Recensione su Les Miserables

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Più melodramma che musical / 26 Gennaio 2020 in Les Miserables

Più un melodramma che un musical, con ogni tratto del romanzo originale portato all’eccesso: Jean Valjean si trasforma in un attimo in un santo; i Thénardier sono maschere grottesche (e sono interpretati appropriatamente da Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter); l’amore tra Cosette e Marius gronda fiumi di melassa. Tutto questo sarebbe ancora perdonabile: la storia – grazie a Victor Hugo – ti tiene comunque incollato alla sedia, anche se sai già perfettamente come andrà a finire. Ma la pagliuzza che rompe la schiena del cammello è che Gavroche muoia senza cantare «C’est la faute à Voltaire»: lo so che nel film parla in inglese, ma non si poteva fare uno strappo? È un musical, mica vorrai invocare la verosimiglianza!

Tra gli interpreti: Anne Hathaway sa cantare, Hugh Jackman se la cava bene, Russell Crowe assolutamente no (ed è un mistero che sia stato scritturato: non esistevano altri nomi di gran presa?). Eddie Redmayne è come al solito insopportabile. Samantha Barks è quasi l’unica che riesca a rendere il proprio personaggio (Éponine) con misura e sensibilità.

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