Rambo

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Rambo

John Rambo, un ex berretto verde pluridecorato, si reca in una cittadina di provincia per fare visita a un vecchio compagno dei tempi della Guerra del Vietnam. Arrestato per vagabondaggio da un arrogante sceriffo, fuggirà nelle vicine montagne e scatenerà una guerra con le forze dell'ordine.
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scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: First Blood
Attori principali: Sylvester StalloneSylvester StalloneRichard CrennaRichard CrennaBrian DennehyBrian DennehyBill McKinneyBill McKinneyJack StarrettJack StarrettMichael Talbott, Chris Mulkey, John McLiam, Alf Humphreys, David Caruso, David L. Crowley, Don MacKay, Charles A. Tamburro, David Petersen, Craig Huston, Patrick Stack, Stephen E. Miller, Raimund Stamm, Robert Metcalfe, Stephen Dimopoulos, Bruce Greenwood, Earl Klein, Danny Wozna, Peter Lonstrup, Mike Winlaw, Donald Adams, David Menzies, Frank Richter, Grahman L. Galativk, Ian Hutchinson, Amy Alexander, Gary Hetherington, Alex Kliner, R.G. Miller, Stephen Chang, Suzee Pai, Robert Prowse, Jack Rigg, Mostra tutti
Regia: Ted KotcheffTed Kotcheff
Sceneggiatura/Autore: Sylvester Stallone, Michael Kozoll, William Sackheim
Colonna sonora: Jerry Goldsmith
Fotografia: Andrew Laszlo
Costumi: Tom Bronson
Produttore: Mario Kassar, Buzz Feitshans, Andrew G. Vajna
Produzione: Usa
Genere: Azione, Guerra
Durata: 93 minuti

Dove vedere in streaming Rambo

Rambo / 29 Maggio 2020 in Rambo

“Rambo” di Ted Kotcheff è un film importantissimo ed assolutamente non banale. Lo stereotipo di Rambo come film “superficiale e violento” è quanto di più sbagliato possa esistere.
Rambo è un film che parla di due concetti: in primo luogo la disperazione del reduce, che si ritrova solo dopo aver combattuto in Vietnam(Rambo è un perfetto caso clinico di disturbo post traumatico da stress); in secondo luogo Rambo parla dell’ipocrisia della società americana conservatrice, che dopo avere incitato alla guerra in Vietnam negli anni ’60, ora non accoglie più i suoi reduci in quanto sconfitti. Mi viene in mente a questo proposito il capolavoro(anche questo frainteso dalle masse) di Bruce Springsteen “Born in the Usa”.
E’ un film sicuramente esasperato, certe scene sono piene di esasperazione e di rabbia fino a sfiorare il grottesco, ma senza mai raggiungerlo:Kotcheff dimostra di tenere sotto controllo la storia che sta raccontando, una qualità non indifferente per un regista.
Sicuramente un film fatto per il grande pubblico(basti pensare al protagonista, Sylvester Stallone, l’attore popolare per eccellenza) e non per un pubblico di fini intellettuali, ma è una pellicola ben fatta che porta avanti numerosi concetti in maniera intelligente. Sicuramente da vedere.

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30 Luglio 2014 in Rambo

Un classicone che ebbe un grande successo di pubblico, soprattutto nell’America di Reagan per la sensibilità al tema del Vietnam, delle armi e del trattamento dei reduci, ma anche nel resto del mondo, sebbene per altri motivi (l’azione, il tema dell’uomo contro tutto e tutti).
Un film che si presta a questa duplice lettura, da un lato di riuscitissimo monito sociologico (gli americani avevano, per la prima volta, perso una guerra e tendevano a rifiutare la cosa emarginandone i protagonisti, nel clima, peraltro, di una coda pacifista residuata dagli anni ’60 e ’70); dall’altro del classico film d’azione-misto-guerra (il Colonnello Trautman di Richard Crenna è una figura molto tradizionalista, anche nell’interpretazione).
90 minuti che scorrono velocissimi in un ritmo pressoché perfetto.
La fotografia cupa, insatura, di Andrew Laszlo (lo stesso de I guerrieri della notte) si adatta perfettamente all’ambientazione dell’inverno del nord-ovest americano, tra le foreste e i monti dello stato di Washington.
Stallone, che non è sicuramente uno dei migliori attori che il cinema ricordi, ha la fortuna di indossare una pellicola che sembra fatta per lui e a cui regala qualche momento discreto, da un lato grazie al suo fisico da culturista, dall’altro per un’espressività tanto strampalata quanto calzante in momenti come quelli del monologo finale.

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30 Marzo 2012 in Rambo

Più che un film è un’istituzione.
Più che un personaggio è un mito. Rocky, Rambo, Terminator e Conan. Questa la muscolosa tetralogia destinata a diventare un riferimento e la fonte di qualsiasi allusione alla robustezza fisica ed alla forza in sè e per sè.
Rambo è il soldato indistruttibile, l’eroe tormentato dal passato, dai ricordi, dalle angherie.
Come “Top Gun”, “Rambo” mette in gioco un solido protagonista specchio della politica reganiana del momento, ma fa anche di più, allargando il discorso ai traumi dei reduci della guerra del Vietnam, andando oltre il mero film d’azione e conferendo a John Rambo uno spessore psicologico più alto. Non è “il Cacciatore” ma a tratti gli si avvicina.
E Stallone, che allora godeva di un momento positivo, incarna bene il personaggio. La sua fisicità e la sua classica bocca storta si adattano bene ai bui interiori di John Rambo. Un pò come “Rocky”, Stallone dimostra di saper scegliere le parti.
Purtroppo poi ha distrutto tutto con i seguiti di entrambi i film, ma questo è un altro discorso.
Poi, per chi ha visto questo film innumerevoli volte fin da bambino è ovvio che conserverà sempre un certo fascino invincibile come il personaggio braccato in mezzo ai boschi che racconta.
Ben girato, bella scenografia, bella colonna sonora.
E un bravo a Brian Dennehy, forse sottovalutato, ma che è la perfetta incarnazione dello sceriffo spaccone di provincia.

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