La storia della principessa splendente

/ 20138.1110 voti
La storia della principessa splendente

Un tagliatore di bambù scopre all'interno di una canna una bimba grande quanto un pollice e decide di portarla a casa con sé.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: かぐや姫の物語
Attori principali: Aki AsakuraKengo KoraNobuko MiyamotoAtsuko TakahataTomoko TabataHidetoshi Nishijima, Takaya Kamikawa, Tatsuya Nakadai, Shichinosuke Nakamura, Takeo Chii, Yukiji Asaoka, Isao Hashizume, Hikaru Ijûin, Ryûdô Uzaki, Tamaki Kojo, Yuji Miyaji, Mirai Uchida
Regia: Isao Takahata
Sceneggiatura/Autore: Isao Takahata, Riko Sakaguchi
Colonna sonora: Joe Hisaishi
Fotografia: Keisuke Nakamura
Produttore: Frank Marshall, Toshio Suzuki, Kôji Hoshino, Seiichiro Ujiie, Geoffrey Wexler, Yoshiaki Nishimura
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Fantasy, Animazione
Durata: 137 minuti

Kaguya / 25 Maggio 2016 in La storia della principessa splendente

Una minuscola principessa luccicante fa capolino da un fusto di bambù. Un tagliatore di bambù la trova e la porta a casa con sé, considerandola un tesoro donato da una qualche forza soprannaturale. Lì questa principessina si tramuterà magicamente in una neonata che cresce rapidamente, proprio come una pianta di Bambù. Ascoltandolo in italiano il nome di questa bambina ci è stato celato, chissà per quale ragione poi. Comunque non è questo l’importante. L’importante è questa famosa leggenda giapponese, che è stata rimodellata e adattata dal maestro Takahata, sia qualcosa di più di una criptica leggenda. E ciò che accade a Kaguya, ciò che diventa sotto gli occhi del resto del mondo, non è importante tanto ai fini della trama, quanto per definire la sua persona e le sue scelte. Per definire questo irraggiungibile tesoro, che può essere stretto fra le dita di un unico personaggio, anche se per pochi secondi.
Kaguya è un spirito della Luna (letteralmente il suo nome significherebbe ” notte splendente), mandata sulla Terra. E’ una bambina che è cresciuta troppo in fretta, in un mondo semplice, per essere mandata in un altro mondo fatto di cose non dette. E non ci sono proteste da parte sua quando le viene chiesto di andare via dalla campagna, non ci sono lamenti da parte della principessa splendente, c’è solo un rispetto soffocante nei confronti di genitori che di fatto non hanno fatto nulla per non meritarlo. Non esiste per Kaguya una scelta vera, in nessuna delle fasi della sua vita. C’è solo una sofferenza che non si può evitare per vivere su questa terra. C’è solo una ragazzina come tante altre, che ha doveri e compiti, e circostanze. Ha un mondo che si aspetta molto da lei, e alla quale non può sfuggire. C’è solo una principessa splendente che non emette nè luce nè calore, ma la riflette e proprio come la luna incostante e mutevole. Silenziosa e irraggiungibile, come un arcano mistero della vita, quasi primitivo.Eppure così umana nella sua natura così trascendente, così umana in una maniera puramente emotiva e quasi mai fisica. Con un espressività resa dai suoi lineamenti tratteggiati a carboncino, senza definizione, senza umanizzazione, eppure capaci di sguardi profondi. Una principessa che viene presentata al mondo con un nome che non basta a definirla, con parole che con bastano a descriverla. E quando finalmente scappa via, lo fa proprio alla festa che la introduce in società. Superando barriere di spazio e tempo, viaggiando al di là di forma e colore, ma rimanendo ancora profondamente umana. Raffigurando quella sensazione provata da centinaia di ragazzine di scappare via, di allontanarsi da tutto, di tornare all’origine, all’infanzia. E proprio quel malessere la trasforma in accennati scarabocchi, sotto lo sguardo vigile della luna, che quasi insensibilmente guarda la sua creatura che non solo ha perso, ma che sta lasciando perdersi. E tutto questo solo per farle capire che dopo la spensierata primavera e la dolce estate, arriva anche l’inverno.

