La saga di Rocky: la lista completa di tutti i film

Su NientePopcorn.it, tutti i film della saga che hanno per protagonista il mitico pugile Rocky Balboa interpretato da Sylvester Stallone. Hai già votato il tuo capitolo preferito?

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La saga di Rocky: la lista completa di tutti i film

Tutti i film della saga di Rocky

Il pugile Rocky Balboa interpretato dall’attore Sylvester Stallone a partire dal 1976 è il protagonista di una serie di film a tema sportivo ambientati nel mondo della boxe.
Il personaggio di Rocky è stato creato dallo stesso Stallone che, dopo aver scritto il soggetto e la sceneggiatura del primo film della saga, ha ricevuto una doppia candidatura agli Oscar 1977, come attore protagonista e come autore della sceneggiatura originale.
All’inizio della saga, Rocky è un trentenne di Philadelphia, pugile mediocre, che si arrabatta facendo lavoretti poco edificanti per un gangster del quartiere.
La vita di Rocky cambia quando il campione dei pesi massimi Apollo Creed (Carl Weathers) lo sceglie in maniera del tutto casuale per disputare un incontro. Per Balboa è il momento del riscatto.

Il personaggio di Rocky come metafora degli USA

La saga di Rocky: tutti i film

Rocky in cima alla scalinata dell’Art Museum (1976)

Allenato dal fido Mickey Goldmill (Burgess Meredith) e sostenuto dall’affetto dell’amico Paulie (Burt Young) e della fidanzata Adriana (Talia Shire), Rocky inizia un training epico a base di beveroni di tuorli d’uovo e sberle a quarti di bue congelati che culmina con un’emblematica corsa sugli scalini dell’Art Museum di Philadelphia accompagnata dalle note del celeberrimo tema musicale della saga composto da Bill Conti.
Insieme a un secondo personaggio interpretato da Stallone in un’altra saga cinematografica, quella del reduce dal Vietnam John Rambo (1982-2008), il pugile Rocky è entrato subito nell’immaginario collettivo grazie a scontri leggendari sul ring. In maniera neppure troppo velata, Balboa e i suoi match estenuanti rappresentano di volta in volta una metafora degli Stati Uniti (sudore, violenza e self made men) e dei loro conflitti, interni ed esterni.
In particolare, il film ROCKY IV (1985) è un paradigma perfetto della propaganda antisovietica in atto negli USA negli anni Ottanta.

La Guerra Fredda al cinema

“We share the same biology, regardless of ideology.
But what might save us, me and you,
Is if the Russians love their children too”

Sting, Russians (1985)

Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, con tutto l’orrore e la distruzione che quasi tutta la prima metà del XX secolo aveva portato con sé, inizia il periodo noto come Guerra Fredda.
Di fatto, a contrapporsi non sono più le grandi potenze europee. Ora, i due poli sono Ovest ed Est, USA contro URSS.

La saga di Rocky: tutti i film

USA vs URSS in “Rocky IV” (1985)

Stati Uniti e Unione Sovietica non sono solo Stati dal punto di vista geografico e politico.
Rappresentano due mondi nei quali tutto, dallo stile di vita alla concezione dell’individuo, è in contrasto. E questo contrasto si concretizza in scontri diplomatici, in ingerenze nella politica europea, nell’erezione -il 13 agosto 1961- del Muro di Berlino e che arriva persino a un passo dal conflitto atomico, tra il 15 e il 28 ottobre del 1962.
I 13 giorni della Crisi della Baia dei porci, a Cuba, sono uno dei momenti più critici della Guerra Fredda, un momento storico ben fotografato dal film THIRTEEN DAYS (2000) di  Roger Donaldson.
Afghanistan, Corea e Vietnam, invece, sono i conflitti locali sparsi per il mondo nei quali USA e URSS possono confrontarsi in modo indiretto, territori lontani dai propri confini nei quali consumare porzioni di una Guerra che, se fosse davvero deflagrata, avrebbe azzerato la vita sulla Terra.
In un contesto di perenne sfida tra i due blocchi, anche la corsa allo Spazio diventa occasione di confronto serrato. Se infatti proprio all’URSS appartiene il primo cosmonauta, Jurij Gagarin, furono gli uomini dell’equipaggio dell’Apollo 11, Neil Armstrong (interpretato al Cinema da Ryan Gosling, nel film FIRST MAN, 2018, di Damien Chazelle), Buzz Aldrin e Michael Collins, i primi a conquistare la Luna.

