The Wolf of Wall Street

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The Wolf of Wall Street

Ispirato alla biografia di Jordan Belfort, fondatore, nel 1987, di una delle maggiori società di brokeraggio e finito in carcere per frode e riciclaggio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Wolf of Wall Street
Attori principali: Leonardo DiCaprioLeonardo DiCaprioJonah HillJonah HillMargot RobbieMargot RobbieMatthew McConaugheyMatthew McConaugheyKyle ChandlerKyle ChandlerRob Reiner, Jon Bernthal, Jean Dujardin, Kenneth Choi, P.J. Byrne, Ethan Suplee, Brian Sacca, Henry Zebrowski, Jon Favreau, Cristin Milioti, Joanna Lumley, Jake Hoffman, Christine Ebersole, Shea Whigham, Aya Cash, Katarina Čas, Bo Dietl, Jon Spinogatti, Rizwan Manji, Stephanie Kurtzuba, J. C. MacKenzie, Ashlie Atkinson, Stephen Kunken, Ted Griffin, Sandra Nelson, Dan Bittner, Spike Jonze, Mackenzie Meehan, Thomas Middleditch, Edward Herrmann, Jordan Belfort, Fran Lebowitz, Robert Clohessy, Welker White, Danny Flaherty, Carla Corvo, Madison McKinley, Aaron Lazar, Steve Routman, Steve Witting, Charley Morgan, Michael Nathanson, Kathleen Fellegara, John Behlmann, Ward Horton, Bret Shuford, J.T. O'Connor, Steven Boyer, Danny A. Abeckaser, Matthew Rauch, Michael Izquierdo, Donnie Keshawarz, Johnathan Tchaikovsky, Aaron Glaser, Ben Rameaka, Brian Charles Johnson, Sebastian Tillinger, Chris Riggi, Meghan Rafferty, José Ramón Rosario, Davram Stiefler, Dan Daily, Ben Van Bergen, Matte Osian, Michael Devine, Jason Furlani, Jeremy Bobb, Tom Greer, Sharon Jones, Emily Tremaine, Zineb Oukach, Giselle Eisenberg, Deema Aitken, Ashley Springer, Rémy Bennett, Catherine Curtin, Paul Urcioli, Michael O'Hara, Michael Bryan French, Armen Garo, Garry Pastore, Louis Vanaria, Peter Youngblood Hills, Brendan Griffin, Derek Milman, Victor Verhaeghe, Chris Caldovino, Fileena Bahris, Silvia Kal, Kamron Leal, Tommy Bayiokos, Gianni Biasetti Jr., Rick Bolander, Spenser Granese, Julian Brand, Kenneth Carrella, Austin Farwell, Zach Miko, Tyler Evan Rowe, Stefano Villabona, Gregory Brown, Tucker Bryan, Michael Jefferson, Bryan Burton, Mike Catapano, Steven Conroy, Kelsey Deanne, Maria Di Angelis, London Hall, Rosemary Howard, Chris Kerson, Natasha Kojic, Ben Leasure, Paul Jude Letersky, Will MacAdam, Jeff Moffitt, Chris Nunez, Seregon O'Dassey, Joseph Oliveira, Michael Power, Nicole Rutigliano, Sibyl Santiago, Vitaliy Shtabnoy, Madeleine Wade, Blago Simon, Jaclyn Keys, Natalie Bensel, Krista Ashworth, Paul Thornton, David Wenzel, Joe Zaso, Claudette Lalí, Francis Brooke, Martin Klebba, Mostra tutti

Regia: Martin ScorseseMartin Scorsese
Sceneggiatura/Autore: Terence Winter
Fotografia: Rodrigo Prieto
Costumi: Sandy Powell, David Davenport
Produttore: Martin Scorsese, Georgia Kacandes, Leonardo DiCaprio, Irwin Winkler, Rick Yorn, Danny Dimbort, Emma Tillinger Koskoff, Alexandra Milchan, Riza Aziz, Joey McFarland
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 180 minuti

Dove vedere in streaming The Wolf of Wall Street

10 Gennaio 2022 in The Wolf of Wall Street

Chiunque non abbia compreso la critica a Wall Street e al mercato azionario probabilmente dovrebbe riconsiderare la sua capacità di lettura di un film.
Il rischio che queste operazioni glorifichino i malfattori, tra eccesso di consumi di droga, alcol, depravazioni e l’attuazione di truffe è riconoscibile soltanto in uno spettatore privo di quoziente intellettivo e buonsenso.
The Wolf of Wall Street avrebbe alcune analogie con Goodfellas: personaggi ambiziosi che dal nulla costruiscono il loro impero del crimine (perché chiunque ignori che ciò che avviene sia contro la legge, semplicemente perché “è un film”, magari simpatizzando anche per i suoi personaggi, ripeto, non ha capito granché), mostrandoci tutti i processi che li conducono ad occupare i vertici di potere fino all’inesorabile caduta (con il fasullo pentimento e la collaborazione con la legge pur di ottenere un’attenuazione della pena), accompagnati dalla narrazione del protagonista.
Anche la durata, certamente non indifferente, è un comune denominatore tra questo film e Quei Bravi Ragazzi.
Ed entrambi hanno la capacità di intrattenere lo spettatore.
Se Goodfellas faceva vivere e respirare le atmosfere, The Wolf of Wall Street stimola depravazioni e peccati, concedendo allo spettatore qualche grassa risata.
Talvolta Scorsese eccede nell’eccesso.
Lungi dall’essere un moralista, ma per quanto possa essere divertente vedere dei broker sniffare montagne di coca, scopare e fare scemenze, è un circolo vizioso che si ripete ad nauseam, tanto da divenire una parodia dopo un’ora di film (su circa 3 ore di durata).
Forse era questo l’intento del regista: ridicolizzare coloro che aspirano la droga acquistata con i soldi dei poveri investitori. Mostrarci che per loro, i soldi degli onesti lavoratori truffati dalla promessa di un cospicuo guadagno nel mercato azionistico, finiscono nel loro naso. C’è forse uno scimmiottamento ma anche un sincero divertimento da parte di Scorsese di rinnegare, fino al parossismo, l’amore e la dipendenza dalla droga che contraddistinse una fase della sua vita.
Film indubbiamente divertente, con un Leo che la fa da padrone ma che si sollazza un po’ troppo.
Probabilmente la pellicola più adatta per far conoscere Scorsese ai giovani, forse perché è tra le più accessibili e, non me ne vogliate, anche tra le più puerili. Volutamente puerili, ovviamente. Anche un po’ troppo,

