La città incantata

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La città incantata

Chihiro è una bambina debole e piagnucolosa: lei e i suoi genitori stanno traslocando. Durante il viaggio in automobile verso la nuova casa, sbagliano strada e si ritrovano in una sorta di luna park abbandonato. Qui, i due adulti vengono trasformati in maiali e, per evitare che vengano macellati e mangiati, Chihiro, aiutata dal misterioso Haku, dovrà affrontare alcune sfide decisive contro la strega Yubaba.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: 千と千尋の神隠し
Attori principali: Rumi HiiragiRumi HiiragiMiyu IrinoMiyu IrinoMari NatsukiMari NatsukiBunta SugawaraBunta SugawaraYumi TamaiYumi TamaiRyunosuke Kamiki, Takashi Naitō, Yasuko Sawaguchi, Tatsuya Gashûin, Yo Oizumi, Koba Hayashi, Tsunehiko Kamijô, Takehiko Ono, Akio Nakamura, Ken Yasuda, Mostra tutti
Regia: Hayao MiyazakiHayao Miyazaki
Sceneggiatura/Autore: Hayao Miyazaki
Colonna sonora: Joe Hisaishi
Fotografia: Atsushi Okui
Produttore: Toshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Fantasy, Famiglia, Animazione
Durata: 125 minuti

Dove vedere in streaming La città incantata

Il capolavoro assoluto di Miyazaki / 8 Maggio 2020 in La città incantata

Per me Miyazaki con questo film raggiunge l’apice della perfezione, la storia di formazione di una ragazzina viziata e piagnucolona che dovrà affrontare i propri limiti affrontando un mondo si insidioso ma anche pieno di cose meravigliose.
Comparto artistico stupendo, disegni, regia e fotografia da stropicciarsi gli occhi.
Meraviglioso.

E’ davvero questo il capolavoro dell’animazione di cui tutti parlano? / 2 Maggio 2020 in La città incantata

La stessa Citta incantata tanto elogiata come il capolavoro dell’animazione mondiale che è valso a Hayao Miyazaki l’Oscar al Miglior film d’animazione?

Oddio non so se per tendenza, o perché si è instaurato un processo di mitizzazione attorno a questo film dove o lo ami o sei culturalmente ottuso… o forse è invecchiato terribilmente male, nonostante siano passati appena 17 anni (i film Disney hanno anche 80 anni ma restano comunque meravigliosi), forse devo aver guardato un’altra Città incantata, ma per me è uno dei peggiori cartoni animati mai visti in vita mia.

Opera iper-sopravvalutata dove una serie di situazioni e personaggi senza senso vengono diluite in un calderone e cotte per la bellezza di 130 minuti. Una cottura lenta e dolorosa. Si salvano solo da questi film i bei disegni, i colori e la cura del dettaglio. Purtroppo non è stata messa la stessa cura nella trama dove il no-sense regna sovrano sin dai primi minuti dove dei genitori sono talmente incoscienti e imprudenti da inoltrarsi in un luogo tetro, sinistro e abbandonato insieme alla figlia di 10 anni, per poi trovarsi nel mercato di una città e a ingozzarsi di cibo che non conoscono per diventare successivamente dei maiali in stile maga Circe dell’Odissea. Seguirà una storia ancora più senza senso ambientata tutto il tempo all’interno delle terme con personaggi, che glielo concedo a Miyazaki, molto curiosi e originali ma senza personalità e approfondimento. Il celebre mostro senzavolto entrato nella storia dell’animazione non si capisce che ruolo abbia. Vuole ricoprire di oro la ragazzina senza alcuna ragione per poi sbroccare di brutto e inseguirla per divorarla, per poi prendere assieme un treno, fingere che non sia mai successo nulla e diventare migliori amici per sempre. E vogliamo parlare del bambino gigante, della gemella di Yubaba, Zeniba, identica in tutto e per tutto persino nei vestiti e nei gioielli? Ed Haku, il ragazzo con cui la protagonista avrà parlato si e no cinque minuti scarsi, che non conosce, ma per il quale nutre un forte sentimento d’amore, ma che poi in realtà si rivela non essere un ragazzo bensì un fiume, lo stesso fiume dove la protagonista una volta stava per annegare diversi anni prima? E’ vero che quella scena è visivamente bella e suscita qualche emozione, ma il senso di tutto ciò?
Mi è sembrato di vedere una pessima imitazione di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Onestamente mi ha deluso e terribilmente annoiato. Trovo sia un cartone davvero sopravvalutato, ed è il secondo cartone diretto da Miyazaki che non mi è affatto piaciuto insieme a Nausicaa della Valle del Vento. Vedro comunque di vedere almeno altri due classici: Il mio vicino Totoro e Il castello errante di Howl.
Piuttosto ho adorato La storia della Principessa Spendente e I miei vicini Yamada di Isao Takahata, decisamente più talentuoso nel dirigere cartoni animati.

