16 Recensioni su

La grande scommessa

/ 20157.1378 voti

più un documentario / 8 Marzo 2018 in La grande scommessa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La grande noia direi. Ci ho messo un’infinità a metabolizzare questo film. Una fatica immensa a comprendere tutte quelle parti tecniche finanziarie. Alla fine sono riuscita a destreggiarmi nella situazione generale e capire il film, ma è stata dura. Non è un film facile e ammetto che mi aspettavo qualcosa di diverso, più simile a Wall Street. Non posso dire che mi sia piaciuto anche se ho trovato diversi spunti interessanti. E’ difficile secondo me, se una persona non è del campo, riuscire a comprendere i sistemi economici che stanno dietro alle banche e ai mutui. Non so cosa si aspettassero rappresentando questo film, credo che nel libro sia spiegato molto meglio, ma di certo non mi cimenterò in questa lettura. Lo lascio a chi è afferrato in materia e che ama questo genere di film.

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complicato / 5 Ottobre 2016 in La grande scommessa

cast stellare e trama promettente ma.. abbandonato! Per vedere questo film dovresti avere minimo una laurea in alta finanza. peccato. le riprese e situazioni sarcastiche che costruiscono i film dovevano essere sfruttate meglio.

Un film impegnativo, ma realistico… / 29 Settembre 2016 in La grande scommessa

Non ci si capisce molto, specie se di finanzia e borsa non si sa qualcosa!
ma si sente, la carica di un film potente, che trasmette, che mostra e che fa riflettere. Fa molto riflettere su tutto ciò che si muove nell’ombra, dietro i nostri mutui, le nostre case e tutti i soldi che girando attorno.
Grande cast e ottime interpretazioni, bello bello bello….
8.

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Un film da ascoltare / 19 Settembre 2016 in La grande scommessa

Vero, non è un film facile, e seguire i dialoghi, per chi non ha alcuna nozione di finanza (come me), non è semplice. Alcuni dialoghi ho dovuto riascoltarli più volte (Steve Carell e uomo d’affari sulle CDO), ma è un buon film. L’idea di utilizzare personaggi noti che, guardando in camera e utilizzando metafore, ci spiegano alcuni concetti, non è male, anzi è quasi divertente, vista la drammaticità di ciò che sta per accadere. Alla fine, comunque, è tutto chiaro, le banche vincono sempre, le agenzie di rating non lavorano come dovrebbero e c’è sempre qualcuno che specula con i soldi e la vita degli altri.
Grandi le interpretazioni di Christian Bale (Michael Burry, il più eccentrico) e Steve Carell (Mark Baum, il più empatico), al contrario ho trovato meno interessanti Ryan Gosling (Jared Vennett) e Brad Pitt (Ben Rickert).
In definitiva un film interessante che in modo intelligente e coinvolgente ci aiuta a capire l’intera vicenda, intrecciando sapientemente le storie dei tre gruppi di persone che hanno ipotizzato la crisi del 2007; in realtà fu solo Michael Burry che ipotizzo il collasso del mercato immobiliare statunitense, gli altri in qualche modo gli hanno dato ragione e ci hanno scommesso, perché in fondo tutto si regge su grandi e piccole scommesse.

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Il business dell’ignoranza globale / 6 Settembre 2016 in La grande scommessa

Alla base di tutto c’è una regola non scritta, da scuola elementare; per escludere qualcuno dai giochi basta inventare un linguaggio cifrato. Tutto questo gergo complicatissimo alfanumerico dell’alta finanza, o finanza creativa, scoraggia i più nella comprensione; ed è così che gli speculatori si sono fatti i soldoni, facendo firmare cose astruse che accompagnavano subdolamente semplici mutui per l’acquisto della casa. Adam McKay sembra animato proprio da questo proposito: far comprendere il gioco sporco che ci ha spinti tutti quanti in un baratro senza fondo, l’attuale eterna “crisi”. Che continua impunito dopo aver sollevato il polverone mediatico e messo le manette a un paio di pesci piccoli del sistema. Ahimè per quanto il regista provi a ingolosire lo spettatore con tutti i trucchi del mockumentary, l’argomento è davvero talmente pesante e stratificato da risultare una mission impossible. Pazzesco: sono rimasti impuniti da una legge che forse non aveva i mezzi per comprendere appieno quanto è successo, resteranno impuniti da una opinione pubblica che non capisce chi/cosa/come/quando. Sarà sempre più facile prendersela con gli immigrati, perchè hanno una faccia. Il business dell’ignoranza globale paga, e paga di brutto.

