26 Recensioni su

Requiem for a Dream

/ 20007.7704 voti

Cult! / 4 Maggio 2021 in Requiem for a Dream

Un cult del genere che vuole quasi seguire le orme di “Trainspotting” intensificando il dramma esistenziale, dietro una regia rigida e allucinante.
Aronofsky ci si mette d’impegno a disturbare (cosa che non ho percepito, ho visto cose molto peggiori…) ma l’effetto migliore è il montaggio, la regia frenetica e rallentata che porta proprio nel limbo dei protagonisti.
Finale davvero sconvolgente. Forse tra i suoi migliori film ma a mio parere un po’ troppo sopravvalutato.
Ma sono d’accordo per un 7 pieno.
7/10.

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Sperimentalismo rischioso ma fatto bene / 30 Maggio 2018 in Requiem for a Dream

Ad Aronofsky non si concedono le mezze misure: amore cieco o odio feroce. Personalmente, se da un lato riconosco che il suo linguaggio cinematografico è piuttosto ostentato, dall’altro non posso che denotarne l’originalità; tutti questi jump cut, split screen, timelapse, questo montaggio dal ritmo vertiginoso sono sperimentalismo rischioso ma fatto decisamente bene. Quanto alla presunta insostenibilità delle immagini, specie nel convulso finale, io dico che proprio questo fattore estetico è il suo limite. Per dirne uno, cinquanta anni fa il signor Roman Polanski riusciva a inquietare lo spettatore senza ricorrere a giochi di prestigio, con un cinema aggressivo, penetrante da far star male; quello di Aronosfsky è un cinema dantesco, psicotico ma troppo frenetico per colpire dentro, destinato a restare in una superficie sporca e appena tagliente. Ellen Burstyn è grandiosa e si prende giustamente tutta la scena, c’è il miglior Jared Leto possibile (per me è un attore molto sopravvalutato) e una Jennifer Connolly efficace.

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Che film di merda / 24 Luglio 2017 in Requiem for a Dream

Pessimo, pessimo, pessimo. Jared Leto ha l’espressività di un carlino, l’afro dovrebbe tornare su Scary Movie, la ragazza dovrebbe darsi al meteo e la vecchia… beh su quella meglio sorvolare. Storia banale e lenta, fotografia pessima al 90%.

“Bella la colonna sonora” / 4 Marzo 2016 in Requiem for a Dream

Oh requiem for a dream ha sicuramente una bella colonna sonora, di quelle storiche che un po’ tutti ricordiamo e che viene usurprata successivamente per altri filmucoli solitamente.
Ma poi?
Abbiamo dei sedicenti ragazzi che affrontano il mondo della droga: Uno meno credibile dell’altro con la noia che li accompagna per tutta la durata di un film che si prostra come critica semi moderna per tentare di rovinarti gli stimoli intestinali, ma nulla di tutto cio’ accade, anzi risulta una denuncia retorica fallita proprio perchè storie e personaggi non vengon fuori, non ci si rivede in loro, non faremmo le loro scelte e nemmeno i loro pensieri si potrebbero accomunare coi nostri ed essendo personaggi vuoti risultano insensati.
Una parte sicuramente a favore del film è la storia della madre, una sorta di seconda parte, che dovrebbe fare da specchietto retrovisore, ma che in realtà risulta esser la stori ameglio riuscita.

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So over-rated / 6 Settembre 2015 in Requiem for a Dream

Un videoclip di Rihanna lungo 140 minuti. Banalissima fuffa iperrealista per sedicenti cultori del cinema d’autore ringalluzziti dal tema scandaloso (LA DROGA!) e dalle solite inquadrature invasive/spezzate replicate all’infinito.

magistrale! / 29 Maggio 2015 in Requiem for a Dream

Jared non delude mai! eccezionali anche gli altri attori e trama perfetta.. peccato per la sceneggiatura..

23 Maggio 2015 in Requiem for a Dream

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Colonna sonora bellissima! Una Jennifer Connelly recita la sua parte davvero molto bene. Un film squallido, che ti entra dentro, ti stravolge e ti lascia lì. Tuttavia la parte della madre che impazzisce, non mi è piaciuta affatto.

14 Febbraio 2015 in Requiem for a Dream

Il film mi sarebbe anche piaciuto se nella parte dell’eroinomane ci fosse stato un personaggio credibile. Tutte facce troppo pulite. Jared Leto è assolutamente fuori ruolo. Molto toccante invece la parte che riguarda la madre di Leto.

