2012
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Lincoln

/ 20126.8355 voti
Lincoln

Paradossalmente affascinante / 22 Marzo 2018 in Lincoln

Se qualcuno vi proponesse di andare a vedere un film che esplora nel dettaglio, per due ore e mezza, le macchinazioni di un politico di 150 anni fa volte a ottenere una certa modifica alla costituzione del suo paese, con l’attore protagonista che parla in un tono troppo acuto, cosa rispondereste? Probabilmente che un impegno improvviso vi trattiene a casa. E forse vi rimarrebbe qualche dubbio anche se vi spiegassero che il film in questione parla di Abramo Lincoln, che l’emendamento costituzionale è il tredicesimo, quello che ha abolito la schiavitù negli Stati Uniti, che il protagonista è Daniel Day-Lewis e il regista Steven Spielberg. Ma fareste male, perché malgrado l’argomento improbabile il film ha uno strano fascino: la grandezza di Lincoln, paradossalmente, emerge con forza ancora maggiore, pur mentre ci viene mostrato per quello che effettivamente era: non un santo laico ma un politico consumato, pronto a tutto (o quasi) pur di realizzare i suoi alti disegni; non una figura augusta, ma un uomo con qualche bizzarro manierismo.
E a questo motivo di interesse si aggiunge il ritratto fedele di un passato che non è una copia un po’ alterata del presente, come avviene in troppe ricostruzioni hollywoodiane, ma che davvero appare come “un paese straniero”, un mondo sporco, alieno, dalle strane usanze, eppure – altro paradosso – così umano e vicino. E ancora: la recitazione quasi teatrale, e le trovate di un grande regista: Lincoln che litiga con uno dei suoi ministri, ma quando il telegrafo inizia a ticchettare una notizia di grande importanza i due, in attesa di conoscerla, si prendono per mano; Robert Lincoln sul calesse, perfettamente inquadrato dalla porta dell’ospedale; e così via.

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Grande storia, grandi attori, grande film / 6 Gennaio 2018 in Lincoln

Temevo un po’ per la durata (2 ore e mezza), ma in realtà la visione di questo film scorre che è un piacere, del resto Spielberg è uno che sa fare il suo lavoro.
“Lincoln” è un bellissimo film, con grandi interpretazioni da parte degli attori ed un soggetto davvero interessante: l’approvazione del tredicesimo emendamento, l’abolizione della schiavitù.
Le difficoltà e gli intrighi e menzogne per arrivare all’approvazione di una legge tanto importante quanto controversa (all’epoca), si intrecciano con una visione più intima di Lincoln, qui rappresentato come un personaggio carismatico e dotato di humour, ma anche appesantito dal potere e dai drammi familiari.
Non manca la retorica (il finale…), ma è inevitabile in un film del genere, e comunque non incide negativamente. La vera tematica di fondo del film è tutt’altro che idealista: una delle più grandi conquiste democratiche è arrivata con metodi non democratici e con il sangue; ci si deve sporcare le mani, volendo dirla più brutalmente.
Da vedere.

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Storico ben fatto / 17 Novembre 2014 in Lincoln

Nulla da dire sul film .. e l’interpretazione ma un pò troppo lungo ..

7 Gennaio 2014 in Lincoln

Interessante film storico incentrato sulla figura di Lincoln, un grandissimo Daniel Day-Lewis, diretto da Steven Spielberg. Il film si sofferma in particolare sul trattato dell’abolizione della schiavitù mentre è in corso la guerra civile americana. A tratti un pò pesante, il film sottolinea come già all’epoca la politica si basava su sotterfugi e qualche “bustarella” anche per cercare di appoggiare una giusta causa. Lincoln rischia di trascurare la famiglia pur di portare avanti la questione; inoltre deve sottostare a diversi compromessi per far si che la legge passi anche alla Camera.
Ottimo cast e buona regia, unico neo qualche volta ci si perde un pò nei dialoghi sui sotterfugi politici.

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Lincoln tra storia e uomo / 4 Novembre 2013 in Lincoln

Tributo agli ultimi mesi di vita di una delle più importanti figure della storia americana. Spielberg crea un’opera biografica che non si limita a descrivere un Lincoln come pura figura politica e leader americano, ma proprio come un uomo dall’aspetto provato e stanco, per via delle numerose battaglie affrontate (in senso metaforico), e che nonostante tutto riesce a mantenersi autorevole e semplice allo stesso tempo, esaltando contemporaneamente sia il lato storico che quello umano, anche se leggermente romanzato. Gran merito di questa rappresentazione del più famoso uomo con il cilindro e la barba va ad un Daniel Day-Lewis magistrale, supportato comunque da un cast che non sfigura affatto (Tommy Lee Jones, Sally Field, Jospeh Gordon-Levitt). Bellissima pellicola.

