Principessa Mononoke

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Principessa Mononoke

Ashitaka è un giovane guerriero e si ritrova costretto ad uccidere un dio-cinghiale demoniaco impazzito, però così attira su di sè una maledizione che gli attribuisce una morte certa. Messosi in viaggio per trovare una cura si imbatte nella giovane San, allevata dai lupi e chiamata Principessa Mononoke, e nella crudele Lady Eboshi, che vuole distruggere tutte le foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San. Ashitaka, innamoratosi della principessa, la aiuterà a difendere i suoi amici, ma a che prezzo? Nel 2010 il film è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 col titolo La principessa spettro per rendere con maggiore fedeltà l'originale.
manuz88 ha scritto questa trama

Titolo Originale: もののけ姫
Attori principali: Yōji MatsudaYōji MatsudaYuriko IshidaYuriko IshidaYūko TanakaYūko TanakaKaoru KobayashiKaoru KobayashiMasahiko NishimuraMasahiko NishimuraTsunehiko Kamijô, Sumi Shimamoto, Tetsu Watanabe, Mitsuru Satô, Akira Nagoya, Akihiro Miwa, Mitsuko Mori, Hisaya Morishige, Mostra tutti

Regia: Hayao MiyazakiHayao Miyazaki
Sceneggiatura/Autore: Hayao Miyazaki, Neil Gaiman
Colonna sonora: Joe Hisaishi
Fotografia: Atsushi Okui
Produttore: Toshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma, Seiji Okuda, Seiichiro Ujiie, Yutaka Narita
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Azione, Fantasy, Animazione
Durata: 134 minuti

Dove vedere in streaming Principessa Mononoke

La più rara gemma di Hayao Miyazaki / 30 Settembre 2021 in Principessa Mononoke

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Princess Mononoke, sotto il profilo del topos letterario, si presenta come l’opera omnia del maestro Miyazaki, in quanto in essa si possono scorgere e ravvisare tutti i temi cari al cofondatore dello Studio Ghibli, e che delineano, insieme alla peculiare animazione, quel racconto formativo che è alla base di ogni lavoro dello Studio stesso.
Andando però a sondare quello che è l’esoscheletro della narrazione, ossia i suoi personaggi, possiamo riscontrare delle divergenze, anche sostanziali, che mutano l’involucro del film, senza però intaccarne del tutto l’impronta idealista e femminista.
Innanzitutto, a dispetto del titolo, il caratterista principale è un ragazzo, Ashitaka, e non, come quasi sempre accade, un personaggio femminile.
Con il Porco Rosso nel 1992 avevamo già assistito a questa sorta di ‘’scambio’’ di ruolo, così come in Si alza il vento del 2013 , ultimo lavoro del Maestro.
Si potrebbe citare anche Il Castello errante di Howl , ma appare subito evidente quanto il personaggio di Sophie risalti per importanza rispetto al carismatico mago.
Quindi, cosa rende atipico il roster di personaggi di Princess Mononoke rispetto ad altre opere del Maestro?
Semplice. Sia nel Porco Rosso che in Si alza il vento, entrambi i protagonisti trovano, uno la salvezza ( e il perdono ), l’altro il raggiungimento di un sogno, grazie alla componente femminile che orbita nel racconto, e che si erge come ancora di salvezza e sostegno emotivo.
In Princess Mononoke, per la prima volta, l’archetipo miyazakiano si rompe, anzi cambia prospettiva. La donna non è al centro del percorso formativo che poi porterà il protagonista a liberarsi e a ‘’crescere’’. E’ bensì quest’ultimo a prendere le redini del racconto e a osservare tutto ‘’ con occhi non velati dall’odio’’. Quell’odio che rende Eboshi, donna forte e indipendente, cieca di fronte ai bisogni della natura, e San, verace e indomita guerriera, sorda ai richiami genuini di una fetta di popolazione che ancora conserva la sua umanità.
Miyazaki non idealizza queste due figure, non offre loro un vero percorso di crescita, almeno per quanto riguarda San, che non riesce nemmeno nel finale a perdonare il genere umano, sebbene provi un sentimento profondo per uno di loro, ossia Ashitaka, unico vero anello di congiunzione tra uomo e natura.
San non rispecchia l’indole benevole e altruista di quasi tutte le eroine miyazakiane ( mi piace davvero il termine ), ma splende, forse ancor più di loro, per la propria genuinità. Per il fatto di risultare agli occhi dello spettatore, non caritatevole o virtuosa, ma reale, con tutte le idiosincrasie del caso.
In regia l’occhio si immerge in pianure arse di vita e di morte, nel lussureggiante disegno della natura, che primeggia su tutto, come a volerne imprimere il tratto. Stilisticamente ( e filosoficamente ) siamo vicini a Nausicaa della Valle del vento, ma qui l’impatto visivo è maggiore, fortemente condizionato sia dalla trama, che dal lato fantasy, che come sempre emerge nel suo immaginario folklorico.
La più rara gemma di Hayao Miyazaki.

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Anche questo , molto bello / 7 Gennaio 2019 in Principessa Mononoke

Molto carino anche questo cartone.
Ho apprezzato tantissimo il linguaggio aulico e prosaico dei protagonisti , stava molto bene nel contesto della storia.
Bellissimi anche i disegni , soprattutto la foresta (e chiederei a Cameron se per la sua selva di Pandora , non abbia scopiazzato parecchio da questo cartone…certi colori e alcuni sfondi, sono veramente identici).

Ho apprezzato meno la trama , me l’aspettavo più complessa . E alcuni dialoghi sono un pò troppo ripetitivi e prolissi.
Straordinari i disegni degli Dei Maligni e del Dio Bestia (si chiama cosi , non sto bestemmiando) , bisogna veramente avere un’immaginazione superiore.
Bello,insomma. Ma lo avrei fatto durare mezzora in meno.

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recensione / 16 Settembre 2017 in Principessa Mononoke

uno dei migliori film di animazione più belli mai visti.
il nonnino Hayao Miyazaki come sempre sa come farci sognare. in questo film vuole farci capire come potrebbe reagire la natura se continua a distruggerla e a far del male a essa e alle creature che ci vivono.

non so quante volte io abbia visto questo film, ma non mi stancherò mai e poi mai. E’ uno di quei film che va visti per forza, come del resto tutte le altre opere di Hayao Miyazaki

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Il miglior fantasy possibile? / 29 Marzo 2017 in Principessa Mononoke

Ora, io sono piccolino, ci ho trent’anni. Quando è uscito questo film esistevo ma ignoravo l’esistenza del Cinema.
Quindi l’ho visto oggi per la prima volta.

Ora provo a immaginarmi quando questo film è uscito come possa aver reagito il pubblico. Uno dei commenti più popolari sarà sicuramente stato: “Come potrà mai Miyazaki fare un film migliore di questo?”. Poi quattro anni dopo esce “La città incantata”. Gli stessi che avevano fatto quel commento a questo punto li avranno ricoverati, e ancora oggi staranno in cura, legati al lettino, urlando quanto tanta bellezza sia impossibile.

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Lo amo da quando sono piccola. / 26 Maggio 2016 in Principessa Mononoke

Questo film animazione è una cosa insuperabile per me, mi dona ogni volta emozioni nuove e non mi stancherei mai di guardarlo. <3