23 Recensioni su

Maleficent

/ 20146.6627 voti

no titolo / 3 Agosto 2020 in Maleficent

Inaspettatamente bello. Veramente bello. Ho amato il personaggio di Malefica, scritto benissimo così come tutta la sua evoluzione, e il suo rapporto con Aurora. Chapeau.

Pessima rilettura di un classico dell’immaginario collettivo / 2 Luglio 2015 in Maleficent

Film contraddittorio, interessante sulla carta, ma estremamente inconcludente nella realizzazione.
Tentando di prescindere da La bella addormentata Disney del ’59 (farlo in toto non avrebbe avuto assolutamente senso, perché il cartoon costituisce la premessa di questa operazione cinematografica del 2014), al cui repertorio estetico ed onomastico comunque non sfugge granché, Maleficent è un pasticciaccio narrativo il cui unico, vero punto di forza è la presenza e la fisicità della Jolie, Malefica incarnata, estremamente convincente nella sua pur discutbile magrezza, nei suoi sguardi gelidi, nelle risate finto-sataniche, nei mugolii di (dis)approvazione.

Per il resto, il tentativo di mostrare la genesi di uno dei migliori villain del cinema non solo di animazione, pur interessante, inciampa malamente in una sequela di abbozzi narrativi e tecnici invero desolante. Mi soffermerò solo su un paio di essi.
Oltre al pur non disdicevole ribaltamento delle valenze iconiche dei personaggi (re Stefano da vittima diventa carnefice, da strega Malefica diventa fata, addirittura fata madrina), assistiamo ad un completo prosciugamento di qualsiasi altra forma di caratterizzazione, dalla regina, inesistente, al già superfluo Principe Filippo, per tacere delle tre fatine, desolanti nella loro irritante idiozia e incoerenti dal punto di vista del racconto: il regno di Stefano e quello di Malefica sono in guerra da quando i due erano ancora bambini, eppure Stefano, alla nascita di Aurora accetta tre creature fatate a corte. Perché? (mi stupisce che, denari a parte, un paio delle più quotate attrici britanniche contemporanee, Imelda Staunton e Lesley Manville, abbiano accettato di prestarsi a questa superflua farsa)
Elle Fanning dolce, solare, ma non pervenuta, non tanto a causa propria, ma per via di una pessima delineazione del personaggio di Aurora che, se già nel cartone non aveva una personalità particolarmente interessante, qui è ridotta a pura inerzia.
Il film, pur accennando all’intenzione, non propone nuove figure femminili e, dal mio punto di vista, il tentativo di riabilitare un cattivo classico non era richiesto, né necessario: un cattivo non può essere semplicemente tale? Non si tratta di svecchiamento della materia, qui, ma di una fan-art risolta male.

Studiato essenzialmente per essere visto in 3D, il film abbonda, poi, di dettagli funzionali a tale fruizione (scene di volo, farfalline, battaglia ai margini della Brughiera e poco altro, in realtà) che, però, risultano assai stucchevoli e fini a sé stessi.
Anche la pletora di creature fatate è fondamentalmente inutile, poco fascinosa pure in termini visivi, caratterizzata da forme poco intuibili e troppo differenti le une dalle altre per poter essere apprezzate adeguatamente e/o restare impresse nella memoria.

Decisamente bocciato.

Leggi tutto

7 Aprile 2015 in Maleficent

Carina rilettura (vista dal punto di vista della strega) della fiaba di “La bella addormentata nel bosco”.
Malefica (Angelina Jolie, da adulta) è una fata, giovane, buona e forse un pò ingenua, che vive nel regno boscoso e pacifico detto Brughiera.
Stefano è un ragazzino umano che finisce per caso alla Brughiera; i due, diffidenti all’inizio, stringono amicizia e tra loro nasce forse qualcosa di più.
Però Stefano (Sharlto Copley visto in District 9) è ambizioso e quando il moribondo re, ferito nell’attacco alla Brughiera, promette ai dignitari di corte (tra cui Stefano) il suo regno se gli porteranno la testa di Malefica, Stefano non esiterà molto a compiere un gesto che avrà gravi conseguenze su Malefica e sui due regni.
Prima parte carina con il gesto sconsiderato di Stefano ma il film migliora nella seconda parte con l’ingresso in scena di Aurora (la figlia di Stefano interpretata da Elle Fanning) che stringe un rapporto d’amicizia con Malefica nonostante la maledizione che pende sulla sua testa (al compimento del suo 16° compleanno).
Nel resto del cast da citare l’ottimo personaggio di Fosco (Sam Riley), un corvo trasformato in umano da Malefica per essere le sue “ali”. Tra le fatine che proteggono (o cercano di farlo) Aurora ci sono Imelda Staunton (vista nella saga di Harry Potter) e Juno Temple (Killer Joe).

Leggi tutto

9 Febbraio 2015 in Maleficent

Bravissima Angelin Jolie, davvero perfetta nel ruolo. Ho apprezzato di questo film tutta la prima parte, la seconda decisamente meno. Attualissima come storia, che finalmente rappresenta il vero amore in maniera più realistica. Certo chi si aspetta la classica fiaba questa non lo è, ma merita di essere vista, in fodo la società è cambiata ed è giusto far credere in differenti e realistici valori da quelli soliti e più classici, come l’amore per il principe azzurro! Aurora sempre molto angelica e meno rimissiva e passiva come la favola classica. Bellissime le fotografie e gli ambienti. Non ho apprezzato per nulla la frettolosità nel concludere la storia, molto sbrigativa per come è stata introdotta tutta la storia.

