2013

The Wolf of Wall Street

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The Wolf of Wall Street
The Wolf of Wall Street

Ispirato alla biografia di Jordan Belfort, fondatore, nel 1987, di una delle maggiori società di brokeraggio e finito in carcere per frode e riciclaggio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Wolf of Wall Street
Attori principali: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Kyle Chandler, Rob Reiner, Matthew McConaughey, Jon Bernthal, Kenneth Choi, P. J. Byrne, Brian Sacca, Henry Zebrowski, Jon Favreau, Cristin Milioti, Joanna Lumley, Jake Hoffman, Ethan Suplee, Jean Dujardin, Christine Ebersole, Shea Whigham, Katarina Čas, P. J. Byrne, Bo Dietl, Jon Spinogatti, Aya Cash, Rizwan Manji, Stephanie Kurtzuba, J.C. MacKenzie, Ashlie Atkinson, Stephen Kunken, Ted Griffin
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura/Autore: Terence Winter
Fotografia: Rodrigo Prieto
Costumi: Sandy Powell, David Davenport
Produttore: Riza Aziz, Leonardo DiCaprio, Emma Tillinger Koskoff, Joey McFarland, Martin Scorsese, Danny Dimbort, Georgia Kacandes, Alexandra Milchan, Irwin Winkler, Rick Yorn
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 180 minuti

Tra American Pie e Wall Street / 26 Giugno 2017 in The Wolf of Wall Street

Questo curioso ibrido fra American Pie e Wall Street rimane sopportabile per circa due terzi della sua durata. Si sorride, più raramente si ride (la cocaina usata come analogo degli spinaci di Braccio di Ferro, per esempio), talvolta si aggrotta la fronte. Ma nel terzo finale la trama comincia a sfrangiarsi, a tornare su se stessa: è palese... continua a leggere » che non si sa bene che fine fare al protagonista, che si ritira, anzi no, confessa tutto, si rimangia la confessione, inguaia gli amici avvertendoli che li sta inguaiando per poi inguagliarli ancora. Riflesso, mi pare, della fondamentale ambiguità morale del film: al protagonista va la simpatia neanche tanto furtiva degli autori, che non si rassegnano a fargli fare la fine meritata. L'antagonista dell'FBI è una sagoma di cartone che alla fine contempla con apparente rimpianto il vagone della metro in cui viaggia, pieno – orrore! – di poveri invece che di prostitute e allegri truffatori. Le vittime di Belfort rimangono voci distanti al telefono, cui è divertente fare gestacci mentre le spenni.

questo è cinema, signori! / 5 Dicembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Cos'è "The wolf of Wall Street"?

Io non riesco a capirlo. 
Scorsese mi ha scaraventato nel mondo di Jordan Belfort.
Mi sono sentito, alla fine del film, piú fatto di Jonah e Leo. Cosa è successo, mi sono chiesto. Sono passate tre ore? No.. ti sbagli, solo un quarto d'ora.. l'orologio sarà rotto.

L'opera cinematografia più assurda,... continua a leggere » incredibile, pazzesca, aberrante, divertente, spettacolare, che i miei occhi abbiano potuto vedere, le mie orecchie abbiano potuto ascoltare.
Non venite a dire che non ha una morale, è volgare ed è insensato. Perché dietro al lavoro unico e irripetibile degli attori, che lasciano senza fiato, di regia, montaggio, fotografia e sceneggiatura, c'è una storia, uno dei ritratti più belli di sempre, probabilmente, dell'avidità, dell'insaziabilità, ma anche della speranza, dell'ambizione e della perseveranza.

Cinema puro ed intrattenimento di altissimo livello.

Metodico 0 / 10 Ottobre 2015 in The Wolf of Wall Street

Film che non mi ha annoiato, ma mancava qualcosa.. non mi è rimasto, bravo Di Caprio.. ma con questo film si aspettava un oscar? xD ..