10 Settembre 2013 in Requiem for a Dream

Bella colonna sonora.
Un film esemplare dal punto di vista delle tecniche di ripresa, le inquadrature sono sempre diverse, particolari, catturano l’attenzione dello spettatore.

Ecco, se in queste fantastiche inquadrature Aronofsky c’avesse messo qualcos’altro forse ci usciva un filmone.
Sopravvalutato, tanto.
Tanta angoscia e nient’altro.

Requiem for a dream? / 10 Maggio 2013 in Requiem for a Dream

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non so bene come iniziare a parlare di questo film, visto che per metà del tempo l’ho trovato confusionale e insensato.
Trovo questa pellicola notevolmente sopravvalutata. Non che il film sia brutto, questo sicuramente no, ma non è un film che merita più di un sette. (il mio sarebbe un 6.7)
I doppiatori sono pessimi, veramente dei doppiatori orribili. Un doppiaggio così schifoso non l’avevo mai sentito in tutta la mia vita.
L’idea di base del film è carina e la colonna sonora è pazzesca, enorme, geniale, meravigliosa.
Il tema trattato è sputtanatissimo, quindi riuscire a fare qualcosa di originale in questo campo è molto molto difficile.
è un film che ha le sue perle e i suoi punti di forza, ma non è un film epico.
Mi dispiace dire, onestamente, che Jared l’ho trovato poco credibile, al contrario della madre, che era l’unica nota interessante all’interno del film.
Un’altra cosa che ho apprezzato è che Marion per tutta la durata del film ha sempre avuto questa necessità (una necessità forzata) di ripetere ad Harry quanto lo amava. Ovviamente alla fine si è palesato che lei amasse la droga piuttosto che Harry.
Mi sto domandando se lui l’abbia sempre saputo o se si tratti di una consapevolezza raggiunta nel momento in cui lui parla al telefono con lei.
Il montaggio mi è piaciuto, è stata fatta una cosa diversa dal solito e ben sistemata.
Quello che non mi piace di questo film è che l’ho trovato davvero strano, ma strano in senso negativo. Sarà un fatto di gusto personale, ma non riesco proprio ad apprezzarlo come vorrei.
L’ho trovato sterile, artificioso, molto lontano da me che lo stavo guardando e questo non è quello che mi aspetto da un film.
Non so che dire.

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18 Aprile 2013 in Requiem for a Dream

Impossibile dimenticare la colonna sonora…

6.5 / 22 Marzo 2013 in Requiem for a Dream

Come già detto da altri prima di me, quello che “salva” questo film è la storia della madre, Sara Goldfarb. Un’interpretazione mozzafiato di Ellen Burstyn, ottima nel trasmettere la sensazione di vuoto che riempie la vita di una madre vedova lasciata sola dal figlio. Molto brava anche la doppiatrice italiana.
Il resto della storia è indubbiamente argomento già trattato (anche se trovo che non faccia mai male parlarne).
Ho trovato il finale agghiacciante, con quel mix di scene velocissime. Non nascondo che ero indecisa se andare a vomitare o meno.
Se Aronofsky lo sapesse sarebbe certamente molto fiero di se stesso.

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6 Marzo 2013 in Requiem for a Dream

Intenso viaggio nel mondo della tossicodipendenza narrato in maniera non convenzionale ma efficace che immerge profondamente lo spettatore nella degradazione umana.

I vizzi di Darren / 18 Febbraio 2013 in Requiem for a Dream

Le intenzioni di Aronofsky sono ben spiattellate fin dalle primissime sequenze, il contesto è un mero pretesto all’intrattenimento, l’esaltazione deriva dall’effetto angosciante e straniante, dai coinvolgenti virtuosismi tecnici e dalla blasonata colonna sonora, ripetuti allo sfinimento e dominati dall’autocompiacimento di un regista drogato da questi espedienti.

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29 Gennaio 2013 in Requiem for a Dream

La macabra storia da discesa agli inferi è sorretta da una regia esuberante e travolgente. Aronofsky cerca sempre di stupire con originalità: quando i personaggi si sparano la dose si susseguono immagini collegate ma distanti, tanti fotogrammi in pochi secondi che ricordano, per il vero, il Tarantino di Pulp Fiction e il ‘buco’ di John Travolta; lo schermo viene spesso diviso in due, anche quando ciò sarebbe superfluo (Harry e Marion a letto che si dichiarano il loro amore); durante l’astinenza le immagini si scuotono inducendo vertigine (non può non venire il dubbio su una sopraggiunta anomalia al tubo catodico); si mischiano immagini velocizzate e rallentate (bellissima la scena in cui Sarah riordina casa in ‘fast forward’ mentre la macchina da presa si sposta molto lentamente da destra verso sinistra). Degne di nota due carrellate indietro così ben fatte da far sembrare che i personaggi che avanzano stiano levitando anzichè camminare. O ancora, la colazione di Sarah, quando inizia la dieta, con l’inquadratura fissa sui tre alimenti che uno alla volta e in una frazione di secondo si dissolvono.
La storia è tratta da un libro di Hubert Selby Jr. ma la vera pulsione al film non può che essere tutta l’arte visiva che esterna (e ci si chiede se non sia troppa o troppo concentrata).