Leggi tutto

8 Gennaio 2015 in Maleficent

ok… devo trovare qualcosa di positivo in questo film. La fotografia! è molto bella…. poi vediamo… boh temo basta… la trama labile, il personaggio di Malefica mal costruito, le tre fatine sono semplicemente irritanti. soldi di biglietto sprecati
e prima che qualcuno commenti ” eh ma la morale è bella” rispondo: la morale è bella ma non originale (l’idea era già stata usata in Frozen), e soprattutto è espressa male! questo film secondo me potrebbe essere ben espresso dalla frase ” Abaso la guerrrrah” un bellissimo messaggio (anche se forse un pò scontato, ma sono gusti) ma espresso in un modo penoso

Leggi tutto

8 Gennaio 2015 in Maleficent

Se vi avvicinate a questo film avendo in mente il classico Disney “La bella addormentata nel bosco” di Clyde Geronimi del lontano 1959… dimenticatevi tutto quello che sapete.

Infatti “Maleficent” di Robert Stromberg è un film che risponde ad una domanda che mi sono posto da sempre: “se gli antagonisti delle fiabe prendessero il posto dei protagonisti, cosa succederebbe?”. La risposta è che avremmo una storia del tutto nuova e diversa. Innanzitutto, come anche suggerisce il titolo, è la “malvagia” fata Malefica (Angelina Jolie) a ricoprire il ruolo di protagonista e quindi veniamo a conoscenza delle sue origini e per quale motivo sia diventato il personaggio negativo che tutti quanti conosciamo. Ma, rispetto al classico Disney, scopriamo anche un suo lato umano, prima messo a dura prova per essere stata tradita dal suo amico di infanzia e futuro sovrano Stefano, salvo poi recuperarlo gradualmente attraverso le attenzioni quasi materne rivolte ad Aurora (Elle Fanning). Una trama così stravolta potrebbe far storcere il naso a chi è legato alla fiaba originale, ma può anche piacere a chi è un appassionato di “what if” come me.

Dopo aver cercato di offrire una sintetica interpretazione del film, vediamo ora cosa c’è (soggettivamente) da apprezzare di questa pellicola. Innanzitutto la fotografia di Dean Semler che, unita agli effetti speciali e ai vari elementi creati in computer grafica, sono una gioia per gli occhi. Ho anche apprezzato l’interpretazione di Angelina Jolie, ben calata nei panni di Malefica (anche se sembra che abbia addosso un costume da Catwoman a cui sono state aggiunte due corna in testa 😛 ) e anche quella di Sharlto Copley nei panni di un re Stefano diverso dal rassicurante omino del film d’animazione. Qui il personaggio è un sovrano pazzo, violento e dispotico, la cui follia diventa ben evidente in volto andando avanti nel film. Mi ha invece lasciato perplesso Elle Fanning, che ho trovato fin troppo “infantile” nel ruolo di Aurora. Mi hanno irritato non poco le tre fatine, molto insopportabili. Dulcis in fundo, non ho apprezzato molto il doppiaggio in italiano.

P.S. Anche in questo film (come ho letto anche in qualche recensione qui sotto), si assiste all’inutilità imbarazzante del principe Filippo 😀 .

Leggi tutto

Emozionante… 7. / 3 Gennaio 2015 in Maleficent

La fiaba della “Bella Addormentata” rivisitata e rivista dagli occhi della cattiva matrigna Malefica, che grazie all’interpretazione della Jolie rende il personaggio davvero unico. Ottima grafica, bei personaggi e molto introspettivo il ruolo di Malefica. Mi ricorda vagamente “Biancaneve e il Cacciatore” di cui riprende lo stile fantasy e lo stile di rivisitazione del genere. Da vedere, per grandi e piccoli. 7.

Leggi tutto

26 Dicembre 2014 in Maleficent

Accattivante l’idea di rivisitare la favola de “la bella addormentata” e del personaggio della strega Malefica, nata fata buona ma poi trasformatasi in strega malvagia a causa della crudeltà dell’essere umano, ma purtroppo ho trovato la trama di questo film di Stroomberg troppo sbrigativa, dove gli avvenimenti si susseguono talmente di corsa da non riuscire a dare un senso logico e una continuità narrativa all’intera storia.
Poco azzeccato è anche il cast(esclusa una affascinante e bellissima Angelina Jolie), soprattutto la co-protagonista Ellen Fanning, a mio modesto parere un po’ troppo “bambinesca”.
Se si fosse puntato più sui toni dark(come avvenuto nei momenti della battaglia nel castello), forse il risultato sarebbe stato migliore…comunque a me è piaciuto, soprattutto per la splendida fotografia, ma si poteva fare decisamente di meglio…

Leggi tutto

3 Dicembre 2014 in Maleficent

Davvero meraviglioso.