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Complesso ma ben fatto / 31 Agosto 2016 in La grande scommessa

Partiamo da un presupposto: per capire al massimo questo film è necessario avere buone nozioni di finanza. Alcune cose sono dovuto andare a ricontrollarle dopo per capire meglio. Tuttavia, anche grazie ad una regia molto intelligente ed ispirata, si riesce a capire, ovviamente stando attenti, abbastanza bene la situazione anche per chi non è un guru del settore. Il cast stellare, con Bale, Carell, Gosling e Pitt (che recitano divinamente, il personaggio di Bale mi è davvero restato particolarmente impresso tra l’altro) oltretutto non fa altro che aumentare l’interesse verso questa produzione sicuramente originale e diversa dal solito ma validissima!

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6+ / 16 Maggio 2016 in La grande scommessa

la pecca del film è che chi come me non sa niente di finanza capisce poco…anche se il film in sostanza parla di alcuni individui che hanno “scommesso” che il boom dei mutui fallisse..l’idea è buona ma è un peccato non capire tutto quello che dicono

Scommessa (per me) persa. / 3 Marzo 2016 in La grande scommessa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Se ne sente parlare un gran bene di questo film in giro ma a me non è piaciuto per niente.
La trama in due righe: basato su una storia vera, piccoli gruppi di broker (almeno credo) americani predicono con anni d’anticipo la bolla dei mutui sulle case degli americani scommettendo dunque contro l’economia USA (e del mondo) arrivando a guadagnare ingenti cifre quando la crisi delle banche mondiali prende il via.
L’ho detta in maniera assai semplicistica, ma questo è il film. C’è Bale che fa il tipo un po’ autistico impicciato tra i numeri leggendoci le leggi segrete che regolano l’economia; c’è Carrell che si ritrova per sbaglio in questo gioco; c’è Brad Pitt che fa il produttore e purtroppo ciò che, a mio modo di vedere, non va nel film è il suo lessico da tecnici del settore.
Il film è in sé già lento di suo, ma il fatto che tutti parlino per cifre e sigle non mi ha tenuto isolato da ogni singolo evento e personaggio per tutte le due ore (e passa) della sua durata: tripla A, doppia B, OCDs, ca**o è sta roba? Solo una noia mortale per me che volevo vedere il film.
Dite voi…”come dovrebbero parlare i personaggi che sono nel settore?”. Non è un mio problema: il mio problema è dovermi godere il film, non rincorrere definizioni astruse che non avranno mai senso per me.
Poi però c’è il tocco di classe che è l’unica punta positiva di questo film: le spiegazioni extra-diegetiche. Sì, perché quando non ci si capisce più nulla tra i vari acronimi ecco che i personaggi, che spesso e volentieri guardano in camera e si rivolgono allo spettatore, invitano persone reali ad interpretare nel film il loro stesso ruolo nella realtà spiegandoci in maniera più facilona cosa siano tutti i casini di cui parlano i protagonisti.
Abbiamo così Selena Gomez al tavolo di Black Jack che ci spiega cosa sono gli investimenti di terza mano (o qualcosa del genere), lo chef Anthony Bourdain che cucinando del pesce ci spiega come riciclare i titoli a rischio e, ciliegina sulla torta, Margot Robbie che nella sua vasca da bagno, immersa nella schiuma, sorseggiando champagne, ci spiega…me lo son perso. Era Margot Robbie in una vasca da bagno, immersa nella schiuma, cosa volete che potessi capirci in una scena del genere?

Consigliato a: I tecnici del settore, i laureandi in Economia, i broker, chiunque abbia a che fare col gergo dell’alta finanza, ma anche a chi semplicemente pensa che film di questo genere possano piacergli.

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Gioiello – 8.5 per la colonna sonora / 9 Febbraio 2016 in La grande scommessa

Per amare questo film bisogna concentrarsi ed essere appassionati della verità. E su questi fronti, gli italiani li vedo un filino in difficoltà.