Yuppies never die / 30 Settembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Jordan Belfort e la sua sbarellatissima corte di yuppies parvenu vivono al massimo e non smettono di scopare, sniffare e ingollare pasticche come fossero m&m's. I dollari piovono a palate, non si sa neanche quanti.
Questo drogato angelo nero della finanza è incarnato alla perfezione da Di Caprio, non si placa un attimo, si spinge sempre oltre il... continua a leggere » limite fino all'epilogo, metafora dell'immortalità di questa mentalità speculativa.
Le trovate di Scorsese sono lampi di genio cristallino; si muove perfettamente a suo agio nell'ambiente sfavillante e marcio del jet-set come aveva già dimostrato nell'immortale Casinò, e qui ci propone gustosissimi sfasamenti narrativi: le Ferrari o le Lamborghini che cambiano colore in corsa, i momenti di sguardo in camera in cui Belfort ci racconta lucidamente i suoi eccessi, la visione di sequenze 'adulterate' dalle droghe poi ripercorse per come sono andati realmente i fatti (Jordan che rincasa dal Country Club per avvisare il socio che i telefoni sono controllati).
Da antologia la sequenza in cui Belfort strafatto si rivitalizza con la coca per salvare l'amico Donnie (un grandissimo Jonah Hill), mentre alla tivù Popeye spreme il suo iconico barattolo di spinaci
Con Scorsese, la colonna sonora non può essere che da sballo: pezzi blues, rap rock, lo hum hum di McConaughey nel "Money Chant", la fantastica "Mercy, mercy, mercy" di Cannonball Adderley riproposta in finale con quella sorta di alternate take, nella parafrasi pianistica di Alain Toussaint. Simply gorgeous.

Tutti i nodi vengono al pettine / 20 Settembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Ripristinare il disgusto per un immeritevole eroe. Ecco che cosa vuole fare il vecchio Martin Scorsese. Perché a mio parere Jordan Belfort ne esce tutt'altro che come un uomo degno di complimenti. Jordan arriva a Wall Street come un piccolo bastardo ambizioso affamato di soldi. E non è difficile fare un sacco di soldi se uno ci tiene (disse Orson Welles... continua a leggere » in Quarto Potere, film che tra l'altro ricorda the Wolf of Wall Street). E per tenerci non si intende faticare, si intende non guardare in faccia niente e nessuno, compreso te stesso: A fare gli onori di casa per lo speranzoso DiCaprio c'è un impomatato e macchiettistico Matthew McConaghey, perfetto nei panni non tanto di una persona, ma come riassunto di diverse personalità, un personaggio di cui il giovane Jordan non può non rimanere affascinato. E' come se dietro l'atteggiamento del broker si nascondesse la chiave per ottenere ciò che vuole: soldi. E i soldi si sa, non bastano mai, una volta ottenuti se ne vuole ancora di più. Non solo ti comprano le cose migliori ma ti rendono anche una persona migliore. Nonostante un difficile inizio Jordan riesce a avere i soldi, più di quanti ne avesse mai immaginati. Tuttora in America viene considerato uno dei più grandi Brocker di sempre. Ma Scorsese non vuole che Jordan venga vista come una persona da ammirare. Per questo mostra con tanta chiarezza la vita di eccessi e tende a celare i dettagli tecnici del mondo della finanza. E l'incalzante ripetizione in ogni dialogo della parola "fuck" forse tende a dire, non sono persone toste, intelligenti, sono persona squallide. Tutti loro sono persone che hanno pianificato ogni cosa della loro vita in base al denaro. Cocaina, soldi, animali, donne nude, nani volanti... fanno solo pensare: basta, fa schifo tutto ciò.
E attenzione, perché il denaro non è un pilastro stabile su cui si può appoggiare una vita, il denaro può andarsene.Scomparire, e se scompare il denaro in una vita in cui è le fondamenta, crolla tutto.
Scorsese costruisce così una parabola sull'avidità, una critica sul capitalismo che consente a chi al denaro di farla franca sempre. Ma il vero nemico, o anti eroe non è Jordan Belfort. E' quello che rappresenta Jordan Belfort, un qualcosa accaduto perché reso dalla società qualcosa di possibile. E così questo film ci strappa amare risate su dei ridicoli piccoli uomini, non bisogna provare pietà per loro, dopotutto, hanno deciso loro di entrare nella tana del Lupo