta in più al film, facendogli prendere respiro e coinvolgendo chi ascolta e osserva in quell’atmosfera rivoluzionaria e vibrante che da metà film in poi si fa forte e importante.
Orrida la CGI, poteva essere evitata in certe scene, grandioso il resto. Film riuscito, da premiare gli attori, but not my cup of tea.

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11 Febbraio 2013 in Les Miserables

Non credo a chi dice che “è solo un buon film e non un capolavoro” e mi soffermerò su questa affermazione.Sono entrata in sala aspettandomi qualcosa di ben diverso da quello che poi ho trovato:un perfetto capolavoro musicale definito in ogni minimo dettaglio.Effetti speciali,trucco,sceneggiatura,arrangiamento (sia della storia che del testo delle canzoni) ,cast,costumi,fotografia e sopratutto l’interpretazione perfetta di ogni attore.La storia la conosciamo tutti pur non avendo letto quelle 1.500 pagine che Victor Hugo ha scritto minuziosamente,questo film la rende magica e la sublimizza là dove poteva essere monocorde.La parte che preferisco è sicuramente quella di Helena Bonham Carter ,che ci stupisce ancora una volta grazie alla sua maestria nel campo del “freak” e ovviamente in quello della recitazione;altrettanto divertenti sono le prostitute,estremamente maliziose e esageratamente volgari non puoi non ammirarle e cantare con loro a squarciagola !Di Anne Hathaway non mi pronuncio,non perchè non voglia ma perchè tutte le parole che mi vengono in mente sono inadeguate per descrivere la sua splendida interpretazione (pensate che solo 10 anni fa era a fare la gavetta alla Disney ).In conclusione mi stra vanto di aver pianto come una bambina e non aspetto altro che la notte degli Oscar per vedere piangere un pò loro,perchè dai se li meritano tutte quelle nomination.Dimenticavo sbadatamente, molto meglio del Titanic.

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Gran bel film, parbleu! / 11 Febbraio 2013 in Les Miserables

Film diretto da Tom Hooper, che fece jackpot agli Oscar del 2011 vincendone quattro (film, regia, Colin Firth come attore protagonista e sceneggiatura originale). A questa pellicola otto nomination con il ritorno di un musical nella categoria “miglior film” a dieci anni di distanza da “Chicago”, eletto immeritatamente vincitore al posto di “Gangs of New York” di Scorsese o “Il pianista” di Polanski da un’Academy al momento della votazione probabilmente con lo stesso tasso alcolico di una riunione di alpini. Per quanto riguarda la realizzazione, essendo il film facente parte di un genere piuttosto dispendioso la Working Title Films, casa di produzione, si è parata il posteriore stanziando un budget di 61 milioni di dollari: fortunatamente le palanche non sono finite tutte nei cachet degli attori, come succede in filmacci tipo “Twilight”, dove i personaggi corrono con gli stessi effetti speciali della prima serie di “Smallville” (datata 2001) e i lupi mannari sono disegnati con Paint, ma si è dato il giusto peso alle scenografie. Esse infatti sono sempre molto ricche, sia come presenza di oggetti materiali sia come intensità emotiva, cosa che deve sempre essere presente in un film dove si comunica attraverso le canzoni; questo dà un alone di magnificenza che contribuisce a rendere il tutto molto elegante e allo stesso tempo complesso. Le canzoni in generale sono toccanti e fanno sì che lo spettatore si immedesimi ai personaggi, portando lo spirito teatrale nella sala cinematografica e rendendolo un film di uomini, non un semplice spettacolo di marionette; per quanto riguarda le ugole se la cavano bene in particolare sia Hugh Jackman, nei panni di un tosto e dolente Jean Valjean, sia Anne Hathaway come sciupata Fantine, probabilmente il personaggio più disgraziato e allo stesso tempo empatico del film. Un po’ di fatica in più per Russel Crowe, che rende l’ossessione per Valjean talvolta troppo marcata, dando in certi punti l’impressione di avere a che fare con una versione seriosa e francese di Zenigata, l’arcinemico di Lupin III. Sguaiati e pittoreschi, per usare un eufemismo, Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter, che indubbiamente si saranno divertiti interpretando i Thénardier e che tornano assieme in un musical dopo “Sweeney Todd”. Per i non amanti del musical potrebbe essere irritante vedere Wolverine e Massimo Decimo Meridio in versione canterina, ma sempre meglio di come si è ridotto Zorro (“Èco Rossita le mie ffète bìsscotàte”).

