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Recensione su L'uomo che fuggì dal futuro

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21 agosto 2014

Ricordavo questo film (visto molti anni fa) come un’opera elegante, piena di fascino visuale, sintetica. Mi aspettavo naturalmente di ripetere quell’esperienza; e invece mi ritrovo di fronte a un film pletorico, noioso, con dialoghi privi di senso, un misto assai poco originale di Orwell e Huxley, con tutti i luoghi comuni distopici. Come spiegare la differenza – a parte che con i gusti mutati? Non basta il fatto che quello che ho visto ora è il Directors Cut del 2004, dato che i cambiamenti sono a quanto pare minimi; forse la versione che avevo visto allora era stata ulteriormente tagliata, come era prassi comune nei film trasmessi in televisione, e questo può avere contribuito a farmela apparire più sintetica.
Oggi del film salvo ben poco: i costumi, una parte delle scenografie, l’erotismo disperato del protagonista e di LUH. Non salverei le interpretazioni: Robert Duvall mi sembra poco convinto di quello che sta facendo e Donald Pleasence gigioneggia.

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