Maleficiente (riassunto-recensione) / 7 Novembre 2014 in Maleficent

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

C’erano una volta due regni vicini… solo che uno dei due, la Brughiera, non aveva sovrani, quindi tecnicamente non era un regno. In questo posto verde, luminoso e allegro vige senza motivi l’armonia: tutti si fidano di tutti e tutti sono buoni. Uno degli abitanti della Brughiera, privo della benché minima importanza, è una bambina col rossetto da p*****a, due grandi ali uncinate, corna e occhi vitrei. Costei, ci dice la voce narrante, è una fata. Una cosa dolcissima. Ci sono altre fate, nella Brughiera, ma sono tutte piccole, sceme, brutte e con insignificanti ali da insetto, mentre la nostra protagonista è grossa come un umano, molto più intelligente delle sue simili, graziosa e con un’apertura alare di ventidue metri. Non si fa il minimo accenno all’esistenza di due diverse varietà di fate, né pare ce ne siano di simili alla succitata bambina, che sembra quindi essere l’unica semiumana di tutto il posto, quella ok.
La nostra truccatissima protagonista fa la botanica, e passa le giornate a costruirsi bamboline fatte di foglie e a riparare rami spezzati. Conosciuta e amata, comprende alla perfezione la lingua degli altri abitanti della Brughiera, ma resta comunque una del mucchio, senza particolari virtù. Nonostante questo, la tenera e piccola arpia si mette subito in mostra sventando un furto: un umano, dal regno accanto, è entrato e ha sgraffignato una pietra preziosa. L’improvvisata poliziotta comincia subito a dare ordini al ladruncolo, che restituisce il prezioso. Lei getta la pietra in acqua, perché, dice, veniva da lì.
Il ladruncolo (un contadinello) doveva dunque sapere come e dove trovare pietre preziose, saper nuotare, immergersi per poter poi tornare in superficie quantomeno fradicio. Invece riemerge asciutto e tranquillo, rendendo il maltolto e facendosi amica la bambina-aquila.
Bella, scaltra, poliglotta, autoritaria, volante, amatissima e Giusta, la deliziosa protagonista porta l’incantevole nome Malefica, apparentemente perché sì e per amore dello spoiler.
(Non è ancora ufficiale, ma nel sequel il ruolo di protagonista sarà affidato alla figlia di Malefica, che si chiamerà Str***a, e tutti la ameranno. Siamo in attesa di conferma.)
Certo, con quell’aspetto non potevano chiamarla ‘Bianchina’, ma pure un illetterato dovrebbe rendersi conto che ‘Malefica’, essendo più aggettivo che nome proprio, anticipa tutto il film.

In effetti esisteva su Amazon, fino a poco tempo fa, un libro intitolato Maleficent, uscito poco prima del film. L’autore si firma Antonio Antico, e il libro non è altro che la favola della Bella Addormentata raccontata da Malefica, la quale, prima di diventare cattiva, si chiamava però Odessa. Il libro è una scemenza breve che non doveva proprio essere messa in commercio, ma comunque l’autore ha dimostrato di saper gestire i personaggi meglio della Disney.
Ma torniamo al film.

Gli anni passano.
Malefica e Stefano, ex ladruncolo e ora raffinato amante, se la intendono occasionalmente fino al compimento dei sedici anni di lei.
Dopodiché, una volta cresciuto, lui decide che è il momento di piantarla di fare il contadino s***afatine e, sempre in ossequio alla Regola del Perché Sì, scarica Malefica, fa fagotto, va al castello del suo sovrano, re Enrico, e comincia pure a fare carriera come dignitario, ovvero accendendo le candele nella stanza del re in cambio di vitto e alloggio a corte. Mica scemo.
Nel mentre, Malefica asseconda le sue inclinazioni da poliziotta e diventa ufficialmente la “protettrice” della Brughiera.
Ma re Enrico, venuto a sapere del crescente potere di Malefica, ed essendone spaventato per via della Regola (bisogna starci attenti, alla Regola), si sveglia una mattina e le manda contro il proprio esercito, anche se gli abitanti della Brughiera non gli hanno fatto assolutamente niente.
Ma la battaglia è a sfavore di re Enrico, che viene sconfitto e malmenato insieme ai suoi uomini. Tiè. Umiliato e morente, sceglie la soluzione drastica, e dice ai suoi più fidi: “Fate fuori la fata-aquila. Chi ci riesce, sarà re”. Sottinteso: a prescindere dall’eventuale grado di parentela e nobiltà. (Piantatela di chiedervi il perché delle cose, è ancora in vigore la Regola.)
Stefano coglie la palla al balzo. Fingendosi ancora interessato alle sorti dell’ex amante, torna da lei e la avverte dell’imminente arrivo di un sacco di cacciatori. Lei perdona la sua lunga assenza e la sua ambizione, lui ne approfitta per offrirle da bere, e lei non fa domande. Appartengono a due specie diverse, chissà se davvero possono bere le stesse cose? Ma in fondo parlano pure la stessa lingua, dunque vige la Regola (ve lo dicevo)! Lei beve e crolla addormentata.
Tragedia delle tragedie! Esatto. Stefano, il piccolo Stefano, che le ha rubato in casa, l’ha baciata, coccolata, le ha promesso amore e forse se l’è pure bombata per poi sparire… sì, proprio l’innocente Stefano l’ha infine anche drogata! Ma una cosa così non si poteva sospettare minimamente, ci fidavamo tutti di Stefano! Il caro, perfido, infido, ingannatore e intelligente Stefano diventa così senza preavviso il personaggio più interessante di tutto il film.
Ma tanto, essendo roba Disney, non si dà la giusta importanza al vero cattivo.
Stefano non riesce a far fuori Malefica, si limita a tagliarle le ali (forse ammazzarla sarebbe stato meno cruento). Prese le prove, le consegna a re Enrico, che, siccome è tardo, dà per scontato che la sua nemica immaginaria sia morta, e per logica conseguenza nomina Stefano suo successore (!).
Intanto Malefica si risveglia dolorante, tradita e sconvolta. Incazz**e abbestia, diventa cattiva (per finta). Si procura un servo, un trono e qualche nuvolaccia nera. Soddisfatta e autoproclamatasi, cambia mestiere e si mette a fare la regina della Brughiera.