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6.5 / 11 Febbraio 2013 in Les Miserables

E’ indubbiamente un bel film, con ottime scenografie, una regia elegante ed una fotografia dai toni azzeccati. Sono bravi gli interpreti (anche Russel Crowe che è stato snobbato agli Oscar ha una voce da baritono 😉 ) a cominciare da Jackman e pure la Hathaway (che recita in una sequenza molto breve ma canta bene).
Ma l’avrei apprezzato di più se fosse stato un classico film in costume. Forse una sceneggiatura più articolata avrebbe definito meglio i personaggi. Indubbiamente ben reso il confronto tra Valjean e Javert stona un pò di più la love story tra Cosette e Marius.
Inguardabili Baron Cohen e Helena Boham Carter. I loro sono i ruoli insopportabilmente idioti.
In complesso mi è si piaciuto ma confermo che il musical non è il genere che prefrisco per questo tipo di storie.

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Tim e Tom / 10 Febbraio 2013 in Les Miserables

Pochi sanno che Frank e Olivia Burton, visto che il loro unico figlio aveva un carattere solitario e ombroso, decisero di adottare un bambino inglese, Tom Hopper.
Vissero una infanzia felice, Tom lavorò all’ombra del più famoso fratello, modestamente, contribuendo con una certa dose di estrosità che la natura gli aveva donato. Il sodalizio durò fino a Sweeney Todd, poi Tom decise di prendere la sua strada.
Adesso Tim si ingrigisce, ripetendosi stancamente, Tom si gode finalmente il meritato successo .

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4 Febbraio 2013 in Les Miserables

un film incredibile!

