Fino all'ultimo respiro

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Fino all'ultimo respiro

Michel è un ladro e truffatore: dopo aver rubato un auto a Marsiglia, uccide accidentalmente un poliziotto. Fugge a Parigi, dove ritrova Patrizia, una studentessa americana che si mantiene in Francia lavorando per il New York Herald Tribune, con cui ha avuto una breve relazione.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: À bout de souffle
Attori principali: Jean-Paul BelmondoJean-Paul BelmondoJean SebergJean SebergDaniel BoulangerDaniel BoulangerJean-Pierre MelvilleJean-Pierre MelvilleHenri-Jacques HuetHenri-Jacques HuetVan Doude, Claude Mansard, Jean-Luc Godard, Richard Balducci, Roger Hanin, Liliane Dreyfus, Michel Fabre, André S. Labarthe, François Moreuil, Liliane Robin, José Bénazéraf, Jean Domarchi, Jean Douchet, Gérard Brach, Philippe de Broca, Raymond Huntley, Michel Mourlet, Louiguy, Guido Orlando, Madame Paul, Jacques Serguine, Virginie Ullmann, Emile Villion, Mostra tutti

Regia: Jean-Luc GodardJean-Luc Godard
Sceneggiatura/Autore: Jean-Luc Godard
Colonna sonora: Martial Solal
Fotografia: Raoul Coutard
Produttore: Georges de Beauregard
Produzione: Francia
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 90 minuti

Dove vedere in streaming Fino all'ultimo respiro

Qu’est-ce que c’est ‘dégueulasse’? / 24 Maggio 2018 in Fino all'ultimo respiro

Una Parigi molto jazzy, un Belmondo bogartiano in ogni posa e vezzo, una Seberg semplicemente meravigliosa col suo taglio sbarazzino; il magico primo colpo di Godard getta le basi della Nouvelle Vague, con la sua estetica intrisa di carrellate e deliziosi capricci di regia, dialoghi intervallati da flusso di coscienza, tagliati e ricuciti con un montaggio che lascia attoniti per la totale libertà narrativa (un personaggio sta parlando in piedi davanti allo specchio, un battito di ciglia e lo trovi a completare il suo discorso sdraiato a letto). La lunga sequenza dentro la camera d’albergo è una antologia di inquadrature, dialoghi poetici pervasi da un sottile, raffinato erotismo. Rimane particolarmente impressa anche la scena finale, con la Seberg che imita il gesto bogartiano di passare il pollice sulle labbra, usato spesso dall’amante morente, e con inaudita freddezza afferma “che cosa è disgustoso?”, distruggendo in due secondi il “codice d’onore” che il cinema ha sempre voluto legare, spesso con toni melodrammatici e moralistici, alle grandi storie d’amore.

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Il manifesto della Nouvelle vague. / 5 Gennaio 2017 in Fino all'ultimo respiro

