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Recensione su Tredici

/ 20177.1197 voti

Superficialità disarmante. / 28 aprile 2017 in Tredici

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Forse sono stato poco poco generoso con il voto, ma a me questa serie ha lasciato davvero una cattiva sensazione.
Iniziamo da ciò che mi è piaciuto: l’importanza che viene data a quanto sia difficile essere una ragazza vittima di molestie sessuali in un liceo, a quanto faccia male essere oggettivati e ricevere continue attenzioni sessuali non richieste. Trovo sia un tema di fondamentale importanza sul quale c’è bisogno ancora di molta sensibilizzazione, e questa serie TV l’ha affrontato in maniera esaustiva e completa. Altro più della serie è sicuramente la scena del suicidio, descritto in maniera cruda, dolorosa, realistica. Violenta. Devo dire che da una serie del genere non me l’aspettavo. Per quanto mi riguarda i lati positivi finiscono qui.
Una scena chiave è rappresentata dal momento in cui Clay, il protagonista della storia che ha in custodia le cassette con i segreti del suicidio di Hannah decide, in pieno spirito da giustiziere, di bullizzare a sua volta Tyler, fotografo stalker, per paura di cosa arriverà a scoprire su se stesso prima che per vendicare la sua amica. Trovo che sia una scena significativa dal momento che fa capire, per un solo istante, che i “bravi ragazzi” (categoria proposta e riproposta nella serie fino alla nausea) non esistono, e che chiunque può diventare bullo a seconda delle situazioni in cui si trova per quanto le proprie intenzioni siano candide. Avrei voluto che si parlasse di più di questo in “tredici”, ma invece no. L’attenzione è focalizzata sul quanto dei ragazzi stronzi possano condurre una ragazza al suicidio.
La cosa che mi ha dato più fastidio in assoluto (a livello di messaggio e di concetto) è che vengano messe sullo stesso piano questioni totalmente differenti tra loro: problemi che fanno parte (e che DEVONO far parte) della vita di ogni adolescente come tradimenti, amicizie finite, rifiuti (Jessica, Zach, Courtney, Marcus – molestia sessuale a parte-), errori che portano conseguenze su altre persone (Sheri, seconda cassetta di Justin) e con i quali i “carnefici” saranno già costretti a convivere per sempre, e nel caso di Sheri la redenzione era iniziata quando Hannah era ancora in vita, ed episodi invece completamente umilianti che davvero possono sconvolgerti la vita, come la pubblica umiliazione (prima cassetta di Justin, Tyler, Ryan, pur essendo quest’ultimo inconsapevole, e Alex, pur essendo abbastanza incolpevole) o, decisamente il più significativo, lo stupro di Bryce. Se questa serie TV diventasse un monito per gli studenti di liceo, c’è il rischio che si possa gridare all’istigazione il suicidio perché la tua amica ti ha tagliata dal giro o perché qualcuno ti ha rifiutata.
Ma nel mio modo di vedere l’arte, deve essere il messaggio ad adeguarsi alla forma e non viceversa, quindi parliamo della forma.
Forse sono stato condizionato dalla persona che mi ha consigliato questa serie, la quale mi aveva detto “è bella perché non ci sono i soliti cliché”. Sarà stata sicuramente colpa sua se io ci ho visto solo ed esclusivamente cliché, in ogni secondo di ogni puntata. I personaggi sono stereotipati, c’è una continua divisione in squadre tra “bravi ragazzi” e “bulli”, e la maggior parte dei personaggi è completamente statica e senza personalità. Ci sono alcuni episodi che sono completamente telefonati (io ad esempio avevo già intuito la morte di Jeff al secondo/terzo episodio), puoi intuire cosa succederà puntate intere prima che succeda. E questo non è un gran punto di forza in una serie TV, o sbaglio?
Per concludere, e forse sarò ridicolo ma è il motivo principale per cui questo è un 4 e non un 5, la colonna sonora è TOTALMENTE inadeguata.