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La potenza distruttiva di Aronofsky / 9 Gennaio 2013 in Requiem for a Dream

Con il suo secondo lavoro, Aronofsky traduce in Cinema l’opera letteraria di Hubert Selby Jr., trattando con estrema efficacia la dipendenza, sotto ogni sua forma e dimensione.
Ne descrive le fasi (meno le cause, ma che comunque si possono intuire) con una minuziosità maniacale, estremizzando l’emotività di ogni sequenza con scelte registiche davvero lodevoli.

Si serve di scene brevissime che sembrano flash mentali, visioni, allucinazioni, primi piani schiacciati e frenetici (per girarli attaccò la cinepresa al bacino degli attori), telecamere che ruotano come una giostra, inquadrando dall’altro.
Parole dilatate, voci distorte, scherzi della mente.
Scene che turbano all’inverosimile e che immergono nell’inquietante ed onnipresente malessere dei quattro protagonisti.

Requiem for a dream non è un film da serata con “amici & pop corn”. E’ una pellicola devastante, che potrebbe provocare dolore pari a quello di un pugno sullo stomaco o una randellata sulle gengive.
E’ un film che fa sputare sangue (metaforicamente).. è nauseante, singhiozzante. Disturba e perseguita per quant’è crudo, spietato, amaro.. e violento!

Della trama c’è poco da dire, l’immagine è intenta a trasmettere sensazioni fortissime, di estremo disagio, d’impotenza.. di malessere.
Il copione non condanna nessuno, se non il sistema della dipendenza alienante.
Che sia uno show televisivo o uno stupefacente vero e proprio.
Non serve la mano pesante di Selby Jr o Aronofsky, saranno gli stessi protagonisti a dannarsi l’anima con le proprie mani, condannando sé stessi e gli altri ad un epilogo pesante, straziante e stravolgente.
Che difficilmente dimenticheremo.

Ottime le interpretazioni dei quattro protagonisti, ma su tutte spicca la grandiosa candidata all’Oscar Ellen Burstyn (la madre di Regan in L’esorcista!).
Notevole anche Jared Leto, che si conferma fra le mie grazie più come attore che come cantante (30 second to Mars).

Peccato per la PESSIMA doppiatrice italiana della Connelly.
Ottima, geniale e copiatissima, invece, la scena post-assunzione. La pupilla che si dilata (anche se dovrebbe ridursi ad uno spillo, ma sarebbe molto meno scenica!), un cucchiaino con la roba e la botta che sale.
Psichedelica e allucinata.

Ma un elogio particolare va all’incredibile Clint Mansell (scusate se sono di parte, mai io lo adoro) che con la sua straziante ed opprimente colonna sonora, la mia preferita in assoluto, ha triplicato l’effetto (già devastante di per sé) dell’immagine, rendendo questo film un prodotto unico e probabilmente irripetibile nel campo del “tossic-movie”.

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sconvolgente / 7 Gennaio 2013 in Requiem for a Dream

Requiem for a dream è un film che mi ha lasciato letteralmente senza parole.
Due storie che si alternano, una molto scontata, già vista e rivista in mille film del genere, l’altra per quanto assurda e stana è la più vera e più vicina all’animo umano, un interpretazione delle più vicine al reale.
La storia della donna, va ben oltre alle altre storie di droga raccontate: qui si esplicita in modo univoco il vero motivo per cui la protagonista inizia, a sua insaputa, il cammino del auto distruzione che la porterà la progressiva perdita della personalità e della forza di reagire.
Un film che fa pensare e riflettere sui falsi miti della società e che vale la pena di vedere solo ed esclusivamente per la storia sconvolgente di questa donna.