Passa ancora qualche anno.
Stefano prende moglie e la mette incinta.
Piccolo stacchetto-plagio: saputa la notizia della gravidanza, Malefica, già fan de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, decide di emulare la scena in cui da Minas Morgul escono i soldati diretti a Osgiliath: una colonna di magia verde dritta verso il cielo e tiriamo a campare.
Qualche tempo dopo nasce Aurora, bambina che fino al momento del battesimo, poveraccia, aveva ancora qualche speranza di crescere normale e sana. Al ricevimento, tre fatine di quelle brutte e sceme fanno dei regali alla piccola, tra cui l’augurio di “essere felice ogni giorno della tua vita”. Ma un po’ d’attenzione no?
Brusca interruzione della festa. Senza invito ma con un abitino in leather niente male, si presenta una scaltra e vendicativa Malefica, che maledice Aurora con la storia del sonno-fino-al-bacio-del-vero-amore. Per Malefica è un giorno speciale: scopre infatti che quel completino le dona proprio tanto, e non lo toglierà più fino alla scena conclusiva del film.
Re Stefano manda Aurora a vivere con le tre fatine rincogli**ite in mezzo a una foresta e fa requisire tutti gli arcolai del proprio regno, ma, siccome è di intelligenza subnormale, ne brucia pochi e male, altri si limita a romperli e nasconderli nei sotterranei. Inizia la sua discesa verso la follia.
Nel mentre, assistiamo alla più totale incompetenza delle tre fatine nel crescere Aurora, la quale non mangia, non beve, gioca da sola e rischia anche di precipitare dalle rupi, se non fosse per i continui interventi di Malefica, che la salva ogni volta perché… è la Regola, diavolaccio! La protagonista si affeziona ad Aurora, sì!
La piccola cresce, non tanto sana. Si diverte a seppellirsi da sola sotto le foglie autunnali, parla con gli animali, ride, ride, ride… È consapevole della costante presenza di Malefica, di cui non conosce il nome. Le due si incontrano, e Aurora, tutta contenta, la chiama “fata madrina”. Certamente, no? Alta, occhi verde-limone, vestita di pelle, orecchie a punta, cornuta, temuta da tutti e seguita da un corvo mutaforma… che altro può essere, se non una fata madrina? La ragazza è la degna figlia del proprio padre.
Per molte notti, le due parlano, giocano e fanno amicizia.
Malefica si pente del suo maleficio e prova a spezzarlo, ma senza successo.
Infine, Aurora viene a sapere di essere figlia del re e vittima di una fata malvagia. Corre da Malefica, le urla contro che è tanto cattiva e che con lei non ci gioca più, e poi se ne va al castello.
Il maleficio è valido ancora per un solo giorno, e re Stefano corre ai ripari… circa. Fa chiudere la ritrovata figlia nelle sue stanze, dove non ci sono arcolai. Ricordiamo però che re Stefano è matto come un cavallo. Nella stanza di Aurora, dietro un arazzo, c’è una porta. La ragazza bussa, una serva le apre violando tutti gli ordini del re, e lei si mette a vagare per il castello, attirata nei sotterranei dal potere del sortilegio. Siccome là sotto è pieno zeppo di arcolai, Aurora si punge e si schianta a terra dal sonno. Io avrei concluso il film qua con la scritta “Ben ti sta, cretina”.
Il piccolo principe Filippo, da un regno confinante, prova a baciare la principessa, già incontrata una volta in passato, ma lei non si sveglia.
Malefica la osserva dormire, si pente più di prima e giura di proteggerla per sempre, poi la bacia sulla fronte. E Aurora (gasp!) si sveglia. Il bacio del vero amore era quindi un bacio pedolesbo della “fata madrina”.
Non contento, per via della Regola, re Stefano costringe Malefica a combattere, e qui arriva una nuova perla. Dopo il crossover con Il Signore degli Anelli, tocca ora a Catwoman. Priva del suo consueto mantello e sfiancata dalla lotta, Malefica è ridotta a uno scheletro rivestito di leather a quattro zampe sulle scale. Una frusta avrebbe completato il quadretto.
Aurora vuole aiutare Malefica. Recupera le sue ali, perfettamente integre e funzionanti nonostante gli anni (nel mondo in cui questa storia si svolge non esiste la decomposizione) e le restituisce alla proprietaria, che riesce così a sconfiggere re Stefano.
Fine della guerra.
Re Stefano è andato, qualche tempo prima anche la moglie, quindi Aurora è la legittima sovrana. Il suo regno e la Brughiera vengono fusi e riappacificati, Malefica è di nuovo buona (ma in realtà non aveva mai smesso di esserlo, era solo il vestito) e Aurora se la farà col giovane Filippo.

Fine.
Mado’.

Leggi tutto

7,5 / 16 Settembre 2014 in Maleficent

C’è a chi piace e a chi no a quanto pare, io sono una di quelli a cui è piaciuto, l’idea di una storia alternativa di Malefica non mi è dispiaciuta affatto. Inoltre la Jolie con la sua faccia spigolosa nella parte ci sta perfettamente, un pò meno Aurora, che sorride così spesso da chiederti se non prende abitualmente della cannabis per essere così felice e contenta

Leggi tutto

1 Settembre 2014 in Maleficent

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La Disney porta avanti la tradizione di remake beceri delle fiabe. Solo che se Alice in Wonderland trasformava le avventure nonsense di Alice nel classico viaggio dell’eroe (banalissimo per me, entusiasmante per qualcun altro), la fiaba della Bella Addormentata qui viene riadattata in un film con un’idea non banale, ma pieno di buchi logici.

Quello che mi è piaciuto:
1) Angelina Jolie come Maleficent, sia come attrice che come trucco (gli zigomi!) che come costumi è perfetta.
2) La scena successiva al taglio delle ali, la reazione allo “stupro”, è uno dei momenti più originali e agghiaccianti di tutto il film.
3) Le ali che svolazzano e ossessionano il re sono un’immagine molto bella.
4) Adoro la versione di Once Upon A Dream di Lana Del Rey. (Anche se quando l’ho ascoltata la prima volta mi faceva pensare ad atmosfere malinconiche/dark che non associo granché con l’atmosfera del film).
5) L’idea di riabilitare un personaggio così cattivo, o comunque di far vedere le ragioni che l’hanno portato a fare qualcosa di negativo, non è così male. Peccato l’esecuzione.