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11 Ottobre 2013 in Lincoln

grande film, d. d. lewis continua ad essere perfetto nelle sue interpretazioni (ha pure rotto, insomma: nessun attore può essere così bravo e diversificato nel recitare); il doppiaggio suona strano alle orecchie nei primi minuti, ma la scelta di favino di recitare sottovoce si rivela adatta al personaggio, in fin della fiera. il tallone d’achille del film è lo stesso de “il divo” di sorrentino: occorre essere ferrati in materia storica e legislativa per apprezzare appieno l’intreccio. nonostante questo, resta un grande esempio di cinema, spielberg sa portare a casa la pagnotta. volendo trovare una pecca, tirerei in ballo la colonna sonora: steven non rischia mai, la sua preferenza va sempre ad arione epiche e sviolinate, che alla lunga risultano un po’ banalotte in un film del genere.

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Penalizzato dal doppiaggio / 20 Agosto 2013 in Lincoln

Aiuto! Ma chi diamine hanno messo a doppiare Lincoln??? A parte il timbro di voce troppo giovane, sembra adirittura un novellino del doppiaggio.. Talmente intento a leggere il copione che dimentica di recitare!..strano..da Favino ci si aspetterebbe molto di più.
Peccato…ha fortemente penalizzato il film.

Per il resto il film merita.

Notevole Day-Lewis! / 9 Luglio 2013 in Lincoln

Spielberg riporta sullo schermo un altro pezzo di Storia e commuove: per una buona mezzora è lento e un po’ noioso, ma gli eventi ti trascinano e le vicende politiche (attuali come ora!) coinvolgono… Day-Lewis interpreta Lincoln alla perfezione (trucco perfetto e il doppiaggio italiano non è male) e l’Oscar se l’è meritato davvero! Da vedere, ma per i più deboli, con una buona dose di caffè 😉

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Strano film / 6 Luglio 2013 in Lincoln

Bravi gli attori, anche se non mi è piaciuta particolarmente il doppiaggio italiano.
Certo, essendo americani, forse lo si potrebbe capire di più.
Come dire a noi italiani, chi furono i padri costituenti! Manco ricordiamo i nostri, figurati quelli americani!
Anche se un grande uomo, con grandi ideali, non si dimentica mai. E vale per tutti.

21 Aprile 2013 in Lincoln

Più che un film lento…un film calmo per assimilare quello che va assimilato. Bello il doppiaggio di Day-Lewis, molto particolare. Questo film risulta essere uno sguardo alla storia americana, come noi non studiamo, e come magari dovremmo studiare per comprendere meglio i nostri alleati un po’ lontani.

18 Marzo 2013 in Lincoln

Non sono riuscita a finire di vederlo, veramente troppo pesante

13 Marzo 2013 in Lincoln

Per realizzare un film incentrato esclusivamente sugli ultimi mesi di vita di Abramo Lincoln e quindi sulle sue battaglie politiche per l’approvazione del 13°emendamento della costituzione USA che ha portato all’abolizione della schiavitù , che non sia enfatico, retorico , o peggio didascalico e stucchevole , ma al contrario che riesca ad avvincere sino alla fine delle sue due ore e mezza di durata ci vuole un grande regista (ma anche un ottimo sceneggiatore) oltre che un cast di prim’ordine .
E anche se si potrebbe magari disquisire sull’esattezza della ricostruzione storica oppure , come molti hanno fatto , sulla validità del doppiaggio del protagonista (sono anch’io dell’opinione che le opere straniere andrebbero sempre viste in lingua originale , ma non tutti se lo possono permettere…) ciò lascerebbe sostanzialmente inalterato il suo valore .
Del tutto superfluo ribadire che Daniel Day-Lewis ha strameritato l’oscar confermandosi uno dei migliori attori di sempre , ma va elogiata anche la grande prova di tutti gli altri con una menzione particolare per un Tommy Lee Jones in splendida forma .

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il fine giustifica i mezzi? / 21 Febbraio 2013 in Lincoln

ma poi il fine qual’è? monco nelle motivazioni, però interessante in molti aspetti storici: furono i repubblicani a voler l’abolizione della schiavitù (e infatti molti afroamericani specie degli stati del sud militano nelle loro file). Sarà documentata immagino la facilità con cui i cittadini avvicinavano il presidente, voto di scambio, voltagabbana,crisi familiari. Bravi attori. Atmosfere cupe. nell’insieme bello e interessante, ma poco appassionante.