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Indimenticabile / 29 Agosto 2012 in Requiem for a Dream

Film straordinario, affascinante, allucinante, dolorosissimo.
Non è, come banalmente lo si definisce, un “film sulla droga”: è molto di più, è un film sulla natura umana stessa, sulla debolezza, sulla solitudine, un lento ed inarrestabile cammino verso l’autodistruzione.
A completare il quadro, una colonna sonora magnifica ed un taglio registico unico. Non conosco nessuno che non ne sia stato travolto nel profondo: angosciante e meraviglioso.

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22 Agosto 2012 in Requiem for a Dream

Un film fatto unicamente dalla colonna sonora (bravissimo Clint Mansell) e dalle varie tecniche figose di ripresa e montaggio. Togli queste due cose e non rimane niente! Sarebbe stato un filmetto qualunque. Jared Leto e Jennifer Connelly sono pessimi nella recitazione e di Jennifer ho profondamente odiato anche la doppiatrice. Non c’è un solo colpo di scena in tutto il film, è prevedibile come la morte e a tratti perfino noioso. L’unica cosa inusuale è il rapporto di Harry con la madre, cosa che infatti ho apprezzato e non è merito di Aronofsky. Lo ritengo un film molto sopravvalutato almeno per quanto riguarda la storia e i personaggi. Ripeto, se non fosse per la musica bella piazzata al momento giusto e le varie immagini che ci vengono sbattute in faccia per fare un effetto videoclip acidoso il film ci verrebbe mostrato per quello che in realtà è: una storia vuota, banale, vista e rivista di gente drogata di ciò che più li aggrada (per esempio la mammina sola dipendente da televisione, cibo e pillole è il clichè dei mega clichè già presente in molti altri film e libri sulla tossicodipendenza).
Devo assolutamente decidermi a leggere il libro da cui è tratto anche se mi aspetto una delusione anche lì visto che lo scrittore stesso ha curato la sceneggiatura del film. Sarebbe stato un ottimo cortometraggio/videoclip musicale ma come lungometraggio a mio avviso non funziona per niente.

Caro Darren, tutti sanno tranne te che quando si assume eroina le pupille si restringono, non si dilatano.

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Il maledetto vestito rosso / 21 Giugno 2012 in Requiem for a Dream

Film allucinante, caotico, psicotico, convulso (soprattutto nella parte finale). La storia di quattro realtà isolate apparentemente in contatto, ma tenute insieme da legami labili e inconsistenti: Sara ed Harry ormai sono separati da una voragine incolmabile, il rapporto madre-figlio si riduce ad un superficiale affetto (Harry si preoccupa della dipendenza della madre, ma è troppo occupato a far fronte alla propria per interessarsene veramente); Harry e Marion hanno una relazione amorosa in cui si insinua una fastidiosa “terza incomoda”, la droga (quando questa viene a mancare si fa evidente il fatto che ognuno dei due ama più “lei” rispetto al partner); infine l’amicizia tra Harry e Tyrone, basata anch’essa su un rapporto d’interesse più che su un rapporto fraterno. L’abissale solitudine si nasconde sotto l’apparente compagnia dei quattro personaggi.
Il personaggio che più ho apprezzato è quello di Sara (interpretata da una sorprendente Ellen Burstyn), una casalinga abbandonata dal marito (morto) e dal figlio (tossicodipendente), che si ritrova come unica amica fedele la televisione. Un giorno si presenta improvvisamente a lei una nuova ragione per andare avanti, per vivere: viene invitata a partecipare al suo programma preferito. È l’inizio della fine: lei non è più in gran forma e vuole, deve riuscire ad entrare nel suo vestito rosso (quello per gli eventi importanti). Le diete non funzionano ed ecco che è costretta a prendere ciò che ha reso suo figlio schiavo da tempo: droga, sotto forma di pillole dimagranti. Il punto è: chi non è alla ricerca o ha già trovato il proprio “vestito rosso”? Questo è l’aspetto che mi ha sorpreso maggiormente. Ognuno di noi cerca il “vestito rosso”, la ragione per vivere, per svegliarsi al mattino, per “farsi bello”, per sorridere (come spiega Sara al figlio). Il consumo di droga diventa il “vestito rosso” degli altri tre giovani protagonisti: non si vede come sia cominciata la dipendenza per i tre, ma sta di fatto che se all’inizio la droga è solo un mezzo per evadere, per stare bene e non pensare ai problemi, adesso è la sola ragione di vita (di una pseudo-vita). Certo, come tutti i giovani hanno dei progetti, Marion vuole diventare stilista e aprire un negozio, ma la droga sembra un passaggio obbligatorio per raggiungere i loro obbiettivi. Quando viene a mancare, tutto va a rotoli, dopo l’estate arriva l’autunno e tutto, infine, sembra tendere all’inesorabile inverno, che non lascia neanche una tenue speranza, uno spiraglio di luce per il futuro, I protagonisti vengono inghiottiti dalla stessa abissale solitudine che giaceva in fondo (e neanche troppo) ad ognuno e lentamente si è fatta strada, fino a prevalere su tutto.
La progressiva caduta è accompagnata da musiche incisive e toccanti, che sono parte integrante del film e, soprattutto in alcuni passaggi, ne sottolineano la tragicità.
Questa è una personale interpretazione e ritengo questo film, senza esagerazioni, uno dei migliori che abbia visto finora.

