Recensione su Les Miserables

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/ 27 Gennaio 2013 in Les Miserables

oddiodellecittàedelleimmensità.
Sto ancora qui da ieri sera a drenare il mare di lacrime che ho versato. No vabè non ho pianto ma è come se l’avessi fatto.
Chiaramente una storia interamente cantata è difficile da seguire se non le si dedica più attenzione del solito, per questo al mondo c’è chi adora i musical e chi proprio no. E’ perfettamente comprensibile, e lo sanno anche gli amanti dei musical che ogni tanto, anche a teatro, il pulsante dell’avanzamento veloce lo premerebbero più che volentieri.
Però il premio che ricevi quando arrivi alla fine, nel classico numerone finale che c’è in tutti i più grandi musical, e con incise nella testa a vita tutte le canzoni principali che solo a rifischiettarle si riapre la fontana, sai che non ci avresti rinunciato per nulla al mondo e che al prossimo grande musical, vecchio o nuovo, tu sarai in prima fila.
Ma la cosa che gli amanti del cinema non dovrebbero snobbare dei musical è lo sforzo sovrumano che si chiede agli attori per rendere accettabile uno “scimmiottamento” della realtà in canzonetta. Perché, dannazione, ci riescono. Persino Russell Crowe, che ha una voce non propriamente adatta a un musical, alla fine ti strappa dal petto il cuore e ci gioca a rugby, e come scandisce TWO-FOUR-SIX-OH-ONE lui, nessuno. Persino Amanda Seyfried, che non la sopporta proprio nessuno nessuno, e che canta tutto in falsetto e fa un personaggio semplicissimo, alla fine è una voce indispensabile del coro e fa il suo ottimo lavoro.
Inutile aggiungere, ma lo farò, che Hugh Jackman è stato immenso. L’Oscar non lo vincerà, e fino a ieri mi stava bene visti gli altri nominati. Ma adesso non lo so se mi sta ancora bene. E se Les Misérables facesse filotto alla faccia dei favoriti? Vincerebbe tutto, e quindi anche Hugh Jackman, con buona pace di Daniel Day Lewis, Joaquim Phoenix e Denzel Washington (tutti e tre spettacolari). In ogni caso questa performance di Hugh Jackman non può passare inosservata, e non lo sarà. La sua interpretazione, e il film stesso, hanno la stoffa (anzi, la roccia) delle pietre miliari del cinema.

Tom Hooper si conferma il nuovo dio in terra del cinema in costume (non smetterò mai di ricordare a chi non l’abbia ancora recuperata la sua miniserie HBO John Adams).
Nonostante, e questa è veramente l’unica nota un poco sgradevole, l’abbondanza di computer graphics. Ma bisogna tener presente che questa è una produzione completamente britannica dal budget risicatissimo di 60 milioni di dollari. I soldi per una colossale scenografia reale della Parigi dell’Ottocento probabilmente non li avrebbero mai avuti. Perché alla fine i musical non sono per tutti, e rientrare le spese di una ricostruzione del genere sarebbe stato praticamente impossibile.

4 commenti

  1. Stefania / 27 Gennaio 2013

    I musical non sono la mia passione e, nonostante ne abbia avuto l’occasione, non ho mai visto l’osannata versione teatrale di questo adattamento del romanzo di Hugo. Però, la storia (che tanto ho amato su carta) potrebbe trascinarmi al cinema.
    Bella recensione, hai accresciuto la mia curiosità sulla prestazione di Jackman.
    Ma… la Hathaway?

    • Francesco / 27 Gennaio 2013

      Superlativa anche lei, ma in due ore e mezza lei appare per mezzora al massimo. E’ il caso di dire breve ma intensa. Il protagonista assoluto però è Jean Valjean, e quello che ha dovuto fare Hugh Jackman vale il lavoro di Anne Hathaway parecchie più volte, non solo per minutaggio.

  2. signormario / 27 Gennaio 2013

    Aspetto questo film da anni, quando ho letto che sarebbe stato realizzato son caduto dalla sedia, quando ho letto che lo avrebbe diretto Tom Hooper ho previsto un successone, quando ho letto del resto del cast sono rimasto a bocca aperta. Non vedo l’ora di vederlo e la tua recensione mi fa ben sperare!

  3. PadmeGiulia / 8 Febbraio 2013

    Sono uscita due ore fa dalla sala, con due occhi gonfi così e il naso che colava. Mi aspettavo di venire qui a commentare questo capolavoro, ma vedo che tutti voi avete già scritto quello che dal primo fotogramma del film mi ronza nel cervello. Ho seriamente amato il libro, ma……..il film e’ IMMENSO, meraviglioso. ogni singola interpretazione, ogni singola canzone è stata per me come una pugnalata.
    Eponine, Fantine, Jean Valjean, il piccolo Gavroche (!), Enjolras, Marius, Javert, mi hanno toccato il cuore proprio come avevano fatto i protagonisti del libro, e sappiamo bene quanto questo succeda poche volte. vogliamo parlare di CAN YOU HEAR THE PEOPLE SING? mi ha fatto venir voglia di INIZIARE UNA RIVOLUZIONE. o della costruzione delle barricate? o di quando comincia la rivolta, e le canzoni si fondono l’una con l’altra? vogliamo parlare dell’ultima scena? o di A HEART FULL OF LOVE? no, seriamente, ho amato ogni singolo momento.

    (non cito nemmeno Anne Hathaway perchè lei è bravissima ma…lo sappiamo già.)

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