Recensione su Lincoln

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27 gennaio 2013

Partiamo dal fatto che Spielberg non è certamente tra i miei registi preferiti.
Ok, però Schindler’s list è un film storico di grande effetto, potenza e con una grande colonna sonora… Anche E.t. aveva una trama originale… Vabbé… Vado a vederlo!
Leggo qualche critica qua e là (anche se negli anni ho imparato a non fidarmi più di alcun critico…) e capisco essere un film statico e molto dialogato…
Vabbè, sarà la recitazione fantastica di un Daniel Day Lewis in gran forma a lasciarmi senza fiato!

“Lincoln” inizia e già mi irrita il fatto che le inqudrature dei primi piani vengono sempre tagliate nella parte superiore della testa! E siamo solo a pochi minuti!
Poi sento la voce del doppiatore di Daniel Day Lewis e quasi mi viene un colpo! Non si abbina per nulla all’attore e alla parte! Protagonista rovinato!
Vabbè… seguo la storia… e poco dopo mi perdo nell’infinità dei personaggi che hanno creato la storia americana. Ok, mi sono persa nelle dinamiche politiche!
Cominciamo a osservare il lato artistico del film (che è ciò che posso ancora capire)!

Quale lato artistico? C’é?
boh, io non l’ho visto!
La fotografia con colori desaturati e spenti sempre tendenti al blu e scuri, le inquadrature sempre molto libere e casuali e mai ben realizzate (ho detto prima che per me è inconcepibile fare un primo piano e tagliare parte dei capelli!), movimenti di macchina poco studiati e molto scontati! Per non parlare delle musiche! Una colonna sonora davvero poco convincente che ricorda molto quella delle serie tv di rai fiction (anzi, quelle sono meglio) dove la trombettina attacca in sottofondo del momento drammatico e gli archi fanno una melodia trita e ritrita.
A tutto ciò cosa non può mancare??
Un finale melenso, improbabile e da commedia alla vissero felici e contenti (ovviamente non sto parlando della morte del presidente, ma della scena prima).
E il finale vero e proprio con la morte!
Ok. Ho detto tutto.
Ah no, dimenticavo…
Tutto ciò per 150 minuti!
Ecco, ora ho detto tutto!

4 commenti

  1. Noloter / 27 gennaio 2013

    Daniel Day Lewis è stato – inspiegabilmente – doppiato da Pierfrancesco Favino.
    La cosa (già dal trailer) ha infastidito anche me.

  2. signormario / 27 gennaio 2013

    Vedo che siamo in molti ad esserci smarriti tra le pieghe della storia e dell’intreccio politico e la miriade di personaggi non meglio tratteggiati che affollano la scena senza il dovuto approfondimento, nonostante l’importanza cruciale del loro ruolo. Probabilmente gli americani conoscono meglio la storia e sono capaci di segure bene il film, io sono rimasto più volte disorientato.

    • Noloter / 27 gennaio 2013

      Gli americani non conoscono la Storia, conoscono la loro Storia.
      E’ una cosa molto diversa.
      Come noi possiamo (o, comunque, dovremmo) destreggiarci tra Cavour, Balbo, Mazzini, Garibaldi, Cattaneo, ecc senza perderci troppo, loro sanno (o, comunque, dovrebbero) farlo tra Lincoln, Grant, Lee, Davies, ecc…
      Ciò non toglie che, questo, sia comunque un film americano che parla di storia americana e girato per gli americani.

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