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Recensione su Il racconto dei racconti - Tale of Tales

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22 maggio 2015

Sara: oooh c’è il regista di Reality e Gomorra che fa un altro film !
DonMax: grossooooooh !
Sara: questo nuovo è tipo una cosa ambientata tutta in un Meridione alternativo dove Vincent Cassel sembra D’Artagnan e Salma Hayek si mangia pure un cuore neanche fosse coratella.
DonMax: seriamente !? A me che ho visto Dal tramonto all’alba piace sempre quando nei film ci infilano Salma e le sue zinne.

Sara: farò finta di non aver sentito. Ad ogni modo c’è pure una scena con un drago e uno vestito da palombaro. È in ogni recensione che ho letto, deve essere una parte lunga e prepotente.
DonMax: potente ! Amore mio, mi piace quando in un film infilano un drago, è dai tempi di Fritz Lang “I nibelunghi” che mi ci faccio le pippe sopra.
Dall’entusiasmo che usi nel parlarne mi hai quasi convinto ad andare al cinema, dare il nostro danaro anziché scaricare la pellicola attraverso mezzi legalmente non riconosciuti dalla legislazione di questo paese.
Sara: guarda che l’ispirazione al regista è venuta riprendendo in mano la raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.

DonMax: per la gioia di Pertini e Garibaldi ma questa che mi stai dando è una grande, grande notizia.
Sara: se non sbaglio c’è pure un pidocchio gigante che diventa sempre più grande quando succhia il sangue..
DonMax: “O mio Dio, proprio come quei film Cronenberghiani a cui la gente si dice grandissima fan anche se bene o male ne ricorda solo dei frame perché li pubblicano su facebook per darsi un tono ?? Ma quello che mi stai descrivendo è il film della vita. Uno dei film su cui scrivere “clamoroso” sempre per darsi un tono con gli amici di tennis. Amici del tennis che non ho perché non ho abbastanza danaro e perché mi piace farmi picchiare dagli amichetti di kick boxing. Mi hai convinto, andiamo”

Ok.
Basta così.
Possiamo fermarci qui, grazie.

Quella a cui avete preso parte è l’incredibile discussione, avvenuta prima di stabilire quale film andare a vedere, fra me e la mia ragazza. Sono entrato, anzi siamo entrati in sala con delle aspettative altissime e ho incontrato un film che da un lato ha avuto parecchio coraggio ma che dall’altro si è ammazzato con le sue mani. E del resto per suicidarsi occorre coraggio (non sto scherzando). Non c’è che dire, le atmosfere colpiscono come colpisce buona parte della regia (ma si sa, Garrone è un tipo che alla regia ci sa fare e porco mondo se ci sa fare). Una regia bella, barocca all’inverosimile ma bella, bello tutto, veramente eh ma… alla fine ?

Il racconto dei racconti si apre nel regno di Selvascura, lo spettatore viene accompagnato all’interno di un palazzo ingannevolmente meraviglioso che offre al pubblivo l’allettante illusione della perfezione. L’allettante illusione della perfezione, è questo che si prova durante la visione della pellicola. Scavando nel profondo infatti, il film, che m’ha lasciato grossi dubbi, l’ho trovato abbastanza pretenzioso ed un pizzico sconclusionato. Badate, il film non l’ho trovato brutto, si lascia guardare e come dicevo stilisticamente è impeccabile, brillante. Stringendo però, lo ripeto, secondo me è solo ed unicamente apparenza. Non sto dicendo che la mia visione della pellicola sia giusta e probabilmente sbaglio ma vorrei portare l’attenzione della signoria vostra ai seguenti punti. Come dicevo, il film si apre in questo regno sublime no ? si apre con una regina che non può avere figli. Contatta un negromante che trova al re e alla regina la soluzione al loro problema. Il re scende così negli abissi e combatte contro un drago, perché sarà grazie al cuore del drago (che in un secondo momento verrà cucinato dalla vergine del regno) e alla sua consumazione da parte della regina, che la stessa rimarrà incinta.

Tutti i frame del film che ho visto all’interno delle recensioni appartengono ai primi dieci minuti di pellicola.

I
PRIMI
DIECI MINUTI.

Ed effettivamente solo questo poteva essere il film e, perdonate il francesismo, sarebbe uscito una sborrata. Invece no.

Vi faranno vedere immagini di combattimenti sottomarini, scene d’azione, sangue ma non dovete lasciarvi ingannare. Io il film l’ho visto per voi e sia io sia voi sappiamo che nulla di tutto ciò corrisponde a verità. È fuffa, è una frode. Mistificazione per costringervi a vedere questo film. Solo mistificazioni !
(applausi)

Il re scende, vestito da palombaro (scena interessante) ammazza il drago ma il drago comunque lo ferisce. La regina ha il figlio perché mangia il cuore del drago cucinato dalla vergine del bel castello marondirondirondello ma anche la vergine resta incinta. Le due partoriscono due figli identici che in più parti del film non vengono riconosciuti sia dalla regina sia dai vari conoscenti. Garrone punta tantissimo sui personaggi dei gemelli albini ma è soprattutto a causa loro se il film gira su sé stesso. Gli ingredienti per rendere la pellicola frizzante ce li aveva tutti: da Vincent Cassell (in arte Don mignotte che se le scopa tutte) al re tediato dalla vita che ritrova un momento di giubilo grazie al pidocchio mutante. In particolare Cassel, ha una parte molto sopra le righe, a cui calza in modo perfetto la parte poteva essere la colonna portante dell’opera. O l’incredibile avventura del re e del suo pidocchio. Le scene di nudo, gli elementi grotteschi, le inquadrature e i piani sequenza alla Greenaway, gli ingredienti ce li avevi tutti Garro’ e mi hai ammorbato con ‘sti due albini che vagano per i regni o peggio ancora con la vicenda dell’orco e della figlia del re.