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18 Febbraio 2013 in Lincoln

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A parte che ho quasi litigato con A, perché io ero disposto a vedere questo film al cinema solo in inglese, considerato quanto ho sentito spernacchiare il doppiaggio di Favino da chiunque lo abbia visto in italiano. Si tratta degli ultimi mesi (4 siore e siori) della vita di quel simpatico barbetta caprina di Abe Lincoln, con Spielberg che sceglie di incentrare il focus non sul biografismo ma sullo sviscerare una singola questione, che ne racchiude non dico infinite ma quasi altre e che possa rendere l’idea di che capra, azz, di nuovo, uomo fosse. Una parte per il tutto, come si suol dire. Lincoln è presidente e repubblicano, siamo al tramonto della guerra civile americana (gennaio 1965) e lui vuole riuscire al contempo a chiudere la guerra e ad abolire la schiavitù, che della guerra era stata la causa, col tredicesimo emendamento che blabla. Per farlo deve remare contro pressapoco tutti, nonché ricorrere a una serie di sotterfugi mica da poco, sul filo del cavillo lessicale, che padroneggia da buon avvocato, e della truffa. Anzi, a volte anche un po’ più in là. Ma di tal grande portata è il fine che non può, e in questo caso è stato storicamente vero, che giustificare i mezzi, anche se ho i miei dubbi che possa andare sempre così di culo. E basta, un film dalle mille parole, con Abe che racconta storie su tutto e a tutti (mi ricorda qualcuno. No, però non barze), che deve tenere insieme una famiglia, con moglie trotterellante sul sentiero della pazzia e figlio (inutilissimo ruolo per coso Gordon Lewitt o come si chiama) che vuole per forza andare a fare la carne da cannone. Ennò ca**o, tu non ci vai! Quanto possono essere idioti i giovani…
Abe, come è noto ed evidente, è incarnato da Daniel Day-Lewin, il quale fornisce l’ennesima prova di mostruosa bravura, nella pacatezza e risolutezza dei discorsi e nelle movenze (Lincoln era stra-alto e camminava buffo, e infatti temo per il povero Daniele che lo abbiano messo quasi sui trampoli, è il doppio di quasi chiunque altro). Ciò detto il film riesce nell’intento di essere un ottimo esemplare di cinema che fa anche storia, la lunga durata si beve tutta senza problemi (a parte un vecchino che avevamo davanti che scoppiava a ridere quando non c’era da ridere, e viceversa. E faceva ridere.) anche se è, inevitably, un film prettamente americano e per americani. L’eredita storica e politica di Lincoln, l’importanza di quanto venne compiuto in quei mesi, si percepiscono tutti, ma svariati meccanismi burocratici e legislativi della camera dei rappresentanti non possono che sfuggire a chi non sia born in the USA, e altre cose sembrare prettamente ridicole (del resto, un sacco di cose tutti i giorni ci sembrano ridicole, degli americani); per cui viene mancato, e abbastanza platealmente, il bersaglio dell’universalismo, del poter parlare a tutti. Ciò detto, avercelo, qualcosa di simile su non-so-cosa-storico italiano. Ah, e c’è anche un ottimo e anziano Tommy Lee Jones. Nel ruolo, udite udite, del corrispettivo di Marco Pannella.

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18 Febbraio 2013 in Lincoln

E’ uno Spielberg ritrovato che richiama formalmente il Cinema classico quello che qui pone l’accento sulla portata dell’evento storico, piuttosto che sul biografico, privo di spettacolarizzazione e che esalta la narrazione e la sua presa emotiva, pur non risparmiando cadute nel dozzinale e nel didascalico. Lincoln in definitiva è il riflesso del Cinema americano moderno.

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15 Febbraio 2013 in Lincoln

Steve Spielberg gira con maestria e tecnicismo senza sbavature una film che piuttosto che pensare incentrato sulla figura di Lincoln, è diretto alla trattazione di quello che fu l’iter legislativo che ha portato il Presidente e Camera e Senato ad approvare il XVIII Emendamento, che ha ha abolito la schiavitù in America. Proprio perchè sono 2 ore e 30 di nomi, leggi, mosse sotto banco, politica del voto e persuasione, può risultare difficile trovare un appiglio, un’ancora di interesse. Per quel che mi riguarda ritengo che il film sia pesante, ma il minutaggio è volato via mentre ero impegnata a tentare di mantenere le fila del discorso e a stare dietro i mille nomi pronunciati. Ci sono riuscita solo in parte e questo influisce sul mio giudizio non troppo entusiasta, che si somma al fastidio per una messa in scena un po’ impomatata, sopratutto quando il focus era sul rapporto padre-figlio ( maggiore, cioè un inutile Joseph Gordon-Levitt), e all’irritazione per una colonna sonora, di John Williams, banale, scolastica e del tutto anonima, pure ridondante. Le cose migliori sono la regia, il make-up e soprattutto la fotografia, oltre all’interpretazione eccellente di Daniel Day-Lewis e dei comprimari.

