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Recensione su Dogville

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28 aprile 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In realtà non so perchè questo film non mi sia particolarmente piaciuto.

Ho trovato molto interessante la scelta di una mancata vera e propria scenografia (o che quella presente fosse ridotta all’osso), molto “teatrale”, se questo può essere il termine giusto. L’uso di luci e suoni provenienti da una fonte artificiale, non presente nella “realtà” del film mi ha positivamente colpito, mi incuriosisce molto il motivo dietro a questa scelta.
Anche la mancata introspezione dei personaggi, la cui unica caratterizzazione si riduce al proprio lavoro è particolarmente efficace, lasciando l’unico giudizio possibile alle loro azioni.
Mi è piaciuto anche il metodo di narrazione, un io narrante onnisciente che salta fuori di tant in tanto incalzando il racconto, sembra raccontarci una storia, leggerci un libro, il film appunto che stiamo guardando.
Il film è duro, non c’è spazio per le emozioni positive e non puoi fare altro che odiare Dogville con tutto te stesso, patetica cittadella falsa e meschina (spero di non essere la sola ad aver ritrovato in Dogville gran parte del nostro mondo) che finge disponibilità e amicizia per la nuova arrivata Grace, salvo infliggerle più e più coltellate nella schiena nascondendo poi la mano.

Qualche, nel mio modestissimo (e molto probabilmente sbagliato) parere: non ho potuto fare a meno di trovare in primis il racconto un po’ lento e in secondo di non sopportare profondamente il personaggio che è Grace.
Non è colpa certo della Kidman, ho trovato la sua recitazione piuttosto efficace, mi è piaciuta molto, ma non ho potuto fare altro che pensare che alla fine lei stessa fosse uguale ai tanti cittadini di Dogville.
Mi spiego: durante tutta la vicenda ella “perdona” e perdona ogni cattiveria, ogni comportamento, ogni meschinità degli abitanti senza mai un “ma”, senza una lamentela, senza alzare i toni (perfino quando fa il discorso per “tirare fuori tutta la verità” lo fa con toni che devono essere pacati e gentili, per evitare che i cittadini se la prendessero), quindi niente, non si ribella, nemmeno dopo la catena al collo, sempre sul punto di chiedere scusa per esistere. Fino a questo non avevo nulla da ridire, se non ci fosse stato l’atto finale, in cui lei decide di giustiziarli tutti, una punizione dura ed eterna, senza redenzione. PERCHE’?
A mio parere si è così dimostrata uguale a qualsiasi altro cittadino, fino a quando aveva la possibilità di usare la sua voce non ha mai alzato un sospiro, poi arrivano i potenti “gangster” e decide di farli fuori tutti.
Son tre giorni che penso a questa scelta e davvero non trovo risposta, cosa non ho colto?
Forse alla fine siamo tutti dei meschini cittadini di Dogville travestiti da indifese Grace.

Mi scuso per l’interminabile papiro 🙂

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