Da vedere con economisti / 7 Febbraio 2016 in La grande scommessa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Impegnativo. Occorre avere il dizionario dei termini economico/lobbistici affianco. Per il resto mi piacciono le divagazioni e la trovata (non originalissima) degli attori che si rivolgono al pubblico davanti allo schermo.
E’ una storia tristemente vera.
Mi è piaciuto.

Coca, mignotte e CDS – see, magari / 31 Gennaio 2016 in La grande scommessa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Hollywood si mette di buzzo buono per spiegare la crisi dei mutui subprime del 2008. Lo fa con una serie di attoroni (lode a me, non ne ho riconosciuto uno, sono un sottile fisioniomista) e quella ventata di progressismo un po’ fastidioso degli attori ricchi che hanno i miliardi. Per dire, non è difficile preoccuparsi dei morti di fame in Congo, ma se hai una villa in California è più facile. La scelta è accendere la luce su alcune storie, che si intrecciano oppure no, di personaggi del mondo della finanza che nei mesi precedenti allo scoppio della crisi ne hanno riconosciuto i prodromi. E, essendo quello il mestiere loro, pur se ognuno con motivazioni proprie e storie personali alle spalle, ci hanno scommesso su. Assunto di base: la finanza è una specie di casinò, e visto i casinì che combina non c’è motivo di dubitarne. Ryan Gosling incarna l’archetipo del banchiere cinico soldisoldisoldifuckYEAH!, e la voce narrante. Intorno a lui: un nerd sociospastico gestore di un fondo, che sta in ufficio scalzo e ascolta heavy metal, il primo a vedere che il castello è basato sul niente. Un gruppetto di gestori con problemi etici, capeggiati da Steve Carrell. Un paio di ragazzotti che scoprono tutto per caso e ci puntano su. Ovviamente, tutti all’inizio li prendono per matti, figurati, il mercato immobiliare non crollerà mai. Ahahahahah. Rendere un film interessante su un argomento così noioso/difficile/indigesto è arduissimo, e meritorio, e non si esita a qualsiasi espediente, del tipo: e ora, che cosa siano i credit default swap, te lo spiega questa gnocca immersa nella schiuma. Lol. Sguardi in camera, del tipo “hey, so che sembra assurdo ma è successo davvero”. Tra personaggi riusciti o meno, alcuni buffi ma forse non molto verosimili (però remember che sono americani), vince la scelta di dimostrare la tesi procedendo per opposto: non chi/come ha minato le fondamenta, ma chi scopre e scommette contro; così si mettono in scena i meccanismi perversi, e il loro funzionamento, la loro logica, che hanno portato alla crollo finanziario. L’insieme non fa che spiegare, con i personaggi che indagano e non riescono a capacitarsi del fatto che stia tutto andando così tanto in vacca, e rispiegare andando sempre più a fondo ma con evidenti cerchi concentrici, cosa sia successo. Tutto infatti è basato sul fatto che nessuno ci abbia capito un ca**o, che è in una parola la finanza e non dico che dovrebbe morire ma… uhm, sì, no, dovrebbe proprio morire. Non ho ben capito quanto le spiegazioni siano chiare perché avendo io fatto, del tutto casualmente, una tesi che parlava di finanza (O_o ma sei matto?) non partivo davvero da zero, per cui ne ho ottenuto solo più tessere di un mosaico che comunque mi era stato spiegato già. Il succo, secondo Hyman Minsky, è che le regole ci sono, la finanza le aggira, la bolla finanziaria si gonfia, scoppia, moriamo tutti un po’, si rimettono regole, e poi si riparte. E questo è il capitalismo ^_^

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Non facile ma interessante. / 28 Gennaio 2016 in La grande scommessa

La storia di tre gruppi di persone che hanno intuito cosa stava per succedere sul mercato prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2007-2008. A causa dell’argomento trattato il film non è di facile comprensione (e devo dire che ho letto delle cose in merito per capirne di più) comunque risulta di grande interesse perché molto attuale.