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UDITE!!! UDITE!!! / 14 Febbraio 2013 in Lincoln

Storia americana.
Il 13° emendamento è un importantissimo pezzo di storia sia americana che mondiale direi. Il periodo della Guerra Civile Americana vede protagonista il Presidente Lincoln che vuole a tutti i costi abolire la schiavitù con non pochi problemi.
La storia la si conosce ma purtroppo questo film non decolla mai…
Non perché sia lento e noioso (l’argomento a chi è appassionato di storia non può annoiare) ma è il modo come viene girato, interpretato e (peccha italiana) doppiato che non funzionano.
Non riesce mai a coinvolgerti con tutto che la voglia di sapere ti rimane sino alla fine. Rimane molto staccato, freddo, mai un momento importante, anche quando avviene la votazione o anche durante le arringhe non si riesce mai a entrare nel film e farlo tuo.
E’ sempre una visione staccata e documentaristica.
Poi devo riconoscere che il doppiaggio non è assolutamente azzeccato. Non si vuole una voce da strillone ma Lincoln non mi è piaciuto. Magari aveva una voce così però stona con il personaggio (gusto totalemente soggettivo intendiamoci).
Non lo boccio soprattutto per l’argomento che comunque è importante conoscere ma francamente non lo consiglierei….
Ad maiora!

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7 Febbraio 2013 in Lincoln

Quando si racconta un pezzo di storia stranota quello che viene meno è proprio la sorpresa, il coinvolgimento emotivo su un argomento di cui si sa svolgimento e compimento, Spielberg e il suo sceneggiatore tengono altissima l’attenzione e addirittura ricreano il brivido dell’imprevisto. La regia mi ha ricordato certe trovate di Schindler list per come ha rappresentato Lincoln, puntando sulla sua fisicità e la sua presenza nell’inquadratura, ottimo come sempre nelle scene di guerra che qui sono pochissime, ma che restituiscono la materialità della battaglia, la concretezza dell’antiepica che di molto fango, di mani nude, di corpi che spingono gli uni sugli altri è fatta. Ma quello che colpisce è proprio la capacità di ricostruire il rischio attorno all’adozione del tredicesimo emendamento con una serrata scelta di dialoghi (per nulla verbosi) e di stacchi di montaggio che guardano al dentro del parlamento e al fuori degli emissari alla ricerca dei voti con una efficacia maiuscola. Nessuna falsa idea della politica teorica, in questo gli americani sono molto bravi, già ci raccontano i dietro le quinte delle loro campagne elettorali contemporanee con un realismo invidiabile, qui della “tecnica” politica ne fanno pure un postulato attorno a cui dispiegare i problemi de “ il fine che giustifica i mezzi”, del massimalismo contro la scelta dei piccoli passi (tema importantissimo che ha sempre spaccato la sinistra italiana per esempio), dei principi che per affermarsi richiedono morti. Ma soprattutto Spielberg ci racconta tutta la particolarità della politica statunitense che ha sempre giocato fra privato e pubblico, che ha piantato nell’interesse personale grandi scelte sui diritti che noi europei riteniamo universali per complicati sillogismi filosofici. Sia Stevens che Lincoln si muovono spinti da un interesse personale “privato” e questo non diminuisce la caratura delle loro idee, non diminuisce la grandezza della loro battaglia: dall’esperienza della vita hanno tratto insegnamenti universali e i politici americani lo fanno ancora (la legalizzazione dei matrimoni per tutti nello stato di New York ha visto l’interesse trasversale del governatore democratico e del sindaco indipendente/conservatore coincidere partendo dai loro parenti gay coinvolti nella discriminazione in atto). Ottimi gli attori, ma grandissimo Spader, non mi è piaciuta la colonna sonora che ho trovato retorica, bella la fotografia. E’ un film che diventerà a mio parere simbolo delle tematiche sull’uguaglianza perché contiene, nella storicità del caso trattato che è contingente, un respiro universale, emblematico, flessibile a molte letture, adattabile sul piano storico.

