2008

Lasciami entrare

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Lasciami entrare
Lasciami entrare

Stoccolma, 1981. Oskar è un ragazzino di dodici anni che non ha amici e che viene maltrattato dai suoi coetanei. Trascurato dai genitori, che non si interessano dei suoi problemi, Oskar trascorre le sue giornate nella solitudine, finché non arriva una ragazza, Eli, che si stabilisce nel suo stesso quartiere, Blackeberg. I due iniziano a frequentarsi, e tra loro nasce un rapporto di profonda amicizia. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Låt den rätte komma in
Attori principali: Kåre HedebrantLina LeanderssonPer RagnarHenrik DahlKarin BergquistPeter Carlberg, Ika Nord, Mikael Rahm, Karl-Robert Lindgren, Anders T. Peedu, Pale Olofsson, Cayetano Ruiz, Patrik Rydmark, Johan Sömnes, Mikael Erhardsson, Tom Ljungman, Fredrik Ramel
Regia: Tomas Alfredson
Sceneggiatura/Autore: John Ajvide Lindqvist
Colonna sonora: Johan Söderqvist
Fotografia: Hoyte van Hoytema
Costumi: Maria Strid
Produttore: Carl Molinder, John Nordling
Produzione: Svezia
Genere: Drammatico, Thriller, Horror, Romantico
Durata: 115 minuti

20 Dicembre 2017 in Lasciami entrare

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Oskar è un solitario ragazzino che vive con la madre divorziata in un opprimente sobborgo di Stoccolma. Siamo agli inizi degli anni Ottanta e Oskar passa da solo il tempo cercando di risolvere un cubo di Rubik. A scuola è spesso vittima delle angherie di alcuni bulletti, sopraffazioni che lui accetta quasi senza reagire. La sua vita ha una svolta quando una sera incontra una bambina da poco trasferitasi nell’appartamento vicino al suo. Eli, questo il suo nome, ha gli occhi tristi e un aspetto sudicio, ma è gentile come nessuno lo è mai stato con lui e tra i due nasce una profonda amicizia. Eli però non è solo quello che appare, come lei stessa ammetterà ha dodici anni da moltissimo tempo, non è una ragazza e nemmeno un ragazzo e per vivere ha bisogno di nutrirsi di sangue: Eli è un vampiro. Dalla trama il film può apparire come una classica storia d’amore tra adolescenti sulla falsariga di Twilight, ma più che ai vampiri della Meyer siamo più vicini a quelli, per esempio, di Abel Ferrara in The Addiction. Il vampirismo è visto come un peso e una condanna che porta alla solitudine e all’angoscia, aggravata dalla condizione preadolescenziale cui il suo corpo è condannato a rimanere per l’eternità. Il vampiro abbandona per una volta le modaiole connotazioni glamour, pateticamente melanconiche e i poteri quasi supereroistici, per ritrovare quelle della tradizione che li vuole esseri solitari e bestiali. L’incontro di questa creatura con un essere umano altrettanto solo ed emarginato, non tralasciando il bisogno di sangue di Eli, fa diventare il film, per quanto terrificante, dolorosamente romantico ma con una sensibilità tale da renderlo, nonostante l’età dei protagonisti, qualcosa di estremamente lontano da un qualsiasi young adults movie. La sceneggiatura è opera di John Ajvide Lindqvist che adatta in maniera relativamente fedele l’omonimo romanzo da lui stesso scritto. Le differenze più evidenti sono lo snellimento delle trame che scorrono parallele al rapporto tra i due giovani, lo scritto è una sorta di romanzo corale, dove ai diversi protagonisti è fornito un passato e un carattere ben definito, e la minimizzazione degli elementi più terribilmente raccapriccianti del romanzo. Eli, in effetti, non è una ragazza ma nel film non ne vengono svelate le atroci origini, così come non sono svelate quelle del suo aiutante adulto addetto a procurargli il sangue, un pedofilo. Il titolo, Lasciami entrare, si riferisce a una canzone di Morrissey che parla di solitudine e allude anche alla tradizione secondo cui il vampiro non può entrare in una casa se non è stato preventivamente invitato. Un semplice gesto che simboleggia il pericolo che abbiamo scelto di correre fidandoci di una persona cui offriamo ospitalità e che nella vicenda assume il tono di una disperata richiesta d’aiuto con cui Eli chiede a Oskar di lasciarla entrare nella sua vita nonostante i pericoli insiti in quest’amicizia. Il film ha avuto un remake prodotto dalla rinata Hammer Film nel 2010 dal titolo Blood Story (Let Me In).

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Incompleto / 5 Febbraio 2016 in Lasciami entrare

Gli avrei dato la sufficienza piena se non avessi letto il libro. Il taglio di alcune parti che a me sarebbe piaciuto vedere ha influito non poco sul giudizio finale della pellicola.

Il potere di un’amicizia / 10 Dicembre 2015 in Lasciami entrare

Stiano lontani anni luce coloro che si aspettano una storiella tutta cuoricini e bellocci in passerella stile “Twilight”, così come si tengano lontani coloro che credono che si tratti di un horror/splatter di quelli che vanno tanto di moda di questi tempi, il film di Tomas Alfredson non ha nulla a che vedere con tutto ciò, è una pellicola dolce, particolare, drammatica, così come il bel romanzo di John Lindqvist da cui è stato tratto.
Ambientato in una fredda e anonima cittadina svedese, il film narra la storia di Oskar, un ragazzo di dodici anni trascurato dai suoi genitori e vittima di gravi episodi di bullismo da parte dei suoi compagni di classe.
La sua vita solitaria e piena di rabbia repressa cambia repentinamente con l’arrivo di Eli, un’enigmatica ragazzina.
La nascita della loro amicizia coinciderà con la crescita interiore di Oskar, lo aiuterà a superare le sue paure, ad avere di nuovo stima in sé stesso, a trovare un senso per continuare a vivere.
Ci sono tanta malinconia e solitudine in questo film così come nel romanzo, che si percepiscono a ogni fotogramma e che fanno male a chi ha vissuto nel suo passato simili situazioni.
La regia di Alfredson è molto curata, insiste molto sui primi piani, valorizzando così l’ottima interpretazione dei due ragazzi protagonisti. C’è molta cura anche nella scenografia e nella fotografia, entrambe bellissime e malinconiche.
Un film notevole, in cui si mescolano la dolcezza e la fragilità del protagonista e l’immobilità del paesaggio che lo circonda, che dietro al suo candore e alla sua purezza nasconde una triste e amara storia di violenze e soprusi circondata dall’indifferenza delle persone.
Un piccolo gioiello che consiglio caldamente, così come consiglio la lettura del romanzo di Lindqvist.

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CARINO / 27 Giugno 2014 in Lasciami entrare

Insolita trama per un film sui vampiri in cui viene trattato principalmente il profilo umano e sentimentale. I giovani protagonisti inteneriscono per la loro ingenuità.
Peccato per la narrazione troppo lenta, un po’ più di azione non avrebbe guastato .

solo un brevissimo commento / 21 Gennaio 2014 in Lasciami entrare

Gli americani fanno dozzine e dozzine di film sui vampiri.
Due se ne salvano: Dracula di Coppola e FORSE Intervista col Vampiro (a me non piace, ma non mi sento di dire che faccia irrecuperabilmente schifo, e di sicuro è una spanna sopra alla media).
Tutto il resto: spazzatura della peggior specie.

Gli svedesi fanno UN film sui vampiri. Ed è un capolavoro.

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