Addio a Takahata Isao, co-fondatore dello Studio Ghibli

Uno dei maestri dell'animazione internazionale è morto, a 82 anni. Nel 2015, era stato candidato agli Oscar con "La storia della principessa splendente".

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Addio a Takahata Isao, co-fondatore dello Studio Ghibli

LA SCOMPARSA DI TAKAHATA

Addio a Takahata Isao, una delle firme più prestigiose dell’animazione mondiale. Takahata è scomparso qualche ora fa, a 82 anni [Fonte: BBC].
Le cause della morte non sono state rese note, ma Takahata soffriva da tempo di una patologia cardiaca e, ultimamente, le sue condizioni di salute non erano particolarmente stabili.
Nel 1985, aveva fondato lo Studio Ghibli, insieme al collega Miyazaki Hayao e al produttore Suzuki Toshio. La loro attività è raccontata nel documentario IL REGNO DEI SOGNI E DELLA FOLLIA (Yume to kyôki no ôkoku, 2013).
Nel 2015, il suo ultimo lungometraggio LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE (Kaguyahime no monogatari, 2013) era stato candidato agli Oscar come miglior film di animazione.

FRA I PROTAGONISTI DELLA RIVOLUZIONE DELL’ANIMAZIONE GIAPPONESE

Miyazaki, Suzuki e Takahata

Miyazaki, Suzuki e Takahata

Nato nell’ottobre del 1935, nella prefettura di Mie, in Giappone, Takahata si era laureato in letteratura francese, prima di iniziare a lavorare come animatore presso la Toei Doga. Qui, a partire dai primi anni Sessanta, fu tra i protagonisti della rivoluzione dell’animazione giapponese che condusse a un’emancipazione grafica ispirata dai lavori della Disney.
La prima collaborazione fra Takahata e Miyazaki risale a questo periodo, quando entrambi lavorarono al film animato LA GRANDE AVVENTURA DEL PICCOLO PRINCIPE VALIANT (Taiyô no ôji Horusu no daibôken, 1968), l’uno come regista, l’altro, reclutato come assistente volontario, nel ruolo di creatore dei layout e autore di parte dell’animazione. Il film fu un clamoroso flop commerciale, ma rappresentò un’opera pionieristica e visionaria, rivolta sia ai bambini che agli adulti.

  • Lupin III
    7.8/10 125 voti

    LA COLLABORAZIONE CON MIYAZAKI

    Le ambizioni artistiche della coppia diventarono presto ingombranti per la Toei. Così, Takahata e Miyazaki raggiunsero Yasuo Otsuka, ex responsabile di quella casa di produzione, presso la A Production, uno studio affiliato alla Tokyo Movie. Qui, il duo si dedicò alla co-regia della serie tv LE AVVENTURE DI LUPIN III (Rupan Sensei), entrando a progetto iniziato e realizzando 15 dei 23 episodi della prima serie e un paio della seconda. A loro, quindi, si deve la caratterizzazione ormai familiare del ladro scavezzacollo nato dal manga di Monkey Punch e la leggerezza dei toni che contraddistinguono l’intera serie, inizialmente molto più cupa e violenta.

  • Heidi
    Heidi
    1974
    6.7/10 112 voti

    TAKAHATA E LA CULTURA OCCIDENTALE

    Nel 1973, la neonata Zuiyo Eizo (dal ’75, Nippon Animation) coinvolse Takahata in un nuovo progetto seriale, affidandogli la regia di HEIDI (Alps no shojo Heidi), un adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice svizzera Johanna Spyri (1880).
    L’anime gettò le basi per il fortunato filone legato alla trasposizione di opere letterarie della moderna letteratura occidentale per ragazzi che avrebbe fatto la fortuna della Nippon Animation con titoli, come ANNA DAI CAPELLI ROSSI e MARCO (DAGLI APPENNINI ALLE ANDE), che portano la firma di Takahata alla regia e con layout, sfondi e character design curati da Miyazaki.

  • Una tomba per le lucciole
    8.3/10 251 voti

    LA FAMA INTERNAZIONALE

    La notorietà internazionale di Takahata, però, si è consolidata dopo la fondazione dello Studio Ghibli.
    Nel 1988, lo Studio distribuì contemporaneamente nei cinema giapponesi due lungometraggi, l’uno il perfetto contraltare dell’altro. Si trattava di IL MIO VICINO TOTORO (Tonari no Totoro) di Miyazaki e UNA TOMBA PER LE LUCCIOLE (Hotaru no haka) di Takahata, forse il titolo più famoso e celebrato della sua filmografia.
    Ambientati nel Giappone dell’immediato dopoguerra, entrambi gli anime raccontano di due coppie di bambini costretti a confrontarsi con una realtà particolarmente drammatica. Ma, mentre il film di Miyazaki stempera la tragedia con l’uso della fantasia e della magia, il lavoro di Takahata è estremamente realistico e particolarmente doloroso.

  • LO SPERIMENTATORE DELLO STUDIO GHIBLI

    Benché apparentemente votato a un maggiore realismo narrativo ed estetico, Takahata ha sperimentato diversi generi, anche umoristici, e numerose tecniche di disegno e animazione, affermandosi, di fatto, come il vero sperimentatore dello Studio Ghibli.
    Per esempio, con POM POKO (Heisei tanuki gassen ponpoko, 1994), ha affrontato in maniera originale i temi del folklore locale e dell’ecologia. PIOGGIA DI RICORDI (Omohide poro poro, 1991) offre il ritratto partecipe di una donna giapponese in bilico fra tradizione e modernità. I MIEI VICINI YAMADA (Hôhokekyo tonari no Yamada-kun, 1999) è un ritratto ironico e spassoso di una tipica famiglia nipponica realizzato con uno stile grafico che ricorda quello di un manga tradizionale.

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3 commenti

  1. inchiostro nero / 6 aprile 2018

    Che dispiacere immenso!. Quasi non ci credevo leggendo queste righe!. Ed è triste pensare che in molti non sapranno che con lui se ne va gran parte del cuore e dell’anima dello Studio Ghibli ( difatti vi è chi abbina allo Studio solo Miyazaki-san ).
    Un perdita enorme per l’animazione internazionale, che però potrà sempre contare sui suoi eterni capolavori.

    • Stefania / 6 aprile 2018

      @inchiostro-nero: è vero, la fama di Miyazaki ha oscurato un po’, perlomeno fuori dal Giappone, il contributo di Takahata. Come dici tu, è una perdita enorme: ripensando alla sua filmografia, penso che avesse una sensibilità speciale e un modo molto personale di raccontare le cose. Non so se, all’interno del Ghibli, c’è qualcuno che potrà raccoglierne l’eredità. Le sorti dello Studio mi sembrano sempre più incerte: alla luce della scomparsa di Takahata, chissà se, dopo il prossimo (e, ormai, ultimo, direi) lavoro di Miyazaki (Kimitachi wa dô ikiru ka), le sue attività continueranno.

  2. Paolo R. / 6 aprile 2018

    Un grande dispiacere. Vivrà immortale per l’umanità e nell’esempio morale delle sue opere, a turbare ancora gli animi apatici e il cinismo contemporaneo. Un filantropo che ha dedicato l’arte cinematografica per l’arricchimento degli altri prima di tutto, all’interno di un mondo ostile e totalmente in controtendenza. Fino agli ultimi anni non è mai sceso a compromessi con la brutale macchina commerciale, nemmeno alla comprensibile menomazione dovuta all’anzianità, regalandoci sempre un lavoro prezioso ed esemplare.

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