2014

Alleluia

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Alleluia
Alleluia

Grazie ad un sito di incontri online, la quarantenne Gloria incontra Michel, un coetaneo tanto affascinante quanto misterioso. Dopo un fugace incontro, l'uomo riesce ad ottenere dei soldi dalla donna e, pur promettendo di tenersi in contatto con lei, sparisce. Gloria non intende rassegnarsi e riesce a rintracciarlo: pur venendo a conoscenza delle strane abitudini relazionali e del cupo passato di Michel, Gloria insiste per restare con lui.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Alléluia
Attori principali: Laurent LucasLola DueñasHelena NoguerraStéphane BissotÉdith Le MerdyAnne-Marie Loop, David Murgia, Renaud Rutten, Philippe Résimont, Pili Groyne, Sorenza Mollica
Regia: Fabrice Du Welz
Sceneggiatura/Autore: Fabrice Du Welz, Vincent Tavier
Produzione: Belgio, Francia
Genere: Thriller
Durata: 93 minuti

Incubo ferino / 1 Febbraio 2016 in Alleluia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sconvolgente, violento, sporco, amorale e folle: ispirato a fatti realmente accaduti negli Stati Uniti tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, il film del belga Fabrice Du Welz è un compendio di situazioni estreme e comunque plausibili, che esacerba il concetto di solitudine, contaminandolo con quelli di sessualità, paranoia, devianza.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è il fatto che la protagonista femminile, Gloria (la almodovariana Lola Dueñas, da applauso), conduce una vita anonima e apparentemente tranquilla, che nulla lascia presagire della sua deriva mentale: l’incontro con Michel (Laurent Lucas, davvero inquietante) fa scattare in lei una specie di interruttore che sdogana istinti forse sopiti se non addirittura sconosciuti fino a quel momento, dall’acre sapore ferino.
Le reazioni gelose della donna, capace di trasformarsi improvvisamente in lucida furia omicida, sono incontrollabili e letali: Gloria è consapevole di quello che sta facendo ed è ancora più conscia di ciò che dovrà fare successivamente, ovvero pulire i cadaveri, sezionarli, eliminarli e partire.
Se, inizialmente, il manipolatore tra i due sembra essere Michel, un uomo segnato psicologicamente dal rapporto apertamente incestuoso con la madre, è Gloria a prendere progressivamente il controllo della situazione, riducendo il suo compagno ad un mero oggetto sessuale: Gloria è gelosa di lui non in quanto uomo, ma in veste di appagatore di precedenti mancanze, non affettive, ché Michel non sembra essere in grado di provare amore nel senso canonico del termine, quanto fisiche. È emblematico il fatto che le reazioni inconsulte di Gloria lo tramortiscano puntualmente: Michel piange, trema, balbetta, sempre con le mutande calate, in una continua riproposizione del momento in cui, anni addietro, venne scoperto nel letto della madre da uno degli amanti della donna.
Ad eccezione dell’ultima, le donne che Michel avvicina sono affatto avvenenti, talvolta in là con gli anni: si rivelano bramose di desiderio, disvelano fantasie taciute a lungo o forse mai espresse. Nonostante l’apparenza rassicurante, Michel solletica desideri elementari, compromessi oscuri.

Alléluia è un incubo dolente da cui è difficile risvegliarsi e neppure i fasci di luce che individuano la coppia maledetta dentro un cinema riescono a squarciare il velo di untuosa e sanguinolenta tenebra di cui sono foderate le sue pareti.

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E’ proprio il caso di dire ALLELUIA, finalmente un bel film / 7 Luglio 2014 in Alleluia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

[Recensione tratta dal mio blog Horrorchepassione]

Ero abbastanza dubbiosa, devo ammetterlo. Il Du Welz di “Calvaire” mi aveva fatto tremare la gambe di fronte a cotanta maestria, ma la trama di “Alleluia” non mi convinceva affatto.
Grazie però ad un caro amico, mi sono ritrovata all’anteprima italiana della pellicola e se in un primo momento non ero rimasta molto impressionata, riflettendoci poi su, ho dovuto ammettere ammettere che quello che avevo visto era realmente un filmone.

Vi avviso, da qui in poi sarà tutto uno spoiler. Continuate a vostro rischio e pericolo.