Quello che non mi è piaciuto:
1) La sensazione è che abbiano voluto ripercorrere tappe fondamentali del cartone animato senza dargli un senso. L’esempio più significativo è la scena del battesimo, che presa da sola è bellissima nel suo essere fedele a quella del cartone animato, ma se considerata all’interno del film ha un che di strano: prima e dopo Maleficent è una fata-arpia, i suoi vestiti sono verdi/marroni in stile Madre Natura, e in generale lei si può definire come una donna ferita, emotivamente e fisicamente (l’uomo che amava le ha tolto le ali per diventare re!); quando va al battesimo, invece, rientra nella parte della strega malvagia, vestita di nero (perché il battesimo per lei è un lutto, perché il nero fa cattivo, perché aveva finito gli outfit marroni/verdi o semplicemente per rifare la Maleficent del cartone?), e persino il suo modo di parlare cambia, tant’è che più che una donna arrabbiata e ferita sembra una donna cattiva, manipolatrice e sarcastica (che è quello che è Maleficent nel cartone originale, ma NON quello che è Maleficent nel film).
2) Tanti buchi logici, tant’è che ogni dieci minuti/un quarto d’ora mi chiedevo quale fosse il senso di quello che stavo guardando. Buchi logici nella gestione della guerra (che prosegue con qualche attacco solo quando serve a muovere la trama in avanti), nella gestione dei personaggi (Maleficent e le tre fate, il re e le tre fate, il re e sua moglie, il re e Aurora, Aurora e le tre fate) e nella gestione della magia (Maleficent che può trasformare Diaval in qualunque forma a suo piacimento, ma non può ricreare delle ali per sé, oppure che inserisce la sua stessa disfatta nella maledizione, precisando che Aurora crescerà amata da chiunque incontri — e quindi Maleficent stessa le vuole subito bene — e che la maledizione non può essere spezzata da nessun potere terreno).
2a) Maleficent e le tre fate fanno parte del regno fatato, quindi nella guerra col regno umano dovrebbero essere insieme, e invece durante la guerra e durante l’auto-incoronazione di Maleficent a regina del regno fatato le fate non si vedono per nulla. Il che porta il loro successivo incontro alla scena del battesimo, dove sembra che Maleficent e le fate siano nemiche. Ma perché le fate dovrebbero cercare di far pace col re umano quando lui ha tagliato le ali a Maleficent? O le fate non lo sanno? E se non lo sanno, non avrebbero dovuto intuirlo? Col fatto che le tre fate sono dalla parte del re e giudicano Maleficent la cattiva della situazione, è come se rifiutassero di credere allo “stupro” di Maleficent e si mettessero dalla parte del carnefice — interpretazione personale, eh, ché sicuramente le fate si comportano così non per una ragione nella narrazione, ma perché è il rapporto che hanno in quella scena nel cartone animato.
2b) Il re e le tre fate. Il regno degli uomini è contro quello fatato, però il re non solo accetta le tre fate al battesimo di Aurora, ma decide di mandare sua figlia a vivere con loro in un posto nascosto. Che ok, è quello che succede nel cartone, ma nel cartone le tre fate non erano le sconosciute di un regno nemico.
2c) Il re che, divorato dalla brama di potere e dall’ossessione di Maleficent, se ne frega della moglie morente e del ritorno della figlia che non vede da sedici anni. È palesemente per mostrare come la brama di potere e l’ossessione di Maleficent abbiano annientato quello di buono che c’era in lui, il che ci porta a…
3) Lo svuotamento dei personaggi positivi di qualunque positività per rendere Maleficent la più buona di tutti. Se nel cartone il re e la regina sono buoni e commettono solo l’errore di non invitare la strega cattiva al battesimo e di attirare le sue ire, nel film il re diventa cattivo in tutto e per tutto (diventando il secondo personaggio migliore del film, nonostante lo sviluppo grossolano) e la regina appare solo in una scena. Se nel cartone le tre fate sono buffe ma buone, nel film sono delle idiote totali: non riconoscono lo “stupro” di Maleficent voltandole le spalle nel momento del bisogno, prendono in custodia Aurora ma se fosse per loro precipiterebbe da un dirupo, e soprattutto alla terza fata viene tolto il pregio di “dare una soluzione” alla maledizione di Maleficent. Se nel cartone il principe si batte per salvare Aurora e sconfiggere Maleficent, nel film fa una comparsata così misera che avrebbero potuto eliminarlo del tutto senza nessun danno.
4) La prevedibilità. Quasi tutto nel film si prevede con mezz’ora di anticipo. Per esempio, quando Maleficent comincia a badare alla piccola Aurora, è chiaro che sarà lei a risvegliarla dalla maledizione e non il principe.
5) Nonsenso residuo del cartone animato: Aurora-narratrice alla fine rivela di essere stata chiamata “sleeping beauty”, peccato che nel film dorma per una decina di minuti (a questo punto potevano chiamarla “laughing beauty” visto che passa più tempo a ridere che a dormire); Maleficent che si chiama Maleficent sin da bambina quando di malefico non aveva nulla (non potevano darle il nome Maleficent quando diventa malvagia?), così come Diaval (Devil); Maleficent che decide che l’arcolaio sarà parte della maledizione perché un arcolaio è tra i regali del battesimo che le capita sott’occhio; il re che sequestra tutti gli arcolai del regno e li tiene nel castello, mentre manda Aurora lontano per farla crescere a delle estranee idiote membri di un regno nemico — forse aveva più senso fare il contrario, no?
6) Se nel film la scena del battesimo è resa benissimo, quella dell’arcolaio non è all’altezza del cartone (ma forse sono di parte, perché ogni volta che riguardo quella scena sono ipnotizzato quanto Aurora: lo trovo uno dei momenti migliori del cinema in assoluto).

Intendiamoci, è un film che si fa guardare, ma lo aspettavo da anni e dalla sceneggiatrice del Re Leone pretendevo qualcosa di meglio. Ora: so che Into The Woods non è il remake di una fiaba classica, però cara Disney, ti prego, non fare casini anche lì, ok? Ok.

