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Recensione su Cloverfield

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13 settembre 2014

Ho sentito talmente tante volte nominare questo film che alla fine, incuriosita, ho deciso di vederlo.
Devo ammettere che e’ davvero difficile scrivere qualcosa, i sentimenti e le emozioni provate durante la visione del film sono parecchio contrastanti tra loro.
Dal punto di vista visivo questo film e’ un orrore…ho gia’ scritto in precedenza quanto non sopporti questi film-documentari amatoriali, non riesco proprio a digerirli, mi fanno stare male fisicamente(vedere quella telecamera perennemente traballante e’ una sofferenza immane per me, alla fine il mal di testa e la nausea sono all’ordine del giorno)…per me questo non e’ cinema, lo ribadisco.
Dal punto di vista della sceneggiatura, la storia non e’ un granche’, anzi, e’ di quelle gia’ viste e stra-viste, i cliche’ e gli stereotipi, soprattutto per quanto riguarda i ragazzi protagonisti, sono sempre gli stessi, le situazioni in cui si ritrovano sono state scopiazzate da altre mille pellicole…alla fine piu’ che a un film sembra di assistere a un videogioco pieno di effetti speciali e a me questo da parecchio fastidio, rappresenta tutto cio’ che non sopporto nel cinema moderno, troppo ultratecnologico a scapito della trama, della caratterizzazione dei personaggi e dei sentimenti.
Dal punto di vista emotivo, le cose cambiano parecchio…pur nei suoi innumerevoli difetti, Cloverfield contiene un messaggio fondamentale: la natura umana e’ comune a tutti, lo spirito e l’istinto di sopravvivenza ci accomunano tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, adulti e bambini e soprattutto siamo una nullita’ di fronte alle catastrofi, siamo una nullita’ in confronto all’immensita’ dell’universo e alla forza della natura(cosa di cui molto spesso ci dimentichiamo visto come trattiamo il mondo in cui viviamo)..
I rimandi all’11 Settembre 2001 sono tanti, si respira quell’ansia, quell’angoscia opprimente, distruttiva, sfinente, quella paura lacerante, spaventosa, la si respira tutta, viene trasmessa tutta…
Un film che in fondo non e’ altro che una mezza ciofeca, ma che ha saputo creare una tensione emotiva che ti rimane dentro, che aumenta con il tempo, che ti scava a fondo nell’anima…alla fine tutto viene in fretta, perche’ il tempo per fermarsi non c’e…
E’ brutto, parecchio, ma nonostante la sua bruttezza visiva lascia qualcosa di importante, un messaggio forte al quale e’ quasi impossibile rimanere indifferenti.
Michael Bay e Roland Emmerich dovrebbero prendere esempio per i loro film…

P.s. il voto sei e’ la media tra il due visivo e l’otto emotivo.

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