Sport e superpotenze contrapposte

La saga di Rocky: tutti i film

James Brown introduce mastodonticamente Apollo Creed in “Rocky IV” (1985)

Nell’ambito della Guerra Fredda, anche la letteratura sportiva offre episodi epici.
Nel 1972, i giochi olimpici di Monaco, in Germania, diventano tristemente noti per l’assalto al villaggio olimpico e la conseguente uccisione di 11 atleti israeliani per mano del gruppo di terroristi filopalestinesi noti come Settembre Nero. Steven Spielberg, per esempio, ne parla nel suo film MUNICH (2005).
Le Olimpiadi tedesche diventano famose anche per un altro episodio che si consuma negli istanti finali della finale di basket. Gli ultimi secondi dell’incontro tra le nazionali delle superpotenze USA e URSS vengono dilatati all’infinito a causa di un arbitraggio discutibile, fino alla vittoria sovietica.
Quella medaglia d’argento, considerata un vero oltraggio allo sport nazionale americano, non è mai stata ritirata dagli atleti americani.

  • Reagan e la propaganda massmediatica filoamericana

    L’uso propagandistico dei mass media, però, raggiunge il suo apice negli anni ’80.
    Nel 1981, il candidato Repubblicano Ronald Reagan subentra al Democratico Jimmy Carter alla presidenza degli USA.
    Il 40° Presidente degli Stati Uniti è un ex attore, un comunicatore abile, che in più occasioni dimostra di saper utilizzare la sua esperienza ad Hollywood per coinvolgere gli elettori e parlare alla pancia di un Paese che, ora, si sente degnamente rappresentato.
    L’elezione alla presidenza di Reagan non lascia indifferenti gli intellettuali americani. Nel film del 1985 RITORNO AL FUTURO (Back to the Future), Robert Zemeckis mette in bocca all’Emmett L. Doc Brown del 1965 una battuta passata alla storia: «Ronald Reagan?! L’attore?! E il vicepresidente chi è? Jerry Lewis?! Suppongo che Marilyn Monroe sia la First Lady! E John Wayne è il ministro della guerra!»
    Sotto molti aspetti, la nomina di Reagan assomiglia molto a quella di Donald Trump, eletto nel 2016. Un leader che conosceva bene il media televisivo quanto l’attuale presidente i social.
    La sua abilità propagandistica è indirizzata con cura verso quello che lo stesso Reagan, nel 1985, definisce l’impero del Male: l’Unione Sovietica.

USA vs URSS e la minaccia nucleare

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Rocky e Drago in “Rocky IV” (1985): due testate nucleari pronte a esplodere

La Guerra Fredda non si combatte solo tra le cancellerie. La sua narrazione diventa anche parte integrante del piccolo e grande schermo. La paura di una guerra nucleare è un argomento ricorrente. Negli USA, vengono prodotti film e serie tv distopiche incentrate sui possibili effetti dello scontro fra Stati Uniti e Unione Sovietica come THE DAY AFTER – IL GIORNO DOPO (1983) di Nicholas Meyer e la miniserie AMC AMERIKA (1987).
Generalmente, però, le serie tv dell’epoca non hanno un’articolata trama orizzontale. Piuttosto, sono costituite da una serie di puntate indipendenti nelle quali, come se si trattasse di lezioni di educazione civica, vengono puntualmente inseriti e trattati temi delicati come droga, alcool, sesso e bullismo.
Educazione e propaganda usano mezzi analoghi. Perciò, non sorprende che, a un certo punto, nei telefilm americani, sia frequente imbattersi in esuli russi che chiedono asilo e libertà in America.

Cosa rappresenta Rocky Balboa?

