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Recensione su Maleficent

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Pessima rilettura di un classico dell’immaginario collettivo / 2 luglio 2015 in Maleficent

Film contraddittorio, interessante sulla carta, ma estremamente inconcludente nella realizzazione.
Tentando di prescindere da La bella addormentata Disney del ’59 (farlo in toto non avrebbe avuto assolutamente senso, perché il cartoon costituisce la premessa di questa operazione cinematografica del 2014), al cui repertorio estetico ed onomastico comunque non sfugge granché, Maleficent è un pasticciaccio narrativo il cui unico, vero punto di forza è la presenza e la fisicità della Jolie, Malefica incarnata, estremamente convincente nella sua pur discutbile magrezza, nei suoi sguardi gelidi, nelle risate finto-sataniche, nei mugolii di (dis)approvazione.

Per il resto, il tentativo di mostrare la genesi di uno dei migliori villain del cinema non solo di animazione, pur interessante, inciampa malamente in una sequela di abbozzi narrativi e tecnici invero desolante. Mi soffermerò solo su un paio di essi.
Oltre al pur non disdicevole ribaltamento delle valenze iconiche dei personaggi (re Stefano da vittima diventa carnefice, da strega Malefica diventa fata, addirittura fata madrina), assistiamo ad un completo prosciugamento di qualsiasi altra forma di caratterizzazione, dalla regina, inesistente, al già superfluo Principe Filippo, per tacere delle tre fatine, desolanti nella loro irritante idiozia e incoerenti dal punto di vista del racconto: il regno di Stefano e quello di Malefica sono in guerra da quando i due erano ancora bambini, eppure Stefano, alla nascita di Aurora accetta tre creature fatate a corte. Perché? (mi stupisce che, denari a parte, un paio delle più quotate attrici britanniche contemporanee, Imelda Staunton e Lesley Manville, abbiano accettato di prestarsi a questa superflua farsa)
Elle Fanning dolce, solare, ma non pervenuta, non tanto a causa propria, ma per via di una pessima delineazione del personaggio di Aurora che, se già nel cartone non aveva una personalità particolarmente interessante, qui è ridotta a pura inerzia.
Il film, pur accennando all’intenzione, non propone nuove figure femminili e, dal mio punto di vista, il tentativo di riabilitare un cattivo classico non era richiesto, né necessario: un cattivo non può essere semplicemente tale? Non si tratta di svecchiamento della materia, qui, ma di una fan-art risolta male.

Studiato essenzialmente per essere visto in 3D, il film abbonda, poi, di dettagli funzionali a tale fruizione (scene di volo, farfalline, battaglia ai margini della Brughiera e poco altro, in realtà) che, però, risultano assai stucchevoli e fini a sé stessi.
Anche la pletora di creature fatate è fondamentalmente inutile, poco fascinosa pure in termini visivi, caratterizzata da forme poco intuibili e troppo differenti le une dalle altre per poter essere apprezzate adeguatamente e/o restare impresse nella memoria.

Decisamente bocciato.

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