Recensione su Miriam si sveglia a mezzanotte

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Un film intenso, profondo e sensuale. / 3 Maggio 2018 in Miriam si sveglia a mezzanotte

Un film particolarissimo che si discosta completamente dai soliti canoni “vampireschi”, i “suoi” vampiri non sono esseri assetati di sangue a caccia di giovani vergini ma gente comune che gira indisturbata anche di giorno, che vive una vita ritirata, delle creature fragili, sole, con la paura eterna di perdere coloro che amano e di ritrovarsi a dover affrontare un mondo che per loro è inesorabilmente cambiato.
L’essere vampiro è una maledizione più che un dono, la vita eterna cui tutti anelano non è un sogno ma un incubo da cui i vampiri non possono svegliarsi e a cui, nemmeno la morte, può portare sollievo.
Non c’è morte per un vampiro, solo un lungo sonno che prolunga una vita di solitudine.
Storia molto accattivante, sospesa tra erotismo e romanticismo e che si avvale dell’interpretazione di due bravissime attrici, Catherine Denevue e Susan Sarandon (qui brava come non mai) e di un poliedrico artista come David Bowie.
Degno di nota anche il finale un pò a sorpresa e l’ultima romantica scena con cui si chiude il film.
Buona prova d’esordio per Tony Scott che ha saputo regalarci un film intenso, profondo e carico di patinata sensualità.

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