La mia vita a Garden State

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La mia vita a Garden State

Dopo nove anni d'assenza, Andrew ritorna nella sua cittadina natale per assistere al funerale della madre. Aspirante attore a Los Angeles, conduce una vita solitaria e apatica, situazione dovuta anche agli psicofarmaci che prende da quando era bambino; nella sua vecchia città ha modo di ritrovare gli amici del liceo, di conoscere una strana ma intrigante ragazza e di affrontare finalmente l'autorità paterna, cercando di dare finalmente un senso alla sua vita. Vincitore di un Grammy Award per la Miglior Colonna sonora.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Garden State
Attori principali: Zach BraffNatalie PortmanIan HolmPeter SarsgaardJean SmartArmando Riesco, Jackie Hoffman, Method Man, Alex Burns, Ron Leibman, Jim Parsons, Michael Weston, Ann Dowd, Ato Essandoh, Denis O'Hare, Trisha LaFache, Geoffrey Arend, George C. Wolfe, Austin Lysy, Gary Gilbert, Jill Flint, Christopher Carley, Amy Ferguson, Wynter Kullman, Debbon Ayer, Yvette Mercedes, Jayne Houdyshell, Soara-Joye Ross, Joe Bacino, Seth Michael May, Kenneth Graymez, Ryan B. Moschetti, Tracey Antosiweicz, Ice, Magoo, Janine Strafaci, Kurt Siegelin
Regia: Zach Braff
Sceneggiatura/Autore: Zach Braff
Colonna sonora: Chad Fischer, Alexi Murdoch
Fotografia: Lawrence Sher
Costumi: Michael Wilkinson
Produttore: Danny DeVito, Gary Gilbert, Michael Shamberg, Stacey Sher, Pamela Abdy, William H. Brown, Dan Halsted, Richard Klubeck
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 102 minuti

14 Settembre 2013 in La mia vita a Garden State

Un film per tutti coloro che, come me, hanno superato una certa soglia d’età e non sanno cosa fare della loro vita, un film dedicato a tutti coloro che, guardandosi indietro, non vedono altro che nostalgia e rimpianto.
Zach Braff, il dottore di “Scrubs”, qui alla sua prima esperienza come regista, dà vita a un film dolce-amaro, commovente e delicato, la storia di un ragazzo represso dal rimorso che ri8uscirà in qualche modo a riprendere le redini della sua vita grazie all’amore di una ragazza.
Molto bravo Braff nel raccontare e nell’affrontare un disagio che accomuna molti nati nella mia generazione, noi figli di una società che ci ha distrutto ormai ogni ideale e che siamo alla disperata ricerca di un posto nel mondo, di una quiete nella nostra tormentata vita…devo dire che ho pianto molto, la vita di Andrew è identica alla mia, una vita vuota, triste, sempre in eterna solitudine, una vita alla disperata ricerca di una persona da amare e da cui essere amata…
Buona la prova recitativa di Braff(attore che non mi piace granché) e ottima quella della Portman, bellissima, dolcissima, assolutamente perfetta nel suo ruolo da eterna sognatrice, un po’ come lo sono io.
Un film dolce e delicato come una carezza, un film scritto e recitato con il cuore, vero, doloroso, uno di quei film che ti danno una flebile speranza anche quando pensi che speranza, ormai, non ce n’è più.
Lo consiglio, davvero.

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9 Settembre 2013 in La mia vita a Garden State

Vedere J.D e Sheldon Cooper seduti alla stessa tavola, fa bene al cuore.
Per il resto, un film che non decolla mai del tutto con un finale da cliché.

9 Marzo 2013 in La mia vita a Garden State

E’ carino, piccolo piccolo e semplice. La prima metà è quella che ho preferito di più; nella seconda ci si lascia un po’ andare a facili moralismi e discorsi lacrimosi ( avrei preferito ben altro finale)… Natalie Portman è convincente, anche se il suo personaggio poteva essere esplorato ancor di più. Belle la colonna sonora e la fotografia.

13 Gennaio 2013 in La mia vita a Garden State

Ironico e sentimentale, non annoia portando una storia ordinaria stando lontano dalla banalità di tante altre pellicole del nuovo ‘cinema indipendente’ americano, mantenendo leggerezza nonostante dia spunti di riflessione.

Medio+ / 20 Novembre 2012 in La mia vita a Garden State

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Secondo me merita un poco in più di un sei. Nonostante l’interpretazione della Portman non mi sia piaciuta più di tanto, non son d’accordo con chi lo giudica lento e a tratti noiosetto. Credo sia voluto, in fondo è tutto funzionale allo stato di apatia acuta del personaggio (lui lo autodefinisce atarassia, ma credo sia proprio apatia, come si stupisce anche il neurologo dicendogli “Con tutto il litio che hai preso mi stupisce che tu riesca ancora a provare qualcosa”), che viene incrinata un poco durante il film, giusto un po’, quel tanto che basta per capire che è bene provare e spezzarla del tutto. Certo, in alcuni punti la trama è un poco banale, ma in fondo funzionale. Anche il finale “romantico” , non pone l’accento su “E vissero felici e contenti” ma sull’incerto “E adesso? Adesso cosa facciamo?”.
Non può essere un otto, ma un sette si può dare, o almeno questa è la mia opinione.

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