Quel fantastico peggior anno della mia vita

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Quel fantastico peggior anno della mia vita

Greg, liceale appassionato di cinema, trascorre il proprio tempo libero con Earl, suo compagno di studi e collaboratore nella realizzazione di remake fatti in casa di celebri film. La madre lo spinge a fare la conoscenza di Olivia, una compagna di classe a cui è stato recentemente diagnosticato un tumore.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Me and Earl and the Dying Girl
Attori principali: Thomas MannRJ CylerOlivia CookeConnie BrittonNick OffermanMolly Shannon, Jon Bernthal, Katherine Hughes, Matt Bennett, Masam Holden, Bobb'e J. Thompson, Hugh Jackman, Gavin Dietz, Edward DeBruce III, Natalie Marchelletta, Chelsea Zhang, Marco Zappala, Kaza Marie Ayersman, Etta Cox, Karriem Sami, Cheryl Kline, Joan Augustin, Mark Granatire, Kayana White, Linda Kanyarusoke, Drew Palajsa, Elly Silberstein, Nicole Tubbs, Jennifer Nicole Baker, Andrew James Bleidner, Zachary Bolen, Randon Bopp, Colleen Clark, Jessica David, Joe Fishel, Chris Frank, Richard Guesman, Conor Hannon, Frank Lagana, Jeremy Long, Zander Lyons, Jackson Nunn, LaTrallo Presley, Jake Scheib, Nick J. Shields, Zoe Simek, Kevin Slone, John Tarr, Mike Walker, Evelyn Wawrzyniak, Eric Yeckley
Regia: Alfonso Gomez-Rejon
Sceneggiatura/Autore: Jesse Andrews
Colonna sonora: Brian Eno, Nico Muhly
Fotografia: Jeong Jeong-hun
Produttore: Dan Fogelman, Jeremy Dawson, Steven M. Rales, Nora Skinner
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 105 minuti

Triste e commovente, ma con criterio / 25 Luglio 2017 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

Il giovane Greg ha passato la sua vita cercando di essere l’inosservato per eccellenza. Così si prepara al suo ultimo anno di liceo, senza veri amici, senza problemi, senza rapporti. Eccezione, il suo unico vero amico Earl, con il quale tra l’altro realizza dei film ispirandosi ai classici del cinema. E’ a questo punto che la madre lo sprona ad andare a trovare Rachel, sua compagna, da lui sempre trascurata come ogni altra persona, alla quale è stata diagnosticata la leucemia. Per il ragazzo sembra un noioso obbligo, ma, piano piano, tra i due nasce una sincera e vera amicizia che coinvolge anche l’amico Earl e, alla fine, senza voler eccedere in particolari spoiler, sarà in grado di modificare sensibilmente la vita del giovane. Quando si parla di argomenti del genere si finisce facilmente ed inevitabilmente in momenti tristi e drammatici. Questo film, specie nella parte finale, non è da meno, ma, come ho detto nel titolo, c’è un criterio, non è la solita roba strappalacrime. Del resto si parla di giovani, di problemi, di relazioni e rapporti, e questi personaggi (con un ottimo cast tra l’altro, non ci saranno nomi da urlo, ma sono tutti bravissimi) rendono alla grande, perché li senti reali. Tanto nei momenti tragici che in quelli più da ridere (perché, diciamolo, si ride anche in questo film, a volte nemmeno poco, l’umorismo nero quando è ben usato è sempre un ottimo argomento). Bello poi anche il fatto di citare, principalmente tramite il fatto della passione del cinema del protagonista, tante pellicole che hanno fatto la storia, di ogni genere. Consigliato davvero.

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Una piacevole sorpresa / 15 Dicembre 2015 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

Film intelligente, ironico e originale che tratta il tema della malattia in età giovanile senza retorica ma al contrario prendendo in giro tutti gli stereotipi, le frasi fatte e i luoghi comuni dei film strappalacrime. Peccato per la traduzione del titolo, a mio avviso fuorviante, avrei lasciato l’originale “Me & Earl & the dying girl” che rende meglio lo spirito del film.

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Tragicamente allegro / 13 Dicembre 2015 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

Ho riso fino alle lacrime e ho pianto sul serio. E adoro quando un film mi fa questo effetto.
Nonostante la fotografia piacevolissima, nonostante la sceneggiatura, nonostante le buone interpretazioni, non riesco ad alzare il voto oltre 7 perché la storia è quella che è. L’adolescente malata di cancro non è proprio una novità.
La cosa migliore è sicuramente la scena (quasi) finale dell’ospedale. Una delle mie preferite in assoluto.

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Salsa Indie. / 12 Dicembre 2015 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

La verità è che questo film, secondo me, può solo essere definito carino.
La trama è una versione apatica di “The fault in our stars”, e si distacca dalla maggioranza dei film indie con alcuni tocchi registici molto originali come le animazioni in stop motion e la narrazione disinteressata e saccente. Ma oltre quello, ci ho visto solamente l’ennesimo film indie che si ostina a raccontare storie di ragazzi apatici e frustrati della vita per via di stupidaggini, che poi cambiano visione della loro vita grazie a un episodio tragico o grazie a una storia d’amore.
Molto carino eh, ma poi basta – e non penso verrà ricordato tra cinque anni se non nei post di Tumblr.

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. / 26 Novembre 2015 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

Sundance movie con tutti i crismi, influenzato da innumerevoli altri lavori e registi (da Gondry ad Anderson a The Fault in Our Stars di cui questo potrebbe essere il cugino meno sdolcinato) Me and Earl and Dying Girl è la storia di un trio di amici casuali, accomunati da ben poco ma comunque legati, che affrontano la malattia di uno dei 3 a colpi di creatività. Ed è proprio questo uno degli aspetti meglio riusciti del film: le soluzioni e le idee fantasiose, che siano dell’uno o dell’altro protagonista, sono piccole perle ben riuscite (i video dei film sono adorabili ) e danno davvero un’anima alla pellicola. La storia in sè e per sè non è caratterizzata da forti ventate di innovazione ma è narrata tanto carinamente, con un buon numero di citazioni impossibili da non apprezzare e attori tutti bravi e credibili. Musiche bellissime di Brian Eno. Leggermente criticabile una precisa scelta di narrazione che balla precariamente sul ciglio del trucchetto strappalacrime, ingiustificabile pure se si accetta di stare al gioco del metacinema. In ogni caso le lacrime abbondano ma il finale è intelligente nel non sbilanciarsi quel tanto in più che avrebbe reso la storia troppo inverosimile, troppo buonista. Rimane, nel suo genere, uno dei film meglio riusciti.

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