6 commenti

  1. Montauk / 29 aprile 2017

    Grazie per aver espresso chiaramente il motivo del fastidio interiore che mi ha lasciato questa serie.
    Cerco sempre di non criticare qualcosa se non riesco a trovare le cause per cui la sto criticando e la tua recensione mi ha sollevata dal compito di doverle cercare da sola analizzando più a fondo qualcosa che fondo proprio non ne ha.
    Peccato perché, come hai detto tu, c’erano molti spunti interessanti per trasformare la storia in un’opera valida, a partire dal “What if I’m the bully?” di Clay alla madre, che ci ha fatti tutti sperare in una proposta di riflessione più complessa che poi è svanita nel nulla.
    Inoltre mi sembra che nessuno se la sia presa a sufficienza per il fatto che Hannah, in seguito alle rotture con i vari personaggi, è stata quella che ha trattato male più gente di tutti.
    Peccato soprattutto per le interpretazioni davvero buone di quasi tutti i ragazzi, una delle migliori a mio parere quella di Jessica mentre paradossalmente la più banale mi è sembrata quella di Hannah.
    Il mio voto è comunque più alto del tuo perché la colonna sonora inadeguata mi ha fatto ritrovare il titolo di una canzone che cercavo da un sacco di tempo.

  2. lattorecane / 29 aprile 2017

    Figurati, sono contento che la mia recensione abbia giovato a qualcuno! Concordo con tutto quello che hai scritto.

  3. Not Penny's boat / 1 maggio 2017

    per quanto riguarda il fatto di Clay che a sua volta bulina Tyler, più che diseducativo l’ho trovato realistico, purtroppo, in molti a 17 anni avrebbero reagito così

  4. lattorecane / 1 maggio 2017

    Infatti quello che ho scritto è che avrei voluto più scene così, invece di continuare sugli stereotipi tra buoni e cattivi 😉

  5. daredevil89best / 4 luglio 2017

    Volevo scrivere una recensione, ma poi leggendo la tua mi sono accorto che hai già scritto tutto quello che avrei voluto esprimere, magari dicendolo meglio di come avrei fatto io. Aggiungo solo un paio di cose.
    Cito letteralmente: “La cosa che mi ha dato più fastidio in assoluto (a livello di messaggio e di concetto) è che vengano messe sullo stesso piano questioni totalmente differenti tra loro: problemi che fanno parte (e che DEVONO far parte) della vita di ogni adolescente come tradimenti, amicizie finite, rifiuti (…) ed episodi invece completamente umilianti che davvero possono sconvolgerti la vita, come la pubblica umiliazione (…) o, decisamente il più significativo, lo stupro di Bryce. Se questa serie TV diventasse un monito per gli studenti di liceo, c’è il rischio che si possa gridare all’istigazione il suicidio perché la tua amica ti ha tagliata dal giro o perché qualcuno ti ha rifiutata”. Questo è il punto. Non sono psicologo, pedagogista nè tantomeno esperto in materia, ma credo che, almeno per quanto riguarda le prime 8/9 puntate, definirle “ragioni che hanno portato al suicidio” di Hannah sia non solo patetico, ma pericoloso. Si parla di episodi che fanno parte della normale amministrazione di un adolescente tipo, che nulla hanno a che fare con gli episodi ben più gravi delle puntate successive.
    Altro messaggio a mio avviso sbagliato: la serie vuole far leva sul suicidio come gesto estremo per sensibilizzare la coscienza del bullo medio, a fare attenzione anche ai piccoli gesti del quotidiano, che per una persona possono significare molto. Se da un lato ritengo sia nobile causa, dall’altra credo sia controproducente. Io avrei giocato (ma chi sono io per parlare? bah!) sul raggiungere la consapevolezza di essere circondati da un mare di stronzi, come sempre succede, e sul come affrontare il mondo di conseguenza, piuttosto che sul come i suddetti stronzi possano portare ad arrendersi (w il cinismo!).
    Note a margine sull’aspetto tecnico della serie: carina la suddivisione delle puntate in cassette, innovativo e coerente con la trama. Personaggi PESSIMI. Non ce n’è uno che non mi sia stato sulle palle dall’inizio alla fine, dai protagonisti, ai genitori di Hannah e Clay, allo psicologo. Da calci sulle gengive.

  6. Noloter / 5 luglio 2017

    Come @daredevil89best sono d’accordo anche io sul giudicare poco adatto l’accostamento tra le carognate tra teenager e la violenza carnale; ok la sensibilizzazione (che poi trovo sia solo un modo con cui far star ipocritamente bene il pubblico con la propria coscienza, questo, perchè tutti a parteggiare per Hannah e condividere citazioni su FB, e poi la mattina dopo si può tornare a sfottere la “grassona” e lo “sfigato” della classe come niente fosse) sul bullismo fisico e psicologico, ma non si può mettere tutto sullo stesso piano altrimenti si rischia o di amplificare la portata di uno “sgarro” o di minimizzare quella di uno stupro.

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