Recensione su Vita di Pi

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3 gennaio 2013

Piuttosto fedele al romanzo da cui è stato tratto a mio giudizio è uno di quei casi in cui il film riesce ad eguagliare , se non addirittura a superare , le emozioni trasmesse dal libro .
Sorvolando solo per un attimo sul condannabile ricorso ad animali selvaggi nel cinema (ma inevitabile in una trasposizione come questa ) ma dando per certo che tutte le riprese riguardanti gli “attori” che hanno condiviso la scialuppa di Pi(scine Molitor Patel) , in particolare le maestose tigri del Bengala (perché sono sicuramente almeno due : una all’inizio , quando Richard Parker vi sale , e un’altra alla fine quando è ormai ridotto pelle e ossa ) siano frutto di un accurato lavoro di montaggio con tecnica digitale e nessuno di essi abbia subito il minimo maltrattamento , la pellicola privilegia la parte centrale del romanzo offrendo immagini altamente spettacolari e riprese di stupefacente bellezza (eccezionali quelle dei suricati sull’isola galleggiante e dei pesci volanti inseguiti dai tonni) .
La conclusione , nella quale ci si interroga su quale tra le versioni del racconto di Pi sia quella più accettabile e moralmente giustificabile , viene liquidata un po’ troppo sbrigativamente rispetto al libro ma il film resta assolutamente imperdibile , almeno per quanto riguarda l’aspetto scenografico.
Concludo dicendo che questo è stato il mio primo lungometraggio in 3D , artificio che ho sempre presuntuosamente snobbato e sul quale ero fortemente prevenuto , ma sulla cui validità , se finalizzata a lavori come questo , devo completamente rivedere le mie convinzioni .

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