Leggi tutto

22 Marzo 2015 in La storia della principessa splendente

Seconda visione, in occasione dell’uscita in home video e, soprattutto, in seguito alla visione del documentario/making of The Kingdom of Dream and Madness (a fine maggio in Italia) e, soprattutto, in vista del concerto evento di Joe Hisaishi fra un mese al Far East Film Festival di Udine.

Nel suddetto documentario, realizzato durante la produzione in contemporanea di Kaguya e Si alza il vento, si segue maggiormente il lavoro di Miyazaki, mentre quello del venerando Takahata non viene mai mostrato, se non per evidenziare i suoi cronici ritardi (tanto è vero che Kaguya è uscito in Giappone un anno dopo il previsto). Sono stati anni particolarmente ansiogeni per i suoi produttori, ma noi spettatori non possiamo che ringraziare Takahata (dagli amici chiamato Paku-san) della sua minuzia e del suo perfezionismo e lo invitiamo a impiegare ancora più tempo per il suo prossimo film e a non cedere alle lusinghe della meritata pensione.

Leggi tutto

L’agrodolce della mortalità. / 1 Marzo 2015 in La storia della principessa splendente

Kaguya, la storia della principessa splendente, non è solo il titolo dell’ultimo lavoro del maestro Takahata, trasposizione dal classico sapore agrodolce di un popolare racconto giapponese; è anche e soprattutto un intenso e struggente ritratto di un gergo distintivo, che a lungo ha rinchiuso ( e forse continua a rinchiudere ) la donna in una sorta di etichetta comportamentale.
Della fiaba, infatti, oltre a coglierne le importanti morali, si può chiaramente evincerne i propositi, fulgidi intenti non lasciati ai margini del contesto folkloristico.
Kaguya, letteralmente notte splendente, rappresenta l’elemento estraneo di un archetipo costruito in larga misura come antitesi del concetto di umanità, e quindi estraneo ai suoi atti di crudeltà ed egoismo. Un sistema ”divino”, che il volgo ha definito tale per allontanarlo dalla connotazione umana. Eppure nel suo personaggio, caratterizzato da una bellezza preternaturale, non si possono riscontrare tali tracce, delineandosi come celestiale figura in bilico fra deità e mortalità. La stessa che si cela nelle cose semplici, nella natura che amplia le nostre prospettive, donandoci l’ebbrezza di essere vivi.
E così, oltre le regole, oltre le norme, vi è un chiaro disegno di felicità, che vuole essere costruito in base alle leggi del cuore.
Kaguya, come ai suoi tempi ( ghiblicamente parlando ) Nausicaa, è femminilità nella sua più verace essenza, indole coraggiosa che rinnega ogni concetto di appartenenza, per delinearsi come fulgida stella in grado di illuminare anche la notte più oscura.
Il rimpianto, il dolore per non aver vissuto ogni istante, il doversi scontrare con l’odio e l’indifferenza della gente, non è che il prezzo da pagare per tale mortalità. Il prezzo per il quale si paga ogni emozione. E sebbene ogni aspetto sia rilevante, dal particolarissimo stile di disegno, all’arcana aura di magia a mo’ di carboncino che ne tratteggia i contorni, tutto si fa piccolo dinanzi alla struggente bellezza di un personaggio così ricco di sfumature, che ne fa ( almeno a mio avviso ) il più grande e vivido esempio di raggiante femminilità descritta in un’opera di animazione.

Leggi tutto

19 Gennaio 2015 in La storia della principessa splendente

La sensazione è quella di sfogliare un bellissimo libro illustrato, ma c’è ben poco coinvolgimento emotivo.

Meraviglioso! / 4 Novembre 2014 in La storia della principessa splendente

Sono appena tornata dal cinema…finalmente soddisfatta! Dopo le delusioni datemi da Ponyo e Si alza il vento! finalmente lo studio Ghibli ci regala una vera, autentica perla, degna di tale nome, stavolta targata Takahata e non Miyazaki. Quest’opera, di una delicatezza e di una poesia assolute ci proietta in uno scenario mitico, che riprende un racconto popolare giapponese. Mi ha sinceramente commossa! La scelta di stile grafico poi, azzeccatissima, che contribuisce al profumo fiabesco del film, e la bellissima colonna targata Hisaishi, sono davvero un binomio vincente! FAVOLOSO!!

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.