Silence

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Silence

Giappone, XVII secolo. Una coppia di gesuiti si reca in Oriente per diffondere il Cristianesimo: i due si trovano faccia a faccia con un'estrema violenza ed una forte persecuzione.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Silence
Attori principali: Andrew GarfieldAdam DriverLiam NeesonYosuke KubozukaTadanobu AsanoIssei Ogata, Shinya Tsukamoto, Ryo Kase, Nana Komatsu, Yoshi Oida, Ciarán Hinds, Béla Baptiste, Michié, Katsuo Nakamura, Motokatsu Suzuki, Yasushi Takada, Ten Miyazawa, Kaoru Endô, Diego Calderón, Shi Liang, Miho Harita, Hairi Katagiri, Hiroko Isayama, Yutaka Mishima, Yoriko Dôguchi, Kansai Eto, Shun Sugata, Hako Ohshima, Hideki Nishioka, Nobuaki Fukuda, Munetaka Aoki, Tetsu Watanabe, Yoshihiro Takayama, Asuka Kurosawa, SABU, Ryo Sato
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura/Autore: Martin Scorsese, Jay Cocks
Colonna sonora: Kathryn Kluge, Kim Allen Kluge
Fotografia: Rodrigo Prieto
Costumi: Dante Ferretti
Produttore: Martin Scorsese, Barbara De Fina, Irwin Winkler, George Furla, Randall Emmett, Emma Tillinger Koskoff, Vittorio Cecchi Gori, Stuart Ford, Ted Fox, Gaston Pavlovich, Chad A. Verdi, Ken Kao, Brandt Andersen, Wayne Marc Godfrey, Len Blavatnik, Manu Gargi, Matthew J. Malek, Dale A. Brown, Niels Juul, Michelle Verdi, Tyler Zacharia
Produzione: Usa, Italia, Messico
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 161 minuti

Sconquassi interiori / 9 Ottobre 2019 in Silence

(Riflessioni sparse)

Sono stata sconquassata dalla riflessione di Rodrigues (Andrew Garfield) sul silenzio di Dio, dalla modernità di pensiero applicata a un gesuita del XVII secolo, dall’estrema razionalità di queste oneste considerazioni. Poi, anzi, parallelamente, sono rimasta molto impressionata dalla potenza fideistica degli atti di alcuni personaggii, in cui ho visto mescolarsi propensioni inenarrabili, cioé difficilmente spiegabili a parole.
Da questo punto di vista, Silence mi ha scosso intimamente. Scorsese è stato capace di affiancare a questo impianto speculativo una messinscena notevole, in cui il ruolo dell’ambiente naturale è fondamentale nella rappresentazione di un divino imperscrutabile.

Non mi è piaciuta la scelta del cast, in particolare Garfield: troppo moderno nei gesti, negli atteggiamenti, per risultare sufficientemente credibile. Inguardabile, poi, nella versione invecchiata.

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Scorsese è una garanzia / 15 Giugno 2017 in Silence

Film molto crudo,profondo, da vedere con attenzione e soprattutto con pazienza; ritmo del film è effettivamente un po’ lento ma ne vale la pena per ogni singolo minuto. Che dire, attori straordinari, regia stupenda, storia molto interessante, l’unica pecca è che mi sarebbe piaciuto vedere Liam Neeson un po’ di più di 20.

abbastanza deluso / 1 Giugno 2017 in Silence

il mio voto è dovuto a
-liam neeson si vede si e no per 20 minuti e 1 ora poteva essere tagliata
-per nulla coinvolgente,e troppo lento

Il peso del Tuo Silenzio / 16 Febbraio 2017 in Silence

Fede, Religione, Ricerca, Persecuzione, Dolore, Intolleranza, Tortura, Crisi, Preghiera, Silenzio. Parole. Parole che costituiscono Silence. Sono parole che evocano le immagini di Silence. Immagini che parlano di due gesuiti si recano in GIappone per cercare padre Ferreira, un maestro spirituale che sembrerebbe aver rinnegato la sua religione.
Infatti in Giappone l’alternativa alla morte e all’agonia era l’abiura. Perché in Giappone la religione cattolica che si proponeva a quel mondo e se ne appropriava opprimendo e non integrando, venne col tempo sempre più osteggiata e perseguitata. Gli occidentali da una parte non erano in grado di creare un dialogo maturo con una cultura così diversa dalla loro.
E gli orientali dall’altra parte risolsero la questione con le peggiori torture e i peggiori massacri. Ma questo è solo l’antefatto del film. Il film invece non si dedica a distribuire le colpe di chi ha reso la situazione così insostenibile. Il film si concentra alla fede e alle sue sfide per sopravvivere alle insidie del mondo. Se i contadini hanno una visione semplicistica della fede come liberazione da ogni male, i gesuiti vedono in ogni cosa che fanno un messaggio di Dio. Credono all’inizio di poter trovare in quella fede semplice e ingenua, il conforto per continuare la missione. Da una parte Padre Garupe si chiede se non sia superfluo chiedere tutto quel sacrificio per una religione che non attecchisce in Giappone. Mentre dall’altra Padre Rodriguez aspetta nel martirio una risposta che non arriverà. E non arriverà perché il martirio porta altre domande. Perché il piano di Dio per lui comprende un martirio diverso, per lui comprende il silenzio di fronte alla preghiera e allo smarrimento. Vede nel suo riflesso il calvario di Gesù Cristo e non si rende conto che il suo riflesso è più simile a quello di Kichijiro, il contadino che ha abbandonato e rinnegato la religione; il debole, il peccatore, il figliol prodigo che si allontana da casa cento, mille volte. Perché Kichijiro chiederà sempre perdono, in ogni circostanza. Perché lui in ogni caso ritornerà sempre.
E dopotutto essere cristiano significa soprattutto poter tornare. Anche dopo aver fatto molta strada lontano da casa. Ed è per questo forse che a Martin Scorsese piace immaginare un Padre Rodriguez che nonostante tutto sia tornato a casa, nonostante la disperazione immensa di fronte al silenzio.

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Scorsese. / 9 Febbraio 2017 in Silence

forse ci ha messo troppo a realizzarlo, forse il film è semplicemente troppo lungo. ma levati i tecnicismi e la storia in sè, che alla fine è più che interessante, mi sembra che il “centro” si fatichi a trovarlo, sopratutto alla luce della scena finale. personaggio migliore il cinese “peccatore”, peggiore il “compagno di viaggio” e la sua fine “buttata lì”.

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