Sul doppiaggio: l’ho visto doppiato e devo ammettere che Favino è inascoltabile

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6 Febbraio 2013 in Lincoln

A me invece il doppiaggio è piaciuto da pazzi. Un timbro un po’ inconsueto per dare voce ad un uomo che è veramente esistito, e che non aveva la voce stereotipata di un doppiatore ma la voce qualunque di un uomo.
Il film l’ho adorato. E’ ambientato quasi esclusivamente al chiuso dentro delle stanze ed è parlato, parlato, parlato. Piace o non piace questa è la sua identità, e se visto partendo dal presupposto che è questo quello che ti vuole offrire e che ti offre allora devo dire che non ho trovato difetti. Il messaggio che trasmette è bellissimo e profondo, però non lo smercia a poco, diciamo che la profondità morale che raggiunge se la guadagna col sudore, e non sembra un film o un’opera teatrale, sembra di stare in quelle stanze e di sentire le storielle che Lincoln ama raccontare come se lui le stesse raccontando a te. Nonostante sia molto lungo e difficile da seguire non mi è sembrato di essere una semplice spettatrice (magari anche un po’ annoiata), ma mi sono sentita coinvolta perché in più punti la situazione si fa intima e Lincoln sembra parlare a te, a me. Poi parliamo di Spielberg, uomo che prima di essere un bravo regista è un uomo dotato di altissima intelligenza, e i suoi film lo mostrano, hanno un’intelligenza, un calibro, una bellezza, una precisione, una geometria matematicamente appaganti. Non so se mi spiego bene. Bello bello. Sarebbe 8 1/2, voto 8.

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5 Febbraio 2013 in Lincoln

Lincoln finisce là dove The Conspirator di Redford inizia. Questi due film andrebbero proposti in un confanetto unico e non solo per le scelte stilistiche (la fotografia dai contrasti attenuati e dai colori luminosi che idealmente riporta lo spettatore in un passato splendente).
Che Spielberg e Redford siano due sostenitori di Obama non è un mistero per nessuno ed è forse vero che Spielberg con questo biopic su Lincoln vuol parlare anche dell’attuale presidente in carica ma questo non è il punto fondamentale, secondo me.
Quello che mi colpisce è come in America ci sia un forte rispetto per la storia (americana è chiaro). La nascita di una nazione che per anni, per decenni, è stata vista come una nazione moderna, liberale, il paese dei sogni, dove ogni uomo ha possibilità di lanciarsi all’assalto al suo destino e realizzare il suo sogno, rende evidentemente orgogliosi gli americani. La ratifica di una costituzione e l’abolizione della schiavitù (obiettivo che superava gli inglesi, l’impero colonialista per eccellenza) sono punti d’onore per un americano.
Figure come Lincoln e come JFK incarnano questi sentimenti e vengono proposte e descritte con ammirazione.
Spielberg ritorna ad un progetto interessante e ripropone un film nelle sue corde (anche Amistad era decisamente venuto bene), forse non merita un oscar per questo film (non è comunque Schindler’s list e neppure salvate il soldato Ryan) e non lo merita neppure il film, e non perchè sia brutto ma perchè non è indimenticabile. E’ un ottimo biopic, un film dai sani principi, infarcito di una buona dose di retorica. E’ un film che però va visto per il valore storico e per il significato che ha.
Chi merita una standing ovation è Daniel Day Lewis. Non c’è in giro un attore migliore di lui. Non fa decine di film all’anno, sceglie con cura e prepara con minuzia i suoi ruoli (vedere il suo palmares per credere). Il suo Lincoln è memorabile. Anche Tommy Lee Jones se l’è cavata alla grande, ma Daniel Day Lewis è stato formidabile.

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5 Febbraio 2013 in Lincoln

Spielberg c’è, ed è tornato grande. E lo fa cambiando registro, scegliendo per uno dei pochissimi soggetti rimasti a cui mancava il kolossal una impostazione dialogica e riflessiva, in cui fotografia ed effetti sono tenuti al minimo indispendabile. Il risultato è sorprendente, grazie anche soprattutto ad un Daniel Day-Lewis che definire maiuscolo è troppo poco, accompagnato da una magnifica Sally Field; la storia dolorosa della coppia occupa buona parte della sceneggiatura, ma anche se solitamente a Hollywood il rapporto lui/lei rappresenta l’ingrediente stucchevole che ingolfa la trama, in questo caso la sintesi della tensione domestica, sotto la tempesta della storia, è forse il lato più interessante. Un interpretazione monstre anche per Tommy Lee Jones.

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un film bello ma lento / 4 Febbraio 2013 in Lincoln

Ieri sera sono andato a vederlo… il film è un film lento, che narra gli eventi con calma e prendendo tutto il tempo che ci vuole.

Come altri film del genere ci fanno amare\odiare o conoscere meglio personaggi che per ora erano solo nomi in un libro di storia, e che invece sono stati pezzi importanti per la nostra storia 🙂

Il personaggio di Thaddeus Stevens, impersonato da Tommy Lee Jones, mi ha colpito parecchio, sia per la sua storia sia per una frase che ha detto nel film più o meno suona così:
“non c’è nulla che ti sorprenda per cui non c’è nulla di sorprendete in te”

Da rifletterci su 🙂

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Almeno non ci sono i vampiri / 2 Febbraio 2013 in Lincoln

