?>Recensione | Les Miserables | Una recensione inutile

Recensione su Les Miserables

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Una recensione inutile / 23 maggio 2014 in Les Miserables

Mi spiego: a mio parere non bastano le parole per descrivere questo film.
Quindi tutto quello che dirò non riuscirà neanche a scalfire la punta dell’iceberg delle cose che sarebbero da dire.
Innanzitutto assolutamente sconsigliato a chi non ama i musical (inutile dire che sorbirsi quasi tre ore di canto in inglese sottotitolato è un supplizio per i non amanti del genere).
Io adoro la musica, in generale, e ancor più quella classica. Questo film ne è assolutamente pregna, ed è musica che racconta una storia, a mio parere il genere di musica più bello.

La storia è proprio degna del suo autore, Hugo, con tutti i tratti del suo descrivere, ma soprattutto con tutto il fascino e la precisione della sua ambientazione (magistralmente resa dal regista… grazie, davvero. Oltre che essere una storia commovente il film è anche uno spaccato visivo sulla francia degli anni venti e trenta dell’Ottocento)
Ma Hugo porta ne “I Miserabili” anche tutta la sua tragicità (cavoli, per me un po’ depresso doveva esserlo… non so chi mi fa più pena tra Fantine e il gobbo di Notré Dame).
Ma al di là del fatto che la storia sia decisamente superba, a mio parere,mi vorrei concentrare su altri aspetti:
Parliamo del Cast.
Ok, sicuramente puntavano a fare un capolavoro cinematografico con tutto quel popo di gente: ma trovo che sia stato particolarmente bello sentirli cantare.
Tipo, Russel Crowe: ma che voce ha?
Ma direi che vale la pena di vedere Les Miserables anche solo per la performance di Anne Hathaway (“I dreamed a dream”… ammetto che mi stavano per scendere delle lacrimuccie).
A parte l’insuperabilità della Hataway (musicale, recitativa, spessore della parte, ecc…) a livello di recitazione gli attori che mi hanno convinto di più, anche se fare un paragone è difficile (sono stati tutti molto bravi) sono stati sempre il buon Russel e il l’amico Walver… voglio dire Jackman.
Hanno recitato le due parti, di quelli che potremmo definire essere i veri protagonisti della storia, in maniera impeccabile riuscendoci a passare tutta drammaticità delle figure di Valjean e del commissario Jarvet.

Les Miserables è un film che ha il potere di trascinarti nella sua storia, di coinvolgerti in una rivolta senza speranza, in un amore semplice ma tenace, nella vere e pesanti domande che stanno dietro a tutto il film:
“chi sono?” e “quale missione sono chiamato a compiere?”.
La vita dei miserabili ruota attorno a queste piccole, enormi passioni le quali lottano continuamente per rimanere a galla, e per farsi sentire.
Ed è un film che ha il potere di parlarti per emozioni (in un modo che solo la musica sa fare): e ti narra di libertà, difficoltà, disperazione, incertezza, fede, amore, speranza, ma anche della miseria (“At the end of the Day” la canzone più bella del musical, a mio avviso) e della furba pocaggine dei due locandieri.

Ma ripeto, tutto quello che ho scritto non riesce a dire neanche la metà di quello che vorrei.
Vogliamo proprio trovare una pecca al film, giusto per essere puntigliosi?
La protagonista femminile: Cosette. Non tanto il personaggio in sé, che nonostante sia “la causa” di tutto il tribolare rimane piuttosto sullo sfondo (ma questo per volontà di Hugo)… no anche l’attrice (nella versione adulta, quindi parlo della Seyfried ) non mi ha convinto poi molto.

Ma andiamo, cosa potrà mai influire questa inezia di fronte alla spettacolarità di questo musical (sì, forse sono poco obbiettivo, ma credo mi sia piaciuto molto)

1 commento

  1. apricotsandmovies / 10 settembre 2014

    Sono d’accordo quasi in tutto: a me verrebbe da consigliarlo anche a chi non ama il genere. Personalmente non ho mai apprezzato i musical, ne ho visti pochi e quando ero più piccola, ma in tutta sincerità molti mi annoiavano. Sono andata a vedere Les Misérables al cinema con mia madre la prima volta, convinta dal cast e speranzosa che ci fosse solo qualche canzone qua e là; invece nonostante le quasi tre ore ininterrotte di musical, mi ha commossa e l’ho adorato a tal punto che appena ho potuto ho acquistato cd e dvd originali e mi sono buttata nella lettura del romanzo. Qualche mese dopo ho avuto la fortuna che con la scuola ci portassero a vederlo una mattinata: persino alcune mie compagne, abbastanza scettiche all’idea, sono rimaste entusiaste e a fine film era quasi impossibile non piangere… Poco tempo fa ho dovuto (suo malgrado) farlo vedere al mio ragazzo, che nonostante non abbia fatto i salti di gioia, l’ha comunque apprezzato molto sotto vari punti di vista (perché alla fine, obbiettivamente, è un capolavoro). Quindi sono convinta che nonostante qualcuno all’idea di un musical possa storcere il naso, c’è sempre la possibilità che si immedisimi in Jean Valjean, Javert, Fantine, Cosette, Marius o Enjolras, che possa apprezzare tutte le sfacettature della storia di Hugo e alla fine, magari, ricredersi. 😉

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