Auguri a Giancarlo Giannini, attore e doppiatore inconfondibile

Giancarlo Giannini compie 75 anni: Scola, Risi, Visconti, il sodalizio con la Wertmüller e la Melato gli hanno dato grande notorietà, consentendogli di arrivare anche su importanti set internazionali. Come rimanere insensibili, poi, davanti alla sua riconoscibilissima voce?

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ISTRIONICO GIANNINI: 75 ANNI… INCONFONDIBILI

Interprete mutevole, intenso ed estremamente espressivo, oggi (1 agosto) Giancarlo Giannini compie 75 anni.
Nel corso di una carriera lunga più di 50 anni, nelle vesti di attore e doppiatore, Giannini ha interpretato una folla di personaggi eterogenei, comici, grotteschi e drammatici, legando il suo nome, il suo volto e la sua inconfondibile voce progressivamente arrochita dal fumo ad autori come Nanni Loy (MI MANDA PICONE, 1984) e Lina Wertmüller (sua sodale fin dai tempi del musicarello RITA LA ZANZARA, 1967) e, lavorando al doppiaggio italiano dei loro film, a colleghi internazionali come Jack Nicholson (PROFESSIONE REPORTER, 1975), Al Pacino (SCENT OF A WOMAN, 1992; OGNI MALEDETTA DOMENICA, 1999; L’AVVOCATO DEL DIAVOLO, 1997), Michael Douglas (WALL STREET, 1987), Malcolm MacDowell (EVILENKO, 2004).

DA TUNIN A MIMÌ, UNA CARRELLATA DI ORIGINALI PERSONAGGI

“Dramma della gelosia” (1975)

Cresciuto nella provincia di La Spezia, dove è nato nel 1942, Giannini ha vissuto a lungo a Napoli e a Roma. Qui, ha esordito artisticamente appena diciottenne in teatro e, a 23 anni, ha iniziato a lavorare nei gloriosi sceneggiati Rai, partecipando al DAVID COPPERFIELD (1965) di Anton Giulio Majano.

Al ’68, in coppia con Anna Maria Guarnieri, risale l’indimenticabile doppiaggio di ROMEO E GIULIETTA di Franco Zeffirelli. Con il regista fiorentino e il suo amore per Shakespeare, Giannini avrebbe avuto ancora a che fare nel 1990, quando avrebbe prestato la voce a Mel Gibson ne l’AMLETO.

“Travolti da un insolito destino…” (1974)

Il ruolo di co-protagonista al fianco di Mastroianni e Monica Vitti in DRAMMA DELLA GELOSIA (1970) di Ettore Scola gli vale la prima grande notorietà e lo avvicina a quel ruolo di proletario “problematicizzato” che diventerà una costante della sua filmografia.
Il sodalizio con la Wertmüller e con la collega e amica Mariangela Melato ha dato vita ad alcuni fra i migliori episodi della carriera attoriale di Giannini: TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO… (1974), MIMÌ METALLURGICO… (1972), FATTO DI SANGUE FRA DUE UOMINI… (1978) e, soprattutto, FILM D’AMORE E D’ANARCHIA… (1973) e PASQUALINO SETTEBELLEZZE (1975) hanno dato all’attore italiano notorietà internazionale, grazie alla Palma d’Oro vinta a Cannes con il primo e la nomination agli Oscar con il secondo.

IMPORTANTI COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI

“L’innocente” (1976)

Ombroso ma ironico, occhi verdi, ciuffo moro e baffo malandrino, Giannini è stato elegante interprete per Luchino Visconti (L’INNOCENTE, 1976) e Fassbinder (LILI MARLEEN, 1981), macchietta istrionica per Dino Risi (SESSOMATTO, 1973) e per Mario Monicelli (I NUOVI MOSTRI, 1978), con cui ha collaborato ripetutamente (VIAGGIO CON ANITA, 1979; I PICARI, 1988; IL MALE OSCURO, 1990).

“Hannibal” (2001)

La carriera di Giannini ha trovato ampio sbocco anche all’estero: amico di Francis Ford Coppola, per cui ha recitato nel segmento Life With Zoe nel film NEW YORK STORIES (1989) con una giovanissima Sofia Coppola, ha lavorato con il figlio Roman (CQ, 2001), Guillermo del Toro (MIMIC, 1997), Ridley Scott (il ruolo dell’ispettore Pazzi in HANNIBAL, 2001, gli è valso un Nastro d’Argento) e suo fratello Tony (MAN ON FIRE, 2004), Alfonso Arau (IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO, 1995) e Jaume Balaguerò (DARKNESS, 2002), partecipando a due episodi della saga di James Bond con Daniel Craig (CASINO ROYALE, 2006; QUANTUM OF SOLACE, 2008).

Inventore per passione, per Barry Levinson ha disegnato la fantasiosa giacca parlante indossata da Robin Williams in TOYS (1992). Fra le sue rade esperienze da regista, merita una menzione il film TERNOSECCO (1987) che tanto deve alle precedenti esperienze sui set di Loy e della Wertmuller.

UNO DEI GRANDI NOMI DELLA MIGLIORE SCUOLA ITALIANA DEL DOPPIAGGIO

Giancarlo Giannini in sala di doppiaggio

Gran parte della sua notorietà Giannini la deve indubbiamente alla sua attività di doppiatore, che lo colloca fra i più celebrati esponenti della gloriosa scuola del doppiaggio italiano. Il suo lavoro con Al Pacino, specialmente dopo la scomparsa di Ferruccio Amendola, altro doppiatore che ha legato il suo nome a quello dell’attore italoamericano, è puntualmente superlativo. Stanley Kubrick apprezzò apertamente il doppiaggio di Nicholson in SHINING (di Kubrick, Giannini ha doppiato anche l’indimenticabile BARRY LYNDON di Ryan O’Neal) e, se il suo Joker “italiano” è diventato un cult (BATMAN, 1989), non abbiamo timore nel dire che parte del merito va anche ai lazzi vocali e al timbro “speciale” della voce di Giannini.
Buffi giochi del destino: suo figlio Adriano, anch’egli attore e doppiatore, è stato la voce del Joker di Heath Ledger nel secondo capitolo della saga del CAVALIERE OSCURO di Christopher Nolan e ha interpretato il ruolo che fu di suo padre in TRAVOLTI DAL DESTINO (Swept Away, 2002), il discutibile remake di TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO… a firma di Guy Ritchie.

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[Nella foto principale: Giannini e la Melato in una sequenza di MIMÌ METALLURGICO…]

CATEGORIE: Anniversari

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