5 film indipendenti da non perdere

Il cinema indie è sempre foriero di storie e suggestioni originali: vi suggeriamo 5 film indipendenti tra i più interessanti usciti tra il 2014 e il 2015. Lasciatevi incuriosire ed inseriteli tra i vostri desiderata!

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LARGO AL CINEMA INDIE

I BIFA 2015 sono stati assegnati, il Sundance 2016 si avvicina e, proprio nelle scorse settimane, è arrivato nelle sale italiane QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA, il film trionfatore della scorsa edizione del festival statunitense dedicato al cinema indipendente. A proposito di produzioni non legate alle major, vi proponiamo 5 film tra quelli segnalati da Indiewire, l’autorevole testata online dedicata al cinema indie: abbiamo scelto una manciata di titoli tra quelli più interessanti visti dalla loro redazione nell’arco dell’ultimo anno, ma apprezzati anche dagli utenti di Nientepopcorn.it che hanno già avuto occasione di vederli.

5 FILM INDIE DA NON PERDERE

Approfittate dell’occasione per scoprire e aggiungere ai “film da vedere” 5 produzioni indipendenti che, a parte qualche rara eccezione, hanno trovato spazio solo nei festival o in alcune rassegne.

  • The Boy
    6.8/10 4 voti

    5.THE BOY

    THE BOY (2015) è il primo lungometraggio di Craig William Macneill, giovane regista del New England fattosi notare con alcuni cortometraggi (vedi, HENLEY, 2011) premiati in diversi festival internazionali. Il film, un thriller con venature orrorifiche, pone un interessante quesito: quali sono i fattori che creano un assassino? Natura, educazione o entrambi? Il protagonista di THE BOY è Ted (Jared Breeze), un bambino di nove anni con tendenze psicotiche che cresce in completa solitudine, in mezzo alla campagna, muovendosi tra le stanze del decrepito motel gestito dal padre (David Morse, IL MIGLIO VERDE). La pellicola di Macneill è contraddistinta da un lento incedere: la tensione viene alimentata esponenzialmente da un accurato montaggio. Non si tratta di scoprire se il ragazzino esploderà, ma quando lo farà.

  • Respire
    6.9/10 8 voti

    4.RESPIRE

    Mentre raggiungeva la notorietà internazionale come attrice con BASTARDI SENZA GLORIA (2009) di Quentin Tarantino, la francese Mélanie Laurent ha iniziato ad affiancare alla carriera di attrice quella di regista, suscitando partecipe interesse, prima con alcuni corti, poi con il suo primo lungometraggio, LES ADOPTÉS (2011). RESPIRE, presentato a Cannes 2014, dove è stato candidato alla Queer Palm, il premio a tematica LGBT della kermesse, ha visto candidate ai César dell’anno scorso le sue due protagoniste, le debuttanti Lou de Laâge e Joséphine Japy. Basato sull’omonimo romanzo di Anne-Sophie Brasme (pubblicato in Italia con il titolo La mia migliore amica), il film della Laurent racconta di una coppia di studentesse francesi unite da un’amicizia che si trasforma presto in un rapporto ossessivo. In RESPIRE, vengono analizzati alcuni aspetti della natura dei legami femminili, la passione che li alimenta, il senso di familiarità che li pervade, la profonda tristezza che li caratterizza quando iniziano ad incrinarsi. Pare che la Laurent riesca a portare il film verso territori pressoché inesplorati, in cui i temi della gelosia e del tradimento vengono tratteggiati con grande sensibilità: quella che inizia come una normale amicizia tra coetanee diventa lentamente una vera e propria battaglia per la supremazia psicologica.

  • What We Do in the Shadows
    7.5/10 42 voti

    3.WHAT WE DO IN THE SHADOWS

    Originale, divertente e a suo modo dissacrante nonostante mantenga un discreto approccio filologico alla materia vampiresca, il film neozelandese WHAT WE DO IN THE SHADOWS (2014) è indubbiamente uno dei titoli indie più acclamati ed una delle commedie più riuscite degli ultimi tempi. Dopo aver conquistato il pubblico del Toronto Film Festival 2014, il film diretto e interpretato da Jemaine Clement (FLIGHT OF THE CONCHORDS) e Taika Waititi ha vinto oltre quindici premi in giro per il mondo, conquistando tutte le platee con il suo ilare citazionismo. Alcuni vampiri, di età compresa tra il paio di secoli e i svariati millenni, condividono casa a Wellington, capitale della Nuova Zelanda. Il gruppo accetta di essere filmato da una troupe impegnata nella realizzazione di un documentario e svela al pubblico la storia, le passioni, i crucci, gli amori e gli hobby di ciascun membro della curiosa combriccola: come trascorre il tempo libero un vampiro? Gli piace ballare? Come si procura il cibo? Che reazione può procurargli il consumo di una porzione di patatine fritte? Il folle mockumentary sa rispondere a queste e a molte altre domande.

  • Storie pazzesche
    7.5/10 148 voti

    2.STORIE PAZZESCHE

    STORIE PAZZESCHE (Relatos salvajes, 2014) di Damián Szifrón è uno dei tanti fortunati esempi di buon cinema proveniente dall’Argentina. Candidato anche agli Oscar 2015 come Miglior Film Straniero, questo film a episodi ha divertito e perfino turbato il pubblico internazionale con il suo ensemble di vicende grottesche, ma straordinariamente possibili. Chi non ha pensato all’incipit del film, quando è venuta alla luce la drammatic dinamica dell’incidente aereo del marzo 2015 che ha coinvolto la compagnia aerea tedesca Germanwings? La satira di Szifrón si concentra apparentemente sulla società argentina, ma la globalizzazione ha reso uniformi contesti e situazioni e il film è particolarmente apprezzabile proprio per via della sua universalità: le vicende raccontate potrebbero accadere ad ogni latitudine e le risate a denti stretti del pubblico che lo ha apprezzato in sala ne è la riprova. STORIE PAZZESCHE resta comunque un film latino, in cui si miscelano elegantemente e con sapiente discrezione toni almodovariani e surrealtà polemiche à la Buñuel.

  • Alleluia
    7.6/10 11 voti

    1.ALLÉLUIA

    Dal Belgio, arriva ALLÉLUIA (2014), il quarto lungometraggio di Fabrice Du Welz, un thriller psicologico che, pur sfruttando la materia slasher, non scade nelle facilonerie del genere, offrendo un interessante ritratto del rapporto esistente tra un carnefice e la sua vittima. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta negli Stati Uniti degli anni Quaranta, il film racconta di Michel (Laurent Lucas, LES REVENANTS), un assassino seriale che seduce ed uccide giovani donne e che, dopo aver contattato online Gloria (Lola Dueñas, VOLVER), incontra la ragazza, solitaria e bisognosa di attenzioni, e la trasforma in sua vittima e complice senziente. Pur approfittando della spirale di orrore in cui getta lo spettatore, Du Welz sostituisce i brividi “a buon mercato” con un senso più sperimentale, calcolato, di tortura interiore. Grazie a questo approccio, ALLÉLUIA ricorda alcuni film del passato e spicca come merce rara, nel panorama dell’offerta di genere attuale.

[Nella foto: un’immagine tratta dal film WHAT WE DO IN THE SHADOWS]

CATEGORIE: Curiosità

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