La grande scommessa

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La grande scommessa

Da un libro di Michael Lewis. Nel 2005, tre diversi gruppi di persone intuiscono le premesse di quella che sarà la crisi economica globale del 2007 causata dall'instabilità del mercato immobiliare.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Big Short
Attori principali: Christian BaleSteve CarellRyan GoslingBrad PittMelissa LeoHamish Linklater, John Magaro, Rafe Spall, Jeremy Strong, Finn Wittrock, Marisa Tomei, Tracy Letts, Byron Mann, Adepero Oduye, Karen Gillan, Max Greenfield, Billy Magnussen, Rudy Eisenzopf, Casey Groves, Charlie Talbert, Harold Gervais, Maria Frangos, Hunter Burke, Bernard Hocke, Shauna Rappold, Brandon Stacy, Aiden Flowers, Peter Epstein, Anthony Marble, Silas Cooper, Leslie Castay, Andrew Farrier, Ingrid Steed, Vanessa Cloke, David Zalkind, Carrie Lazar, Mychael Bates, Rajeev Jacob, Jay Potter, Garrett Hines, Ryan Broussard, Jeffry Griffin, Stanley Wong, Anthony Bourdain, Joseph Brooks, Colette Divine, Oscar Gale, Cayden Arthur Miscally, Dave Davis, Wayne Pére, Kate Blumberg, Billy Slaughter, Heighlen Boyd, Ilan Muallem, Jay Jablonski, Blaine Kern III, Al Sapienza, Marcus Lyle Brown, Tyler Kunkle, Elliott Grey, Jason Bayle, Richard Thaler, Sophie Lee, Michael Aaron Santos, David Kallaway, Sharon Landry, James Yeargain, Lyle Brocato, Kelly Lind, Michael Brooks, Lyndsay Kimball, Robyn Wholey, David Wyman, Peter Anderson, Lara Grice, Tony Bentley, Michael Kives, Jack Millard, John Neisler, Michael Joseph Varino, Joel Diggs, Michael J. Stein, Logan Crawford, Tim Wilson, Jae Suh Park, Colin Lawless, Margot Robbie, Selena Gomez, Andrea Vittoria Alvarado, Sue-Lynn Ansari, Nicole Barré, Dominique Hayes, Julia Holt, Alicia Davis Johnson, Landa Morland, Delia Sheppard, Juliet Reeves London
Regia: Adam McKay
Sceneggiatura/Autore: Adam McKay, Charles Randolph
Colonna sonora: Nicholas Britell
Fotografia: Barry Ackroyd
Costumi: Susan Matheson, Beverley Woods
Produttore: Brad Pitt, Arnon Milchan, Dede Gardner, Louise Rosner-Meyer, Kevin J. Messick, Jeremy Kleiner
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 131 minuti

più un documentario / 8 Marzo 2018 in La grande scommessa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La grande noia direi. Ci ho messo un’infinità a metabolizzare questo film. Una fatica immensa a comprendere tutte quelle parti tecniche finanziarie. Alla fine sono riuscita a destreggiarmi nella situazione generale e capire il film, ma è stata dura. Non è un film facile e ammetto che mi aspettavo qualcosa di diverso, più simile a Wall Street. Non posso dire che mi sia piaciuto anche se ho trovato diversi spunti interessanti. E’ difficile secondo me, se una persona non è del campo, riuscire a comprendere i sistemi economici che stanno dietro alle banche e ai mutui. Non so cosa si aspettassero rappresentando questo film, credo che nel libro sia spiegato molto meglio, ma di certo non mi cimenterò in questa lettura. Lo lascio a chi è afferrato in materia e che ama questo genere di film.

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complicato / 5 Ottobre 2016 in La grande scommessa

cast stellare e trama promettente ma.. abbandonato! Per vedere questo film dovresti avere minimo una laurea in alta finanza. peccato. le riprese e situazioni sarcastiche che costruiscono i film dovevano essere sfruttate meglio.

Un film impegnativo, ma realistico… / 29 Settembre 2016 in La grande scommessa

Non ci si capisce molto, specie se di finanzia e borsa non si sa qualcosa!
ma si sente, la carica di un film potente, che trasmette, che mostra e che fa riflettere. Fa molto riflettere su tutto ciò che si muove nell’ombra, dietro i nostri mutui, le nostre case e tutti i soldi che girando attorno.
Grande cast e ottime interpretazioni, bello bello bello….
8.

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Un film da ascoltare / 19 Settembre 2016 in La grande scommessa

Vero, non è un film facile, e seguire i dialoghi, per chi non ha alcuna nozione di finanza (come me), non è semplice. Alcuni dialoghi ho dovuto riascoltarli più volte (Steve Carell e uomo d’affari sulle CDO), ma è un buon film. L’idea di utilizzare personaggi noti che, guardando in camera e utilizzando metafore, ci spiegano alcuni concetti, non è male, anzi è quasi divertente, vista la drammaticità di ciò che sta per accadere. Alla fine, comunque, è tutto chiaro, le banche vincono sempre, le agenzie di rating non lavorano come dovrebbero e c’è sempre qualcuno che specula con i soldi e la vita degli altri.
Grandi le interpretazioni di Christian Bale (Michael Burry, il più eccentrico) e Steve Carell (Mark Baum, il più empatico), al contrario ho trovato meno interessanti Ryan Gosling (Jared Vennett) e Brad Pitt (Ben Rickert).
In definitiva un film interessante che in modo intelligente e coinvolgente ci aiuta a capire l’intera vicenda, intrecciando sapientemente le storie dei tre gruppi di persone che hanno ipotizzato la crisi del 2007; in realtà fu solo Michael Burry che ipotizzo il collasso del mercato immobiliare statunitense, gli altri in qualche modo gli hanno dato ragione e ci hanno scommesso, perché in fondo tutto si regge su grandi e piccole scommesse.

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Il business dell’ignoranza globale / 6 Settembre 2016 in La grande scommessa

Alla base di tutto c’è una regola non scritta, da scuola elementare; per escludere qualcuno dai giochi basta inventare un linguaggio cifrato. Tutto questo gergo complicatissimo alfanumerico dell’alta finanza, o finanza creativa, scoraggia i più nella comprensione; ed è così che gli speculatori si sono fatti i soldoni, facendo firmare cose astruse che accompagnavano subdolamente semplici mutui per l’acquisto della casa. Adam McKay sembra animato proprio da questo proposito: far comprendere il gioco sporco che ci ha spinti tutti quanti in un baratro senza fondo, l’attuale eterna “crisi”. Che continua impunito dopo aver sollevato il polverone mediatico e messo le manette a un paio di pesci piccoli del sistema. Ahimè per quanto il regista provi a ingolosire lo spettatore con tutti i trucchi del mockumentary, l’argomento è davvero talmente pesante e stratificato da risultare una mission impossible. Pazzesco: sono rimasti impuniti da una legge che forse non aveva i mezzi per comprendere appieno quanto è successo, resteranno impuniti da una opinione pubblica che non capisce chi/cosa/come/quando. Sarà sempre più facile prendersela con gli immigrati, perchè hanno una faccia. Il business dell’ignoranza globale paga, e paga di brutto.

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