Il film è liberamente tratto da vicende realmente accadute e già questo lo rende più interessante.
Comunque, partiamo dall’elemento che più mi ha affascinato, ossia lo scambio di ruoli che avviene repentinamente tra i due personaggi principali.
Inizialmente troviamo una Gloria (la protagonista) totalmente soggiogata dal fascino del bel Michel (il nostro protagonista), il quale dopo averle scucito un’ingente somma di denaro, sparisce nel nulla. Gloria è disperata e pronta a tutto per far parte della sua vita. Lo cerca ovunque, in ogni locale della città finché non approda in un locale dall’insegna azzurra (vedremo poi come il colore di questa abbia un significato molto profondo) e lì lo trova ad amoreggiare con diverse donne, ed una in particolare d’età avanzata.
Gloria infine lo affronta e lui le rivela la sua vera natura di Gigolò. A questo punto ogni donna (o quasi) sarebbe fuggita inorridita, invece Gloria dopo avergli fatto promettere che lui sarebbe stato suo per sempre, gli dice che lo avrebbe aiutato in quello che faceva.
I due cominciano così a cercare donne da soggiogare.
Il piano dei due è far sposare Michel con qualche anziana riccona per poi far in modo di rubargli fino all’ultimo centesimo. Gloria avrebbe interpretato la parte della sorella di Michel abbandonata dal marito e bisognosa di cure.
E così i due trovano la prima donna da spennare. Tutto pare andare bene, finché la gelosia di Gloria non la porta ad ammazzare barbaramente la malcapitata mentre consuma un rapporto orale con il suo amato.
Eccoci qui allo scambio di ruoli. Vediamo un Michel in preda al panico ed una Gloria lucida che sa bene cosa fare. Con le direttive dell’amata, i due si sbarazzano del corpo (Gloria dopo aver cantato una canzone molto dolce, si avventerà sul corpo della povera Marguerite con una sega e la farà a pezzi con somma freddezza) e fuggono alla ricerca di una nuova vittima.
E’ ora Gloria a condurre i giochi. La sua figura di “capo” si sta lentamente affermando.
La scena di cui sopra si ripeterà anche con un’altra povera donna e vedremo come Michel ne resterà ancora più provato.
A questo punto i due si trovano in un casale dove vivono una bellissima donna vedova con la figlia. Michel di fronte a tanta serenità e soprattutto di fronte al prorompente fascino della donna, inizierà a condurre una vita sempre più in sintonia con quella delle due abitanti della casa. Si legherà alla bambina ed arriverà a drogare Gloria per fare in modo di poter passare del tempo con Solange (la proprietaria della cascina).
La nostra protagonista non aveva sospettato nulla fino al momento cruciale in cui Solange, credendola appunto la sorella di Michel, le rivela di essere incinta di quest’ultimo.
Sarà il colpo di grazia per la già provata mente di Gloria, la quale trascinerà Michel nel fienile e dopo avergli messo in mano un’accetta, gli ordinerà di ammazzare la donna.
A questo punto, non so voi, ma io ho realmente creduto che Michel avrebbe sferrato il corpo mortale sull’ormai folle Gloria ed invece ecco la conferma della sua sottomissione alla donna : Michel in lacrime sferra un colpo letale su Solange, la quale rimane per qualche istante agonizzante.
Gloria cercherà di ucciderne la figlia, ma l’umanità di Michel (cosa abbastanza nuova) lo spingerà a fermarla e a far fuggire la bambina.

A questo punto il film sembra finito ed invece continua tra i titoli di coda. Gloria lava pazientemente un ormai inerte Michel. I due si recano in un cinema dall’insegna rossa e lì attendono di essere trovati e portati via dalla polizia.

Ed eccomi a spiegarvi la questione delle insegne. Come dicevo, l’insegna del locale in cui sostanzialmente comincia il tutto è azzurra, eterea e rappresenta il paradiso. Vediamo così come i due novelli Adamo ed Eva percorrano la via della perdizione per finire la loro corsa in quel cinema dall’insegna rossa, che sta chiaramente ad indicare gli inferi.

Caro Du Welz, non posso mentire dicendo che “Alleluia” mi ha appassionato come “Calvaire” (e non escludo che probabilmente è anche una questione di abitudine. “Calvaire” fu il primo film di quel genere che vidi e in dieci anni ne ho visti talmente tanti simili da essere appunto abituata), ma ti assicuro che questo è uno dei film migliori degli ultimi tempi, IMHO.

Non so se uscirà mai ufficialmente nelle sale italiane, ma se così fosse vi consiglio di andarlo a guardare.

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