3 Febbraio 2013 in Les Miserables

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

No, non ci siamo. Ho provato a fare una recensione seria, ragionata e tutto il resto, ma non va bene perchè non direi niente che non sia già stato detto e sinceramente non mi va di ripetermi. Quindi via, andrò di pancia e voglio scrivere di cosa questo film mi ha saputo trasmettere. Perchè non posso dire che sia perfetto, ma mi ha emozionato come probabilmente nessun altro film ha saputo emozionarmi.
Conoscevo bene la storia e le canzoni, perchè ho visto e rivisto il concerto del 25esimo anniversario della prima rappresentazione ed è stato inevitabile che il mio giudizio ne sia stato influenzato.
Il film è diverso. Le canzoni e persino alcune scene sono in ordine diverso. Ma questo non mi ha affatto disturbato, anzi. “I dreamed a dream” l’hanno messa lì, dove doveva stare. Un pugno allo stomaco, un dissennatore! No, dopo questa canzone, dopo la tutta la storia di Fantine, dopo la sua morte, diamine non potrò mai più essere felice in tutta vita!
Poi è tutto un susseguirsi di cose perfette. I Thernandier (Helena ti prego sposami!), le barricate; il piccolo Gavroche che se devo essere sincera, mi era sempre sembrato un bimbo saccente e un pochino odioso, invece qui è meraviglioso, Enjorlas. CIOè DO YOU HEAR THE PEOPLE SING?!! Mi unisco anche io, combatto con voi, canto con voi, muoio per la Francia! Tutto quanto è così coinvolgente così grandioso che woooo. Non riesco a trovare altre parole. Solo woooo. Persino Cosette è venuto fuori un bel personaggio e Marius, no Marius è sempre un coglione e la voglia di prenderlo a pugni in faccia ogni volta che c’è un suo primo piano è presente, ma va bene, ok perchè anche lui nel contesto è perfetto.
Devo fare un elogio grande come una casa a praticamente tutto il cast. Helena Bohnam Carter e Sacha Baron Cohen sono I Thernandier, nessun altro avrebbe potuto interpretarli. Amanda Seyfried è stata bravissima soprattutto nelle parti cantante. Samantha Barks ha fatto passi da gigante dal punto di vista canoro dalla sua Eponine del 25esimo e Aaron Tveit e Eddie Redmayne una grandissima sorpresa. Menzione speciale per Hugh Jackman che è mi ha veramente stupito. Che. Bravo. è?? gosh sa recitare! e come anche! e canta!! ma veramente bene!!
E Anne Hathaway. Che eri brava, si sapeva. Che sapevi cantare, anche. DATELE UN OSCAR SUBITOOOOO! Proprio per mancanza di rivali, di competizione, di qualiasasi cosa! Se non lo fate vengo a schiaffeggiarvi tutti, voi dell’Academy. Ho i brividi solo a ripensarci adesso(“And tell Cosette I love her, and I’ll see her when I wake” e ho detto tutto), che sono passati 2 giorni da quando sono andata al cinema. Fantine è un personaggio meraviglioso e Anne me l’ha reso ancora più bello e emozionante e qualsiasi cosa tanto che a metà del film mi è preso un attacco di nostalgia paurosa “Rivoglio Fantine! Perchè è morta, perchèè?? :'((”
Ah è poi c’è Russell Crowe. Russell Croppffffff…. ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahahahahahah… no dai diamoci un certo contegno. Javert. Javertahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahahahah sto maleee! Povero gli si vuole bene, davvero, tanto. Si è impegnato e si vede. Ma forse questo non era un ruolo adatto a lui. Sì lo so, Javert è un ruolo difficilissimo sia dal punto di vista recitativo che soprattutto canoro(è per un basso-baritono che con un estensione pazzesca) senza contare che ha dovuto confrontarsi con quel dio di Norm Lewis che probabilmente è il miglior Javert della storia, e… beh guardate questo video e lascio a voi le conclusioni.

Un ultima cosa, poi ho finito, giuro. Mi è spiaciuto un sacco che abbiamo tagliato l’introduzione di “On My Own” che probabilmente è la parte più bella di tutta la canzone. Spero di vederla tra le scene tagliare

Curiosità: Il vescovo di Digne è Colm Wilkinson, che per primo, nel lontano 1985, interpretò Jean Valjean a Londra. Altra chicca di questo film straordinario

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3 Febbraio 2013 in Les Miserables

Nonostante mi piacciano poco i musical, e in questo cantano per 2 ore e mezza, mi è piaciuto tanto. Non mi ha mai annoiato, e non me l’aspettavo. La parte centrale è la meno scorrevole, ma il resto è intenso, con una regia appropriata e capace. Le scene di canto corali sono davvero ben fatte e suggestive.
Le interpretazioni sono tutte sopraffine (tranne il povero Crowe che mi sembrava un pesce fuor d’acqua, colpa anche del personaggio appena abbozzato), su tutti un Jackman fenomenale, non solo nel canto, ma anche protagonista di un’interpretazione sofferta e matura. Hathaway bravissima e intensa (in I dreamed a dream è favolosa). Esilaranti le parti con Sacha Baron Cohen e la Bonham Carter.

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1 Febbraio 2013 in Les Miserables

Film stupefacente, non per altro ha già vinto un golden globe e un oscar. Uno dei pochi musical dove tutti gli attori cantano dal vivo quando normalmente le parti cantate vengono registrate prima in studio; Possiamo notare in questo modo più spontaneità della normale recitazione teatrale. Che dire.. attori bravissimi, trama commuovente… davvero incredibile!