Leggi tutto

La cosa più interessante è il corvo :P / 31 Agosto 2014 in Maleficent

Fosco è il personaggio nuovo più interessante. La Jolie è fin tropp magra, ma da vita a una fata piacevole.

Quando i cattivi poi in realtà non lo sono… / 9 Luglio 2014 in Maleficent

La storia di Aurora, la Bella addormentata nel bosco, con la famiglia Reale, le tre Fatine buone, e la strega Cattiva, il bacio del vero amore del Principe Azzurro e tutti vissero felici e contenti…
Ma quello che si narra è poi veramente la realtà.
Chi è Malefica e come mai è diventata cattiva.
Ma poi è veramente così cattiva?
Come nella vita quotidiana che vengono messe voci distorte, non complete e comunque solo da una parte della classica medaglia, questo film ci fa conoscere questa storia nella sua completezza.
E abbiamo una realtà completamente diversa. E a dire il vero molto più affascinante.
Se solo la gente si fermasse a farsi delle domande e a non credere alle solite voci delle persone che spesso, come in questo caso, devono tirare l’acqua al loro mulino magari si avrebbe una visione almeno più completa dei fatti.
Utopia!
Continuiamo a condannare Malefica!!! E’ più comodo, soprattutto per un “lato” della medaglia.
Comunque il film merita per la trama, per gli attori e per gli effetti.
Bellissimo e pieno di sfumature.
Da vedere!
Ad maiora!
Ma mi sono perso un passaggio: il “regalo” della terza “fatina”, quella verde…
Si è scordata di finirlo… Proprio imbranate ‘ste fate… e poi sono quelle “buone”…
AHAHAHAHAHAHAHAHAH

Leggi tutto

11 Giugno 2014 in Maleficent

Mi è piaciuta tantissimo la rivisitazione della storia, ma per niente i personaggi che l’hanno interpretata. L’attrice che interpreta Aurora mi sembra caduta dalle nuvole e il principe Filippo… Inutilissimo. Ci sono rimasta molto male per il pessimo ruolo che hanno dato alle fate, mie preferite da sempre. Nel complesso il film è buono, la scenografia e i costumi sono veramente splendidi e il finale l’ho apprezzato molto.
Il voto in realtà è un 6.5.. Ma arrotondo per eccesso perché la Jolie è stata davvero brava.

Leggi tutto

9 Giugno 2014 in Maleficent

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bello…mi è proprio piaciuto….e Malefica che bel personaggio 🙂
Alla fine le persone non sono come sembrano c’è chi perde la proprio vita dietro la vendetta (un padre che perde volutamente la proprio figlia) e chi risulta migliore di tutti (Malefica) anche se all’inizio non c’avresti mai puntato.
Alle volte amare le persone sbagliate ti fa diventare quello che non sei…ma per fortuna l’amore vero tira fuori quello che hai dentro di te…e dopo tanto le persone vengono viste per come sono davvero.

Angelina Jolie bella e bravissima.

P.S. La madre di Aurora inesistente…bellissimo perchè alla morte del “padre” Aurora non batte ciglio. Cmq è proprio vero i genitori sono di chi ti cresce e non di chi ti ha messo al mondo.

Leggi tutto

8 Giugno 2014 in Maleficent

E’ indubbio che il personaggio di Malefica debba la sua popolarità a Walt Disney, che agli inizi della sua carriera ebbe la potente intuizione di ricavare dalle opere dei Fratelli Grimm e di Charles Perrault quelli che oggi potrebbero chiamarsi i capisaldi della nostra immaginazione favolistica. Tale operazione andò fuor di dubbio a cambiare il concetto stesso di favola, potendo vedere con i propri occhi ciò che era raccontato verbalmente o, attraverso i libri, soltanto immaginato. Ne emersero delineate figure del bene e del male, e la favole diventarono classici. Tra tutte queste figure Malefica gioca un ruolo rilevante, riuscendo a collocarsi in vetta alla piramide malvagia, aiutata da una maggiore definizione del personaggio rispetto alla strega di Biancaneve o la matrigna di Cenerentola e, non per ultimo, dal maggior budget a disposizione per la realizzazione del film. Si potrebbe dire che lei è la malvagità a cui gli altri antagonisti attingono nelle loro vendette di gelosia, avarizia, etc.
Il nuovo film dimentica volontariamente tali caratteristiche a favore di un riammodernamento della storia, con un prestito dal passato per ridefinire il presente. Dietro tale operazione c’è una malcelata operazione commerciale che vede nei grandi classici elementari possibilità di guadagno, operazione di per sé discutibile che non preclude però a interessanti modi di interpretare i vecchi miti.
La Malefica che ci viene presentata è una fata della Brughiera, custode e parte di essa, che un giorno incontra un ladruncolo del vicino regno di Enrico; il suo nome è Stefano. Tra i due nasce un’intensa amicizia che muta presto in un sentimento amoroso, ma Stefano, bramoso per natura umana, tradirà Malefica per arrivare al trono, trasformando la fata nella più familiare strega nera. E’ immediata la perplessità della sceneggiatura scritta a più mani, che ha come unico motore la rivalutazione di un’icona che di per se funzionava a meraviglia nel suo campo d’azione. Risulta quindi inevitabile chiedersi il perché di tanta smania di ridefinizione, e presto lo spettatore è obbligato a scordarsi ogni dialettica con il capolavoro originario, nel tentativo di salvare ciò a cui assiste ripiegandolo in altri spazi narrativi. Eseguita tale operazione a cuor più leggero si osservano spunti non sempre negativi e talune volte parzialmente riusciti. La demolizione della figura del principe, il non invadente femminismo della narrazione e il ribaltamento della morale finale sono la denuncia di uno sforzo coraggioso anche se non riuscito, e che non dimostra di trovare una collocazione adeguatamente motivata. Didascalico nel tentare di dare una ragione alla rabbia della protagonista, il film pecca nella fallimentare figura di Stefano, a dir poco abbozzata e fragile, spesso ingiustificata.
La regia è la prima esperienza in tale settore del pluripremiato scenografo Robert Stromberg (Oscar alla scenografia per “Avatar” e “Alice in wonderland”) che si dimostra acerbo e sciatto, prediligendo il non apporto di nessuno stimolo nell’approccio banale di inquadrature statiche nei dialoghi, dinamiche nei voli dentro la scenografia, da manuale del giovane regista.
L’art design è curato ma gli effetti speciali non sempre soddisfacenti e Angelina Jolie, perfetta nei suadenti movimenti tenebrosi della Malefica più classica, appare invece povera di fisicità nel suo ruolo di fata buona (ad esclusione della potente scena di “conversione”), concorrendo a negare al pubblico la spazialità di cui una creatura fantastica vive, confinandoci a meri spettatori.
Anche la musicalità, da sempre cifra stilistica dei classici Disney, è relegata, e si dovranno aspettare i titoli di coda per riascoltare la colonna sonora rielaborata da Lana Del Rey.
Non basta quindi negare per rinnovare, e si sarebbe sentito il bisogno di una virtuosa rivisitazione nei livelli grafici, sonori e registico-fotografici ancor più che nella trama per dar prova di sapersi reinventare e assorbire il passato glorioso.

