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Il peso del Tuo Silenzio / 16 febbraio 2017 in Silence

Fede, Religione, Ricerca, Persecuzione, Dolore, Intolleranza, Tortura, Crisi, Preghiera, Silenzio. Parole. Parole che costituiscono Silence. Sono parole che evocano le immagini di Silence. Immagini che parlano di due gesuiti si recano in GIappone per cercare padre Ferreira, un maestro spirituale che sembrerebbe aver rinnegato la sua religione.
Infatti in Giappone l’alternativa alla morte e all’agonia era l’abiura. Perché in Giappone la religione cattolica che si proponeva a quel mondo e se ne appropriava opprimendo e non integrando, venne col tempo sempre più osteggiata e perseguitata. Gli occidentali da una parte non erano in grado di creare un dialogo maturo con una cultura così diversa dalla loro.
E gli orientali dall’altra parte risolsero la questione con le peggiori torture e i peggiori massacri. Ma questo è solo l’antefatto del film. Il film invece non si dedica a distribuire le colpe di chi ha reso la situazione così insostenibile. Il film si concentra alla fede e alle sue sfide per sopravvivere alle insidie del mondo. Se i contadini hanno una visione semplicistica della fede come liberazione da ogni male, i gesuiti vedono in ogni cosa che fanno un messaggio di Dio. Credono all’inizio di poter trovare in quella fede semplice e ingenua, il conforto per continuare la missione. Da una parte Padre Garupe si chiede se non sia superfluo chiedere tutto quel sacrificio per una religione che non attecchisce in Giappone. Mentre dall’altra Padre Rodriguez aspetta nel martirio una risposta che non arriverà. E non arriverà perché il martirio porta altre domande. Perché il piano di Dio per lui comprende un martirio diverso, per lui comprende il silenzio di fronte alla preghiera e allo smarrimento. Vede nel suo riflesso il calvario di Gesù Cristo e non si rende conto che il suo riflesso è più simile a quello di Kichijiro, il contadino che ha abbandonato e rinnegato la religione; il debole, il peccatore, il figliol prodigo che si allontana da casa cento, mille volte. Perché Kichijiro chiederà sempre perdono, in ogni circostanza. Perché lui in ogni caso ritornerà sempre.
E dopotutto essere cristiano significa soprattutto poter tornare. Anche dopo aver fatto molta strada lontano da casa. Ed è per questo forse che a Martin Scorsese piace immaginare un Padre Rodriguez che nonostante tutto sia tornato a casa, nonostante la disperazione immensa di fronte al silenzio.

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