La saga di Rocky: tutti i film

Sangue, sudore, stelle e strisce: l’apoteosi degli USA in “Rocky IV” (1985)

In un contesto nel quale il confronto tra i due imperi è legato proprio alla propaganda, a metà del decennio, arriva nelle sale un film che si dimostra un perfetto manifesto americano.
Il 27 novembre del 1985, negli Stati Uniti esce ROCKY IV, un film voluto, diretto e interpretato da Sylvester Stallone.
Il personaggio di Rocky è una metafora perfetta. Fin dal suo esordio (ROCKY, 1976) premiato con 3 Oscar (miglior film, miglior regia – quella di John G. Avildsen- e miglior montaggio), lo Stallone Italiano diventa icona dell’eroe contemporaneo. Rocky è un vinto che prova a emergere e nel quale il pubblico non ha alcuna difficoltà a immedesimarsi.
Rocky rappresenta Davide contro Golia, l’outsider che si affranca da una vita fatta di sogni e illusioni alla periferia di Philadelphia.

Tutti i film di Rocky in ordine cronologico

Un banale interludio: Balboa vs Clubber Lang in “Rocky III” (1982)

Come accade con i supereroi contemporanei e le loro trasposizioni cinematografiche, il primo film serve a definirlo, il secondo, ROCKY II (1979), scritto e diretto da Stallone, a consacrarlo.
ROCKY III (1982), quello dell’incontro con Clubber Lang (Mr.T), probabilmente fra i film peggiori della saga, è un interludio per quella che può essere definita la sua elevazione a eroe in senso epico, Campione per gli Americani tanto quanto Ettore ed Achille lo erano per Troiani e Greci.
Fin dai trailer, ROCKY IV si presenta per quello che è: un film di propaganda che non ha nessuna intenzione di mostrarsi come qualcosa di diverso.
È un film che vuol raccontare il confronto tra il Bene e il Male, riproducendolo su un ring.
L’immagine-simbolo del film è rappresentata da due guantoni da pugilato che si scontrano, uno decorato con la bandiera degli Stati Uniti e l’altro con quella dell’Unione Sovietica.
In termini di propaganda filoamericana, nel film di Stallone nulla viene lasciato al caso, ogni aspetto è curato dettagliatamente.

I personaggi della saga di Rocky: gli antagonisti, Apollo e Ivan Drago

La saga di Rocky: tutti i film

Apollo e Rocky ormai amici, compagni, fratelli, in “Rocky III” (1982)

Ormai, i pugili americani Rocky Balboa e Apollo Creed, avversari storici, sono diventati amici. Il loro terzo combattimento, consumato durante l’epilogo di ROCKY III, diventa una scena che racconta con estrema efficacia la forza che li unisce. Non più avversari, ma compagni d’arme, amici, fratelli.
ROCKY IV parte proprio dalla fine del terzo capitolo della saga sportiva, come se, idealmente, si trattasse di un unico film.
Il pugile affermato, Rocky, si confronta con l’amico, Apollo, che, ormai, ha abbandonato il ring e sogna un’ultima sfida per dimostrare a se stesso di essere ancora vitale.

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Ivan Drago in “Rocky IV” (1985): essere umano o cyborg?

In ROCKY IV, il pugile sovietico Ivan Drago è presentato all’apertura dell’incontro contro Apollo come La Transiberiana, il Toro Siberiano e La morte corre sul guantone. Tutto fa pensare a quell’”impero del Male” di cui parla Reagan, riferendosi ai russi.
Nella definizione di Drago, interpretato dall’attore svedese Dolph Lundgren, tutto è pensato per costruire un villain che sia la completa antitesi dell’eroe. Drago è la nemesi che arriva dall’Est.
Sembra un uomo privo di emozioni al punto da ricordare il cyborg interpretato da Arnold Schwarzenegger in TERMINATOR (1984) di James Cameron solo un anno prima.
Drago è freddo quanto Rocky è ardente, scientifico quanto Rocky è istintivo, nemico di Apollo quanto Rocky ne è amico. Drago è tanto russo quanto Rocky e Apollo rappresentano l’American way of life.
Rocky è Captain America, Ivan Drago è il Teschio Rosso, il nemico più crudele dell’eroe Marvel.

