Recensione su The Beach

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Non sottovalutatelo… / 27 Dicembre 2016 in The Beach

Solo in apparenza dedicato ai giovani in transizione tra l’adolescenza e l’età adulta, il quarto film di Danny Boyle è un monito contro l’illusione della fuga dal quotidiano e contro l’ideologia del comunitarismo.
In una storia tutto sommato intrigante, con l’eccezione di pochi passaggi a vuoto (come l’insistenza sul protagonista trasformatosi in un novello Rambo, in preda alla follia da isolamento e ai sensi di colpa), Boyle ci mostra cosa può accadere quando il sogno di una vita apparentemente ideale come quella su una splendida isola tropicale, praticamente deserta e inaccessibile, viene scosso dai comuni mali dell’uomo: la sofferenza e il dolore, la morte, il conflitto di opinioni, il tradimento.
Succede che escono fuori i lati più biechi dell’essere umano, l’egoismo in primis, che può raggiungere preoccupanti livelli di fanatismo.
Una pellicola dunque interessante, che rappresenta una moderna variazione sull’antico tema dell’isola del tesoro.
Di Caprio è più che discreto, confermando la sua attitudine ad interpretazioni altalenanti.
Il regista si lascia andare ad un eccesso di originalità soltanto quando decide provocatoriamente di mischiare film e videogame, anticipando, in modo volutamente esagerato, quella che sarà una tendenza del cinema contemporaneo.
Per il resto, l’opera di Boyle si fa anche ricordare per la colonna sonora techno-pop, dotata della giusta alchimia in relazione agli splendidi paesaggi rappresentati.

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