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Tra American Pie e Wall Street / 26 Giugno 2017 in The Wolf of Wall Street

Questo curioso ibrido fra American Pie e Wall Street rimane sopportabile per circa due terzi della sua durata. Si sorride, più raramente si ride (la cocaina usata come analogo degli spinaci di Braccio di Ferro, per esempio), talvolta si aggrotta la fronte. Ma nel terzo finale la trama comincia a sfrangiarsi, a tornare su se stessa: è palese che non si sa bene che fine fare al protagonista, che si ritira, anzi no, confessa tutto, si rimangia la confessione, inguaia gli amici avvertendoli che li sta inguaiando per poi inguagliarli ancora. Riflesso, mi pare, della fondamentale ambiguità morale del film: al protagonista va la simpatia neanche tanto furtiva degli autori, che non si rassegnano a fargli fare la fine meritata. L’antagonista dell’FBI è una sagoma di cartone che alla fine contempla con apparente rimpianto il vagone della metro in cui viaggia, pieno – orrore! – di poveri invece che di prostitute e allegri truffatori. Le vittime di Belfort rimangono voci distanti al telefono, cui è divertente fare gestacci mentre le spenni.

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questo è cinema, signori! / 5 Dicembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Cos’è “The wolf of Wall Street”?

Io non riesco a capirlo. 
Scorsese mi ha scaraventato nel mondo di Jordan Belfort.
Mi sono sentito, alla fine del film, piú fatto di Jonah e Leo. Cosa è successo, mi sono chiesto. Sono passate tre ore? No.. ti sbagli, solo un quarto d’ora.. l’orologio sarà rotto.

L’opera cinematografia più assurda, incredibile, pazzesca, aberrante, divertente, spettacolare, che i miei occhi abbiano potuto vedere, le mie orecchie abbiano potuto ascoltare.
Non venite a dire che non ha una morale, è volgare ed è insensato. Perché dietro al lavoro unico e irripetibile degli attori, che lasciano senza fiato, di regia, montaggio, fotografia e sceneggiatura, c’è una storia, uno dei ritratti più belli di sempre, probabilmente, dell’avidità, dell’insaziabilità, ma anche della speranza, dell’ambizione e della perseveranza.

Cinema puro ed intrattenimento di altissimo livello.

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Metodico 0 / 10 Ottobre 2015 in The Wolf of Wall Street

Film che non mi ha annoiato, ma mancava qualcosa.. non mi è rimasto, bravo Di Caprio.. ma con questo film si aspettava un oscar? xD ..

Yuppies never die / 30 Settembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Jordan Belfort e la sua sbarellatissima corte di yuppies parvenu vivono al massimo e non smettono di scopare, sniffare e ingollare pasticche come fossero m&m’s. I dollari piovono a palate, non si sa neanche quanti.
Questo drogato angelo nero della finanza è incarnato alla perfezione da Di Caprio, non si placa un attimo, si spinge sempre oltre il limite fino all’epilogo, metafora dell’immortalità di questa mentalità speculativa.
Le trovate di Scorsese sono lampi di genio cristallino; si muove perfettamente a suo agio nell’ambiente sfavillante e marcio del jet-set come aveva già dimostrato nell’immortale Casinò, e qui ci propone gustosissimi sfasamenti narrativi: le Ferrari o le Lamborghini che cambiano colore in corsa, i momenti di sguardo in camera in cui Belfort ci racconta lucidamente i suoi eccessi, la visione di sequenze ‘adulterate’ dalle droghe poi ripercorse per come sono andati realmente i fatti (Jordan che rincasa dal Country Club per avvisare il socio che i telefoni sono controllati).
Da antologia la sequenza in cui Belfort strafatto si rivitalizza con la coca per salvare l’amico Donnie (un grandissimo Jonah Hill), mentre alla tivù Popeye spreme il suo iconico barattolo di spinaci
Con Scorsese, la colonna sonora non può essere che da sballo: pezzi blues, rap rock, lo hum hum di McConaughey nel “Money Chant”, la fantastica “Mercy, mercy, mercy” di Cannonball Adderley riproposta in finale con quella sorta di alternate take, nella parafrasi pianistica di Alain Toussaint. Simply gorgeous.

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