Il senso della sconfitta nei film di Rocky

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Rocky Balboa (1976), umile e tenace, è il perfetto eroe americano, amato da tutti

Anche a riguardarla oggi, vaccinati come siamo da serie e film iconoclasti, nei quali gli eroi sono fragili e mortali, la morte di Apollo per mano di Ivan Drago arriva come un maremoto. Un dio ucciso da un mortale allevato in laboratorio.
Per comprendere l’impatto che, all’epoca, ebbe sul pubblico il suo omicidio sul ring, occorre capire quanto il personaggio interpretato da Carl Weathers e il suo sviluppo siano stati fondamentali per la crescita dell’eroe.
In ROCKY, Apollo rappresenta per il personaggio di Stallone la chance per affrancarsi da una vita di stenti, il personaggio che consegna al pubblico l’apologia dello sconfitto. Non a caso, ROCKY vince l’Oscar come miglior film e diventa paradigmatico, tanto che, da quel momento, incontriamo la celebrazione dello sconfitto persino in pellicole dedicate ai bambini. In CARS (2006) della Pixar, ad esempio, Saetta McQueen diventa un eroe proprio quando si eleva nella sconfitta.
L’America del 1976 è un Paese reduce dalla Guerra in Vietnam, un Paese fragile, con più dubbi che certezze, un Paese che ha bisogno di un eroe fragile in cui immedesimarsi. Rocky è perfetto.

Eye of the Tiger: il mentore e l’eroe

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L’impero del Male abbatte (momentaneamente) gli Stati Uniti: Ivan Drago schiaccia Apollo Creed in “Rocky IV” (1985)

In ROCKY II, Apollo è la metafora della seconda occasione. Rocky lo affronta ancora e il loro incontro è un duello cavalleresco. La vittoria di Rocky non prevede l’annichilimento dell’avversario, ma è l’ideale passaggio di testimone tra il veterano e l’apprendista.
In ROCKY III, Apollo Creed è l’amico, il mentore che aiuta l’eroe a risollevarsi e a vincere, introducendo nell’immaginario collettivo il concetto di Eye of the Tiger, lo sguardo della tigre.
Nel corso dei primi tre film, il pubblico prova per Apollo sentimenti diversi. Prima, lo odia. Poi, lo rispetta e, durante il match con Drago, lo ama al punto di piangere la sua morte. «Non interrompere l’incontro, qualsiasi cosa succeda» sono le sue ultime parole a Rocky.
Nella lotta fra Apollo e Ivan, l’atleta americano soccombe. Il primo piano sugli occhi glaciali di Drago e la sua battuta sulle spoglie dell’avversario raccontano un mondo senza onore e rispetto per l’avversario caduto.«Un giorno batterò un vero campione», sentenzia il sovietico.

Rocky e il segreto del suo successo

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L’apologia del sacrificio in “Rocky IV” (1985)

La sfida lanciata a Rocky, la Russia che mette alla prova l’America e il suo campione, inizia una lotta in crescendo che culmina nell’incontro di Mosca fra Balboa e Drago.
Ad anticipare lo scontro finale, nel film di Stallone ci sono due momenti di grande impatto. Ancora oggi, sono tra i più visualizzati tra i video su Youtube:
– i flashback con Rocky in macchina sulle note di No Easy Way Out di Robert Tepper;
l’allenamento di Rocky.
Costruito in perfetto parallelo con quello di Ivan Drago, l’allenamento (che in tutti film sportivi è un momento lirico), nel quarto film di Rocky mostra tramite un medium come il cinema l’apice del confronto tra USA è URSS.
L’opposizione è manichea. Tecnologia contro Passione. Mentre Drago usa il meglio della tecnologia russa per allenarsi, Rocky si trasferisce in una fattoria ai margini della civiltà.
Agli allenamenti fatti di lacrime e sangue di Rocky, si sovrappone il sospetto che Drago ricorra al doping.