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Poetico e metaforico! / 15 Febbraio 2020 in La città incantata

Inutile recensire questo piccolo gioiello, che per amanti del cinema (giapponese per di più) è gia un cult.
Ma quello che ci ho potuto vedere “dentro” è qualcosa di unico: il rapporto con la famiglia, la crescita, la responsabilità, il coraggio, l’unità, il dialogo. la forza… tutte chiavi indispensabili dell’esistenza umana raggruppate in una fiaba, stavolta più congegnata, più adulta, che portano Chihiro ad un’avventura come fu per Alice o per Dorothy, in un mondo fantastico e ricco di personaggi dalle mille sfaccettature.
Forse un po’ sopravvalutato ma comunque per ora il migliore dello Studio Ghibli che ho visto (e ne ho visti solo 5…) ?
8+.

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Bello…ma non esageriamo / 8 Agosto 2018 in La città incantata

Incuriosito da come questo cartone sia pluricitato e multi-elogiato in ogni classifica, gli ho dato una chance.
Non sono un esperto di cartoni giapponesi , ma mi è piaciuto molto.
Ho trovato un prodotto…ambizioso , dove ogni personaggio (alcuni buffissimi e troppo strani per non volergli bene) è ultra caratterizzato. La storia ricalca qualche cliche del genere , ma tutto sommato presenta anche molte originalità (alla fine il palazzone è una sauna /casa di cura per spiriti…fantastico!).
Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è la “cura” che ho percepito. Si vede che l’autore gli ha voluto bene…che ha cercato di mettere un “qualcosa in più” in ogni immagine , paesaggio , dettaglio…faccio un esempio per tutti : verso il finale quando la ragazzina e il Senzavolto ( stupendo) sono sul treno , si vede uno scorcio di paesaggio con un isolotto solitario , con sopra una casetta e un albero. Stop. Non serve a NIENTE nel cartone…ma ci stava,bene.Arricchiva il prodotto. E ci sono altri 1000 esempi.

Insomma bello.Bello e curato.
Una nota a parte per la colonna sonora : MERAVIGLIOSA. Era dai tempi di Final Fantasy 11 , che non sentivo delle melodie così belle , che ti rimanevano in testa appena le ascolti.

Però…però…calma con le affermazioni . Ho letto robe tipo ” il più bel film d’animazione di tutti i tempi”….capolavoro…arte…
E’ un bel cartone .
Ma nulla a che vedere con mostri sacri di Walt Disney , non scherziamo. Sarà che sono vecchio…sarà che – come detto – non conosco l’universo giappo…sarà che sono di parte…ma insomma ,certe affermazioni , sarei più propenso a riservarle per La Spada Nella Roccia , Cenerentola o La Carica dei 101. Ecco.

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Kamikakushi / 10 Aprile 2016 in La città incantata

Scrivere un elogio a questo film è una delle cose più semplici al mondo. E neanche mi va più di tanto di perdermi in chiacchiere su quanto sia ben fatto tecnicamente. Perché come tutti i grandi capolavori, non fa che lasciare senza parole. SI può analizzare in ogni sua parte in così tante maniere diverse, ma la pura e semplice realtà è che questo film è puro e semplice.
E’ un film che ti coinvolge, ti emoziona, che ti fa sentire parte della storia. E’ un film che non giudica ma ascolta. E’ un film che sia adatta ad ogni occasione, che si illumina di una luce diversa ogni volta che lo guardi . E mentre ti narra una storia così insolita in un mondo così corrotto, si mantiene comunque semplice e puro. E come si può elogiare questo film? Come si può ricoprirlo di complimenti e descrizioni quando è chiaro che queste non basteranno mai. Questo film è stato già tanto elogiato, quando forse aveva come unica pretesa quello di essere amato per le emozioni che donava, e di andare al di là di nazioni e circostanze, o età e epoche. E potrei trovare migliaia di ragioni per cui va amato. Ma non ce ne è bisogno, perché una volta visto si spiega da solo, si fa amare senza alcun bisogno di aiuto, si evolve senza che ci sia bisogno di spiegazioni logiche. E alla fine della visione ti fa sentire diverso, come se la crescita che hai appena visto compiersi sullo schermo progressivamente, ti abbia in qualche modo condizionato.
E nonostante le grandi aspettative che nutrivo soprattutto questa volta per un film di Miyazaki, Miyazaki riesce a volare più in altro della più fervida immaginazione. E il finale di questa fantastica avventura non lascia che quel vuoto paragonabile ai momenti in cui Dorothy torna a Oz o Alice si sveglia.

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