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Recensione su La città incantata

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Bello…ma non esageriamo / 8 agosto 2018 in La città incantata

Incuriosito da come questo cartone sia pluricitato e multi-elogiato in ogni classifica, gli ho dato una chance.
Non sono un esperto di cartoni giapponesi , ma mi è piaciuto molto.
Ho trovato un prodotto…ambizioso , dove ogni personaggio (alcuni buffissimi e troppo strani per non volergli bene) è ultra caratterizzato. La storia ricalca qualche cliche del genere , ma tutto sommato presenta anche molte originalità (alla fine il palazzone è una sauna /casa di cura per spiriti…fantastico!).
Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è la “cura” che ho percepito. Si vede che l’autore gli ha voluto bene…che ha cercato di mettere un “qualcosa in più” in ogni immagine , paesaggio , dettaglio…faccio un esempio per tutti : verso il finale quando la ragazzina e il Senzavolto ( stupendo) sono sul treno , si vede uno scorcio di paesaggio con un isolotto solitario , con sopra una casetta e un albero. Stop. Non serve a NIENTE nel cartone…ma ci stava,bene.Arricchiva il prodotto. E ci sono altri 1000 esempi.

Insomma bello.Bello e curato.
Una nota a parte per la colonna sonora : MERAVIGLIOSA. Era dai tempi di Final Fantasy 11 , che non sentivo delle melodie così belle , che ti rimanevano in testa appena le ascolti.

Però…però…calma con le affermazioni . Ho letto robe tipo ” il più bel film d’animazione di tutti i tempi”….capolavoro…arte…
E’ un bel cartone .
Ma nulla a che vedere con mostri sacri di Walt Disney , non scherziamo. Sarà che sono vecchio…sarà che – come detto – non conosco l’universo giappo…sarà che sono di parte…ma insomma ,certe affermazioni , sarei più propenso a riservarle per La Spada Nella Roccia , Cenerentola o La Carica dei 101. Ecco.

3 commenti

  1. Stefania / 8 agosto 2018

    Stavo per darti un Oscar, ma l’ultimo paragrafo mi ha fatto rizzare i capelli così: https://bit.ly/2M84zbz 😀
    La città incantata è “solo” La città incantata: perché fare il confronto con la Disney? Sono due universi completamente diversi, tanto che, come direbbe qualcun altro, non giocano neanche nello stesso campionato. Miyazaki (come tanti altri autori giapponesi che hanno iniziato a lavorare nell’animazione orientale nel Secondo Dopoguerra) deve molto all’immaginario disneyano, perché lo zio Walt, nel bene e nel male, ha plasmato letteralmente la fantasia di chiunque abbia visto almeno uno dei suoi grandi classici. Però, Disney e Ghibli (in questo caso) corrono su binari differenti (per fortuna! Altrimenti, sai che noia l’omologazione…). A sua volta, John Lasseter ha sempre detto che i lavori di Miyazaki sono stati una fondamentale fonte di ispirazione per la Pixar, non tanto dal punto di vista estetico, quanto sotto l’aspetto “emotivo”. Personalmente, non fatico ad accostare alcuni elementi di diversi film Pixar ad altri di specifici anime giapponesi e dello Studio Ghibli in particolare, soprattutto per quanto riguarda la complessità dei sentimenti.
    E, poi, non capisco, pardon: perché, per esempio, La carica dei 101 può essere considerato “un mostro sacro” e La città incantata no? è per via dell’anzianità (del film)? 😀

    P.s.: in realtà, la tua recensione l’Oscar se lo merita, perché, ouh, la tua “verginità” sull’argomento mi ha fatto emozionare e un po’ ti ho invidiato per aver (finalmente) scoperto la bellezza di questo film di Miyazaki, cogliendone, fra l’altro, alcuni dettagli molto belli (come la casa nel nulla). Se questo era davvero il primo approccio ai suoi lavori, ti invito a vedere anche gli altri, perché, appunto, la bellezza non può restare a lungo nascosta 🙂 Purparlé, il mio preferito è Principessa Mononoke, ma per iniziare non sarebbe male un classico come Il castello di Cagliostro con il mitico Lupin III.

  2. Insomnium / 8 agosto 2018

    ciao Stefania!
    Beh , l’anzianità conta eccome. Come anche i mezzi e gli strumenti a disposizione del periodo storico di cui parliamo. E’ un pò come i libri fantasy di oggi(Games of Thrones su tutti)…devono per forza fare i conti con Tolkien . E’ così…e l’anzianità , conta (almeno per me , soggettivissimo per carità). Poi come hai visto ho dato 8 , non 4 alla Città Incantata eh! Mi è piaciuto un sacco. Ma – ad esempio – un aspetto che non ho sbadatamente trattato prima , non c’è paragone tra i disegni : tengo tutta la vita quelli Disney…Se poi vuoi buttarmela proprio sull’emotività soggettiva….SI! Sono cresciuto a pane e Classici Disney! Quindi non posso che essere di parte ! 😀
    Ma stai sicura che oggi mi procuro la Principessa Mononoke. Ma non l’altro con Lupin…che odio senza confini e non capirò mai il successo che ha.

    • Stefania / 8 agosto 2018

      @inflames: il Lupin di Miyazaki e Takahata è il Lupin più scanzonato e fra i meglio caratterizzati dell’intera saga, sia a episodi che “cinematografica”. Fossi in te, darei una chance anche a questo lungometraggio che, nel suo impianto narrativo ed estetico, è decisamente “europeo” (deve molto ai feuilleton ottocenteschi).
      Tornando a La città incantata, ho capito che ti è piaciuto tanto! Invece, non ho capito la necessità del confronto con la Disney. Ecco perché mi si sono rizzati i capelli sulla capa. Pure io, in linea generale, sono una super-fan dell’animazione Disney, ma, proprio per questo, ci tengo a tenere separati i due “generi”, diciamo. Allora, aspetto commenti su Mononoke, eh! 😉

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