2011

J. Edgar

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J. Edgar
J. Edgar

Biografia di J. Edgar Hoover, colui che ha praticamente concepito, fatto crescere, sostenuto fino allo spasimo, l'FBI. Lungo oltre 50 anni di storia, sotto ben cinque presidenti, Hoover e la sua organizzazione, di cui era capo indiscusso, affrontano l'evolversi di una società, quella americana, che vede via via cambiare i propri valori, i propri fantasmi, i credo, le politiche, i nemici pubblici, anche in relazione all'assetto mondiale. L'unico scopo: proteggere la nazione e garantire la sicurezza, a ogni costo. Il metodo dichiarato: indagini accurate che sfruttino al massimo le conoscenze scientifiche e tecnologiche.
wigelinda ha scritto questa trama

Titolo Originale: J. Edgar
Attori principali: Leonardo DiCaprioJosh HamiltonGeoff PiersonArmie HammerNaomi WattsJudi Dench, Gunner Wright, Kaitlyn Dever, Adam Driver, Ed Westwick, Jessica Hecht, Josh Lucas, Dermot Mulroney, Denis O'Hare, Lea Thompson, Damon Herriman, Sadie Calvano, Amanda Schull, Roberta Bassin, Emily Alyn Lind, Barbara Keegan, Gerald Downey, Jeffrey Donovan, Geoff Stults, Thomas Langston, Lea Coco
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura/Autore: Dustin Lance Black
Fotografia: Tom Stern
Costumi: Deborah Hopper
Produttore: Clint Eastwood, Brian Grazer, Erica Huggins, Robert Lorenz, Tim Moore
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 137 minuti

. / 6 Ottobre 2016 in J. Edgar

Non avevo mai visto un film con Leonardo mio che fosse noioso e recitato malissimo.
Ora si

Didascalico / 2 Maggio 2016 in J. Edgar

Forse Eastwood ha tentato l’impresa di far vincere l’oscar a Leo con questa interpretazione, ma non ha pensato di metterci un bel combattimento con un orso (che a livello simbolico poteva pure starci data la condizione psichica del protagonista!).

5 Settembre 2014 in J. Edgar

Il film ha il suo punto di forza nel come ritrae un uomo che mente persino a se stesso, ingrandendo il proprio ruolo, piegando la legge fino al ricatto più bieco, ma sempre conservando la coscienza sicura di essere nel giusto. Dove invece risulta poco convincente è nel rapporto di sudditanza che Hoover ha con la madre e nell’amore omosessuale mai consumato con l’agente Tolson: qui in entrambi i casi si finisce pesantemente sul clichés più frusto, e né la recitazione un po’ sopra le righe della pur brava Dench, né la prova invece disastrosa di Armie Hammer aiutano. Più interessante il rapporto ambiguo con la segretaria Helen Gandy, che forse andava esplorato un po’ più a fondo. Impressionante il make-up con cui DiCaprio viene efficacemente invecchiato di 40 anni.

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4 Marzo 2014 in J. Edgar

Ennesimo grande affresco della natura umana offertoci da C. Eastwood.
Questo film è stato da molti tacciato di incoerenza e frammentarietà, ma credo che l’intento di Eastwood non fosse quello di offrire un’accurata ricostruzione storica, nè tanto meno di raccontare la vita di Hoover, bensì quella di indagare sull’uomo al di là del personaggio pubblico. E quanto ai meandri della natura umana il buon vecchio Eastwood non è secondo a nessuno.
La vita di un uomo, la sua intimità, non sono coerenti, non seguono binari precisi.
E allora, in questo film, gli eventi della vita di Hoover (liberamente tratti dalla sua biografia) sono uno strumento, un mezzo per raccontarci l’uomo dietro i gesti, il sangue pulsante sotto la maschera di controllo e austerità che indossava.
Da questo punto di vista il film è davvero efficace e, come sempre quando c’è il tocco del maestro Clint, riesce a mettere a nudo la profonda lacerazione interiore di un uomo grande quanto alla sua mente brillante e alla sua ambizione e al contempo piccolo al cospetto delle sue insicurezze, delle paure che lo hanno relegato in un limbo di asetticità, lontano dalle emozioni “pericolose”.
Il personaggio magistralmente interpretato, come sempre del resto, da Di Caprio, con una performance potente, è un uomo risoluto e determinato nel voler rivoluzionare l’intero sistema delle indagini di polizia, raggiungendo risultati dai più insperati e riformando interamente l’FBI, fino a dargli la “forma” che noi conosciamo.
Ma l’Hoover di Eastwood e Di Caprio è, nel profondo, un uomo spaventato, che sente prepotente il richiamo della sua vera natura, personificato dal suo braccio destro e compagno di una vita, C. Tolson, di cui avrà sempre bisogno ma che incarnerà sempre il suo desiderio non appagato, la sua felicità mai pienamente raggiunta. Un uomo che usava l’informazione come fonte di potere e di controllo, tenendo sotto scacco presidenti e uomini politici potentissimi, e che mai si permise di lasciare che qualcun’altro, inclusa la sua parte istintiva, emotiva, potesse tenerlo sotto controllo.
La smania di controllo, l’imperitura lotta contro lo spauracchio comunista, la mania di apparire perfetto ed onnipotente, tutto questo è il rovescio della medaglia di un uomo costretto, da sè stesso e da una madre dura, inesorabile artefice dei disagi del figlio, a prendere le distanze dal proprio caos interiore, compensando l’insicurezza e la paura con un feticcio tanto grande quanto i suoi rimpianti, realizzando qualcosa che potesse, almeno in parte, placare il suo vuoto interiore.
Questo ho visto in questo film. E per questo ne ho apprezzato, a dispetto di una certa lentezza in alcuni passaggi, la struttura volutamente frammentaria, i salti temporali, i ritagli di una vita raccontata attraverso i momenti che hanno definito l’uomo al di là del nome.
Non ho apprezzato, invece, la fotografia a mio parere troppo scura e il trucco degli attori invecchiati…Armie Hammer sembrava un mascherone di gomma piuma!
Un film importante, che conferma la profonda sensibilità di Eastwood, e, in questo caso, del bravissimo sceneggiatore D. L. Black, nel leggere tra le righe della natura umana, mostrandoci uomini e donne ambigui, duri, in bilico, ma sempre veri.
Consigliato.

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Non va / 4 Marzo 2013 in J. Edgar

Pretenzioso, confuso ed inconcludente. Anche se ho apprezzato molto la fotografia scelta per le narrazioni del passato, i dialoghi mi sembrano buoni…ma perché la scelta di quei truccatori?! non sono riuscita a prendere seriamente neanche un minuto in cui Di Caprio e co. apparivano sullo schermo, prendendo le sembianze de “I soliti idioti”! Forse avrebbero evitato tutto questo, semplicemente lasciando a Di Caprio la sola recitazione di Hoover da giovane, scegliendo qualcun altro per rappresentarlo da vecchio. Nel complesso, una caduta di stile.

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