Blood story

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Blood story

Un solitario dodicenne maltrattato e picchiato dai compagni di scuola, conosce una strana ragazzina che si è trasferita da poco nel suo quartiere con un vecchio uomo. Ben presto scopre che la ragazza, in realtà, è una vampira.

Titolo Originale: Let Me In
Attori principali: Kodi Smit-McPheeChloë Grace MoretzRichard JenkinsElias KoteasSasha BarreseDylan Kenin, Dylan Minnette, Jimmy 'Jax' Pinchak, Nicolai Dorian, Seth Adkins, Ritchie Coster, Cara Buono, Chris Browning, Rebekah Wiggins, Ashton Moio, Brett DelBuono, Gwendolyn Apple, Colin Moretz, Rowbie Orsatti, Brenda Wehle, Galen Hutchison, Dean Satriano, Rachel Hroncich, Deborah L. Mazor
Regia: Matt Reeves
Sceneggiatura/Autore: Matt Reeves, John Ajvide Lindqvist
Colonna sonora: Michael Giacchino
Fotografia: Greig Fraser
Produttore: Guy East, Nigel Sinclair, Donna Gigliotti, Carl Molinder, John Nordling, Simon Oakes, Philip Elway, Fredrik Malmberg, Tobin Armbrust, John Ptak, Alexander Yves Brunner
Produzione: Gran Bretagna, Usa
Genere: Drammatico, Horror, Fantasy
Durata: 116 minuti

20 Dicembre 2017 in Blood story

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L’idea del vampiro bambino non è originale ma raramente è stata compiutamente esplorata in ogni suo aspetto con realismo e coinvolgimento. Un essere che mentalmente si evolve ma che rimane imprigionato in un corpo immaturo. Si ricorda Claudia, trasformata in vampiro all’età di cinque anni da Lestat nel romanzo e nel film Intervista col vampiro, e Rüdiger, il vampiretto dei racconti per ragazzi della scrittrice Angela Sommer Bodenburg. Proprio a quest’ultimo personaggio sembra essersi ispirato Lindqvist per creare il personaggio di Eli, la piccola vampira che ha “dodici anni da moltissimo tempo”. Il romanzo dove appare, Lasciami entrare, potrebbe rappresentare una versione per adulti dei racconti del vampiretto, che già per se presentavano un che d’inquietante. Come Rüdiger, Eli è un vampiro con timori e debolezze che fa amicizia con un ragazzo suo coetaneo, almeno fisicamente, solo, emarginato e vittima di bullismo e lo aiuta a liberarsi dalle proprie paure. Eli, non ha niente della comune immagine che si ha oggi del vampiro. Veste con quello che gli capita, è sudicia e puzza (altra caratteristica comune a Rüdiger), vive in un appartamento spoglio, non dorme in una bara ma nella vasca da bagno, è terribilmente sola ma quando ha sete, si trasforma in una bestia feroce. Il romanzo era già stato adattato per il grande schermo nel 2008 nel film svedese Lasciami entrare di Tomas Alfredson. Blood Story, prodotta dalla rediviva Hammer Film, più che esserne un’ulteriore trasposizione ne costituisce il remake, basandosi principalmente sulla sceneggiatura del precedente film (opera dello stesso Lindqvist) che sul romanzo e, caso raro, quello che ne è venuto fuori è ugualmente convincente. Dagli innevati sobborghi di Stoccolma degli anni Ottanta, si passa all’altrettanto innevata Los Alamos della stessa epoca. I nomi dei protagonisti sono tradotti da Eli e Oskar nei più anglosassoni Abby e Owen. Ancor più che nel film originale, il focus è tutto sui due piccoli protagonisti, lasciando poco spazio ai personaggi di contorno, tutta la comunità locale composta da sniffatori di colla, perdigiorno, poliziotti e bulli di periferia che invece costituivano l’impalcatura del romanzo. Dal punto di vista degli elementi più orrorifici, il film è più esplicito del corrispettivo svedese, anche se meno del romanzo. Diversa è anche la direzione che prende la storia del compagno umano di Abby, una sorta di schiavo costretto a procurargli il sangue di cui ha bisogno, ucciso compassionevolmente dalla vampira mentre nel romanzo è trasformato a sua volta in vampiro. A ricordarci che siamo negli anni Ottanta, ambientazione temporale oggi tanto di moda nelle fanta-produzioni cine-televisive ma qui visti senza nessuna nostalgia, la paura di un’invasione sovietica nel romanzo, i sermoni televisivi del presidente Reagan nel film e il cubo di Rubik di Owen/Oskar, un gioco “solitario” che ben rappresenta lo stato d’animo dei due protagonisti.

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19 Dicembre 2012 in Blood story

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dunque. Questo è il remake americano del bellissimo film svedese Lasciami entrare (o Let the right one in), uscito due o tre anni fa e che avevo visto forse al TFF e che era una figata pazzesca, praticamente l’anti-twilight dimmmerda fatto coi bambini biondi in una Svezia sotto un metro di neve. Il remake è stato realizzato per scopi palesemente commerciali, tuttavia la cosa originale è che… non gli è venuto affatto male. Resta il fatto che va visto prima quello svedese tutta la vita eh, pure il libro non è male. In questo caso il titolo originale era Let me in, non si capisce bene perché in Italia abbiano deciso di sostituirlo con l’altrettanto inglese titolo Blood story, valli a capire. La storia è para para all’originale ma trasposta in un nevoso New Mexico, un posto dove nessuno vorrebbe andare a stare e dove in un caseggiato vivono Owen e la madre semifondamentalista cristiana in via di divorzio. Owen viene menato da dei fighetti americani a scuola e non ha amici, ma fa amicizia con Abby, la nuova vicina di casa, che cammina scalza nel gelo e qualche segreto ce l’ha. Insomma lei è una vampira, con un tizio che gira a sgozzare le persone per darle da mangiare ma è un po’ pasticcione, e finirà con Owen che la accetta per quel che è, c’è la tremenda vendetta sanguinolenta sui bulli e se ne partono insieme. La solitudine ovattata del paesaggio innevato è la stessa del ragazzino, alle prese con famiglia in disfacimento e difficoltà della crescita, che trova in Abby, e lei altrettanto in lui, qualcuno/qualcosa in cui credere, di cui fidarsi e a cui affidarsi. Teneri loro *_* ripeto, guardate l’originale.

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Horror? Thriller? No, drama… / 13 Maggio 2012 in Blood story

Molto carina come storia.
Poteva prendere di più se non fosse scontato fin dall’ inizio…

Evito spoiler…

10 Ottobre 2011 in Blood story

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bello, mi è piaciuto.
Non ho visto la versione svedese, quindi non posso fare paragoni, ma sono rimasta soddisfatta. Mi aspettavo una cavolata per bambini (lo so, è vietato ai minori di 14 anni, ma spesso ciò non impedisce al film di essere una ciofeca), e invece mi ha commosso, mi ha emozionata e mi ha anche fatto riflettere.
La sceneggiatura è molto buona, tutto combacia alla perfezione.
La figura del protagonista è molto ben delineata, cosicchè lo spettatore si immedesima molto bene in lui; apprezzo il fatto che abbiano dato molta importanza alla vita quotidiana di Owen (il fatto del bullismo rischiava di diventare un po’ noioso, e invece per quanto mi riguarda non è stato così). Anche gli attori mi sono piaciuti, soprattutto Chloe Moretz (Abby).
Bellissima la scena della piscina dove i bulli finalmente subiscono ciò che meritano. Lo consiglio!

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