Leggi tutto

5 Giugno 2014 in Maleficent

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Malefica è il personaggio cattivo disney che amo di più, quindi non potevo non vedere questo film, lo aspettavo da mesi. E finalmente l’ho vistooo!!
Allora, ho tentato di fare meno paragoni possibili col cartone durante la visione, cosa avvenuta con successo visto che la nuova sceneggiatura è TOTALMENTE diversa dalla prima. Bene? Male? Ai posteri l’ardua sentenza. A me piacciono tutte e due le storie.
Ciò che non apprezzo è invece l’immagine scura, cupa. Che stress. Ogni film sulle fiabe è così.. buio!!! Ma non sono capaci di rendere l’atmosfera un po’ più fiabesca?? Vabè.
Partiamo dall’inizio della storia: premetto che sono rimasta un po’ nell’apprendere che una FATA si potesse chiamare Malefica.. ehm.. vabbè. Inoltre Malefica ha le ali!! Notare che sono fatte di piume nonostante siano ali “da pipistrello”. Piccolo espediente per sottolineare che Malefica è nel mezzo tra bene e male?
Parliamo di Stefano e Malefica. Per un attimo ho detto “oddio..” ma tutto sommato è stata un’idea carina. Non me l’aspettavo. Bel colpo di scena.. alla prima scena. Ma ovviamente Stefano doveva rovinare tutto con le manie di grandezza… Apro una parentesi: in qualche recensione c’è scritto che questo film fa risaltare la crudeltà degli uomini… Vero. E, mi spiace dirlo, la realtà è al 99% così.
Andiamo avanti, l’è mèi…
La scena del battesimo di Aurora mi ha un po’ spiazzato. Scusate, c’è di mezzo una guerra tra il popolo fatato e gli umani, Stefano ha mutilato una di loro, che STRACAVOLO ci fanno allora le 3 fatine lì? Sono rimasta abbastanza basita. E perchè hanno nomi diversi??? Tutti i personaggi hanno mantenuto il nome del cartone, perchè le 3 fatine no?
L’entrata in scena di Malefica mi è piaciuta poco così come il sortilegio, si poteva renderli meglio, inoltre non ho potuto fare a meno di confrontarli col cartone, è impossibile non farlo quando persino le parole sono le stesse.
Invece la.. “parte centrale” del film mi è piaciuta moltissimo. Le 3 fatine sono veramente delle sagome (e anche un po’ casiniste e buone a niente), mi facevano veramente ridere. E invece le scene con Malefica e Aurora mi facevano piangereeeee, mi sono commossa come una cretina, dov’è il fazzoletto, please? Grazie… sob sob.
Filippo.. gli vorrei fare una filippica, ma da dove è saltato fuori sto saltafossi? Non ha per nulla lo charme principesco che uno si aspetta. E qualcuno mi spiega come mai non ha funzionato il bacio? O.o Intendiamoci, mi è piaciuto moltissimo che sia stata Malefica a risvegliare Aurora (altro pianto di commozione.. anche se la scena mi ha ricordato tanto Once Upon a Time, Emma-Henry), ma non sono riuscita a capire perchè cavolo non ha funzionato con Filippo tanto più che nel finale si intuisce che Aurora e il principe sarebbero comunque stati insieme.
Combattimento finale: ma sì, passabile. Ci sta.
Ciò che invece non passo è la colonna sonora. Nulla di che.
Ah mi sono dimenticata… il corvoo!! Che bello che hanno sprecato due parole per farci sapere da dove fosse spuntato fuori. Simpaticissimo, è l’unico maschio decente in tutto il film.

Leggi tutto

Ridatemi Malefica…quella vera. / 3 Giugno 2014 in Maleficent

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La Jolie è brava…la storia non regge proprio. Non va bene l’insieme, non va bene rende smollacciata la divina per eccellenza della Disney, lei e Crudelia ti facevano venire i peli ritti sulle braccia quando entravano in scena. Chi si può dimenticare la scena del battesimo Disney, con malefica avvolta dai colori fosforescenti verdi più belli che abbia mai visto, chi può dimenticare i contorni viola del suo abito. La musica e la palla di luce che permettono di far pungere aurora…insomma dai…vero amore qui….vero amore la….è più romantica Malefica della principessa Aurora. Il dragone? Il gufo? La torta tutta rosa brutta? ( Non quella del film storta e minuscola) e lo charme della stessa Malefica? Che nel film dura un battito di ciglia e lascia lo spazio ad una Malefica donna ferita e umiliata nell’orgoglio dagli uomini ( noi maschi mascalzoni) cattivi! BUH UH. No. Non ci siamo. La sufficienza è data solamente dalla buona comunque prova della Jolie che, secondo copione, fa molto bene quello che deve fare molto bene.