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(clicca sulla gif) Tecnologia contro passione in “Rocky IV” (1985)

La sequenza che mostra i due atleti al lavoro resta indubbiamente di grande impatto per montaggio e scelta musicale.
Corre Rocky
Corre Drago.
A ogni sforzo di Drago, corrisponde uno sforzo di Rocky.
Bilanciere contro carretto, macchine contro legna ed ascia.
E il pubblico scatta in piedi, sul divano, vive con trasporto ogni momento e quasi applaude quando Rocky fugge dai suoi controllori, agenti russi, per arrivare in cima ad un altopiano innevato.
È la chiusura del secondo atto. L’eroe è pronto per affrontare la sua nemesi.

“Rocky IV”: la rappresentazione dello scontro fra due mondi

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“Rocky IV” (1985): il match di Natale fra Drago e Rocky è una rappresentazione esasperata dello scontro URSS vs USA

Lo scontro finale fra Rocky e Drago è a Mosca, a Natale. Impossibile per l’eroe essere più lontano da casa.
L’incontro è epico, esasperato in ogni aspetto, ma ha una potenza inaudita e una forza visiva tale che ancora oggi, a distanza di oltre 30 anni dall’uscita del film e innumerevoli repliche del film, tiene incollati allo schermo.
Sul ring, non ci sono due atleti, ma due mondi. Il vero ring è l’Afghanistan, la Corea, il Vietnam, tutti i teatri di guerra nei quali russi e americani hanno misurato, sulla pelle di popolazioni innocenti, la propria potenza di fuoco.
All’inizio, Rocky è un cavaliere che non combatte solo contro il suo Drago, ma è un eroe da solo contro un mondo. Soffre e subisce i colpi del colosso siberiano. Rocky è fragile, umano. Più incassa, più resiste, più la sua lotta coinvolge il pubblico russo che inizia a provare empatia nei suoi confronti. Di Rocky non si apprezzano le vittorie, ma la capacità di rialzarsi.
In tribuna, c’è perfino quello che si intuisce essere Mikhail Gorbaciov, il leader sovietico verso il quale l’Occidente guarda con speranza per una distensione pacifica della Guerra Fredda. Anche lui, insieme al pubblico, si fa coinvolgere, fino a scattare in piedi per applaudire il pugile americano. Dopotutto, come diceva Rocky? «Tutto il mondo può cambiare», giusto?

L’eredità di Rocky: “Creed”

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“Creed” (2015): il passaggio di testimone fra Rocky e Adonis Creed

Per tutti questi motivi, ROCKY IV è un film politico, l’icona del periodo storico nel quale è stato realizzato. Ma è anche la pellicola che chiude l’epopea di Rocky-atleta e apre alla sua versione crepuscolare, che Stallone prova ad affrontare in ROCKY V (1990), diretto ancora da Avidsen, e che trova piena collocazione prima in ROCKY BALBOA (2006), nuovamente diretto da Stallone, e poi, in modo definitivo, in CREED – NATO PER COMBATTERE (Creed, 2015) di Ryan Coogler, nel quale Rocky passa il testimone ad Adonis (Michael Bakari Jordan), il figlio di Apollo.
CREED, film grazie al quale Stallone ha ricevuto una nomination agli Oscar come attore non protagonista, si colloca in modo esemplare nella mitologia del pugile di Philadelphia.
Il nuovo film di Rocky è CREED II, regia di Steven Caple Jr. In uscita negli USA il 29 novembre 2018, a 33 anni da ROCKY IV, si annuncia quantomeno curioso.

La saga di Rocky: tutti i film

“Creed II” (2018): passano gli anni, ma certe cose, come i boxer a stelle e strisce, non cambiano mai…

L’avversario di Adonis Creed sarà Viktor Drago, il figlio di Ivan (Florian Munteanu).
A distanza di oltre trent’anni, come verrà declinato il duello che è stato l’estrema idealizzazione del personaggio di Stallone?
In un momento nel quale la narrazione cinematografica è cambiata in modo tale che le banalizzazioni di film come ROCKY IV possono anche fare sorridere, resta grande l’interesse nel vedere se, dopo le qualità mostrate in CREED, questa nuova sfida può essere una nuova scommessa da affrontare e vincere per Rocky Balboa.

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