Intervista col vampiro

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Intervista col vampiro
Intervista col vampiro

New Orleans, anni 90. Il rampante e ambizioso giornalista Mallory (Christian Slater) intervista il misterioso Louis De Point Du Lac (Brad Pitt), che sostiene di essere diventato un vampiro nel 1791 per opera di un certo Lestat (Tom Cruise)...
Lily_Chan ha scritto questa trama

Titolo Originale: Interview with the Vampire
Attori principali: Brad PittTom CruiseKirsten DunstAntonio BanderasChristian SlaterStephen Rea, Thandie Newton, Domiziana Giordano, Sara Stockbridge, Indra Ové, Laure Marsac, Andrew Tiernan, Bellina Logan, George Kelly, Helen McCrory, Simon Tyrrell, Lyla Hay Owen
Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura/Autore: Anne Rice
Colonna sonora: Elliot Goldenthal
Fotografia: Philippe Rousselot
Costumi: Sandy Powell
Produttore: David Geffen, Stephen Woolley
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Horror, Fantasy
Durata: 123 minuti

7 / 22 Maggio 2019 in Intervista col vampiro

Neil Jordan compone un’opera dall’atmosfera conturbante, avvolta da tenebre romantiche

Dopo / 11 Dicembre 2014 in Intervista col vampiro

Dopo il capolavoro di “Dracula di Bram Stoker” con il grande Gary Oldman, questo è il capostipite di tutte le pellicole sui vampiri che verranno a seguirsi, ha insegnato il romanticismo che troviamo in “Vampire Diaries” e in “Twilight”, ha omesso la crudeltà di “True Blood” ma ha mantenuto la sua sensualità, anche nel tempo. Brad Pitt una spanna su tutti, anche su Cruise, che si cala perfettamente nei panni del Vampiro Cattivo. Una pellicola che nonostante i suoi 20 anni ha sempre un grande fascino. 7.

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14 Novembre 2014 in Intervista col vampiro

Esseri immortali per eccellenza, spietati e feroci assassini, esseri soprannaturali dotati di forza, resistenza e velocità fuori da ogni logica umana, angeli oscuri che incarnano il male, un male che ti attrae come un dolce miele velenoso, che ti seduce con sensualità, con piacere, con estasi, che ti spoglia dolcemente della tua vita.
I vampiri hanno da sempre un posto esclusivo nelle leggende, da sempre amati, odiati, temuti, in parte anche invidiati per quella loro condizione di vita eterna e di eterna giovinezza, un esistenza però che, vista da vicino, è ancor peggiore della morte stessa, è una condanna all’oscurità, alla solitudine eterna, alla tristezza, al non senso.
Neil Jordan ci dà una descrizione molto intrigante di questi esseri, un film affascinante il suo, un continuo salto tra vita(anzi, meglio dire non-vita) presente e vita passata dei vampiri, un film che si basa su una sceneggiatura per nulla scontata, che ti rapisce fin dal primo fotogramma, un film che vede riunito un cast a dir poco stellare(un Tom Cruise in grande spolvero…trovo che questa è, dopo “Nato il Quattro Luglio” e “Magnolia” la sua più grande interpretazione, Brad Pitt, Antonio Banderas, Christian Slater), con una colonna sonora accattivante, con una morale filosofica che fa riflettere.
Un film dal sapore classico, romantico nelle atmosfere, sfarzoso nei costumi, raffinato nei dialoghi…a mio modesto parere secondo in bellezza solo al “Dracula” di Francis Ford Coppola.
In un’era in cui la figura del vampiro è stata letteralmente ammazzata da quell’obbrobrio che risponde al nome di “Twilight”, è bello riscoprire film che invece ne esaltano la bellezza, ilo fascino, la malinconia e la profonda suggestione che questi personaggi suscitano da secoli.
Una menzione speciale alla piccola Kirsten Dunst…non amo questa attrice, mi è di un’antipatia unica, ma in questo film è di una bravura e di una bellezza indescrivibile… ci regala con la sua interpretazione il ricordo di un personaggio memorabile, affascinante, splendido, degno di entrare a pieno diritto nella storia del cinema sui vampiri.