Leggi tutto

3 Giugno 2014 in Maleficent

Ho letto molte recensioni negative su questo film prima di andare a vederlo, ma ero troppo eccitato all’idea di un simile progetto, già dal primo teaser, così ho cercato il più possibile di non lasciarmi influenzare. Alcune critiche sorgevano spontanee, come il ruolo delle tre fate, piuttosto superfluo, o lo snaturamento della figura stessa di Malefica, che dal cattivo più temuto della Disney qui diventa una mielosa fata madrina della principessa Aurora, per non parlare del principe Filippo, forgiato dalle stesse formine da cui sono scaturiti gli One Direction. Eppure, questo film mi è piaciuto un sacco. Alla fine è una storia completamente diversa, non è una rilettura della fiaba, è un qualcosa del tutto originale, quindi perchè soffermarsi sul paragone con il cartone degli anni ’50? Perchè non credere che Malefica in realtà fosse buona, e che i cattivi erano altri? Ci lamentiamo che il Cinema oggi non propone nulla di nuovo, poi ci aspettiamo che facciano un film rispettandone la versione originale. Lasciamoci sorprendere, no? Incantevoli le ambientazioni, il fantastico popolo che abita il regno di Brughiera, la colonna sonora di James Newton Howard, ed anche Elle Fanning mi ha sorpreso, si è rivelata un’Aurora all’altezza della situazione! Concludo dicendo che forse abbiamo bisogno di nuove fiabe, nuove storie da raccontare, in cui i cattivi non sono sempre quelli con le corna, ed il Vero Amore non è per forza quello di un principe verso una principessa. Malefica rimarrà comunque uno dei personaggi più affascinanti del mondo Disney, anzi, ora per me lo è ancora di più.

Leggi tutto

3 Giugno 2014 in Maleficent

E ancora una volta il Principe Filippo risulta più inutile che mai. Ma almeno qui non canta. / 31 Maggio 2014 in Maleficent

Dopo aver fallito miseramente con Alice in Wonderland, l’orribile film diretto da Tim Burton nel 2010, la Disney sembra aver imparato la lezione che per riproporre in “chiave inedita” una storia già esistente e conosciutissima da tutti non bastano belle ambientazioni, un cast degno e l’onnipresenza di effetti speciali. Ma è necessaria innanzitutto una bella storia da raccontare. Che sia solida e ben amalgamabile con il contesto originale. O che almeno abbia senso.

Per fortuna con Maleficent si è riusciti in questo intento, (probabilmente perché è stata strappata la stesura esclusiva del copione a Linda Woolverton, qui affiancata da Paul Dini e John Lee Hancock). E inserire il suo svolgimento prima, dopo e durante il corso di Sleeping Beauty, riprendendone il filone principale e approfondendone alcuni aspetti più o meno rilevanti e finora sconosciuti, sembra essere stata una mossa vincente per trasformare questo film, da cui ci si aspettava ben poco, in un film accattivante e piacevole. Nonostante alcune pecche…

Come il suo apparire troppo dark, troppo “fantasy-horror”, per prevalere tra le preferenze dei più piccoli, e avere delle battute e dei contenuti troppo ingenui e infantili per farsi piacere fino in fondo dai più grandi, rischiando così di andare a scontentare sia l’uno che l’altro target di spettatori. O come il continuo rimarcare l’avidità umana, lo schifo di razza a cui facciamo parte per innalzare la moralità di personaggi “alieni”. Una “scusa” a cui ormai siamo un po’ troppo abituati.

Ma a parte tutto, Maleficent è un buon film. E gran parte del merito della sua riuscita è dovuta, oltre allo sconsiderato –ma necessario- uso della computer grafica, ad Angelina Jolie, sua meravigliosa interprete, che sicuramente meglio di chiunque altra ha potuto conferire a questo emblematico personaggio Disney, tutta la carica malvagia che gli spettava, omaggiandoci anche di una delle migliori interpretazioni della sua carriera.
A differenza di Elle Fanning, totalmente fuori luogo e inappropriata per interpretare Aurora, la principessa più bella e aggraziata di tutto l’universo Disney. E non mi riferisco solo ai sopracciglioni neri in netto contrasto con la chioma platino…

Infine vorrei ringraziare Robert Stromberg per essere riuscito, non so come, a rendere ancora più inutile il personaggio di Filippo -già a priori poco rilevante-. Grazie.

Leggi tutto

Sopra le aspettative! / 29 Maggio 2014 in Maleficent

Speravo in una visione piacevole ma non immaginavo a questo livello. Sarà che ha toccato le corde giuste, ma l’ho apprezzato particolarmente. La trama molto variata non mi ha infastidito come mi è accaduto in altri casi, al contrario da valore aggiunto alla pellicola e disegna un personaggio molto articolato e completo, Malefica. Il tocco della disney si fa sempre notare in modo piacevole. La fiaba che racconta questo film è al passo coi tempi, visto che rende facile amare l’antieroe, moda diffusa negli ultimi anni. Questo non impedisce alla storia di essere una fiaba che insegna e che cerca di trasmettere valori. Al contrario la complessità maggiore della protagonista e della trama in sè, danno valore aggiunto rispetto al cartone.
Il personaggio di malefica è reso perfetto da una Jolie veramente meravigliosa. Scelta perfetta di cast, ma anche niente male effetti speciali e scenografie.
Unica critica o perplessità il ruolo e la resa delle 3 fatine, un pó eccessivo a parer mio.
È la prima volta che amo più un “remake” ( anche se non penso si definisca così in questo caso, ma è per rendere l’idea) dell’originale! Consigliato!

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.