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nessuna requie dopo il film / 25 Maggio 2012 in Requiem for a Dream

La cinematografia, la letteratura, forse addirittura la storia vera e propria ci hanno così abituato a vicende di vendetta, di redenzione dopo il peccato, di rivincita dopo i torti subiti, o al contrario, di declino dopo la grandezza, che sembra quasi naturale avvicinarsi all’analisi del film forti di questo schema interpretativo fortemente dualista. Rinunciare a questo schema, per così dire, “a parabola”, è senza dubbio uno dei meriti del regista. Immaginate piuttosto una linea discendente. Non a caso i primi, effimeri momenti di felicità sono anche i soli dove lo spettatore sente la presenza del bivio, del pericolo, e vorrebbe partecipare attivamente. L’inquietudine è perciò massima in quei punti, mentre ciò che segue è solo la speranza, sempre disattesa, di scoprire che quello che i protagonisti stanno vivendo sia un cammino reversibile. Sarà presto chiaro che il regista non ha di mira nessuna catarsi. La caduta libera dunque, e non la parabola. Le prime note del requiem. Il sogno che non ha due anime ma una sola. La linearità è suggerita anche dall’andamento temporale, che ci porta lungo tutte le stagioni fino all’inverno. Come l’anno solare anche il sogno naturalmente finisce, mentre prosegue la viceda dei personaggi, ma non è lecito sapere come, essendo appunto il sogno l’elemento centrale, e la vita dei personaggi strumentale al racconto, nella logica del film.
Il crescendo è ben costituito sia dalle scene che dalla smussatura dei dialoghi, via via più taglienti e rarefatti. Infine, ultima nota positiva, gli effetti stilistici, pur non sempre in perfetta armonia con la progressiva accellerazione del film (compito però quasi impossibile!) risultano vere e proprie colonne portanti, e non elementi accessori, sempre pesanti quando infilati a forza nella trama.
Consigliato assolutamente, ma con cautela per gli animi più impressionabili.

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Assolutamente magnifico / 24 Aprile 2012 in Requiem for a Dream

Film spettacolare, il genio di Aronofski si è fatto vivo nuovamente dopo il meraviglioso Pi greco. La colonna sonora e le riprese la fanno da padrona, comunque. Requiem for a dream supera il limite dello scritto ed è rappresentativo di come il cinema riesca con ogni suo mezzo a trasmettere sensazioni che vanno dall’ansia alla speranza che si coglie nel profondo di questa storia così cruda e vera.

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23 Aprile 2012 in Requiem for a Dream

allucinante e allucinato, toglie il fiato per un istante indimenticabile.

11 Ottobre 2011 in Requiem for a Dream

un degno rivale di “trainspotting”, ma senza ironia: l’angoscia la fa da padrona per tutto il film; finale da incubo, forse un po’ eccessivo ma degno di nota. ottima colonna sonora.

21 Settembre 2011 in Requiem for a Dream

Di tutte le cose che si possono dire di Requiem for a dream, ce ne è solo una che vale la pena sottolineare: è un film che ti tocca nel profondo, ti sconvolge e ti trascina nell’abisso dei suoi protagonisti. E se riesce a raggiungere così intensamente lo spettatore, allora non può che essere un film straordinario.

Sconvolgente / 28 Marzo 2011 in Requiem for a Dream

Da vedere assolutamente. Un film che tocca le parti più inviolabili dell’anima. E scaraventa lo spettatore nell’inferno della tossicodipendenza. Aronofsky non si limita a mostrare ciò che più o meno tutti sappiamo: lo spaccio, i trip, l’overdose…Va più in là: punta al concetto. Perchè appoggiarsi a sostanze stupefacenti fino a divenirne schiavi? Per riempire un vuoto. E chi guarda il film cade davvero in questo abisso di niente, per scoprire che si può essere tossici anche senza saperlo. Perchè in fondo nella vita tutti cerchiamo disperatamente di riempire un vuoto.

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