Per la regia numero trentatré del prolifico Steven Spielberg, grande boss della cinematografia mondiale con quattro premi Oscar sul groppone e la media di due pellicole ogni tre anni, questo film è una notevole biografia iper-patriottica imbastita apposta per fare incetta dei premi dorati a forma di uomo calvo armato. Gli elementi per riuscire (teoricamente) in questa impresa ci sono tutti: un regista di enorme spicco, una vasta e dispendiosa produzione con accurate ricostruzioni d’epoca e la coppia d’assi formata da uno dei migliori attori viventi e dalla sua interpretazione di un personaggio storico conosciuto anche dagli zulù, promotore di un evento epocale. Daniel Day-Lewis (5 nomination agli Oscar compresa questa, di cui 2 vinti) interpreta infatti il sedicesimo presidente americano in modo veramente notevole, con gestualità, espressioni ed eloquio, quest’ultimo purtroppo guastato in sede di doppiaggio dalla voce di Pierfrancesco Favino, non attinente al personaggio (ed è un peccato che un attore come lui non abbia un doppiatore italiano ufficiale); canonico anche il mostrare il volto umano oltre il politico, attraverso il rapporto con la combattiva moglie Mary e il figlio Robert (rispettivamente Sally Field e il lanciatissimo Joseph Gordon-Levitt) e buona scelta degli attori di contorno come David Strathairn e Tommy Lee Jones. Dal punto di vista tecnico presenti i fedelissimi di Spielberg, anch’essi pluripremiati: buona fotografia di Janusz Kaminski (due Oscar vinti), montaggio di Michael Kahn (tre), musiche di John Williams (cinque!) e scenografie di Rick Carter (uno). Tutto oro quello che luccica? Non proprio, le note dolenti ci sono: la prima è che nella sceneggiatura del drammaturgo Tony Kushner (che ritrova Spielberg a sette anni da “Munich”) è presente una enorme mole di personaggi, probabilmente conosciutissimi dagli americani ma che per il pubblico ad est dell’Atlantico possono essere poco individuabili, e in qualche caso si ha l’impressione di avere di fronte un individuo ai fini della trama utile come un cucchiaio bucato; ciò tende a rendere “Lincoln” un film di americani realizzato da americani per gli americani (parafrasando il celebre discorso di Gettysburg), cosa che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, inoltre bisogna anche considerare l’immancabile retorica del film, utile per ingraziarsi gli spettatori e conferire un alone di santità al protagonista. In conclusione un film buono ma non ottimo, che potrebbe entrare alla premiazione degli Oscar con la delicatezza di un bulldozer ma forse non avere il successo che ci si aspetterebbe sulla carta.

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31 Gennaio 2013 in Lincoln

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

film molto ostico se non si è americani, soprattutto perchè lo sceneggiatore (lo stesso di Munich, dove a parer mio commetteva lo stesso errore) lascia molto per scontato, e quindi nomi, luoghi, passaggi parlamentari tendono a confondere lo spettatore.
Dal punta di vista recitativo inoppugnabile, dal punto di vista tecnico un lavoro valido anche se qualche scelta e qualche inquadratura mi hanno lasciato perplesso.
Gli ultimi dieci minuti sarebbero stati da tagliare di netto, concludendo con Lincoln che esce dalla Casa Bianca dimenticandosi i guanti.

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Grazie presidente! / 30 Gennaio 2013 in Lincoln

Di solito il titolo di questa mia recensione viene urlato a squarciagola da parte dei tifosi di una squadra di calcio, ringraziando il presidente per una vittoria, o un trionfo in qualche torneo.

In questo caso il mio grazie rivolto a Lincoln si riferisce al fatto che conoscevo veramente poco della storia sull’abolizione della schiavitù in America, non pensavo certamente che ci fossero stati tutti quegli intrighi e o problemi per poter arrivare a questo risultato storico.

Il film data la sua lunghezza (2 ore e mezza), ad un certo punto potrebbe risultare molto pesante per la sua eccessiva verbosità, e quindi c’è veramente bisogno di molta concentrazione per poter continuare a goderne la visione.

Post scriptum ironico: peccato che già prima di mettere piede in sala sapevamo dello spoilerone finale. 🙂

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30 Gennaio 2013 in Lincoln

Il film parte molto lento ed è molto verboso….il doppiaggio di Daniel Day-Lewis non aiuta per niente….anzi personalmente mi ha molto infastidito. Si fa un po’ di difficoltà a seguirlo ma cmq è molto interessante questa pagina di storia americana che ha portato all’abolizione della schiavitù in America. Ne esce fuori un grande presidente (anche molto alto 🙂 ) che ha fortemente voluto cambiare le cose. La seconda parte del film scorre di più ma sinceramente questa difficoltà nel seguirlo, per me, lo penalizza un bel po’. Per il tema trattato resta interessante anche se dopo tutti quei soldi, il cast spettacolare e tutta questa attesa mi aspettavo molto di più.

Daniel Day-Lewis e Tommy Lee Jones davvero molto bravi….e per questo metto 7.