Jenga!!! / 20 Gennaio 2016 in La grande scommessa

Prediamo Brad Pitt come produttore con una piccola parte nel film. Aggiungiamoci uno schizofrenico Christian Bale con un occhio di vetro, un coscienzioso Steve Carell e un ambizioso Ryan Gosling. Mettiamoli a fare gli agenti di borsa a Wall Street appena prima del crollo finanziario del 2008.
Facciamo spiegare ogni manovra finanziaria non da agenti di borsa, ma da un attrice emergente, uno chef, una ex di Justin Biber e da una torre di Jenga.
Ora, cosa può venire fuori da un accozzaglia di elementi simili?
O un capolavoro o un fiasco totale.
Racconti una storia che parla di una vera e propria scommessa, che in caso di vincita farà saltare in aria l’economia di mezzo mondo. Ci metti i più famosi e stimati attori di Hollywood a recitarla, tanto per capire quali sono i personaggi importanti. E poi non inquadri niente per più di un secondo, così capisci quando la trama arriva a una svolta.
E casomai i nostri “eroi” riuscissero a vincere, non sarà una vittoria poi così onorevole.
Come il regista Adam McKay forse, e dico forse, dirige con una scommessa la propria personale scommessa. E forse in caso di vittoria, come spero che sia, non sarà una vittoria poi così onorevole. Perché uno dei tanti difetti di una rappresentazione troppo veritiera, è che un evento può accadere solo in un modo, e si ripeterà allo stesso modo. E non ci sarà cinema al mondo che potrà mostrarne una propria diversa versione

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Una grande scommessa “cinematografica” / 17 Gennaio 2016 in La grande scommessa

Una pellicola intensa e più che reale ed attuale, in una sola parola: Tosta! Il cast fa gran parte del film e la trama intrigante lo completa. McAdams è un regista di grandi doti, da me apprezzato nei film con Will Ferrel e si pensava che con questo film non c’entrasse niente, invece non c’è regista più adatto! Bale da Oscar e il montaggio sorprende al massimo. Trama non tanto capita dal sottoscritto ma il poco che ho captato è che viviamo in mezzo alla “m***a”, come il film pronuncia insistentemente. Guardatelo e guardate iin che mondo si vive, dove l’America fa tutto…

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. / 14 Gennaio 2016 in La grande scommessa

Frenetico, nevrotico, ansioso e bello e magnetico da seguire, The Big Short è una sorta di dramedy (?) che gioca a rendere elettrizzante una materia torbidissima e oscura già di per se, l’alta finanza, decidendo perlopiù di addentrarsi tra le dinamiche e le cause della recente crisi economica del 2008. Coniugando momenti atti alla risata sempre un po’ incerte per lo spettatore (ridiamo di qualcosa che ancora paghiamo sulla pelle) e un ritmo incalzante che sostiene il flusso ininterrotto di paroloni tecnici e discorsi astrusi, il film riesce nell’obiettivo di far crescere l’ansia di chi guarda, trattando dopotutto un soggetto onestamente macchinoso e dallo svolgimento ed esito già noto, usando bene uno stile di regia molto vivace, dialoghi serrati e una musiche insistenti, spesso coprenti i dialoghi. Tutto ciò insieme contribuisce al senso di concitazione che il film gestisce ottimamente, fino al finale gelidissimo e perentorio. Nella ricostruzione di un mondo reale dove la Responsabilità Sociale d’Impresa sembra utopia, i personaggi si muovono veloci e fermi nelle loro, qualcuno più titubante, altri semplicemente avidi e gli attori rendono bene ognuno dei tipi formando tutti insieme un cast davvero brillante. Mai avrei detto che una storia così farraginosa e difficile avrebbe potuto appassionarmi per 120 minuti, eppure The Big Short fa proprio questo, vincendo su tutta la linea.

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L’economia ai tempi di Margot Robbie / 8 Gennaio 2016 in La grande scommessa

Hollywood ci prova a spiegarmi come funziona Wall Street, ma è inutile. Non bastano nemmeno Margot Robbie, Anthony Bourdain e Selena Gomez.
Il film racconta nel dettaglio le cause della bolla dei mutui sub-prime americani che ha causato la crisi economica mondiale del 2008 di cui subiamo gli effetti ancora adesso. La materia è complicata, e il film, anche rompendo il quarto muro, cerca di sbrogliare la matassa nella maniera più chiara e ironica possibile. Quello che riesce a chiarire sono però gli effetti di certi meccanismi finanziari, usando metafore che illustrano la portata devastante di quelle truffe. Raccontare le cause però è un’altra cosa, e è ancora solo per addetti ai lavori. Ma le metafore sono sufficienti a costruire un film vivace e insolente, che scalderà gli animi grillini e di chi apprezza le interpretazioni fisiche e esasperate di grandi attori come Christian Bale e Steve Carell.

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