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1 Febbraio 2013 in Les Miserables

Un buon film ma non un capolavoro. Da ammirare il lavoro e la fatica degli attori in questo caso cantanti ma non ho apprezzato a pieno le scelte del regista. Troppi, veramente troppi primi piani. A parte l’inizio con la grandiosa scena del cantiere e la panoramica del protagonista fuori dalla chiesa il set sembra claustrofobico. Barricate a parte si poteva “osare” qualche altra ripresa di maggior ampiezza e respiro.
Mi è piaciuta la voce di Russel Crowe che non conoscevo ma l’interpretazione migliore è senza dubbio quella di Anne Hathaway, breve (troppo breve) ma intensa.
Nella versione italiana è stato scelto il doppiaggio per le poche battute recitate e non cantate, secondo me è stata una decisione inutile. Se al pubblico non piace sentir cantare non sono queste poche frasi a “salvare” l’esito commerciale della pellicola.
PS per gli amanti del romanzo: si tratta di un musical che ha le sue regole da rispettare, non lamentatevi quindi se alcune cose non corrispondono a quanto scritto da Hugo. I reclami vanno inviati agli autori del musical in primis e non del film.

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29 Gennaio 2013 in Les Miserables

/ 27 Gennaio 2013 in Les Miserables

oddiodellecittàedelleimmensità.
Sto ancora qui da ieri sera a drenare il mare di lacrime che ho versato. No vabè non ho pianto ma è come se l’avessi fatto.
Chiaramente una storia interamente cantata è difficile da seguire se non le si dedica più attenzione del solito, per questo al mondo c’è chi adora i musical e chi proprio no. E’ perfettamente comprensibile, e lo sanno anche gli amanti dei musical che ogni tanto, anche a teatro, il pulsante dell’avanzamento veloce lo premerebbero più che volentieri.
Però il premio che ricevi quando arrivi alla fine, nel classico numerone finale che c’è in tutti i più grandi musical, e con incise nella testa a vita tutte le canzoni principali che solo a rifischiettarle si riapre la fontana, sai che non ci avresti rinunciato per nulla al mondo e che al prossimo grande musical, vecchio o nuovo, tu sarai in prima fila.
Ma la cosa che gli amanti del cinema non dovrebbero snobbare dei musical è lo sforzo sovrumano che si chiede agli attori per rendere accettabile uno “scimmiottamento” della realtà in canzonetta. Perché, dannazione, ci riescono. Persino Russell Crowe, che ha una voce non propriamente adatta a un musical, alla fine ti strappa dal petto il cuore e ci gioca a rugby, e come scandisce TWO-FOUR-SIX-OH-ONE lui, nessuno. Persino Amanda Seyfried, che non la sopporta proprio nessuno nessuno, e che canta tutto in falsetto e fa un personaggio semplicissimo, alla fine è una voce indispensabile del coro e fa il suo ottimo lavoro.
Inutile aggiungere, ma lo farò, che Hugh Jackman è stato immenso. L’Oscar non lo vincerà, e fino a ieri mi stava bene visti gli altri nominati. Ma adesso non lo so se mi sta ancora bene. E se Les Misérables facesse filotto alla faccia dei favoriti? Vincerebbe tutto, e quindi anche Hugh Jackman, con buona pace di Daniel Day Lewis, Joaquim Phoenix e Denzel Washington (tutti e tre spettacolari). In ogni caso questa performance di Hugh Jackman non può passare inosservata, e non lo sarà. La sua interpretazione, e il film stesso, hanno la stoffa (anzi, la roccia) delle pietre miliari del cinema.

Tom Hooper si conferma il nuovo dio in terra del cinema in costume (non smetterò mai di ricordare a chi non l’abbia ancora recuperata la sua miniserie HBO John Adams).
Nonostante, e questa è veramente l’unica nota un poco sgradevole, l’abbondanza di computer graphics. Ma bisogna tener presente che questa è una produzione completamente britannica dal budget risicatissimo di 60 milioni di dollari. I soldi per una colossale scenografia reale della Parigi dell’Ottocento probabilmente non li avrebbero mai avuti. Perché alla fine i musical non sono per tutti, e rientrare le spese di una ricostruzione del genere sarebbe stato praticamente impossibile.

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