“Questa non è la solita cosa….E’ LA STORIA.” E lo è stata davvero.

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Lincoln / 30 Gennaio 2013 in Lincoln

Ho visto il film ieri sera, lo aspettavo da molto tempo essendo un grande fan di spielberg.. purtoppo però sono rimasto deluso. Il film risulta pesante per la maggior parte del tempo (dura circa due ore e mezza) e ricorda più un documentario che un vero e proprio film. Si salva grazie alla stupenda interpretazione di Daniel Day-Lewis che lo rende tutto sommato un film “carino”

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29 Gennaio 2013 in Lincoln

Sono appena tornata, me ne sono andata prima che il film finisse.
E’ la seconda volta che vado a vedere un film da sola ed è la seconda volta che vado a vedere un film dopo le 22 (ovviamente durante la settimana, non nei fine settimana).
C’è da precisare che non mi sarei mai sognata di andarmene prima, se non altro perché il biglietto l’ho pagato, ma c’erano due ragazzi in sala che stavano copulando (in maniera molto rumorosa), quindi ad un certo punto la situazione è diventata insostenibile.
Eravamo giusto 5 persone in sala, io, due ragazzi, e la coppietta in questione. Non ho retto e me ne sono andata. C’è anche da dire che ad un certo punto del film (più o meno quando è arrivato il figlio di Lincoln) mi sono appisolata e, non per essere melodrammatica, ma sono stati i versetti della coppietta a svegliarmi.
Che trauma.
Non so come è finito e nemmeno mi interessa, a questo punto. E’ stata una bella lezione di storia, finché e durata.
(Le quattro stelle sono per la resistenza del ragazzo. Un’ora e mezzo di film con i suoi versetti in sottofondo)
Adieu.

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29 Gennaio 2013 in Lincoln

Grande immenso Daniel Day Lewis. Il film è perfetto secondo la cura maniacale di Spielberg.

28 Gennaio 2013 in Lincoln

Film che (quasi) sicuramente portera’ l’Oscar a Daniel Day Lewis, se mai quest’ultimo ne avesse ancora bisogno! Certo che il suo doppiaggio mi ha effettivamente sorpreso ma, a mente fredda, forse e’stato giusto cosi’.
Il film? All’inizio un po’pesante, piu’ che altro per la difficolta’ di mettere a fuoco i vari personaggi di contorno, per il resto e’ centrato solo ed esclusivamente sulla famosa questione del 13° emendamento senza accennare minimamente agli enormi interessi economici dell’apparato industriale del Nord che alla fin fine erano la vera posta in gioco della guerra di Secessione ma tant’e’…..
Nel complesso un bel film.

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50 milioni di dollari ben investiti. / 27 Gennaio 2013 in Lincoln

Correva l’anno 1997. 1997 ? Non ricordo bene, perdonatemi.
Esce un film molto molto bello chiamato Amistad, piccolo grande capolavoro che purtroppo viene eclissato da un altro film molto meno bello ma molto più romanticheggiante. Chi o meglio cosa? Titanic.
Se fossi stato Spielberg avrei rosicato un pochino.
Anni dopo esce un altro film, sempre del regista, LINCOLN.

Da persona poco appassionata di Spielberg vi dico andatelo a vedere. E’ uno dei pochi film che salvo del regista (assieme alla già citata Amistad, potete scommetterci le palle). A tratti la pellicola risulta pesante, appena giunti i titoli di coda, tre quarti della sala sono spariti. Forse, dico forse, la voce di Favino non aiuta ma credo che nella sua pesantezza il regista lo abbia reso il più leggero possibile. Cazzo, la scelta di Abramo era dura ed entrò nella storia.. cosa vi aspettavate paletti e vampiri ?
Infatti, la pellicola dal punto di vista storico politico è impeccabile ed analizza per di più a livello quotidiano la vita del Lincoln. Questa piccola particolarità la rende realista al massimo. Vita, intrighi, famiglia, le trame politiche, i mille giochi del potere, comprare voti e persone. Il tutto negli ultimi anni della sua carriera politica al volgersi al termine della Guerra di secessione americana, fra “openminded” (ma non troppo) Nordisti e Sudisti schiavisti. La fine della guerra di secessione porterà si alla fine della schiavitù ma non alla fine del razzismo. L’ho trovato interessantissimo, belle le parole del Presidente:
La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo.
Molto belle le parole di un soldato afroamericano che lottava per la sua liberà: “Magari fra 100 anni si avrà il voto”.

pecche ?
-la pecca numero uno è il doppiaggio di Abramo con Favino. Mamma mia, sembra Fassino che parlava.
-la pecca numero due è la lentezza iniziale, ci si mette un po’ ad abituarsi al film
ma la seconda parte merita

Note del Don
Bel film, da vedere in una sala parzialmente vuota… se possibile. Richiede un minimo di concentrazione e un po’ di conoscenza della storia. Non è un film da Sabato sera (errore mio, sala piena, stupido Don).
Non temete, non abbiate paura, non è nulla di impegnativo occorre solo un pochina di attenzione.