(Pausa)
… e, tra l’altro, l’orco ha dato prova di grande sensibilità in almeno tre occasione. Se pensate che l’orco sia il cattivo non avete capito un cavolo della vita. È l’orco il cattivo o il re che offre la figlia a chi vince una gara ? Per carità, mi rendo conto che tutta la recensione in realtà è solo un parere molto personale. Però credo che lo abbiamo pensato tutti, almeno questo, quando è entrato Ceccherini.. lo abbiamo pensato tutti che Ceccherini avrebbe cacciato l’orco a suon di bestemmia. E questo no, questo non lo riconosco come un mio problema.
Tirando le somme, se avete urlato al capolavoro probabilmente io ho visto un altro film. Personalmente penso che i cinefili degli anni 2000 prediligano le pellicole sbagliate, qui c’era tutto quello che serviva per un film fantastico grottesco da 99% su Rotten ma così non è stato. Stenderei infine un velo pietoso sull’abuso della computer grafica in parte delle scene.

Lo so, lo so, non è bello sentirselo dire così e mi scuso se qualcuno si è offeso ma qualcuno deve fare questo lavoro e quel qualcuno sono io.

DonMax

4 commenti

  1. Stefania / 22 maggio 2015

    Uhm. Non ho capito cosa ti aspettavi dal film, però.
    Azione? Metafore? Né l’una, né le altre?
    Credo che il film di Garrone sia una messinscena pura e semplice.
    Asettica, se vogliamo, a suo modo algida, ma è la messinscena di un racconto e credo che la potenza delle immagini (dei luoghi, prima ancora dei personaggi, quasi a dire che, comunque, l’incanto della materia e della Natura esiste e non occorre un set cinematografico per crearlo)… credo che la potenza delle immagini, dicevo, giustifichi il film, pur senza affidarsi a simbolismi a iosa (che, pure, ci sono).
    Ha dei difetti di sceneggiatura, non lo nego (non è un caso che mi abbia colpito una certa mancanza di “slancio”, soprattutto nel da te citato episodio dei gemelli), ma non rimprovero molto altro a Garrone che, come ho scritto altrove, ha semplicemente esplicitato in forme visive adeguate alla materia, la sua passione per la struttura narrativa della fiaba.

  2. DonMax / 22 maggio 2015

    a me non ha dato fastidio nulla @stefania, scherzi ?
    Sto solo dicendo che volevo vedere un film fantastico con più sostanza e meno ghirigori. La scena con Cassel per dire, tutta la scena di Cassel è una trovata geniale. Come geniale la fine che fa la vecchia per ritrovare la giovinezza.

    L’incanto della natura come i rimandi pittorici, dal Rinascimento italiano al Romanticismo tedesco, li ho apprezzati ma per dire un’altra cosa che non mi ha colpito molto, è il susseguirsi di scene buie-illuminate in modo prepotente che hanno minato alla mia già precaria vista.
    Non voglio vedere azione ma se mi ci infili delle scene di “sangue” con degli elementi grotteschi, preferirei trovarli in toto piuttosto che averne un assaggio. Non so, forse mi sbaglio.

    • Stefania / 23 maggio 2015

      @donmax: non ti ho chiesto cosa ti ha dato fastidio, ma cosa ti aspettavi 😀 E, alla fine, infatti, l’hai scritto: “se mi ci infili delle scene di “sangue” con degli elementi grotteschi, preferirei trovarli in toto piuttosto che averne un assaggio”.
      Non è detto che sbagli, chi sono io per dirlo (cit.), la tua è un’opinione, ma io non mi trovo particolarmente d’accordo (in virtù di quanto detto prima). Opiniondibus ondivagantis aren’t, yet? 😀
      P.s.: se non l’hai ancora visto, recupera L’imbalsamatore: a parte che, secondo me, è un gran bel film, è soprattutto a quel titolo che mi riferisco quando dico che Garrone conosce e usa da sempre l’archetipo fiabesco nei suoi lavori.

  3. dvdfre96 / 25 ottobre 2016

    io onestamente più che dare la colpa al re la do a sua figlia Viola, viziate e a parer mio odiosa mentre l’orco come facevi notare tu a saputo dare sfoggio di molta più umanità rispetto alla “moglie”, che lasciatasi abbindolare dalle favole d’amore si aspettava il principe azzurro senza accorgersi che l’orco in gran parte possedeva le qualità da lei richiesta(apparte la bellezza).

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