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Mi aspettavo di più / 11 Aprile 2013 in Intervista col vampiro

Finalmente c’è un ritorno al classico vampiro, mi è davvero mancato.
La storia mi è piaciuta, più che altro il meccanismo della storia nella storia, ma a farmi rimanere perplessa sono stati quelli che sarebbero dovuti essere gli effetti speciali.
Ok, dobbiamo ammettere che il tempo era quello che era, nel senso che si è usato ciò che il cinema dell’epoca permetteva, ma sono comunque rimasta un po’ delusa: salti e voli molto finti, evidentemente taroccati, cadaveri troppo di plastica e sangue troppo ‘sanguinolento’, troppo da film per sembrare vero, come lo sgorgare stesso di questo, o anche il fatto che i morsi al collo non sanguinino più di tanto, permettendo una quasi immediata rimarginazione della ferita.
Brad Pitt mi è sembrato perfetto nei panni del vampiro segnato da un plurisecolare travaglio interiore, ‘un’anima umana in un corpo da vampiro’.
Delusa invece da Cruise e Banderas, mi sarei aspettata qualcosina di più.
Quanto ho invidiato la Dunst, anche se il bacio col bel vampiro è durato meno di un secondo.
Nel complesso, tra pro e contro, il 7 c’è tutto.

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7 Febbraio 2012 in Intervista col vampiro

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Regia di Neil Jordan, con Tom Cruise ( Lestat), Brad Pitt( Louis),Kirsten Dunst ( Claudia), Antonio Banderas( Armand), Christian Slater (Malloy).

Il giornalista Malloy intervista uno strano personaggio, che gli confessa di essere un vampiro, e gli racconta la sua storia.
Dopo la morte della moglie, il ricco Louis vive alla giornata, vegetando, tra case da gioco e bordelli, desiderando solo la morte. Che arriva, ma nei panni di Lestat, un vampiro che, dopo aver vampirizzato Louis, ne diventa il compagno di avventure. I due non potrebbero essere più diversi:Lestat è cinico e maligno, Louis è invece più tormentato e sensibile, tant’è che rifiuta di nutrirsi di sangue umano preferendo quello degli animali.
In seguito ai due si unisce Claudia, una piccola orfana che i nostri due vampiri adottano rendendola come loro; ma se per qualche tempo la “famiglia” funziona, gli anni che passano portano inevitabili cambiamenti, non certo piacevoli…

Tratto dal romanzo omonimo(1976) di Anne Rice- primo della serie CRONACHE DI VAMPIRI- è uno dei film che ho amato moltissimo nella mia adolescenza, ma anche ora lo trovo un film pregevole e ben fatto, curato sotto tutti i suoi aspetti.
Innanzitutto non è un horror comune nel vero senso del termine, ma un film che mescola elementi horror (che prevalgono), con elementi drammatici e talvolta con una vena di caustica ironia, presente soprattutto nel personaggio di Lestat, interpretato da un Tom Cruise davvero notevole (soprattutto per me che non ho mai amato particolarmente questo attore), che ha saputo rendere davvero bene le sfumature di tale personaggio, non certo facile, che unisce notevoli dosi di cinismo e crudeltà a tormento, infelicità e anche, se vogliamo, il desiderio di sfuggire alla solitudine cercando dei compagni a lui congeniali.
Il suo ghigno feroce, la sua cupezza e amarezza mi sono rimasti impressi anche dopo tanti anni…
Accanto a lui Brad Pitt, all’epoca ancora giovane attore che doveva mostrare il suo talento, nel ruolo altrettanto drammatico di Louis, il vampiro sensibile che non riesce a rinunciare del tutto alla sua umanità, che non sopporta la crudeltà e il dover uccidere innocenti per sopravvivere, tant’è vero che, nonostante la derisione e il disprezzo di Lestat, preferisce uccidere topi e animali nutrendosi del loro sangue; innegabile il fascino che questo personaggio trasmette non solo fisicamente.
Notevole, a mio avviso, l’esordiente Kirsten Dunst nei panni del personaggio più sofferto, Claudia, la bambina vampira condannata dentro un corpo da bambina anche quando in realtà la sua anima diventa normalmente quella di una donna, con tutti gli stravolgimenti del caso, come per esempio l’amore per Louis, che non può vivere perché, esternamente, sarà sempre bambina per l’eternità. Notevole la capacità dell’allora giovanissima attrice(aveva solo dieci anni, e nello stesso anno interpretò Amy in PICCOLE DONNE)di tenere testa di due più esperti colleghi, rendendo davvero unico il suo personaggio. Scivolone invece per Antonio Banderas, nel ruolo del vampiro Armand, forse volutamente tenuto sottotono.
La struttura narrativa del film, che si snoda tra San Francisco, il fiume Missisipi, Parigi e altre località ottimamente evidenziate da una fotografia volutamente nebbiosa e cupa in alcune scene, e luminosa e cruenta in altre, riesce a coinvolgere lo spettatore rendendolo partecipe delle vicissitudini dei personaggi.Da notare l’omaggio finale al mondo del cinema:alla fine, in una delle scene più suggestive del film, la finzione cinematografica è l’unica cosa che permette a Louis, dopo duecento anni, di rivedere un’alba: quella di VIA COL VENTO.

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