Voto finale, 7 e mezzo

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27 Gennaio 2013 in Lincoln

Partiamo dal fatto che Spielberg non è certamente tra i miei registi preferiti.
Ok, però Schindler’s list è un film storico di grande effetto, potenza e con una grande colonna sonora… Anche E.t. aveva una trama originale… Vabbé… Vado a vederlo!
Leggo qualche critica qua e là (anche se negli anni ho imparato a non fidarmi più di alcun critico…) e capisco essere un film statico e molto dialogato…
Vabbè, sarà la recitazione fantastica di un Daniel Day Lewis in gran forma a lasciarmi senza fiato!

“Lincoln” inizia e già mi irrita il fatto che le inqudrature dei primi piani vengono sempre tagliate nella parte superiore della testa! E siamo solo a pochi minuti!
Poi sento la voce del doppiatore di Daniel Day Lewis e quasi mi viene un colpo! Non si abbina per nulla all’attore e alla parte! Protagonista rovinato!
Vabbè… seguo la storia… e poco dopo mi perdo nell’infinità dei personaggi che hanno creato la storia americana. Ok, mi sono persa nelle dinamiche politiche!
Cominciamo a osservare il lato artistico del film (che è ciò che posso ancora capire)!

Quale lato artistico? C’é?
boh, io non l’ho visto!
La fotografia con colori desaturati e spenti sempre tendenti al blu e scuri, le inquadrature sempre molto libere e casuali e mai ben realizzate (ho detto prima che per me è inconcepibile fare un primo piano e tagliare parte dei capelli!), movimenti di macchina poco studiati e molto scontati! Per non parlare delle musiche! Una colonna sonora davvero poco convincente che ricorda molto quella delle serie tv di rai fiction (anzi, quelle sono meglio) dove la trombettina attacca in sottofondo del momento drammatico e gli archi fanno una melodia trita e ritrita.
A tutto ciò cosa non può mancare??
Un finale melenso, improbabile e da commedia alla vissero felici e contenti (ovviamente non sto parlando della morte del presidente, ma della scena prima).
E il finale vero e proprio con la morte!
Ok. Ho detto tutto.
Ah no, dimenticavo…
Tutto ciò per 150 minuti!
Ecco, ora ho detto tutto!

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la storia siamo noi / 25 Gennaio 2013 in Lincoln

Francamente temevo il peggio, e invece no: non è affatto un film noioso. Ci ho trovato dentro molta Storia, e la cosa mi è piaciuta. Non la storia spicciola evenemenziale, piuttosto quella fatta di scelte compiute dagli uomini giorno per giorno (detto al di fuori di ogni retorica), e che, sottolineerei, è sotto molti aspetti inevitabilmente ricorrente: una storia-attualità che parla attraverso i secoli di diritti ed uguaglianza (temi oggi abusati, sì, ma hanno ancora molto da dire), in una cornice di scenari e mentalità in cui ci si può immedesimare senza sforzo alcuno.
Interpretazioni magistrali ma prive di estro, a mio parere. Il personaggio di lincoln è
umanizzato quasi all’eccesso (operazione dovuta e prevedibile?), ad ogni modo ho
trovato day lewis magnetico (e attraente, ma questo suppongo valga per me).
Non è il genere di film per cui io griderei al capolavoro. Però se affrontato con spirito ricettivo può fornire molti buoni spunti. (Ad esempio sulla storia che dovremmo scrivere noi oggi guardando in maniera lungimirante al domani..)

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20 Gennaio 2013 in Lincoln

Per fortuna che l’ho visto sottotitolato ed ho potuto apprezzare a pieno l’interpretazione di DDL, perchè francamente è un film ben confezionato, ma di una noia …
Soprattutto la prima metà è verbosa e lenta, troppo parlata e troppo “politica”.
Di diverso tenore sono le parti familiari, quelle del Lincoln privato, più sentite e a tratti emozionanti. Rendono bene l’umanità del personaggio. Molto ben girata la scena del voto, l’unica scena non privata che mi ha suscitato qualcosa.
Day Lewis è come al solito bravissimo; qui fa un lavoro sensazionale sulla voce, e per fortuna che non ho dovuto sorbirmi il doppiaggio di Favino, che dal trailer sembrava completamente fuori fuoco. Gli altri sono bravi, ma sia la Field che Lee Jones non mi hanno folgorato.
Tecnicamente nulla da dire, anche se non capisco le nomine ricevute dalla colonna sonora, praticamente nulla e impalpabile.

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