In italiano :Fino all’ultimo respiro.In inglese: Breathless.
La storia e la realizzazione di questo film sono del tutto leggendarie!
Dopo l’inaspettato e primo enorme successo della Nouvelle vague da parte di François Truffaut con il film “i quattrocento colpi”Godard volle a tutti i costi realizzare il suo primo lungometraggio, proveniva da un periodo buio ,(un tentato suicidio alle spalle per futili motivi) personalità complessa ,viveva a Parigi quasi come un barbone , con soldi prestati qua e là,ma spinto dall’entusiasmo del successo del suo amico Truffaut e dal desiderio irrefrenabile di cambiare il cinema ,riuscì a convincere un produttore per finanziare il suo primo film,al limite della bancarotta quest’ultimo accettò e rischiò il tutto per tutto ,puntando sul giovane erudito , introverso e sconosciuto cineasta(un nerd dei nostri tempi),ma pur sempre fenomenale.
Fu realizzato con mezzi di fortuna ,con un bilancio irrisorio,tutto il materiale venne noleggiato;la durata delle riprese durò pochissimo per quei tempi(30 giorni),ma Godard presenziò soltanto otto mezze giornate,facendo infuriare il cast e soprattutto il produttore,(una mattina lo trovò in un bistrò che sorseggiava tranquillamente un
caffè con il suo solito sigaro,il produttore, esasperato lo mandò letteralmente all’ospedale, rompendogli il naso).
Furono presi degli attori sconosciuti e quindi a buon mercato,ma che tentavano di emergere nel mondo del cinema,Jean Paul Belmondo in primis e Jean Seberg:,la quale ebbe delle crisi di pianto durante tutta la durata delle riprese perché convinta che questo film le avrebbe rovinata definitivamente la sua carriera,Belmondo invece fu del tutto tranquillo perché non credeva minimamente che questa specie di film sarebbe uscito.Visionando le interviste di Belmondo si percepisce che quasi si vergognasse di aver partecipato a questo film beffeggiando il regista.Le riprese sono state girate con luce naturale,cinepresa in spalla ,i dialoghi sono decisi il giorno stesso (è Godard che li suggerisce all’ultimo momento mormorando le battute durante le riprese ) Prima che il film uscisse Godard inventa una nuova strategia promozionale ,spedì frammenti del film alle televisioni,radio,giornali.presenziando nelle varie sedi ,riuscì nel suo intento,suscitando un’enorme curiosità da parte dei mass media.Ma nel frattempo il film usci…Godard sparisce dalla circolazione ,restio ai clamori e ai bagni di folla(si è visto raramente ritirare personalmente gli innumerevoli premi vinti da lui).
è un miracolo,il film è del tutto innovativo,non si era mai visto nulla del genere prima,modernissimo,fresco,incredibilmente potente,quasi senza tempo,apportando novità tecniche del tutto rivoluzionarie anche nei dialoghi,segna una tappa fondamentale nella storia del cinema,niente è più come prima,detenne per decenni il record del film europeo più visto nel mondo (sopratutto in America),ma fu anche un fenomeno sociale ,in Francia e nel mondo per mesi non si parlò d’altro,suscitando infiniti dibattiti,la crisi della gioventù,sue ambizioni soffocate,la sua emarginazione sociale, si parla di Godard come di un rivelatore di un malessere presente,il film suscita la curiosità,il punto di vista di ognuno,come il catalizzatore di una energia sociale.
Inutile dire che il film influenza ancora oggi numerosi registi (Pulp fiction non è altro che un remake di questo film) ,ma ci fu un autentico remake nel ’84 ,interpretato da Richard Gere ,ma ebbe uno scarso successo.
Se si dovesse chiedere ad un regista di oggi quale film avrebbe voluto realizzare,risponderebbe quasi sicuramente à bout de souffle.

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Sopravvalutato fino alla nausea / 3 Novembre 2013 in Fino all'ultimo respiro

Ho provato a vederlo tre volte, BEN TRE VOLTE questo film ma, niente da fare, mi rimane proprio sullo stomaco. Potrà essere bello ed innovativo quanto volete voi, ma per quanto mi riguarda è uno dei film più noiosi e retorici che abbia mai visto.

13 Gennaio 2013 in Fino all'ultimo respiro

Fantastico e geniale esordio di Godard. Mi ha coinvolto emotivamente solo con immagini, musica, atmosfera ed espressioni.

J’adore! / 16 Marzo 2012 in Fino all'ultimo respiro

Un film che è un manifesto di stile, di limpidezza formale e di estetica cinematografica: ciò che mi ha colpito di più è la semplicità della trama, sviluppata in maniera quasi ingenua, contrapposta ad una grande ricercatezza visiva e ad un profluvio di parole, di aforismi.
Godard, Truffaut e Chabrol per un titolo che ha fatto storia.

Visi, quelli della Seberg e di Belmondo, che dànno vita a personaggi terribilmente affascinanti, abbastanza prevedibili, sì, ma che, anche per questo, ho trovato particolarmente magnetici.

Metacinema d’antan, citazionistico (Bogart in primis) e, a sua volta, iconico: tanto per dire, da persona comunissima, mi vengono in mente le labbra di Belmondo che torneranno nel celebre spot della Martini con Charlize Theron e l’atmosfera della camera da letto in quello di Sofia Coppola per Dior, con Nathalie Portman, bacio “rovesciato” compreso.

http://www.youtube.com/watch?v=yCw2vlI9BLI

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