Recensione su L'evocazione - The Conjuring

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19 febbraio 2014

Da tempo ormai il genere horror è caduto in disgrazia, ormai si rischia spesso e volentieri di cadere nel ridicolo, di rovinare tutto con ogni sorta di effetto speciale da due soldi e per me è stato quasi un miracolo vedere un film che si colloca in quella fascia elitaria di film ben realizzati, grazie soprattutto a un supporto registico di prim’ordine e a un cast particolarmente in sintonia tra di loro.
James Wan si sta ormai consacrando a maestro dell’horror moderno, in particolare della categoria “paranormale”, campo in cui la buona parte dei registi hollywoodiani ama cimentarsi con risultati a dir poco pietosi.
La trama può sembrare poco originale, ma premetto che si tratta di una storia ispirata a fatti realmente accaduti.
La famiglia Perron(padre, madre e cinque figlie) si trasferisce in un vecchio casale nel Rhode Island, un luogo ameno e tranquillo dove poter vivere serenamente.
Dopo appena ventiquattro ore, ecco che cominciano ad accadere strani episodi, la signora Carolyn si risveglia con strani lividi sul corpo mentre le figlie, soprattutto le più giovani, cominciano a percepire strane presenze nella loro stanza.
Comincia così un escalation di situazioni e di eventi che vanno via via aumentando e peggiorando, al punto che i due capifamiglia decidono di rivolgersi a una coppia esperta in fenomeni paranormali che da anni tratta casi di possessione demoniaca e di case infestate, i coniugi Wilson(Ed Wilson è un paranormale mentre sua moglie Lorrain è una chiaroveggente).
Quest’ultima, appena giunta in casa, percepisce subito la presenza del maligno, una presenza che in passato aveva causato la morte di molti abitanti di quella tenuta.
Dopo vari ricerche, i due scoprono che l’entità maligna è una donna vissuta nella seconda metà dell’Ottocento e che era la moglie del possidente della tenuta.
I due ebbero un figlio, ma la donna si servì del bambino per offrire un sacrificio al demonio. Quando il corpo del bimbo venne rinvenuto, la donna maledì chiunque avesse messo piede su quella tenuta e poi si impiccò.
La donna cerca così di uccidere tutti i membri della famiglia Parron servendosi del corpo di Carolyn, ma l’intervento dei coniugi Wilson sconvolgerà i suoi malefici piani.
Come già scritto in precedenza il regista mette a disposizione il suo talento creando un prodotto di ottima qualità, un film che non conosce tregua(la tensione è sempre altissima), usando la macchina da presa con grandissima maestria(molti giochi di inquadrature già ammirati in altri suoi film come “Insidious” qui vengono sviluppati con notevole abilità).
Due sono i temi portanti, l’infestazione domestica e la possessione demoniaca…Wan, grazie anche all’ausilio di un ottimo montaggio, riesce a non mescolare queste due tematiche, creando così quasi due storie parallele…inoltre, si serve delle più classiche suggestioni in fatto di presenze demoniache per spaventare lo spettatore(come la scena del lenzuolo alla finestra e della bambina sonnambula).
Le musiche di Joseph Bishara poi sono perfette, contribuiscono a creare quell’atmosfera horror anni’70 che raramente sono riuscita a vedere nelle ultime produzioni.
Davvero un ottimo film, mai banale e scontato, con una tecnica registica davvero con i fiocchi.
Lo consiglio a tutti gli amanti del genere.

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